'; Culo a nord-est (capitolo 1) | Racconti erotici

Culo a nord-est (capitolo 1)

Culo a nord-est (capitolo 1)

Punto di vista di Maurizio

Un altro giorno di inizio estate in quel piccolo paese del nord-est. E come ogni giorno da un mese a questa parte, mi trovo ad uscire presto dal lavoro alla ricerca di lui.
Non so nemmeno il suo nome, ma so benissimo com’è fatto: alto 180 o giù di lì, e sembra un modello. Oddio, forse lo è, chissà! Ha due occhi neri come il carbone, un bel viso dolce e maschile, un sorriso a 32 denti e delle labbra spesse e carnose.

Non succedono molte cose a Schiavòns, paese (inventato) di 3000 anime nel Friuli remoto. E l’arrivo di un giovane ragazzo, per giunta così attraente, non è passato inosservato alla gente di paese. Eh sì: dalla tinta scura della pelle il ragazzo sembrerebbe sudamericano, quantomeno di origine. Mi verrebbe da dire Brasile, Colombia o addirittura i Caraibi, chissà… Ma di sicuro è veneto, almeno a giudicare dall’accento!
Non succedono molte cose a Schiavons, ma una di queste è il festival estivo. Si tratta di un po’ di musica e bar in una di quelle piazze-parcheggio ai confini del paese, dove le case sfumano gradualmente verso la campagna. E lui è lì ogni sera: annoiato al cellulare e sempre vestito in maniera involontariamente molto provocante. Chissà se lo fa apposta, di indossare sempre delle magliette strette che evidenziano il suo fisico impeccabile, ma soprattutto… Il culo.

E’ il caso di dedicare un paragrafo intero al suo culo. E’ il culo più bello che io abbia mai visto: è rotondo, grande e sporgente. Ma perfettamente sagomato, muscoloso al punto giusto, tondo al punto giusto. E’ sempre vestito informale, la sua tenuta preferita sono dei semplici pantaloni della tuta o da corsa un po’ aderenti. Chiunque altro passerebbe inosservato se li indossasse, e invece lui ha delle gambe così definite, e un culo così marmoreo, da sembrare nudo anche quando è vestito. Chissà se lo fa apposta!
E lo giuro. Giuro che una volta mi è sembrato di vedere una fascia bianca sbucare dai suoi pantaloni! Sono sicuro che fosse la fascia elastica tipica della parte superiore di un jockstrap, quei sospensori da calciatore che tanto sono sexy sul culo di un uomo.
La sola idea di abbassargli i pantaloni e vedere quel culo scuro, bronzeo e tondo come due palloni da basket, incorniciato da un jockstrap bianco…

Mamma mia, basta, devo smetterla. Non so nemmeno perché io continui con questa storia. Mi sento un ragazzino di 15 anni, quando di anni ne ho 51!
Mi chiamo Maurizio e non mi sono mai sposato. Le donne facevano a gara per cercare di conquistarmi: mi ritengo un uomo affascinante, alto e bene in forma per la mia età. Sono molto attento al mio aspetto, composto ed elegante, con i miei capelli brizzolati sempre ben rifiniti.
Ho un’azienda agricola mia, fondata e resa importante solo ed esclusivamente grazie al mio lavoro, che mi ha portato una discreta somma di denaro. Spendo volentieri un bel po’ di soldi per vestirmi e presentarmi sempre bene.

Ma non sono interessato alle donne, soprattutto a quelle che cercano di sistemarsi. A me piacciono i maschi, possibilmente più giovani, e in passato ho avuto la mia bella dose di storie e di avventure. E continuerei ad averne, se non fosse che a Schiavons non succedono mai molte cose.

Però qualcosa forse sta per cambiare. Non ne posso più. Complici i 3 bicchieri di vino che ho bevuto e il fatto che il sole è già tramontato, decido di farmi avanti. Non ne posso più, ho bisogno di conoscerlo, di vederlo da vicino, di mettergli il mio cazzo dentro.
Lui sta seduto su una di quelle panchine da sagra, da solo e annoiato al cellulare. Io mi alzo, cammino sicuro verso di lui, ma tutta la mia forza viene meno quando gli porgo la mano… Titubante, riesco solo ad accennare un “Ehi ciao… Uhm, sono Maurizio, piacere”.

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Punto di vista di Marco

Mamma mia che noia. A Schiavons non succede mai un cazzo, su Grindr non si trova nessuno. Perfino alla sagra, che qui chiamano “festival”, mi annoio: potrei anche parlare con qualcuno, ma non c’ho voglia, e ad essere onesto sto un po’ snobbando i miei nuovi compaesani. Dei miei 24 anni di vita, sono nato e cresciuto in una città veneta e poi ho vissuto durante l’università a Londra. Adesso, finalmente laureato, mi trovo catapultato in questo paesino sperduto senza alcuno stimolo culturale e nemmeno sessuale.

Avete capito bene. E’ da 1 mese e mezzo che vivo in questo paesino, ed è da 1 mese e mezzo che non lo prendo nel culo. Posso anche accettarlo, consapevole che è meglio non fare sesso che fare brutto sesso, però a tutto c’è un limite.
Ed è a quel punto che sento un signore chiamarmi. Cosa vuole? Ah, è quella specie di stalker che mi fissa sempre. How creepy.

Cosa vuole da me? Ah si presenta. Vabbé mi presento anch’io. “Ciao Maurizio, mi chiamo Marco, piacere”. Sorrido e lo guardo, ma lui.. Dove guarda? Ma… Vuoi vedere che sta cercando di guardarmi il culo? Ma pensa te!!
Cioè lo capisco, sia ben chiaro. Sono stato fortunato ad avere un culo oggettivamente perfetto, anche se è in parte merito mio perché mi sono fatto sempre il culo (letteralmente) in palestra. Ma avevo un bel culo tondo anche quando ero magro, figuriamoci adesso che mi alleno.
Tutto il mio corpo è ben definito, ho delle spalle larghe e una vita stretta che lascia spazio, come già detto, a due chiappe piuttosto grandi e rotonde.
Si nota che sono orgoglioso del mio sedere?

Ma torniamo a noi. Finalmente ho capito e me ne sono reso conto: quell’uomo mi segue da quando ho messo piede in questa città solo per potermi guardare il culo. Hahaha qui ci sarà da divertirsi, lo farò impazzire!

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Punto di vista di Maurizio

E’ ormai buio da un po’, e il cuore mi batte fortissimo. Ho trovato il coraggio di andare e presentarmi al ragazzo che mi ossessiona da almeno un mese, e lui continua a guardarmi con quello sguardo annoiato, come se si sentisse superiore a tutto e a tutti.
La conversazione non è andata molto bene: dopo esserci presentati è seguito un silenzio mezzo imbarazzato, in cui lui ha ricominciato a guardare il cellulare. Ma dopo pochi secondi, che a me sono sembrati un’eternità, lui improvvisamente distoglie l’attenzione dal telefono, mi guarda e sussurra “seguimi”.
Neanche il tempo di rendermene conto, e lui sta già camminando. Io mi affretto e cammino 1 metro dietro di lui, in totale silenzio, mentre i miei occhi sono fissi proprio lì, su quelle chiappe. Sembra quasi che lo faccia apposta, ma a me non interessa: non distolgo lo sguardo, non so nemmeno dove stiamo andando, ma ho occhi solamente per quei pantaloni della tuta così stretti, e quelle chiappe che ondeggiano su e giù, al passo della camminata.

Ad un certo punto vengo richiamato alla realtà dalla sua voce. Mi rendo conto che siamo in una strada periferica, di quelle che escono dal paese, dove non passa quasi nessuno. Ovviamente Marco mi ha scoperto in pieno mentre gli guardavo ossessivamente il culo… Ormai chi se ne frega, credo che l’abbia capito. E infatti mi si avvicina, con quel modo di fare sfrontato di chi sa di essere attraente, e mi sussurra in faccia “Allora? Vuoi guardarlo?”.

Ed eccolo lì, il sogno che si avvera. Sempre con quel sorriso beffardo, si gira di nuovo, sporge un po’ il culo in fuori e… Si cala i pantaloni. E’ come un’esplosione, si capisce subito che quelle chiappe erano proprio strette in quei pantaloni della tuta!
Quel culo è ancora meglio delle mie aspettative. Due sfere, due palloni, due meloni scuri, ma comunque più chiari del resto del corpo, con un bel segno dell’abbronzatura e neanche la traccia di un pelo. E avevo ragione: indossa un jockstrap bianco!

Niente, non resisto. Devo farlo. Devo mettergli una mano sul culo. La mia mano destra si posa gentilmente su una chiappa, ma la gentilezza dura poco. Voglio di più, ho bisogno di più, quasi non ho controllo sulla mia mano e inizio a palpare quel culo perfetto con più decisione, a strizzargli le chiappe, a palparlo come se fosse la prima volta che tocco il culo di un uomo.

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Punto di vista di Marco

Hahaha maledetto! Gli avevo offerto di guardare, e lui me lo sta già toccando… C’ha le palle il signore!
Va bene, ammetto che mi piace, e mi ha colpito positivamente. E’ comunque un uomo gentile ed educato, quindi decido di rilanciare, per fargli capire che comando io.

In generale, io credo nel dare il culo al primo appuntamento. Non credo che faccia svanire l’interesse, sono tutte stronzate che si raccontano da sole le persone con poca autostima. Fidatevi di uno come me, che di autostima ne ha fin troppa: il punto non è dare o non dare il culo, ma il modo in cui lo si dà. E infatti ho intenzione di darglielo, ma solo parzialmente.
E’ così che decido di prendere la sua mano e portarmela alla bocca, guardandolo negli occhi. Per la prima volta i nostri sguardi si incrociano, mentre io sto ciucciando il suo dito medio.

Credo che il messaggio sia inevocabile. Maurizio sfila il dito dalla mia bocca e lo porta proprio lì dietro, tutto bagnato, alla ricerca del mio buchino. Non l’ha ancora visto e oggi non lo vedrà, ma lo sta già toccando con la punta bagnata del dito medio, senza riuscire a trattenersi dall’ansimare quasi sul mio orecchio. Sento il dito massaggiare il buchino in maniera circolare, aumentando la pressione gentilmente: quello stronzo ci sa fare!

Mi piacciono molto le dita nel culo. E’ molto intimo, e infatti sento il dito scivolare dentro lentamente fino in fondo: è così piccolo ma così invadente allo stesso tempo. Per fortuna il mio buchino è stretto ma anche un po’ allenato, come mi diceva il mio scopamico Brandon a Londra: “tight but well-trained, the best ass ever”. C’è qualcosa di inerentemente perverso nelle dita in culo, e in effetti sono piegato in mezzo alla strada con un uomo sulla cinquantina che praticamente mi tocca il culo dall’interno.
Basta, per quanto la cosa mi stia piacendo, ho deciso che lui ha avuto abbastanza da me. Lo guardo, gli rivolgo il mio sorriso più beffardo e sussurro “basta così”, mentre gentilmente gli faccio sfilare il dito e poi mi tiro su i pantaloni.

“Ciao Maurizio” e poi me ne vado, lasciandolo lì, eccitatissimo, un po’ frustrato ma anche contento, con ancora l’immagine vivida del mio culo nella sua testa.

… Continua

P.s.: è (quasi) la prima volta che mi metto a scrivere racconti erotici. La parte più sessuale arriverà presto! Se vi è piaciuto, avete commenti di qualsiasi genere o se è migliorabile, scrivetemi pure [email protected]

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