'; Alice ed il suo pompino controllo con il cum control | Racconti erotici

Alice ed il suo pompino controllo con il cum control

Alice ed il suo pompino controllo con il cum control

Non capita spesso che in una coppia, sia la donna quella che più dell’altro cerca il sesso e la perversione. E bene io sono uno dei pochissimi, al quale è toccato la fortuna di avere una fidanzata, che ama il sesso e la trasgressione più del sottoscritto. Non fraintendetemi, non è che io non ami il sesso, anzi, come tutti i maschietti sono sempre pronto a farlo con grande piacere, ma nella nostra coppia, se vi è una che prende iniziativa ed esperimenta cose nuove è proprio Alice.

Vi chiederete forse chi è e com’è Alice. Ve la presento subito: la mia Ali, è una ragazza di ventisei anni, farmacista in quel di Bergamo , dal carattere molto riservato e l’aspetto un po’ da nerd. Alta quasi un metro e settanta, di corporatura magra, con le tette piccole ed il culo non particolarmente formoso, grandi occhi color nocciola, lungi capelli castani scuro, una bocca sottile ma larga: Indossa sempre i suoi occhiali da vista, con montatura nera. Non posso dire che Alice, sia una strafica, ma è per me una ragazza molto gradevole e con un certo fascino.

Quello che nessuno si aspetta da una ragazza come lei, è che sia una tipa dal forte appetito sessuale e questo la rende ai miei occhi ancor più eccitante. Per andare al sodo,  Alice aveva scoperto da poco, una nuova tecnica sessuale, per prolungare il piacere dell’orgasmo, tale tecnica si chiama “cum control”, che tradotto in parole povere nient’altro vuol dire che “controllo dell’orgasmo”. Dopo essersi documentata a dovere, mi aveva spiegato questa pratica, che trovavo fantastica e che si basava nel prolungare il piacere, il più tempo possibile.

Un venerdì torna a casa dopo il lavoro e trovo la mia Alice, in lingerie sexy con perizoma mozzafiato. Mi chiede di andarmi a fare una doccia e poi di venire in camera. Io ovviamente corro e sono già eccitato per godermi la serata.

Entro in camera ed un profumo di incenso e luci soffuse mi aspettano, assieme ad un bicchiere di spumante fresco che Alice mi passa, accompagnato da un breve bacio dolce e amorevole. C’è anche un sottofondo musicale sullo stile newage e tutto sembra molto rilassate oltre che eccitante.

Ci distendiamo ed iniziamo a baciarci, molto molto lentamente, piccoli baci, scanditi da attimi di silenzio. Piccoli attimi dove la mente vola lontana, dallo stress e da tutti i problemi della vita quotidiana. I lenti baci di Alice, sono seguiti da un altrettanto lento strusciamento del pene sulle sue mutandine. Delicati aneliti di piacere echeggiano sibillinamente dalla bocca di Alice, che si bagna completamente. Con il bagnarsi, le sue mutandine perdono di aderenza e così quando lei si struscia all’altezza della cappella,questa viene in parte inghiottita dal vagina. Solo un sottile tessuto bagnato, separa il mio cazzo, dalla fica di Alice e l’impeto di scansare le mutandine e fottere selvaggiamente,mi pervase, ma poi mi ricordo che il senso di tutto quello che stiamo provando a fare e prolungare il piacere e mi placo.

Stavo provando delle sensazioni nuove, che mi diedero modo di riflettere, sulla vita intera. Avevo imparato da non molto a gustarmi il cibo lentamente,assaporando boccone dopo boccone i sapori , così come avevo imparato a perdermi alla vista di un bel paesaggio ed adesso, stavo capendo che anche per assaporare al meglio il sesso, è necessaria la stessa calma, di quando per l’appunto si assaggia un gustoso cibo che si assapora nel palato, quanto più possibile, per coglierne al massimo il gusto.

I miei pensieri, furono interrotti da Alice, che nel contempo si era spogliata del tutto e si era inginocchiata a terra. Armeggiava un vibratore con una ventosa, che applicò al pavimento e ci si appoggiò con il clitoride e la sua figa e nel contempo aprì la bocca per prendermi il cazzo in bocca.

“Chiudi gli occhi”. Mi sussurrò lei dolcemente e così feci. Nel buio e nel silenzio della stanza, il mio corpo fu preso da un leggero brivido di piacere. La punta della lingua della mia fidanzata, toccò la cappella del mio pene.Lingua che continuò a strusciarsi delicatamente su tutta la cappella per diversi minuti, alternati a dei piccoli bacetti proprio sul mio glande. Poi,sentì la sua bocca che affondò sul mio cazzo; Alice arriva appena sotto l’attaccatura della cappella e saliva su pian piano, e nel contempo, mi bagnava con la sua saliva il cazzo, che intanto si era anche bagnato dei miei stessi umori. Quindi presa da uno spasmo di eccitazione, la sua bocca affondò giù fino a quasi le palle, per fermarsi di un tratto e risalire su lentamente per più volte. “Sto per venire!” dissi… Lei allora senza mollare il cazzo della bocca, si fermò e si limitò, a passarmi la lingua sulla cappella per tenermi caldo, ma senza farmi sborrare. “Adesso apri gli occhi.” Mi esorto Alice che cominciò a quel punto a guardami dal basso verso l’alto in viso mentre teneva il mio cazzo in bocca. Riprese quindi a scoparmi con la bocca ed iniziò a mugugnare nel mentre. Stavo per sborrare di nuovo e lei che si accorse della cosa, rallentò nuovamente, provocandomi quasi un dolore alle palle. Lasciò che il mio cazzo si riposasse per un po’ e poi per ultima volta con impeto e sempre gemendo come se la stessi scopando in figa, riprese a spompinarmi il cazzo fino alle palle. Esplosi senza neanche avvertirla nella sua bocca, e la mia sborrata fu così abbondante, che Alice, singhiozzò ritrovandosi la bocca e gola piena di sperma caldo. Sperma che si fece colare su tutto il corpo e che in parte bevve,guadandomi nel contempo con suo viso da angelo innocente.

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