Bene! Anche questa storia è vera e realmente accaduta. Come la precedente l’ho “romanzata” in modo da poter salvaguardare la privacy delle persone coinvolte oltre che alla mia.
Anna oramai era diventata la mia “nonna scopamica” nonostante la differenza di età (20 anni più di me) e questo mi piaceva perché non ci impegnava sentimentalmente.
Un giorno mi chiese se potevo portarla in città perchè voleva comprarsi dei vestiti nuovi, e visto che anche io dovevo andare a comprare dei ricambi per la motozappa, decidemmo di andare assieme.
Rimanemmo d’accordo che sarei passato a prenderla nelle prime ore del pomeriggio.
Arrivai a casa sua e, come la mattina, era pronta e stava preparando il caffè.
Bevemmo il caffe e partimmo. Arrivammo al centro commerciale dove la lasciai con l’accordo che sari venuto a cercarla li dopo che ero passato al negozio di agraria per i ricambi.
Tornai nuovamente al centro commerciale, parcheggiai ed entrai, nel tentativo di cercarla. Non la trovai per cui misi mano al telefono e la chiamai. Mi disse che sarebbe arrivata di li a pochi minuti e di aspettarla nel bar della grande sala.
Visto che avevo qualche minuto a disposizione ne approfittai per andare in bagno e bermi una buona birra al bar.
Non avevo finito di bere la birra che arrivò con tante di buste nelle mani che pensai avesse svaligiato l’intero centro commerciale. Aveva comprato dai vestiti alla pasta, per cui gli chiesi: “Hai svuotato tutti i negozi?” ed Anna rispose: “No, però ne ho approfittato anche per fare un pò di spesa visto che qui ci vengo poco. Poi ho anche preso una cosa per te!” ed io: “Cosa?” Lei: “Non stare a rompere poi lo vedrai. Stasera ceni con me.”
Ci incamminammo verso casa. Giunti a casa sua scaricai la macchina da tutte quelle buste le misi in soggiorno e lei cominciò subito a mettersi ai fornelli.
Mangiammo insieme ridendo e scherzando e soprattutto alzando un pochino il gomito.
Dopo cena ci sedemmo sul divano e cominciammo a baciarci ed a toccarci e poco dopo finimmo sul letto mezzi nudi.
Cominciai baciandogli le sue tette enormi, passando poi alla pancia ed alla fica. La fica era magnifica con quei peli color argento e mi divertii tantissimo a passare, molto lentamente la mia lingua da destra sinistra e da sinistra a destra. Dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso fino a raggiungere il clitoride che leccai con immensa goduria. Il tutto mentre lei gemeva.
Ad un certo punto mi fece fermare e mi disse di sdraiarmi a pancia in su. Lo feci. Mi salì sopra e mi mise la fica in faccia ordinandomi di proseguire mentre lei si dilettava con il mio cazzo che era bello duro.
Passarono diversi minuti in quella posizione poi si girò si mise sopra di me ed infilò la mia verga in mezzo al suo cespuglio peloso. Non si fermò un minuto fino a che non emise un urlo di piacere.
Dopo che entrambi avemmo ripreso fiato gli salii sora e la scopai fino a che non venne un’altra volta.
Si mise a quattro zampe e mi disse :”Prendimi cosi che mi piace!” Non me lo feci ripetere due volte mi misi dietro, lo infilai e cominciai a pomparla, prima lentamente poi sempre più forte. Gemeva.
Ad un certo punto mi fece fermare dicendomi di non muovermi. Si avvicinò al comodino, aprì il cassetto e tirò fuori un barattolino cilindrico viola. Lo aprì ne estrasse del liquido se lo passò sul culo e disse: “Oggi ho comprato questo per fartelo usare, per cui mettimelo qui!”. Rimasi un attimo sconcertato perché non me lo aspettavo.
Posizionai la punta del mio cazzo sul buco del suo culo e comincia a spingere. Era stretto e faceva fatica ad entrare. Mi passò il barattolino e misi del gel sul mio cazzo e sul suo culo. Ricominciai a spingerlo dentro e questa volta entrò.
Lei disse: “Mi fa un pò male ma prosegui, dai!” cominciai a pomparla lentamente. Lei gemeva di piacere e una volta preso il via mi invitò a metterci più forza, cosa che feci. Ad un certo punto le mie pompate erano piuttosto forti ed il mio piacere immenso. Lei gemeva ed urlava di piacere ed io non resistetti più. Sborrai nel suo culo e la riempii.
E’ stato meraviglioso.
Rimanemmo sul letto e ci addormentammo.
Raimondo

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