A Marco piace mia madre

A Marco piace mia madre

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Per me Marco era diventato una ossessione, non riuscivo a togliermelo dalla mente, non riuscivo in alcun modo a conquistarlo, mi toglieva il sonno, avrei dato tutto per fare sesso con lui, frequentavamo la stessa università, lui quasi trentenne fuori corso … era bellissimo … alto, occhi azzurri, fisico palestrato, bastardo al punto giusto … ma aveva un difetto gli piacevano e molto le donne. Io sono Alessio all’epoca dei fatti, circa due anni fa, avevo 22 anni … gay dichiarato, avevo preso coscienza di questa mia tendenza sessuale all’età di 16 anni, subito dopo aver perso mio padre per un male incurabile, la mancanza di una figura paterna aveva aumentato questa inclinazione e cercavo ragazzi più grandi di me o uomini maturi ai quali mi concedevo e davo tutto me stesso, se desideravo una persona impazzivo se non riuscivo ad averla, ero consapevole che ero caduto in basso. Figlio unico, vivevo con mia madre la quale dopo la dolorosa morte di mio padre riponeva in me tutta se stessa … tutta la sua vita … non aveva e ne voleva altri uomini … mi era molto vicina mi capiva e mi assecondava su tutto … quando gli parlavo di ragazzi che mi piacevano lei mi ascoltava e cercava di darmi consigli e mi sosteneva anche economicamente … insomma la sua unica soddisfazione era vedermi felice. Spesso gli amichetti li portavo a casa cercando di farlo quando non c’era mia madre, lei lavorava di solito tutta la mattinata fino al pomeriggio, ma é capitato una volta che mi ero portato l’amichetto di turno quando c’era lei, si chiamava Andrea … Andrea mi prese con foga e mi fece strillare dal dolore ma anche dal piacere … mi sodomizzo di brutto, nella mia stanzetta, senza pietà come piaceva a me, quando andò via, mia madre mi chiese come stavo preoccupata dalle mie strilla … risposi con un sorriso sincero “benissimo mamma” … lei capì che dicevo la verità e si rasserenò. Torniamo a Marco, lo corteggiavo in tutte le maniere, ma niente era bastardo e ne approfittava e mi teneva sul filo, una volta mentre gli stavo offrendo un caffè al bar dell’università mi chiese con un mezzo giro di parole se potessi prestargli dei soldi che si trovava in un momento difficile, presi la palla al balzo e lo invitai a casa per il pomeriggio che ne avremmo parlato. Non proprio puntuale invece che alle 16 venne alle 18 passate, avevo detto 16 perché non ci sarebbe stata mia madre, quando arrivò eravamo soli, andammo nella mia stanzetta e cominciò a parlarmi del problema economico che aveva, non fece in tempo a iniziare che la porta di entrata si apri con una girata di chiave … era mia madre che rientrava dal lavoro, gli presentai Marco, mia madre lo guardò quasi infastidita … non era comunque facile per lei accettare la mia situazione soprattutto quando mi sentiva “gridare” … ma questa cosa non me la faceva pesare. Ritornati in camera mia chiusi bene la porta e Marco venne al sodo … mi chiese 2000 euro in prestito … io ero talmente preso che in quel momento non mi resi conto che era una cifra enorme per me… gli toccai le cosce e cercai con la mano di salire fino al suo pacco che si vedeva essere di belle dimensioni … lui mi bloccò e mi disse “preferisco le donne ma se mi fai questo prestito ne possiamo parlare” … ero talmente preso ed isterico che mi inginocchiai davanti a lui dicendogli quanto lo desideravo quasi supplicandolo … ero convinto che quel pomeriggio avrei ottenuto qualcosa da lui e vedendo sfumare l’occasione … impazzivo. Marco mi salutò dicendomi” ora devo andare” ma prima di uscire “voglio salutare tua madre” e così fece … “è stato un piacere conoscerla” le disse con un bel sorriso ed un baciamano. Rimasto solo mi chiusi in camera ed iniziai a piangere … volevo Marco e l’avrei voluto subito, volevo essere manganellato da lui anche con violenza senza pudore gli avrei baciato tutto il pacco come l’ultima delle puttanelle di strada ma non avevo quella cifra da prestargli … mia madre entrò in camera e vedendomi piangere chiese che era successo … gli dissi tutto, abbassò lo sguardo e annuì … “ti do io i soldi che ti servono”. La mattina dopo andando all’università ero felice, avrei detto a Marco che la cosa si poteva fare e quindi l’avrei avuto …. che bello, seduti al tavolo del bar dissi a Marco che era tutto ok … che gli avrei prestato i soldi ma che dovevo essere suo almeno per una volta … lui mi guardò fisso negli occhi per qualche secondo e disse “se vuoi che ti tratto da puttana ci sono due condizioni ” “quali?” risposi io che al solo pensiero che Marco mi avrebbe strapazzato mi eccitavo ed ero disposto a tutto “ i 2000 euro non devono essere un prestito ma un regalo e … voglio tua madre” … risposi senza pensare talmente ero eccitato all’idea di averlo “si si va bene” …”ok organizza … prima i soldi e tua madre che deve essere mia per una intera serata .. e poi toccherà a te … o così o niente” e andò via senza darmi la possibilità di aggiungere altro. Per qualche minuto restai frastornato ma contento al pensiero di poterlo avere … ma poi misi a fuoco le sue condizioni … i soldi in regalo e … voleva mia madre? che stronzo … che bastardo … che vigliacco come si permetteva di chiedere di mia madre ero furioso … ma c’era un ma … Marco più si dimostrava bastardo e più lo desideravo …. il problema era come facevo a dirglielo a mia madre … mi stava chiedendo una cosa schifosa … non avrebbe accettato e non volevo neanche dirglielo, Marco gli stava pure antipatico figuriamoci farci anche del sesso … ero disperato … fino a qual momento ero contento e sicuro adesso il mondo mi crollava addosso. La sera a casa mentre cenavo con mia madre lei mi chiese … “allora hai risolto con Marco? … si fa?” … “non credo” risposi “è perché? mi disse meravigliata … non sapevo come dirglielo … “ e che i soldi li vuole in regalo” lei con un sorriso “tranquillo questo già l’avevo capito e messo in preventivo, l’importante e che tu sia felice” “ma non solo mamma” “e che c’è ancora?” … cercavo di non dirgli l’altra condizione ma lei cominciò ad innervosirsi di questo mio tentennamento “sono tua madre devi dirmi tutto” disse quasi incavolata …. “ha detto che vuole una serata di sesso con te” dissi a bassa voce e senza riuscire a guardarla in faccia … questa volta il viso di mamma si fece serio. La serata passò senza che mamma riprese l’argomento … anzi quasi non disse parola per il resto della serata … era tesa e nervosa … andai a letto pensando a quanto era bastardo Marco … voleva mia madre … l’aveva vista solo una volta e la desiderava … in effetti mamma era ancora una gran bella donna ma la morte di papà l’aveva sconvolta e non aveva mai voluto altri uomini, i corteggiatori erano tanti ma lei era sempre determinata e categorica nel rifiutarli, alcuni erano attraenti e anche benestanti ma lei niente … detto sinceramente qualcuno mi sarebbe piaciuto farmelo io. Al mattino le avrei parlato e detto che non se ne faceva niente … non potevo pretendere da mia madre una cosa del genere … e così feci … mentre facevamo colazione insieme, lei mi guardò negli occhi e mentre sorseggiava il caffè …. “è il momento che io e te parliamo o meglio parlo io” mi disse con un viso di chi non ha dormito tutta la notte, “lo sai che la morte di papà mi ha creato un vuoto immenso, fin da quando l’ho conosciuto che ero ragazzina me ne sono innamorata pazzamente, volevo lui e solo lui, frequentavamo la stessa scuola e quando ho iniziato a diventare una signorina gli spasimanti non mi mancavano … che credi che mi vedi così adesso ma io ero carina sai” e quest’ultima frase la disse con un sorriso che trovai bellissimo, “ ma mamma tu sei bellissima anche adesso anzi lo sei sempre di più” le risposi convito … lei apprezzò il complimento e con un altro sorriso continuò a parlare “ e si è bello essere apprezzata, ma quando me li faceva tuo padre i complimenti era un’altra cosa … impazzivo dalla gioia … ero felice anche con un suo semplice sguardo, un suo sorriso … tutto quello che diceva per me era bellissimo … sempre” e così parlando si rattristì. “Mamma tranquilla non pensare più a quella proposta capisco ed ho sempre capito quando eri innamorata di papà … ti manca … anzi ci manca tantissimo … a me mancano le sue carezze, il suo sorriso, la sua voce “ e cosi dicendo una lacrima scese sul mio viso, con un dito …. delicatamente … mia madre raccolse quella lacrima e la portò alla sua bocca … “buona” disse con un sorriso e continuò a raccontare “ devi sapere che solo dopo un anno tuo padre mi fece la corte … ero strafelice … ma cercai di fare la “sostenuta” dicendogli … non so … forse…. ma lui aveva capito che ero presa da lui … mi sorrise e mi disse una frase che non dimenticherò mai … “tu sarai la mia donna per tutta la vita” … stavo quasi svenendo … mi baciò con passione e crollai tra le sue braccia … ma è stato un gentiluomo … mi ha chiesto di fare l’amore solo dopo due mesi che stavamo insieme … è stato nella sua auto … ero felice … era la prima volta per me, mi ha presa come se fossi di cristallo prezioso con delicatezza ed un immensa dolcezza … stupendo … questo era tuo padre” nel raccontare abbassò lo sguardo fissando un punto del pavimento presa da quei ricordi bellissimi, presi l’occasione per dirle “mamma ma tu devi comunque rifarti una vita sei ancora giovane e piacente, non puoi pensare solo a me, non puoi restare senza una persona al tuo fianco”, lei alzò lo sguardo e mi lanciò un sorriso “tu non lo sai ma io ci ho provato … e non ha funzionato, lo ricordi Giulio quel collega d’ufficio che è venuto anche una volta a casa per riparare il rubinetto che perdeva? una cara persona sempre disponibile sa fare di tutto, mi riempiva, e ancora la fa, di attenzioni … una corte spietata … anche un bell’uomo … l’anno scorso accettai di andare a cena con lui, fu gentile e galante passai una bella serata … poi mi invitò a casa sua … avevo bevuto quel tanto che basta per rendermi euforica ed avevo anche una certa voglia … ma una volta a letto al pensiero di farlo con un uomo che non era tuo padre mi irrigidii e mi bloccai … lo lasciai fare ma non provai niente … lui capii e dopo si scusò “non hai colpe … anzi scusami tu” gli dissi … da allora, ancor di più di prima, non mi va di essere toccata da un uomo” Passarono alcuni minuti in silenzio senza guardarci “ma adesso non pensiamo a queste cose e guardiamo avanti” disse mia madre con un sorriso che cercava di non rendere “di circostanza” … “vediamo cosa possiamo fare per rendere felice il mio frugoletto” e cosi dicendo mi accarezzò con la mano i capelli … “no mamma” risposi convinto “non voglio che fai niente … non se ne parla” … lei rispose con una risata “ma a che servono le mamme se non a far felice i figli?” convinto risposi “no no e poi no … non voglio che quel bastardo ti tocchi” … mi chiusi in camera, il discorso con mamma mi aveva molto colpito … la dolcezza che mio padre ha sempre avuto verso di lei … e adesso farla toccare da quel bastardo di Marco … no … dovevo proteggere mia madre e i suoi ricordi. La mattina dopo fu la prima volta che Marco mi aspettava sull’uscio del bar dell’università … era ansioso della mia risposta … la cosa mi fece infuriare ancora di più … “non se ne fa niente” gli dissi arrabbiato “sei un bastardo e non voglio avere niente a che fare con te” lui restò sorpreso non si aspettava una risposta del genere … era sicuro di avermi in pugno … ci mise un attimo a riprendersi “peccato mi sarei fatto volentieri quella bella gnocca di tua madre e poi sarei passato a te … t’avrei strapazzato per bene … puttanella” e disse sta cosa sapendo che in giro di me si diceva che ero “senza ritegno” e quindi si stava giocando la carta del farmi ingolosire di lui … e aveva ragione a volte ero senza ritegno pur di avere l’uomo di turno … ma adesso non avrei fatto la sgualdrina passando sulla dignità di mia madre e sulla memoria di mio padre … no. Nei giorni seguenti ero nervoso e per la prima volta non me ne fregava di non poter avere l’uomo che desideravo … mia madre era più importante … capivo i sacrifici che faceva per me e anche il dolore che provava nel sentire il figlio nella cameretta che veniva sodomizzato … povera mamma non bastava il dolore per la perdita di mio padre, lei vedeva questo mio nervosismo e disse “dai chiama sto Marco e organizzami l’incontro … in fondo è un bel ragazzo e potrebbe essere piacevole anche per me” … conoscevo abbastanza mia madre per rendermi conto che l’ultima frase era falsa … amor di mamma … che tesoro che era … ma questo mi rendeva più convinto che non se ne facesse niente … non desideravo più Marco anzi l’odiavo “mamma discorso chiuso non se ne fa niente … basta” lei sorrise e non capii se perché era contenta di questa mia decisione o per altro … in fondo le donne, per quel poco che so, sono indecifrabili. Andavo all’università quasi tutti i giorni e volevo concentrarmi sugli studi per non pensare ad altro, Marco lo vedevo ma solo da lontano e non ci salutavamo, dopo circa una settimana ero nel giardino dell’università su una panchina riparata dal sole che leggevo il libro del prossimo esame quando vidi avvicinarsi Marco con un sorriso … si sedette a fianco a me e mi mise un braccio sulle spalle a mo di abbraccio e sempre con un sorriso mi disse “bene adesso passiamo alla seconda fase troietta” non capivo e il mio sguardo lo dimostrava “ lo so … lo so … non sai niente ha fatto tutto tua madre … mi ha chiamato e ci siamo visti e abbiamo regolato i patti” il tutto lo disse con un sorriso pieno di soddisfazioni “non mi ero sbagliato è proprio una gran donna … che femmina … hai una madre eccezionale” “non capisco” dissi anche se cominciavo a mettere a fuoco la situazione “si ci siamo visti ieri sera mi ha dato i soldi e devo dirti che nuda la tua mammina ha un gran fisico e anche inginocchiata non è male … si è data da fare per accontentarmi … che brava ” il tutto lo disse con una fragorosa risata da porco, mi alzai dalla panchina e gli sputai addosso tutto il mio disprezzo con le peggiori parole che trovavo in quel momento … lui imperterrito sorrideva, sempre da seduto e quando finii toccandosi il pacco da sopra i jeans “adesso questo è tuo … io mantengo i patti” in quel momento mi faceva schifo … scappai a casa. Marco aveva abusato di mia madre … aspettai il suo rientro con una rabbia tale che non capivo niente … non mangiai non riuscivo a fare niente … ero infuriato … nel tardo pomeriggio rientrò e la raggiunsi subito in cucina … aveva ancora in mano le buste con la spesa … gli urlai … “che cazzo hai combinato?” lei meravigliata nel vedere che la cucina era tutta in ordine “ma … non hai mangiato?” “ma come ti viene in mente di pensare se ho mangiato dopo quello che hai fatto” gli gridai ancora più arrabbiato “calmati amore” mi disse poggiando le buste sul tavolo e quasi stupefatta di questa mia reazione, mi fece sedere ed anche lei si sedette vicino al tavolo …. “ho fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi mamma” mi disse cercando di mantenersi calma “non sopportavo vederti cosi” “ma ti rendi conto che soddisfazione gli hai dato a quello stronzo” gli dissi furioso ed alzandomi in piedi, lei prese con la mano il mio braccio e mi fece risedere “l’ho fatto per il tuo bene” e sta cosa la disse con la serenità di chi pensa di aver fatto una cosa buona e giusta, si avvicinò a me e mi accarezzò tutto “sei il mio bambino, l’unica cosa per cui vale la pena di vivere, farei questo e altro, tranquillo per me va tutto bene”, si alzò apri il frigo e prese dell’acqua bella fredda, era una giornata calda, riempi due bicchieri e disse “bevi e calmati”, cercai effettivamente di calmarmi, stavo sbagliando prendendomela con lei, aveva agito per istinto materno e sta cosa l’aveva fatta solo per me … era una gran mamma ed io l’avevo assalita, l’abbracciai tenendola stretta a me … ancora più stretta a me … ancora più stretta. “beh adesso preparo qualcosa da mangiare, non hai mangiato niente da stamattina e non va bene” il tutto con il sorriso più bello che possa esistere, dopo aver mangiato insieme a lei .. mi ero calmato … gli chiesi “ma come hai fatto a far tutto senza che me ne accorgessi” lei sorrise e accarezzandomi la mano “lo sai che noi donne ne sappiamo una più del diavolo … figuriamoci una mamma” lo disse con una risata di soddisfazione, anch’io sorrisi e chiesi “come hai fatto a contattarlo?” “non sono una tecnologica ma riesco a rubare un numero di telefono dal tuo cellulare mente dormi, per fortuna l’avevi memorizzato col nome … Marco ed a fianco un cuoricino … non è stato difficile, quando l’ho chiamato ed ha capito chi ero … era entusiasta … settimo cielo … accidenti … mi ha visto una sola volta ed è rimasto colpito il giovanotto … è una soddisfazione per una donna” sta cosa la disse con quel orgoglio che ero contento che avesse … mi piaceva che fosse consapevole che era una bella donna. “Ieri sera ci siamo visti a casa sua … mi sono preparata alla grande … non volevo sfigurare … vestitino adeguato … e anche il resto … non è bello dirlo ad un figlio … ma mi son data da fare, l’ho voluto scioccare … ho dato tutta me stessa … il pensiero di farlo per te mi ha dato la forza … e devo confessarti che in alcuni momenti è stato piacevole … alla fine la mia contentezza è stata vederlo completamente soddisfatto e mi ha anche detto che non aveva mai avuto una donna come me … tutto sommato è bello sentirselo dire … ma come ti dicevo ne sappiamo una più del diavolo … gli ho detto che potevo dargli solo 1000 euro … lui era talmente contento che mi ha detto “va bene …. manterrò i patti con tuo figlio … ma noi ci rivediamo?” “forse” gli ho risposto ma non ci penso proprio … lo detesto. Era la prima volta che parlavo con mia madre di questi argomenti con tanta profondità … era una cosa bella … “quindi quello stronzo mi ha avuta e l’ho pure pagato” disse sorridendo, in effetti era cosi “mamma ti ringrazio di quello che hai fatto per me, ma non ho intenzione di vedermi con Marco” le si illuminò il viso “sono contenta sai? non è bello quello che fai, cambi spesso e ti fai usare dagli uomini” e questo lo disse con un velo di malinconia. E’ stata una lezione importante per me e anche per mia madre … ho capito che dovevo mettere la testa a posto, sono passati due anni … adesso sto con Lucio ed è il mio ragazzo “fisso” ci vogliamo bene e siamo andati a vivere insieme, mia madre si è sbloccata e adesso sta con Giulio, il collega “idraulico” … la vedo soddisfatta e vedo soddisfatto anche Giulio … conosco gli uomini abbastanza da capire che la soddisfazione è che sta bene con mia madre in tutti i sensi … anche sessualmente … diciamo che grazie a Marco mia madre si è liberata e riesce a dare ed avere nei rapporti con gli altri, fanno una bella coppia, stanno sempre insieme e forse la cosa diventerà seria … Marco la chiama in continuazione perché vorrebbe rivederla ma lei continua a dargli dei due di picche clamorosi e più ne prende e più la chiama … credo che lui stia soffrendo, ben gli sta stronzo … ma deve stare attento che Giulio e ben dotato sotto tutti i punti di vista ed è anche geloso.

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