Un tradimento desiderato

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Un tradimento desiderato

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Non so quante volte ho perdonato i tradimenti della mia ragazza Monica, durante i nostri quattro anni di relazione spesso si è concessa scappatelle con altri uomini, io l’ho sempre saputo, a volte ho fatto finta di nulla, altre volte ne abbiamo parlato. Ogni volta la solita scusa “è stato un errore, non accadrà mai più, non so cosa mi è preso”, io non volevo perderla, l’amavo troppo, così ho accettato le sue scuse più e più volte, poi le cose hanno iniziato a cambiare. Sono stato io a conoscere una ragazza che mi ha subito attratto fisicamente, era bellissima, tette grosse, capelli rossi, lentiggini e un fisico bello formoso, non riuscivo a guardarla senza eccitarmi, anche Monica se ne era accorta. Questa ragazza di nome Lucia era una di quelle che lei aveva conosciuto al suo circolo del libro, me l’aveva presentata una sera ed è subito scattato in me qualcosa. Anche lei ha ricambiato il mio interesse, dal primo sguardo sono scattati sorrisetti ed ho capito che avrei potuto cercarla, cosa che feci pochi giorni dopo, la contattai su Facebook, sapevo il suo nome e cognome e fu semplice. Iniziammo a parlare un po’, poi azzardai invitandola a prendere un caffè insieme il giorno dopo, lei accettò senza esitazione, sembrava non aspettasse altro. Non mi sentivo in colpa, forse perché Monica mi aveva tradito talmente tante di quelle volte che se per una volta lo facevo io, era accettabile. Io e Lucia passammo un’ora al bar a parlare del più e del meno ma era chiaro che stavamo aspettando solo una cosa, fui io a fare la prima mossa, le chiesi se voleva fare un giro in auto, accettò. Mentre guidavo pensavo ad un posto dove andare, un luogo dove nessuno ci avrebbe disturbato, mi ricordai di una vecchia cascina in una campagna non molto distante, era abbandonata e sicuramente non avremmo incontrato nessuno. Dopo mezz’ora era davanti alla casina, parcheggiai dietro in modo che l’auto non si vedesse, poi entrammo dentro, non era il massimo, c’era polvere, mobili rotti, per fortuna nel cofano avevo un plaid, lo presi e lo misi per terra. Ci guardammo, nessuno disse una parola, l’attirai a me e la baciai, la mia lingua entrò nella sua bocca lentamente, lei rispose al bacio e le sue mani scivolarono sul mio petto sotto la maglietta. Posai le mani sul suo bel culo sodo e mi resi conto che non indossava le mutandine, le strinsi le chiappe, le sussurrai che era un porcellina, lei mi sorrise, mi morse il lobo e lo leccò, fece scattare qualcosa che non so spiegare. Sentii il cazzo nei pantaloni gonfiarsi, mi slacciai i jeans e lo tirai fuori, lei mi guardò negli occhi poi abbassò lo sguardo e lo fissò, sorrise maliziosamente, si chinò e lo prese in bocca, sentii il calore della sua lingua accarezzarlo, poi le labbra succhiare, buttai la testa all’indietro e mi rilassai durante quel pompino. Misi una mano tra i suoi capelli, li strinsi e la guidai durante i movimenti della testa, mi leccò le palle, ne prese in bocca una per volta e le succhiò avidamente, avevo una voglia di scoparla assurda. Ci stendemmo sul plaid, lei alzò un po’ il vestito che indossava, aprì le gambe, la sua figa bagnata sembrava solo aspettare la mia bocca, la leccai lentamente, la sentii gemere, aveva un sapore dolce, mi piaceva. Mentre le succhiavo il clitoride introdussi un dito dentro la sua figa, subito seguito da un altro, la scopai fino a farla venire nella mia bocca, poi mi leccai le dita, mi misi in ginocchio e con la punta del cazzo accarezzai il suo clitoride. Continuava a ripetermi che voleva essere scopata forte, che lo voleva duro, penso di non essermi mai eccitato così tanto, nemmeno con la mia fidanzata. Prima di penetrarla fino in fondo l’ho guardata negli occhi, poi ho affondato con un sol colpo di bacino, la sensazione che ho provato è stata intensa, mi sono chinato su di lei per baciarla ancora, poi le ho succhiato i capezzoli, cosa che apprezzava particolarmente. “Si succhiameli, succhiami tutto”, questa richiesta mi ha fatto letteralmente perdere il controllo, ho iniziato a scoparlo con tutta la forza e la voglia che avevo in corpo, come godeva e come godevo io. L’ho scopata anche a pecorina, da dietro riuscivo a dare il ritmo che desideravo ai colpi, la tenevo per i capelli e la fottevo, lei si dimenava, mi diceva di non fermarmi, ogni sua richiesta per me era un motivo in più per non smettere e dare sempre di più. Quando l’ho sentita venire sul mio cazzo mi sono accorto che ero molto vicino all’orgasmo, non volevo dirglielo, ma i miei gemiti troppo rumorosi le fecero capire che a breve sarei venuto, in meno di un secondo si staccò da me e si voltò, tirò fuori la lingua, volevo il mio sperma. Mi segai velocemente accompagnando quel piacere intenso che aveva invaso il mio corpo e dopo pochi secondi esplosi sulla sua lingua con schizzi di sborra calda che lei raccolse con attenzione e ingoiò. Si leccò le labbra subito dopo aver ingoiato, poi si assicurò di non aver perso nemmeno una goccia succhiando la cappella. Che scopata! L’ho riaccompagnata a casa e sono tornato nel mio appartamento dove la mia ragazza mi stava aspettando, mentre mi facevo Lucia aveva provato a chiamarmi dieci volte, la trovai molto arrabbiata e visibilmente gelosa. Quando mi chiese dove fossi stato le dissi la verità, inizialmente non volle crederci poi sembrò convincersi, mi fece una scenata di gelosia folle, io ero calmo, ascoltavo e alla fine della sfuriata le ricordai di tutte le volte che si era fatta sbattere e inculare da altri uomini ed io avevo perdonato. Non so se mi ha perdonato, quello che so è che da quando ha capito cosa vuol dire avere le corna, ha smesso di andare in giro a farsi fottere da altri uomini e presta molta più attenzione alle mie voglie

 


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