Pompini all’anziano padrone di casa

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Pompini all’anziano padrone di casa

L’utile al dilettevole. Sono riuscita a non pagare più l’affitto, facendo in cambio pompini al mio vecchio padrone di casa. Mi ritengo fortunata, nonostante l’età avanzata ha un bel cazzo, sborra come una fontana e ingoio golosamente, amo succhiare cazzi e in cambio mi sono liberata del fitto mensile.

Lui ha 70 anni, è sposato, ma fin dal primo momento in cui mi fece vedere l’appartamento, i suoi sguardi la dicevano lunga. Mi guardava infatti come inebetito, preso e sicuramente eccitato da me. Finora gli ho versato solo due mensilità, poi gli dissi che, se avesse voluto, lo avrei potuto pagare in natura.

Un giorno lo incontrai nell’androne del palazzo. Mi chiese come mi trovassi nel mio nuovo alloggio di sua proprietà. “Benissimo”, gli risposi, e lui ne fu contento. Mi chiese l’età, se fossi sposata, se avessi figli. Feci lo stesso con lui ed entrammo in una certa confidenza.

Il giorno che venne a ritirare i soldi del fitto, essendo sola in casa, decisi di affondare il colpo e provarci con la mia “strana” proposta indecente. Rimasi volutamente nuda con solo una vestaglietta addosso ad attenderlo. Quando entrò, rimase incantato nel vedere le mie forme ben visibili sotto la leggera e trasparente vestaglia. Notai che non riusciva a staccarmi gli occhi di dosso, con sguardo di desiderio e eccitazione. Lo misi al corrente che erano tempi difficili e che il versamento del canone mensile mi era veramente pesante. Facendo la santarellina, con voce flebile, gli dissi che lavoravo poco. Lui, da gran porco, iniziò a dirmi velatamente che avrebbe voluto tanto aiutarmi, ma non sapeva come fare.

Mentre prendevamo un caffè, parlando del più e del meno, gli chiesi se avesse accettato un pagamento di natura diversa. Lui, visibilmente sorpreso, disse: “di che genere”? Risposi: “le piacerebbe se le facessi qualche…servizietto”? Non riuscivo a capire se lui fingesse o meno di non capire quando mi rispose: “uhm, cosa intendi dire, pulizie di casa o cosa”? Scoppiando a ridere dissi: “Intendo dire qualche eccitante servizietto di bocca”, senza vergogna e guardandolo negli occhi! “Accidenti, lo faresti davvero”? chiese con aria incredula. “Certo, perché no? Lei mi sembra una persona simpatica, mi piacerebbe farle provare la mia specialità, le andrebbe”? Rincarai la dose, affermando e ammettendo senza esitazione o vergogna, che ero una grande pompinara sin da ragazzina. Eccitato come un toro, si affrettò a rispondermi: “si, mi andrebbe tanto, l’ho desiderato fin dalla prima volta che ti ho vista, ho fantasticato molto su di te, mi ecciti da morire con la tua aria di una che spara splendidi pompini, hai l’aspetto da grande porca”. Sorridendogli maliziosamente gli dissi: “allora facciamo un nuovo accordo non scritto, purché resti un segreto tra noi: diciamo, due, tre pompini a settimana in cambio del fitto”? Lui mi disse: “poco, uno al giorno e ci sto, ovviamente devi ingoiare”. “Certo che si, lei, se dovessi esitare nel beccarmela in gola, mi tenga bloccata sul suo attrezzo così mando giù tutto, tranquillo, è ovvio che i pompini sono con ingoio”, risposi ridendo. Aggiunse: “ma non hai un compagno? Non ti crea problemi tradirlo”? Risposi: “un po’ si, ma non intendo avere rapporti completi con lei, solo orali. Le dirò che mi eccita e mi piace da morire fare pompe a maschi diversi dal mio lui”. Così ci accordammo sul nuovo tipo di pagamento del fitto, mentre lo guardavo con aria da gran troia. Lo misi al corrente che vivevo però con mia figlia e che quindi dovevamo trovare il momento giusto per farlo e che, se mia figlia qualche volta non fosse uscita, c’era la possibilità o di trovare un posto dove farlo o che saltasse la pompa quotidiana. Mi disse: “va bene, d’accordo, vuol dire che se si creano problemi, o si va in macchina oppure si recupera la settimana dopo, ma devono essere 6 pompini con ingoio alla settimana, va bene”? “D’accordo”, risposi. “Quando cominciamo”? “Subito, mia bella pompinara, voglio vedere se ne è valsa la pena”, rispose.

Con la figa in fiamme e bagnatissima dall’eccitazione, lasciai cadere la vestaglia e spogliai pure lui. Completamente nudi, lo feci sedere sul divano e mi ci adagiai accanto di fianco. Raccolsi i lunghi capelli con un mollettone e gli presi il cazzo in mano iniziando a fargli una grande sega guardandolo godere mentre il cazzo si induriva nel mio pugno. Era magro, con pancia prominente, la pelle flaccida e i peli pubici grigi, dotato però di un cazzo di tutto rispetto.

“Il patto non contempla seghe, ma pompini”, mi disse poco dopo. Scoppiai a ridere e, ammettendo che aveva ragione, impaziente mi chinai e cominciai a leccargli timidamente la cappella che in un attimo divenne ancora più turgida e lucida. Sentendone l’eccitate e tipico odore, con la lingua la titillavo dalla fessura dell’uretra fino al prepuzio soffermandomi sul frenulo. Leccavo con la lingua che sembrava un serpentello impazzito sulla testa del suo cazzo, lui mugolava di piacere mentre mi teneva la testa con la mano sulla nuca. All’inizio, non piacendomi per nulla quel vecchio signore, provavo un certo ribrezzo a ciucciargli il cazzo, ma pensavo: “pazienza, il gioco vale la candela, comunque ho un cazzo tutto da succhiare”. Poi, quando prese a solleticarmi con due dita, una in culo e una in figa, cominciai a godere a mia volta e a bagnarmi ancora di più, mentre lo spompinavo sempre più a fondo e più ferocemente. Ad occhi chiusi, mugolavo al ritmo del pompino, intanto lui mi masturbava e gemeva godendo tantissimo a sua volta con la testa riversa all’indietro. Andavo su e giù ritmicamente sul cazzo sentendolo godere come un matto, ingoiavo l’asta del padrone di casa per poi riprendere a leccarla per intero. Lappavo e succhiavo i coglioni gonfi e scuri. Ciucciavo la sua cappella circondandola con la lingua e le labbra, succhiavo come una trivella ingorda di sborra calda, di tanto in tanto ero costretta a sputare qualche pelo pubico.

Dopo una decina di minuti di pompaggio, intuii che stava per venire, sentivo il cazzo vibrare nella mia bocca, la cappella indurita al massimo sulla lingua, lui in preda a spasmi addominali. Impazzendo di piacere, sentendomi troia nella mia trasgressione e dalla situazione eccitante, serrai le labbra alla base della cappella solleticandola con la lingua a pennello e, mentre gli palpavo i coglioni, lo lasciai sborrare nella mia bocca. Accompagnata da un suo prolungato urlo, fu una sborrata intensa e abbondante che mi riempì letteralmente la bocca di sperma denso e appiccicoso, dal forte sapore acido, avevo la bocca e la lingua piene di sborra. Senza farne uscire una stilla, la ingoiai avidamente tutta lasciandogli il cazzo pulito come dopo un bidè.

Con il sapore di sborra in bocca chiesi: “allora, le è piaciuto, è soddisfatto”? e lui rispose: “Dio santo che pompino, ma sei bravissima a fare pompe con ingoio, mi hai mandato in visibilio, ami il cazzo in bocca, abbiamo fatto un affare entrambi”!

Mi sollevai dal suo addome e dissi: “regge lei il conto dei pompini a suo credito”? Lui scoppiò a ridere e annuì. Si rivestì dandomi appuntamento per l’indomani dopo pranzo per riscuotere la seconda rata… Quella sera feci l’amore col mio compagno raggiungendo numerosi orgasmi in quanto molto eccitata dal pompino fatto al mattino..

Da allora, ormai da mesi, quasi ogni giorno gli sparo un pompino con ingoio accanito e in cambio non pago più l’affitto…

N.B.: i miei racconti sono tutti reali e non immaginari.

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