Adesso sono felicemente cornuto! Prima parte: Il bull perfetto!

Adesso sono felicemente cornuto! Prima parte: Il bull perfetto!

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Mi chiamo Tommaso ho 60 anni e sono sposato con Valentina che ne ha 50. Valentina è una bella donna, alta, quinta di seno, un bellissimo culo, labbra carnose, cosce lunghe, lisce e ben tornite. Io sono il classico impiegato, un po’ sovrappeso, capelli radi, anzi ho la classica pelata, pancetta quanto basta, che una vita sedentaria non aiuta a migliorare. Appena finiti gli studi sono stato assunto nello studio di un commercialista e tre anni dopo è arrivato anche Francesco. È un bell’uomo, serio, molto prestante e con un fisico ben curato. È stato sposato fino a circa cinque anni fa. Per tanti anni abbiamo lavorato gomito a gomito e, quando il capo ha deciso di andare in pensione, ha lasciato lo studio a noi che avevamo avuto il merito di farlo diventare il migliore della città. La nostra collaborazione è molto intensa e, fin quando era sposato, spesso si usciva anche con sua moglie, anche se non era un tipo molto socievole: spesso stava sulle sue e in silenzio, mentre a noi è sempre piaciuto divertirci insieme, specie quando ci siamo iscritti ad una scuola di ballo latino/americano. La separazione di Francesco da sua moglie mi ha fatto riflettere sulle cause e sono giunto alla conclusione che si erano annoiati a vivere insieme: la routine li aveva resi apatici, due estranei. Io non volevo fare la stessa fine con mia moglie e allora ho deciso di trovare un modo per rendere sempre più vivo il nostro amore. Dopo una attenta riflessione, non trovavo nulla che consentisse un salto di qualità al nostro rapporto. Casualmente una sera, mentre eravamo a lezione di ballo, ho notato due ballerini che guardavano il culo di Cristina. È scatta la scintilla e, nei miei pantaloni, si è verificata una potente erezione, che mi ha costretto ad andare in bagno per segami. Era questo che volevo: lei desiderata da altri maschi, e non solo; col tempo desideravo vederla anche scopata. Facile a pensarci, ma molto difficile da realizzare. Quando gliene ho parlato, lei mi ha quasi preso per matto. Però quel tipo di approccio, deve avere smosso le sue ataviche convinzioni e, pian piano, ha preso ad accorciare le sue gonne, ad indossare camicette più scollate, giungendo ad esporre sempre più pelle nuda. Dopo un inizio alquanto indeciso, col tempo ha cominciato ad apprezzare gli sguardi che le venivano rivolti, quando mostrava tette e gambe aperte, fin quasi a far vedere l’intimo, quando e se lo portava. Il risultato di questo cambiamento è stato che la scopavo con rinnovato vigore e lei si sentiva sempre più femmina. Una vera goduria per me, che già anelavo ad altri e più intensi piaceri. Con pazienza, il passo successivo è stato una scopata con un singolo, cui ho partecipato anch’io. La cosa è stata casuale. Una domenica, al mare, con noi nudi e lui che ci guardava segandosi. Io gli ho fatto cenno di avvicinarsi e, alla fine, dopo che l’avevamo masturbata insieme, lui ha indossato un profilattico e l’ha penetrata, mentre io mi facevo succhiare il cazzo. È stata un’emozione molto forte per entrambi. Al ricordo di quanto accaduto, le sere successive, ci eccitavamo tantissimo. Così lei si è convinta che la cosa era gradita e fruibile, mentre io volevo di più. Abbiamo ripetuto il gioco altre due volte, poi ho deciso che mi sarei limitato a guardare lei, posseduta dal singolo di turno. Non è stato facile raggiungere questo obbiettivo. Lei era assolutamente contraria; voleva la mia partecipazione, mentre io impazzivo nel vederla usata dal toro di turno e scopata come la più consumata delle puttane. Ben presto si è adeguata anche a questa novità, anche se non è stato facile. Sì ci divertivamo, ma era sempre un gioco limitato nel tempo: era una cosa che si esauriva con il completarsi dell’amplesso, mentre io volevo una cosa persistente; desideravo che un maschio la montasse di continuo, facendola diventare la sua troia personale ed io, il cornuto felice e contento. Per un po’ abbiamo continuato questo gioco, ma anche lei, ben presto, si è resa conto che avevo ragione io. Ci voleva un maschio fisso, altrimenti, alla fine questo mordi e fuggi, ci avrebbe anche potuto creare dei problemi, mentre noi volevamo esser felici nel divertirci. Trovare una soluzione non è stato facile. Tutti i nostri ragionamenti hanno portato ad un’unica conclusione: dovevamo trovare un toro fisso e possibilmente uno che noi conoscevamo bene, al punto di poterci fidare ciecamente di lui, e lui di noi. Mica facile. Abbiamo esplorato molti siti scambisti; abbiamo anche creato un account su un sito appropriato, ma, in cambio, ne abbiamo avuto solo poche soddisfazioni e, comunque, non ciò che desideravamo, o, meglio, quello che IO volevo! Allora abbiamo esplorato il giro delle nostre amicizie, per verificare se vi era un potenziale candidato al ruolo di amante di mia moglie. Dopo aver ben vagliato i vari elementi che ci giravano intorno, non siamo giunti a nulla di concreto: erano sposati e, quindi, impegnati; poco seri e, quindi, inaffidabili; e poi… e poi… Alla fine vi abbiamo rinunciato. Una mattina, però, il destino ha mischiato le carte. Vado al lavoro con in testa la mia idea fissa di trovare un toro per mia moglie e mi dimentico il portafogli. La chiamo, pregandola di portarmelo in ufficio. Giungo nello studio e trovo, ad attendermi, un cliente molto importante, che mi chiede di seguirlo perché vuole il mio parere su di una questione finanziaria, che gli sta particolarmente a cuore. Io sono con il cliente, quando Valentina arriva in studio e impatta con Francesco, il mio socio, che mi chiama al telefono, avvertendomi che la mia splendida moglie mi ha recato la “testa” che avevo dimenticato a casa. Ho avuto un’illuminazione istantanea! Francesco! Valentina, insieme! Certo, chi meglio di lui? Divorziato, socio, assolutamente irreprensibile, un bell’uomo e pure dotato; su questo particolare ero sicuro, per averlo visto nudo quando, dopo il tennis, ci facciamo la doccia. Ha una dotazione fuori dal comune, sia in lunghezza che circonferenza; sì, lui è il candidato perfetto. Quella scoperta mi provoca una tale erezione, che sono costretto ad andare in bagno a farmi una sega velocissima, che mi fa sborrare anche l’anima. Quando lo racconto a Valentina, mi prende per matto. «Ma dai! Non credo che lui sia quello giusto. E poi… siete soci». «Appunto, perché siamo soci, amici e ci teniamo in reciproco rispetto, è il giusto candidato. Di lui ho la massima fiducia, è separato, e quindi ha tutto il tempo e la disponibilità del mondo. E poi… a te piace, o sbaglio?» E lei alla fine si lascia convincere, anche se poi evidenzia un problema grande da risolvere: come lo coinvolgiamo nel nostro gioco? Facile a pensarlo, ma difficile a realizzarlo. Non posso certo dirgli: scopa Valentina, o forse no? Ci riflettiamo un po’ su e poi elaboriamo un piano, che decidiamo di mettere in pratica in occasione della cena di fine anno, a cui siamo invitati, assieme a lui, da tutto il gruppo di amici che amano ballare il latino/americano. Per quella occasione prego Valentina di ballare con lui il più possibile, specie i balli come la “lambada”, e la “bachata”, che sono quelli che ci si deve strusciare di più. Naturalmente il tutto avviene sotto gli occhi dei nostri amici, che non sospettano nulla, anche se lei lo ha provocato, facendogli sentire il suo culo ad ogni occasione di contatto con il duro pacco di lui. A fine serata, mi ha comunicato che di sicuro era riuscita a farlo eccitare tanto. Per due giorni non lo abbiamo contattato, poi lei mi ha suggerito che, se volevamo realizzare il nostro piano, avremmo dovuto invitarlo a cena da noi, per battere il ferro finché caldo. Nel dire questo ho notato, nel suo sguardo, una parvenza di desiderio di avere quel maschio per sé. Lo abbiamo invitato per la sera successiva, mettendo a punto una strategia per farlo capitolare. Valentina quella sera si era vestita in maniera davvero provocante. Un tubino elasticizzato con uno scollo anteriore, che ne esaltava il suo splendido décolleté, accentuato da un piccolo, ma perfetto reggiseno a balconcino, che glielo spingeva ancora più in alto, calze velatissime e con dieci cm. di pizzo che usciva da sotto il vestito, un micro tanga, quasi invisibile, tacchi dodici, labbra e unghie colorate di un rosso passione, che ne esaltava la lubricità. Quando lui è arrivato, puntualissimo, è rimasto sbalordito. «Valentina, stasera sei meravigliosa! Lo sei sempre, ma stasera hai un aspetto davvero unico. Tommaso sei fortunato ad avere una bella donna come lei per moglie». Lei ha sorriso, chiaramente lusingata da quei complimenti ed io ho annuito compiaciuto. La serata è subito decollata. Buona cucina e due bottiglie di Sagrantino di Montefalco hanno reso la cena allegra e decisamente piacevole. Abilmente noi due abbiamo pilotato il discorso sulla serata di Capodanno e sul fatto che loro due erano molto bravi a ballare insieme, mentre io ero più goffo. Lui ha fatto i complimenti a lei, dicendo che il merito era tutto suo. Allora io ho tenuto a sottolineare che era il ballerino che faceva la differenza, senza nulla togliere all’avvenenza di lei e, per avvalorare la mia teoria, ho messo della musica, una lambada, ed ho pregato mia moglie di ballare, sia con me che con lui. Ovviamente lei ha fatto in modo che il contatto con lui gli provocasse una visibilissima erezione. Dopo averlo provocato non poco, lei ha detto che si occupava di sparecchiare la tavola, mentre noi ci saremmo gustati una grappa, guarda caso “Bocchino”, tanto per ironizzare sul nome e per non far calare la sua eccitazione. Seduti sul divano, gli ho chiesto cosa ne pensava di Valentina ed egli: «È decisamente una bella donna. Sì, mi son divertito davvero tanto a ballare con lei, alla festa». «Eravate una bella coppia, mi faceva piacere che ballava con te. A suo dire, sei stato il meglio della serata. Sì, eravate una bella coppia e, dal momento che ci conosciamo da anni, dimmi: come la vedi come donna? Ti piace?» Lui mi guarda con un certo imbarazzo. Nei nostri discorsi, in tutti questi anni, non abbiamo mai affrontato questi argomenti, nemmeno quando lui era sposato. Noto che cerca disperatamente una risposta che non mi manchi di rispetto, ma che renda l’idea di cosa pensa di lei. «Sì, è una bella donna, sei fortunato ad averla per moglie». «Grazie, ma certo… ora la vedi così vestita, mentre dovresti vederla in lingerie… Ti assicuro che il suo aspetto ne gioverebbe ancor più». «Ma che dici, dai lasciamo perdere, non voglio metterti in difficoltà con lei». È in evidente imbarazzo. Cerca di capire dove voglio andare a parare, ma io lo incalzo. «Nessuna difficoltà, anzi adesso lo chiediamo a lei». Detto questo chiamo Valentina, che viene da noi. «Cara, Francesco ed io vorremmo vederti in lingerie». Lei ci guarda, sorride e con malcelata malizia, risponde: «Siete due scemi». Gira i tacchi e se ne va. Dopo nemmeno cinque minuti torna e si presenta vestita solo di un reggiseno molto piccolo, che esalta il suo splendido seno, un micro tanga, che non copre granché della sua splendida fica, ben depilata e che, dietro, le lascia i glutei completamente scoperti: a vederla così, da dietro, è come fosse nuda, ma con ancora indosso le calze di prima e le stesse scarpe tacco dodici. «Allora che te ne pare? La trovi bella?» Mentre lui resta a bocca aperta, io mi alzo e rimetto la musica di prima. «Dai balla con lei ora e vediamo come te la cavi». Lui si alza in piedi, lei lo abbraccia e lui mi guarda cercando di capire. Ha una vistosa erezione, mentre lei si struscia su di lui, che continua a guardare me. Li invito a ballare e, in particolare invito Francesco a stringere Valentina, che ora è visibilmente eccitata. Voglio che, ballando tocchi il suo corpo nudo, così da fargli salire l’eccitazione alle stelle. Quando, finita la musica, resta ancora abbracciato a lei, mia moglie, con un sorriso, si rivolge a me: «Adesso che altro vuoi che faccia? Forse desideri che lo baci?» Senza aspettare una mia risposta, incolla le labbra sulle sue e lo bacia con passione. Lui per un momento resta immobile, gira lo sguardo verso di me, che annuisco e gli sorrido, compiaciuto. A quel punto, ricambia il bacio, infilando la sua lingua nella bocca di mia moglie, con cui limona non poco. Quando si staccano, mi guarda stupito e incredulo. «Va tutto bene, stai tranquillo; vorrei solo farti una domanda, cui mi devi rispondere con estrema sincerità: la scoperesti Valentina?» Lui, quasi in preda allo sconcerto, guarda prima me e poi lei, per infine dire: «Certo, ma sei sicuro di volerlo?» Intanto lei non ha atteso la risposta, si è inginocchiata davanti a lui ed ha aperto la lampo dei pantaloni, mettendo a nudo il mostro che io so celarsi dentro le mutande. Lei lo guarda affascinata, lo accarezza compiaciuta, poi ci porta entrambi in camera da letto. «…Accidenti che bel cazzone mmuhum..hm… me lo voglio proprio godere tutto!» Lui è ancora indeciso, ma io gli tolgo ogni remora. «Dai, scopala! Falla godere! Lo voglio entrambi, io e lei. Se lo farai lei, sarà per sempre tua. Scopala bene e falla godere». Si denuda e, dopo averla carezzata ed eccitata, la scopa con impeto e passione. Lei gode e mi guarda con occhi languidi d’amore ed il piacere che lui le sta donando. Quando ha il terzo orgasmo si gira verso di me e mi fa il gesto delle corna con la mano. «GUARDA, CORNUTO, COME MI MONTA UN VERO MASCHIO!» Ho una violentissima erezione, che mi fa sborrare subito. Lui la scopa per circa due ore, facendola godere tantissimo, poi se ne va e ci lascia soli. «Grazie, amore. Sei stata fantastica! Ho goduto tantissimo nel vederti sfondata da lui. Io, da questo momento, non ti scopo più, sei solo di lui e, se vorrà, io sarò presente, oppure no, non mi importa. La sola cosa che desidero è quella di essere reso cornuto e umiliato ad ogni occasione possibile, al di fuori del nostro contesto sociale». Lei mi guarda ancora un po’ incredula. «Ho goduto tantissimo. Mi ha sfondato il ventre e mi ha fatto impazzire con quel meraviglioso palo che ha fra le gambe. È di gran lunga il migliore che abbia mai conosciuto e poi sono sicura che, da oggi, me lo farà godere sempre di più. Per quanto riguarda le tue corna, stai tranquillo che provvederemo nel migliore dei modi; adesso, però, vorrei dormire, perché sono stanca». Due giorni dopo, finite le feste di Natale, abbiamo riaperto lo studio e io e lui abbiamo fatto una bella chiacchierata chiarificatrice. Così son venuto a sapere che in passato egli era stato il bull di una coppia, con la quale si è divertito tantissimo. Il fatto che abbia già una certa esperienza, mi ha fatto tanto piacere. Abbiamo messo in chiaro tutto quello che c’è da sapere su come io desidero che questo rapporto continui. Gli ho chiesto di scopare mia moglie sempre di più. Di farla godere a maggior ragione perché, da ora, è di fatto la sua troia personale e, possibilmente, di umiliarmi sempre di più, ovviamente nel giusto contesto. Dopo le prime volte, le cose hanno preso a girare meravigliosamente fra loro e me che ero al settimo cielo per la contentezza: finalmente avevamo trovato quello che stavamo cercando. Il mio rapporto lavorativo con lui non è cambiato di una virgola e fra di noi c’è sempre il reciproco rispetto. Quando viene a casa, scopa Valentina con sempre più sintonia, al punto tale che, dopo due mesi, ha smesso di usare il preservativo e, ora, la scopa a pelle. Da questa novità io ci ho guadagnato il fatto che ora vengo usato per pulire il loro piacere, lui compreso. Sono sempre più umiliato da mia moglie che, mentre gode, mi insulta con rinnovata insolenza. «Guarda, cornuto, come mi scopa un vero cazzo. Lui si che mi fa godere, mi sfonda e mi riempie per bene ogni buco». Sì, ogni buco. Dopo un mesetto circa che non usava più precauzioni, le ha fatto il culo. Non che fosse vergine, ma certo sentirsi dentro quel palo di oltre ventidue centimetri e molto grosso di circonferenza, le ha procurato, dapprima un po’ di dolore e poi, tanto piacere. «Si dai spaccami il culo! Dai sfondami!» «Cornuto, guarda come mi rompe il culo questo meraviglioso cazzo, altro che quel moscetto del tuo!» Non so se riesce chiaro il piacere che ne ricavo a vederli godere. Son felice quando mi umiliano, anche in pubblico, come in primavera quando siamo andati in Trentino a sciare. Appena arrivati, avevamo assegnate due camere, una singola e una matrimoniale. Nel prendere le chiavi, Francesco si è rivolto al portiere. «La singola datela al cornuto, mentre la matrimoniale la prendiamo noi». Quasi mi sborravo nei pantaloni. Per tutta la settimana, ho visto dei sorrisi ironici sul viso di diversi ospiti dell’albergo. Inoltre, in quella occasione, Valentina ha potuto sperimentare la doppia penetrazione, ma non con me, bensì con Francesco ed il maestro di sci. Lei lo trovava bello e Francesco, la sera prima di venire via, lo ha invitato al nostro tavolo, a cena con noi. Durante la cena gli ha fatto questa domanda: «Dimmi, sinceramente: scoperesti lei in tre?» Lui, dopo un attimo di incertezza, mi ha guardato. Sapeva bene che ero io il marito, ma Francesco gli ha precisato che “in tre” significava senza di me, cioè loro due e lei. Ovviamente lui ha accettato e, dopo cena, siamo saliti in camera e loro le hanno sfondato realmente tutti i buchi. Per premio, io ho pulito sia le loro sborrate sul corpo e nei buchi di lei, ma pure i loro cazzi mentre mi umiliavano con gusto. «Lecca, cornuto, che poi le facciamo un secondo giro di cazzi in doppia e la sfondiamo tutta questa troia». Lei ha goduto tantissimo. Mi ha anche umiliato davanti al maestro di sci. «Grandissimo cornuto, guarda come mi fanno veramente godere due maschi fantastici come loro, mentre tu sei solo bravo a leccare; non puoi fare altro e, quindi, leccami bene, che ne voglio ancora». Spesso, quando finisce la giornata lavorativa, Francesco mi convoca nel suo ufficio. «Questa sera portami Valentina, che la voglio montare». Sempre più spesso io ricopro il ruolo di accompagnatore di lei che, vestita come piace lui, deposito, o casa sua o in ogni altro luogo indicatomi da lui. Puntualmente la porto da lui, che poi mi chiama per andare a riprenderla dopo esser stata sfondata e riempita ben bene della sua semenza. Adesso abbiamo festeggiato da poco il primo anno di questa nuova realtà. Lui le ha fatto dei regali ed hanno deciso di fare dei week-end da soli; altre volte dorme lui da noi. Ovviamente all’alba io mi preoccupo di preparare la colazione per loro e di servirla a letto ad entrambi. Molto spesso capita che mentre loro sorseggiano il caffè, io mi dedico a pulire il suo cazzo o i buchi ormai larghi di lei, che, ovviamente, mi insulta per il mio piacere. «Caro, mi sembra che tu sia un po’ troppo tenero con questo cornuto». «Lascialo fare, dopo tutto lo devo a lui, se ha reso te una troia stupenda e sé stesso cornuto e contento». Io non posso che essergli grato di tanta generosità.

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