Mia nipote Lia- 1 La mia Lia

Mia nipote Lia- 1 La mia Lia

Mia nipote Lia- 1 La mia Lia

Lia è mia nipote, va a scuola nei pressi di casa mia. Io vivo da solo, in una villetta a due piani. Sono suo nonno. Non mi sento vecchio, anzi abbastanza sportivo ed attivo, pur stando in pensione, mi dedico allo sviluppo di videogiochi per varie aziende. Mi tengo impegnato. Avere settant’anni e non sentirli è un privilegio di pochi, lo so.
Al piano di sotto ho il salone, la cucina, un bagno ed una camera per gli ospiti, al piano superiore lo studio, la mia camera ed un bagno. Abbastanza domotica ho telecamere un po’ ovunque che fanno parte di un sofisticato sistema di allarme: mi piace viaggiare e spesso lascio la casa da sola.
Lia, ragazzina solare, in pieno sviluppo fisico, spesso, invece di andare a casa sua, viene da me. Un po’ per studiare ma un tanto per giocare ai videogiochi che qui non mancano, un po’ per lavoro, un po’ per mio passatempo. A scuola va benissimo e se lo può permettere.
Siamo in pieno inverno, fuori sembra si sia scatenato il diluvio: freddo, umido e ventoso. Piove a dirotto. Giornata da casa. Non esco nemmeno per comprare qualcosa da mangiare. Mi arrangerò con quello che ho.
Il mio orologio a pendolo, nel salone, mi avverte con i suoi rintocchi che è mezzo giorno: unico e solo pezzo di antiquariato ereditato da non so quante generazioni. Funziona e questo è l’importante.
Lia alla porta, bagnata come un pulcino:
-nonno, ti dispiace se rimango fin quanto non spiove?
-Figurati, entra e vatti ad asciugare, intanto telefono a tua madre e l’avverto che stai qui. Più tardi ti accompagno.
-Mamma è al lavoro, oggi ha il doppio turno, pomeriggio e notte. Torna domani mattina. All’ospedale manca sempre qualcuno i medici sono troppo pochi. Figurati i chirurghi.
-Ok, le mando un messaggio, così non si preoccupa.
-Lia hai fame? Stavo vedendo cosa cucinare: pasta e piselli o con qualcos’altro. Quando hai finito vieni che guardiamo insieme.
Lia entra in cucina con una gonna corta ed una maglietta attillatissima. Qui ha dei ricambi, ma non tanti da permetterle di variare. La maglietta le esalta quei piccoli seni pronti ad esplodere, quei capezzoli turgidi che sembrano bottoncini pronti a lacerare quella sottile stoffa. La gonna, troppo corta, non le copre le gambe affusolate, dritte e perfette. Uno spettacolo da fotografare. Una modella. Provo una strana pulsione a quella vista, poi rifletto e ricaccio le mie riflessioni, ma rimane una parolina nella mente: un bel bocconcino.
-Mamma ti aveva preparato già qualcosa? Non è che quando rientri trovi il tutto andato a male?
-No, in frigo c’è del sugo di pomodoro, delle fette di pollo già impanate. No, niente di pronto. Mamma sa che me la cavo abbastanza bene in cucina. Non sono una cuoca, ma qualcosa so fare. E adesso, caro nonno, fatti da parte che cucino io.
Hai capito la bimbetta? Ancora col ciuccio e già spadroneggia con mestoli, pentole e padelle. Stiamo a vedere.
-Ti lascio libera, vado di sopra a completare una routine.
-Vai, ti chiamo quando è pronto. A proposito, rimango anche per la notte, ti dispiace? Domani non si va a scuola, se ne parla lunedì, sempre se nel frattempo aggiustano quel tetto colabrodo dell’edificio. Oggi siamo stati in aula con l’ombrello aperto.
-Figurati, averti qui per me è una gioia. Solo la tua presenza mi fa rinascere. Quando giri per casa mi fai sentire… ok, chiamami che preparo la tavola.
Salgo e mi metto al lavoro nello studio: accendo la telecamera della cucina, non per altro se non per vedere se ha Lia bisogno di aiuto.
Si muove bene la ragazzina, sicura di sé, ormai conosce meglio di me i posti delle cose che le occorrono. Sa usare perfettamente il piano ad induzione, padroneggia il forno a microonde e sa sfruttare al meglio gli altri elettrodomestici. Una perfetta donna di casa… ed è solo una bambina. Non passa che un’ora.
-Nonno, scendi
-Eccomi, grande piccola chef
-Cosa mi propone il menù?
-Penne all’arrabbiata, involtini di pollo con pancetta, patatine fritte, frutta e… conto!
-Ottimo, furbetta, imbandisco la tavola.
-Già fatto. Siediti.
Non ho parole. Una bottiglia di vino rosso, già stappata, padroneggiava sulla tavola preparata alla perfezione.
-Un sorso per gradire?
-Volentieri, è Pinot nero, molto aromatico, so che ti piace.
Un pranzetto delizioso, ed anche se non me lo aspettavo, anche lei ha apprezzato il vino.
Sgombriamo tutto e mettiamo la lavastoviglie.
-Ora, se permetti mi concedo una grappa, tu vuoi qualcosa? Ho del liquore dolce, dello sherry o del Gran Marnier.
-Posso assaggiare un goccio di Gran Marnier, nonno?
Ci mettiamo comodi sul divano cercando di scegliere un film adatto ad entrambi. Una impresa ardua: lei romantici, cartoni o horror, io fantascienza, avventura o storici. Vince lei.
Si stende sul divano ed appoggia la testa sulle mie gambe. La gonna non copre più nulla e lo slip bianco fa intravedere quella fessurina inviolata, le gambe lisce ed affusolate le fanno da contorno, si addormenta subito ed io provo strani ed incestuosi stimoli. L’erezione non si fa attendere, è davvero magnifica. Le tettine piccole e sode si stagliano sotto la maglietta aderente, si intravedono le aureole rosa chiaro con i capezzoli turgidi. Già sono pronti ad essere succhiati, strapazzati, titilliate… Cerco di concentrarmi sul film ma non ci riesco, lo sguardo fugge su quella farfallina, su quel corpicino in evoluzione, fantastico, volo con la fantasia ad assurde situazioni. È bella, troppo bella ma fragile, piccola, è mia nipote ma anche una ragazzina pronta a conoscere la vita, il sesso, l’amore. Pronta ad esplorare nuove sensazioni, nuovi turbamenti, inesplorate emozioni. La testa mi gira, la vista si appanna. L’erezione è al culmine, mai così duro da tantissimo tempo, fa male, pulsa, vuole uscire dalla gabbia dei pantaloni, vuole essere lui il protagonista. Cerco di distrarmi, ma non ce la faccio.
Allungo una mano, Voglio toccare quel frutto proibito. Le accarezzo il pube, dolcemente, al di sopra dello slip. Tremo. Un dito cerca di penetrare tra le labbra, scosto lo slip e la sento fremere. Una pelle vellutata, rara seta che al tatto dona infinite sensazioni. Piano mi insinuo dentro di lei, la sento bagnata, i suoi umori fanno da lubrificante, il mio dito penetra sempre più dentro. Il clitoride è duro, turgido, ci gioco e la sento vibrare tutta, spinge il bacino in avanti pronta ad accogliermi sempre più dentro. Geme e con un fil di voce sussurra di continuare…

-Ha nonno à bellissimo, continua, mi piace un sacco. Bello… bello è magnifico, sei magico. È tutta tua, prendila.
Con il pollice che si crogiola tra le sue labbra, le stingo con le altre tutto il pube, la prendo così, come una bambola, con una mano sola tra le gambe, lei esulta, il mignolo le centellina l’altro buchino. Spasimi e sussurri, vibrazioni e tremolii, le prendo un seno con l’altra mano, piccolo, turgido, le strizzo il capezzolo delicatamente. Voglio baciarla, farla mia, prenderla, violarla, farla diventare la mia amante. Pensieri assurdi, fantasie irrealizzabili.
Si alza dalla sua posizione, si siede a cavalcioni sulle mie gambe ed io attonito, la vedo armeggiare col mio pantalone: in men che non si dica il mio cazzo svetta tra le sue gambe, il suo slip è rimasto sul divano.
-Dai nonno, mettimelo dentro, voglio sentire cosa si prova, con le dita ci ho giocato già un sacco di volte, ma non ho mai sentito sensazioni così intense. Sverginami, fammi sentire tua.
-Lia, sei troppo giovane per me, giochiamo, mi piace, ti piace, ma non andiamo oltre. Accontentati dei preliminari, del petting. Ti giuro che non te ne pentirai, ma da qui ad avere un rapporto completo, dai, non è il caso, non me la sento. Sei bella, stupenda, piacente e vogliosa. Ti vorrei tutta, tutta per me, ma ci sono dei limiti da rispettare.
-Dai nonno, ti prego. Lo voglio, ho sempre sognato questo momento. A volte vengo da te apposta, sperando che ti accorgi delle mie voglie nascoste. Finalmente ho avuto il coraggio, abbiamo avuto il coraggio di andare oltre.
-La bacio in bocca, appassionatamente. Le lingue giocano una danza frenetica, l’abbraccio e la stringo a me. Incollati la stendo sul divano, le sue gambe sulle mie spalle ed il mio cazzo pronto a penetrarla, inumidisco la cappella, turgida, violacea, dura come un bastone.
Piano, a rallentatore, prima poco, poco, tremo, tremiamo. Geme, Un altro poco, più dentro. Il glande si fa strada, la sento attorno al pene, la sento stringere, spingere, rifiutare questo grosso arnese che la sta penetrando. Ancora più dentro.
-Hai!
-Bello, bellissimo, dai più dentro, fammelo sentire tutto. Si nonno, è bellissimo. Sono tua, tutta tua.
Dentro, sono entrato tutto dentro. Sembra impossibile che quel corpicino possa fagocitare un cazzone così grosso come il mio, eppure è dentro. Inizio a cavalcarla, giù, su, esco quasi, rientro piano, gioco, piano, violento, colpi di reni e lei mi vie vene dietro come una ballerina a passo di danza. Geme, urla di piacere. Grida, la sento vibrare come una corda di violino.
-Dai nonno vengooo, sii, bellissimo. Eccomi.
-Mi fermo, sto per venire anch’io, il mio cazzo dentro di lei pulsa, sento il cuore sbattere dentro di lui, la sento stringere, forte. Non ce la faccio a resistere ma lei mi blocca con le gambe, non vuole che esca, mi stringe il bacino con le mani. Forzo per uscire, non voglio arrivarle dentro, ma lei insiste.
-Dentro, ti voglio dentro, voglio sentire il tuo caldo sperma dentro di me. Lo voglio…
Impossibile trattenermi, un fiume di sperma la inonda, lei grida forsennata.

  • Belloooo, bellissimo, magnifico, nonno sei stupendo, ti voglio bene come un mondo, ti voglio sempre e sempre. E sempre ancora sempre, solo tu e basta. Ti amooo.
    Mi tappa la bocca con la lingua e sono baci, carezze, abbracci. Ci stringiamo così forte da sembrare una unica cosa. Lia ti amo come mai ho amato una persona nella mia vita. Sei la mia tutto, stupenda bambina, ragazzina, donna, amante, sposa, sei tutto. Piango. Ti amo Lia.
    -Dai nonno, non piangere, sarò sempre con te, sempre sempre.
    Ci laviamo, sono un po’ preoccupato per esserla arrivato dentro, ma Lia sembra non preoccuparsene.
    -Nonno, domani o dopodomani devo avere le mestruazioni, quindi non sono fertile, non dobbiamo preoccuparci più di tanto. È stato bellissimo, per essere stata la prima volta, ed essere stata sverginata da te è stato magnifico, sicuramente lo ricorderò per tutta la vita. Grazie nonno.
    -Vado a riposare un po’, ci vediamo più tardi. È stato bellissimo anche per me, troppe emozioni. Nel frattempo fai quello che vuoi.
    Ancora intontito me ne vado in camera mia, non tocco neanche il letto che già sprofondo in un sonno pieno di sogni dolci ed inafferrabili.
    Continua…
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4 thoughts on “Mia nipote Lia- 1 La mia Lia

  1. Elena

    La mia amica del cuore Elena avendo scoperto che giocavo a dottore con un mio cuginetto aperse a me il suo segreto. Mi raccontò che suo nonno da parte della mamma essendo con lei nel loro piccolo orticello, essendogli capitata in mano una carota , le chiese – Elenuccia hai mai toccato o visto un pisello di qualche maschietto? sono così sai? Ebene risero ma poi il nonno estraendo il suo uccello – Guarda sono così i maschieti e lei si avvicinò di più per vederlo meglio .allora il nonno le prese una manina e se la tirò sul sesso. Mi disse che lo sentì ingrassare in mano , sbalordita rise e fu da allora cheiniziò a porttarsela aletto , leccandola dappertutto , dettagliò la narrazione tanto che mi eccitai, glieo dissi così entrambe ci facemmo un bel ditalino, siamo ancora “amiche” anche se siamo maggiorenni.

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