La nipote perfetta

La nipote perfetta

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Steso nudo sul letto con Chiara, anche lei nuda, inginocchiata … mi pompava che era una meraviglia, leccava tutto il mio uccello, eccitato come non mai, saliva e scendeva con la lingua umida e ad ogni mio gridolino di godimento mi guardava con uno sguardo di piacere … poi con la lingua scese giù per la coscia e poi ancora più giù fino al piede e qui prese in bocca l’alluce e ci giocò con la lingua … era stupendo … il suo culetto nel frattempo si era posizionato davanti al mio sguardo … con le mani lo toccai e cercai di penetrare con un dito la sua fichetta … lei lasciò per un attimo “il lavoretto” e mi sgridò convinta … “dopo, adesso pensiamo a te” … “va bene” risposi … mi rilassai e misi le mani tra il cuscino e la testa e continuai a godere di quel momento magico. Avevo desiderato Chiara da impazzire ma non credevo possibile di riuscire ad andarci a letto … era un sogno ma anche una grande stronzata. Si voltò all’improvviso lasciò il mio alluce e riprese in bocca il mio uccello eccitato, la sperma aveva raggiunto un punto di non ritorno … arrivai … si alzò e con la bocca chiusa ma piena del mio sperma … mi guardò … “buttalo nel lavandino” gli dissi … ma lei sorridendo ingoiò tutto in un sol boccone. “Accidenti ma che fai” gli dissi … “sono stata brava zio?” mi rispose con un sorriso che sapeva di soddisfazione … a quella parola … zio … ripresi coscienza di quello che stavo facendo. Chiara era mia nipote, la figlia di mia cognata Sonia … un fisico stupendo che avevo visto crescere e svilupparsi negli anni e che non mi faceva dormire la notte … la desideravo … d’altra parte somigliava come una goccia d’acqua alla madre che a sua volta somigliava a mia moglie … insomma era una continuità familiare di bellezza assoluta … solo che mia moglie aveva un fisico che non aveva retto alle due gravidanze e che si era afflosciato … non nascondo che mia cognata anche se più grande di mia moglie aveva ancora un fisico mozzafiato, ci avevo anche provato … una volta eravamo in vacanza al mare lei era da sola in cucina con un vestitino che metteva in mostra il suo fisico … di spalle mi avvicinai e con entrambi le mani gli toccai il culetto bello sodo “ che bella cognatina che ho” dissi con una eccitazione che saliva nel continuare a toccare quel velluto … lei non si scompose disse solo ”smettila” ma io continuai a toccarla e lei non fece niente per divincolarsi … mi eccitai ancora di più quando nel toccare capì che era senza mutandine … “non hai niente sotto” “certo” rispose lei sempre con tranquillità “sto sempre pronta per qualche piacevole novità” … questa cosa mi eccitò ancora di più , ma lei spense i miei ardori immediatamente … “ma non sei tua la piacevole novità, non farei questo a mia sorella e adesso molla il mio culetto che non è per te”. Quel giorno usci dalla cucina che ero tutto un fuoco e dovetti arrangiarmi da solo per non scoppiare. Sapevo che mia cognata non era un tipo fedele al marito … anzi ne aveva fatte parecchio di corna e il fatto che a me aveva detto no mi infastidiva … forse questo era il motivo che mi aveva spinto a tentare con la figlia … ma in fondo era una scusa per nascondere a me stesso che ero un porco … andare con una ragazzina di poco più di vent’anni, io che ne avevo il doppio … è da porco punto e basta. Chiara vide il mio sguardo pensieroso e con un sorriso quasi candido mi disse “dai zio non preoccuparti non sei il primo con cui faccio le corna al mio fidanzato” … diceva e faceva cose da gran puttana con aria sbarazzina e innocente … questo mi faceva rimanere interdetto. Ero frastornato ma avevo davanti a me un corpo che aspettava di avere la sua parte … mi alzai e tutti e due eravamo inginocchiati al centro del letto … toccò con le mani il mio petto … “che bei muscoli che hai zio” … poi la sua mano scese giù e prese il mio cazzo che stava pian piano riprendendosi … lo toccò giocandoci e dicendo paroline tipo “pli pli pli” … poi tornando seria disse “lo voglio dentro di me zio” e sempre guardandomi negli occhi si distese sul letto a cosce aperte e con un piede prima mi toccò un fianco e poi lo mise sotto il mio cazzo che intanto era “cresciuto” … “è pronto uao’” gridò “dai dai” … senza dire una parola la penetrai con dolcezza ma deciso … lei si avvinghiò a me con le sue lunghe gambe e braccia “non ti mollo zio sei mio” risposi “non chiamarmi zio” … lei eccitata invece continuò …zio zio zio ..che bello ..zio zio zioooo … ahhhh strillò come una pazza …che zio stupendo che hooooo … muoveva il bacino in maniera che mi faceva impazzire non resistetti arrivai … ero senza preservativo e sembravo un ragazzino sprovveduto … lo cacciai fuori e vomitai il mio liquido sulla sua pancia … lei sorrideva soddisfatta “che bello”… e con la mano si distribuì tutto il mio sperma in maniera omogenea sul ventre “ma che fai” dissi un po seccato “che problema c’è …. è roba del mio zietto preferito” rispose sempre con il sorriso stampato in faccia … “ma sei una porca” mi venne di dirle d’istinto … “no lo faccio solo con te” … rispose con un tono da ingenua. Passata l’eccitazione ero frastornato, consapevole di quel che avevo fatto, “dai zio adesso facciamo la doccia insieme” disse prendendomi la mano e camminando davanti a me sculettando verso il bagno … la doccia fu rilassante … ma la piccola carogna era decisa e determinata … la trovai a pecorina ai piedi del letto … con le gambe ben tese ed un culetto che aspettava … mi guardò sempre con quel sorrisetto ingenuo e malizioso .. “dai zio” disse muovendo il culetto … mi avvicinai a lei ma mille pensieri mi impedivano di eccitarmi … lei se ne accorse guardò il mio cosino che penzolava … “uhhh piccolo … adesso ci penso io” e così dicendo lo riprese in bocca leccando anche i coglioni che adesso non erano più pieni come prima. L’orgoglio di maschio prese il sopravvento la stesi sul letto con le gambe aperte mi inginocchiai e la baciai tra le gambe e poi con la lingua esplorai le sue fessure prima dietro e poi davanti … lei godeva … “mi piace mi piace” diceva con un tono adesso non più sbarazzino ma solo eccitato … arrivooo … “ancora zio” disse continuai a leccarla … arrivò ancora e ancora … non mollai il suo clitoride … sembrava impazzire … lei aveva perso l’aria sbarazzina e a me piaceva leccare quella carne giovane … mi fermai solo quando, eccitato dai suoi gemiti continui, cercai di penetrarla, ma lei di scattò si girò e disse “zio meriti il mio culetto” … era sodo e vellutato … lo penetrai … per un attimo immaginai che mi stessi inculando la madre che me l’aveva negato … arrivai dentro di lei con violenza … come il più porco dei porci degli zii … non gli risparmiai neanche l’ultima più piccola goccia di sperma.

 

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