Culo a nord-est (capitolo 3)

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Culo a nord-est (capitolo 3)

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Mattia

Mattia stava dormendo un sonno molto profondo e inaspettatamente tranquillo, salvo poi svegliarsi di soprassalto per andare a scuola. Il quarto anno delle superiori sta volgendo al termine per lui, che ha compiuto 18 anni da pochi mesi.
Nell’agitazione del giorno precedente, Mattia ha dimenticato di mettere la sveglia. Una rapida occhiata al telefono per accorgersi che c’è giusto il tempo sufficiente per correre in doccia prima di andare a scuola.

Solamente quando l’acqua calda sta scorrendo sul suo corpo, Mattia improvvisamente si ricorda di averlo preso nel culo il giorno prima. Il suo cuore inizia a battere forte, in un misto di eccitazione e forte ansia. Si insapona il corpo e poi, con un forte timore, porta la mano insaponata tra le sue chiappe muscolose.

Mattia tira un sospiro di sollievo quando, toccandosi il buchino, si rende conto che durante la notte si è richiuso ed è tornato “normale”, probabilmente indistinguibile da quando era vergine. Con tutta la sua forza di volontà, riesce a resistere alla tentazione di spingere un dito dentro, nonostante il solo contatto tra il dito e il buco sia stato sufficiente a dargli un’erezione di marmo. Quindi si lava in fretta, poi esce e corre a scuola.

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A scuola

“Ehi coglione, tutto bene?”
“Guarda che ci siamo preoccupati ieri, non ti ha messo le mani addosso, vero?”

Così si rivolgono gli altri due bulli a Mattia, quando lo vedono arrivare a scuola. Andrei è un ragazzo biondino, con gli occhiali e l’aria da bravo ragazzo. Nato in Romania, è arrivato in Italia con la sua famiglia a 11 anni: trovandosi a dover imparare la lingua, ha deciso di puntare tutte le sue energie sullo studio. Era uno studente modello con ottimi voti, almeno prima di conoscere Mattia! E’ il tipico ragazzo nerd, leggermente ciccio, che ha deciso di togliersi l’aria da secchione frequentando le persone sbagliate.
E poi c’è Ale, che invece è tutto il contrario. Bocciato per 2 anni di fila, di anni ne ha già 20. Ale passa le giornate in palestra, più di Mattia, e ha un bel corpo molto definito, col petto villoso.

Ma torniamo a Mattia. Mattia è scosso, quasi impaurito dai suoi amici. Ma, da bravo animale, capisce che la migliore difesa è l’attacco.
“Che cazzo dici Andre, che cazzo vuoi che mi sia successo?” risponde stizzito. “Siete proprio delle teste di cazzo”. Le parole gli sfuggono, parla in maniera troppo dura, ma lo pensa per davvero. Mattia considera i suoi amici proprio stupidi, e li guarda dall’alto verso il basso.

E nel guardarli, si rende conto che li desidera. Entrambi. Più li considera stupidi, più li vuole, vuole i loro corpi, li trova eccitanti.

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Marco

Marco si sveglia nudo nel letto, ed è pieno di energie. Si alza, si guarda allo specchio e ammira il suo corpo definito e scuro. La mano scende diretta verso il suo cazzo, in piena erezione mattutina: pur rimanendo sui 14-15 cm di lunghezza, ha uno spessore di tutto rispetto.
E’ la storia della sua vita: siccome è mezzo nero, allora tutti si aspettano che abbia una sbrega gigantesca, che faccia solo l’attivo e tutti questi stereotipi. E invece Marco è passivo, fa l’attivo solo quando gli gira. O quando “li” gira, gli attivi! Perché gli capita troppo spesso che siano gli attivi a girarsi di spalle quando si arriva al momento del sesso…

Ieri era una di quelle occasioni in cui Marco si è sentito attivo. Ha visto qualcosa nello sguardo di Mattia: un’occhiata rapida in quegli occhi grigi gli ha fatto percepire come se Mattia ne avesse bisogno. E infatti, quando Marco era dentro di Mattia, non è scappato. Era quasi rilassato, si lasciava fare, si è lasciato possedere da un altro uomo per la prima volta.

Basta, è ora di fare qualcosa oggi. Marco rovista nell’armadio e afferra i suoi slip da nuoto preferiti. Ci infila il suo cazzo duro e il culo grande, tondo e muscoloso, poi si guarda ancora allo specchio, sentendosi quasi un attore porno. Poi si veste e corre in piscina.

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Piscina

Mentre Marco nuota e sfoga la sua energia facendo esercizio, l’acqua lava via le ultime tracce di Mattia dal corpo di Marco. Si insinua nel costume, rimuove il suo odore e le tracce di sudore rimaste ancora dal giorno prima, e accarezza il suo corpo.
Marco è cosciente di avere mille occhi addosso, come sempre: donne e uomini sono affascinati dal suo corpo definito, la pelle scura e quegli Speedo che non vogliono rinunciare a insinuarsi tra le chiappe mentre nuota a rana. Ogni volta che va a nuotare, c’è sempre qualche uomo che nuota al di sopra delle proprie capacità pur di poter mantenere la velocità di Marco e continuare a fissare quelle chiappe che si muovono ad ogni gambata, e ad ogni gambata si liberano un po’ dagli slip un po’ troppo stretti.

Ma come tutte le cose belle, anche la nuotata arriva alla fine. Marco esce dalla piscina e si dirige velocemente verso lo spogliatoio. Non ha nemmeno il tempo di cercare la sua roba, che immediatamente entra nella stanza un’altra persona… Maurizio!

Maurizio ha passato la notte a pensare a Marco, a come rivederlo, come parlargli, come conquistarlo, come incularlo e come convincerlo a farsi inculare di nuovo, possibilmente non solamente con un dito. Ma adesso che gli si è presentato di fronte quasi nudo, non riesce a parlare. Rimane pietrificato, zitto, a fissare il suo corpo e incapace di dire qualsiasi cosa, odiando sé stesso per la sua incapacità.

Ma la cosa bella di provarci con un ragazzo molto sicuro di sé stesso è che lui ti toglierà sempre da questo tipo di imbarazzi.
“Hey tu” gli si rivolge, ovviamente non ricordandosi il nome. “Hai preso sonno?”, schioccando le dita. Poi, senza perdere tempo, fa il gesto a Maurizio di seguirlo, ed entrano entrambi in un angusto spogliatoio.
Marco si rende conto che qualsiasi persona, guardando sotto i pannelli dello spogliatoio, potrebbe vedere che ci sono 4 piedi invece che 2. Quindi sale in piedi sulla panchina e dà le spalle a Maurizio. Marco ama dare le spalle agli uomini! Soprattutto quando sa di avere il loro sguardo incollato al suo culo. Quindi si abbassa lentamente il costume e offre a Maurizio il suo spettacolo preferito: le chiappe bagnate, con l’acqua che continua a gocciolare dai capelli ricci attraverso la spina dorsale fino ad insinuarsi tra in mezzo tra quelle due sfere tonde.

Stando in piedi sulla panchina, Marco sussurra a Maurizio “baciami”. E poi osserva la sua reazione confusa, quando il suo istinto è di avvicinarsi alla sua faccia, magari salendo anche lui sulla panchina. Ma viene subito interrotto da Marco “non in bocca, scemo! Intendevo che devi baciarmi il culo! haha”, ridendo, come se fosse ovvio.

Ora, se c’è una cosa che Maurizio ama fare e sa fare bene, è mangiare un culo. “Rimming”, in inglese, che a volte può sfociare in “facesitting”, sedersi sulla faccia. Non in questo caso, però Maurizio non se lo fa ripetere due volte. Affonda direttamente la faccia in quel culo che ha desiderato per mesi, afferrando le chiappe con le mani e separandole.
Quel buco bello strettino, perfettamente liscio e un po’ scuro, sembra fatto per essere scopato. Maurizio non perde tempo e ci poggia la lingua, spingendo e cercando di penetrarlo prima con delicatezza, poi con tutta la forza della sua lingua. Maurizio è innamorato di quel buchino, che ha già penetrato con un dito il giorno precedente e che sta rilassandosi sotto il massaggio della sua lingua.

Maurizio ha un sentimento misto nei confronti di quel culo. Da un lato vorrebbe incularlo dolcemente, abbracciando Marco e coccolandolo, proteggendolo e gustandosi tutta la sensazione di forza e potere dell’essere dentro di lui, finalmente. Ma c’è anche una parte di lui che vorrebbe incularlo con forza, fargli male al culo, trattarlo male. Punirlo per averlo fatto aspettare ma soprattutto punirlo perché è così bello, attraente, sfrontato e sfacciato, quasi arrogante.
Subito Maurizio si sente un po’ in colpa per aver pensato di inculare quel povero ragazzo in maniera violenta. D’altronde in questo momento Marco è in piedi su una panca di legno, faccia contro la parete dello spogliatoio e col culo sporto in fuori, solamente per poter farglielo assaggiare: un po’ di gratitudine è dovuta!

Però Maurizio viene riportato alla realtà quando Marco, una volta rilassato per bene il suo buchino, gli sussurra “ehi tu, corri a prendere dei preservativi!”.
E rimane pietrificato. Viene trafitto dalla consapevolezza, dalla ragionevole certezza di non avere con sé dei preservativi.
“Io… io non ce li ho!” balbetta, e maledice sé stesso e tutti i santi e le madonne da bravo friulano. Come ha potuto fare un errore così banale?

“Ah cazzo… Che peccato… Purtroppo non lo faccio mai senza preservativo, sai” Marco risponde mentendo, avendo fatto sesso senza preservativo meno di 24 ore prima. E si solleva di nuovo gli Speedo ancora bagnati, su quel culo che era perfettamente pronto per essere preso. Poi lascia lo spogliatoio, con il suo classico sorrisino sexy e perverso, lasciando Maurizio senza parole e completamente esausto, seduto su quella panca di legno.

Però Marco è comunque gentile nel suo essere diabolico. Prende una penna e un foglio di carta e scrive “ore 16. Via dei Gabbiani 37, casa mia. Ti aspetto 😉 non paccare!”. E quel foglietto vola direttamente all’interno della borsa di Maurizio, con la certezza che lo renderà un uomo felice tra solamente poche ore.

…. Continua

Scusate per il finale senza sesso, ovviamente arriverà! Volevo inserire un altro capitolo, ma poi ho deciso che quella sarà la quarta parte del racconto. Vi ringrazio del supporto, continuate a mandarmi i vostri suggerimenti e commenti! La mia mail è [email protected] oppure come messaggio privato su questo sito.

 


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