Cronaca di una notte d’estate

Cronaca di una notte d’estate

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E una notte d’estate qualsiasi a Milano, una notte torrida e afosa, di quelle che il caldo non ti fa dormire, cosi’ tenti di alleviare la tua sofferenza uscendo in cerca di un filo d’aria nella notte buia e piana di luci artificiali della metropoli. Non badi molto a come ti vesti, fa caldo, e cerchi di indossare il meno possibile per rendere la tua permanenza fuori ancora piu piacevole. Ti infili quindi le prime cose che ti capitano a tiro, un paio di shorts sgambati in jeans, quelli che tante volte hai messo e rimesso, lavato e rilavato, e ora sono piu trasparenti e bianchi che colorati. Sopra gli shorts puoi trovare una t short nera scollata senza maniche tipo canotta stretta come piace a te, ti infili quel perizomino nero, che tante spruzzate di sperma ha visto tra le tue coscie, copre ben poco ma non importa, ti sciogli i lunghi capelli, un filo di trucco, calze a rete e stivaloni.
Un giubbottino di pelle chiodo leggero tanto per esser sicuri ma fresco non fara0 fino al mattino, quindi meglio lasciare a casa la t shirt e indossare solo il giubbottino corto nero, ha molte tasche interne ed esterne puoi metterci il cellulare,qualche preservativo, e il ritocco per il trucco, le chiavi invece e meglio nasconderle in un posto dove al ritorno sei sicuro di trovarle nuovamente, sotto il tappetino d’entrata. Ti avvi per le strade deserte e illuminate dalle luci dei lampioni, del tuo quartiere,ma non tira un filo d’aria fresca purtroppo. Incontri qualche extracomunitario di passaggio che ti dice nel suo italiano stentato un “Ciao Bela…” gli abozzi un sorriso ma continui per la tua strada, non ti fermi, nemmeno quando lo stesso ragazzo di colore di poco prima, ti rincorre cercando di convincerti a scopare con lui, gli ridi in faccia e prosegui allegramente scostandoti i lunghi capelli dal viso. Sai di essere bellissima, sai di essere desiderata da tutti e questo ti eccita, ti piace molto, ti fa sentire donna femmina pur essendo maschio. Lungo la strada passano alcune auto, qualcuno suona, forse per acclamare la tua bellezza, non te ne curi, a poca distanza c’e’ il Tram, lo prendi e vuoto, a quell’ora sconsacrata chi vuoi ci sia se non sempre i soliti ragazzi di colore. Chissa’ dove vanno sempre in giro quelli ti domandi, non la hanno anche loro una casa? mentre ti fai queste domande, il mezzo si muove, parte chiudendo le porte, vieni guardata a lungo, occhi sempre puntati addosso, e il tuo destino da quando sei nata Femboy.
Infondo ti piace stuzzicare le voglie altrui con il tuo bel visetto da cerbiatta e il tuo fisichetto androgino da troietta, forte dei tuoi diciott’anni, sei acerba e vogliosa di scoprire le gioie del sesso e dell’amore, non ti curi dei giudizi della gente, perche’ ti piace far parlare di te agli altri. Come diceva quello… Nel bene o nel male, purche’ se ne parli. E allora eccoti li, con le gambe accavallate in bella vista, inguainate in delle splendide calze a rete nere autoreggenti con degli stivali sopra e il tuo giubottino di pelle aperto che poco copre il tuo petto lasciando intendere che donna non sei, che seno non hai. Senti vociferare quei ragazzi neri, magari stanno commentando, magari arlano di te, ma tu non li comprendi, non conosci la loro lingua.
Ti alzi e scendi alla fermata, sai gia dove ti stai dirigendo, il tuo percorso non era a casaccio, lo avevi gia’ scelto sul mezzo sul Tram. Ti avvii a passo svelto verso la stazione Certosa, dove sai a quell’ora, potrebbe essere deserta, ti scosti nuovamente i lunghi capelli dal viso con l’eleganza di una femmina fatale, le unghie smaltate di rosso acceso, risaltano le tue docili manine bianche e minute, hai la falcata di una pantera nel camminare, sensuale e provocante in ogni gesto del tuo essere. Scendi le scale ed entri nel sottopasso della stazione, il tacco degli stivali, produce un leggero eco di rimbombo che ti eccita ancora di piu.
Dalla scalinata opposta dei rumori, un vociare attira la tua attenzione, sbucano dall’angolo dei ragazzoni come quelli di poco prima lasciati nel Tram. Sono tre, tre ragazzotti mulatti che scherzano e schiamazzano ad alta voce tra di loro, ma non ti fermi, continui a falcare il passo da pantera, e i vostri sguardi si incrociano. I ragazzi si zittiscono all’improvviso, ti hanno notata, e come non notarti, sei una dea dellanotte vestita per uccidere. Ti fermi e con fare arrogante, chiedi ai ragazzi una sigaretta, con la tua voce maschile ma sensuale e suadente. Ti guardano come fossero ipnotizzati, forse credono che sei una bella Trans, ma non hai seno, il giubbottino aperto non lascia dubbi in merito. Uno dei tre ti porge la sigaretta e da accendere, ti chiedono se sei Trans, ti scappa una risatina ironica, ti scosti i capelli con il solito charm di una Lady Godiva senza il suo cavallo, e sbuffando il fumo rispondi di NO.
Riprendi il tuo cammino, devi raggiungere la tua meta, nessuno deve intralciarti la strada, ma i tre ragazzi non mollano, sono vogliosi, ti desiderano, ti fanno dei complimenti, li guardi con occhi beffardi, sai che hai il coltello dalla parte del manico. Vanno al sodo, ti chiedono di scopare con loro che ti desiderano, hanno dei bei cazzi neri duri e grossi per te, e tu li vuoi, lo sai e anche loro lo percepiscono. Li lasci avvicinare, ti lasci toccare dalle loro manone nere, qualcuno ti bacia pure, mentre tu rispondi con la lingua in bocca, come la Troia che sei. i tre ragazzi ti spingono contro il muro, li sotto nessuno passa, nessuno sente, nessuno vede. Ti fanno sospirare quei tre mulatti, mentre uno di loro, ti slaccia gli shorts te li abbassa e ti prende in mano il cazzo gia duro dentro al perizomino umido dei tuoi umori. in mano ti mettono i loro grossi cazzi neri, vogliono che tu li masturbi mentre le loro mani sono su di te e ti accarezzano da ogni parte, ti scostano i capelli e ti baciano nuovamente sulle labbra gonfie di voglia.
Ti fanno inginocchiare ti tengono la testa con le loro mani tutti e tre te la imprigionano per fare il tuo dovere di donna, sai cosa ti aspetta Troia che non sei altro. Due alla volta in bocca apri bene e succhia tutto vaccona schifosa che sei, ti piace essere insultata, sentirti dare della Puttana succhiacazzi mentre te li gusti due alla volta in gola senza darti respiro, ti sale qualche conato di vomito, quelli spingono troppo, ti scopano la gola profondamente. improvvisamente ti prendono per un braccio alzandoti di scatto, ti mettono con la faccia al muro, ti allargano le gambe, e senza tanti complimenti te lo sbattono dentro aprendoti il culo da vaccona che hai, non hanno usato il preservativo, ma a te piace cosi’ vero?
Il primo ad entrarti e il piu giovane dei tre, che ti prende per i fianchi stretti, e ti penetra fino infondo, facendoti gemere un po di dolore, poi tutto di piacere. gli altri due ti toccano e ti masturbano, vieni come una fontana, una, due,tre volte, mentre quello dietro ti stantuffa a dovere facendoti sospirare forte, i tuoi gemiti si echeggiano nell’audio del sottopasso silenzioso, qualche stantuffata, ed ecco che il primo lascia il posto al secondo ragazzotto, ti senti penetrare nuovamente con il buco del culo gia bello aperto, altri sospiri, altri gemiti di piacere, i loro cazzi son grossi e lunghi, fanno male ma danno anche piacere, e a te piace. Li stai facendo godere molto sai di essere una vera femmina in questo, nessuna donna vera sa dare piacere ad un maschio come fai tu, e questo ti rende unica.
Sotto con il terzo mulatto a romperti il culo, intanto sei venuta per la quarta volta consecutiva sporcando a terra. il terzo nero ti stantuffa a dovere poi ti senti riempire da una spruzzata di caldo liquido bianco che ti invade internamente colandoti dalle chiappe sulle gambe dietro, mentre anche gli altri due ti sbrodolando addosso tra mani e ventre svuotandosi per bene. il terzo ti esce dal culo ormai slargato a dovere la sperma ti cola sulle coscie da dietro e tu chiudi gli occhioni soddisfatta di averli fatti svuotare per benino. I ragazzi senza nemmeno salutarti si alzano i calzoni e se la filano vociando tra di loro, proprio come quando erano arrivati. Peccato solo aver sprecato una sigaretta che ormai non hai fumato.
Ripulita alla buona e risistemata, con le gambe tremanti che ti reggono a stento, ti avvii verso la scalinata che ti porta all’uscita del sottopasso stazionario. Li l’aria e leggermente piu fresca e respirabile, ti rigeneri i polmoni aspirando forte, e appoggiandoti ad una cancellata di ferro battuto, continui il tuo cammino nella notte buia illuminata artificialmente. Ti e piaciuta la scopata di poco prima, e ne stai ancora assaporando i benefici, nonostante il culo un po dolorante, e le gambe tremanti. Attraversi un viale, c’e’ una panca per la fermata del Tram, ne approfitti per riprendere le forze, quei tre ti hanno prosciugata un bel po.
Ti scosti dal viso i lunghi capelli con il tuo solito gesto raffinato e femminile, e noti un’uomo avvicinarsi, un signore di mezza eta’ con addosso una maglietta senza maniche, e dei pantaloni lunghi scuri, brizzolato senza barba, gli daresti sui cinquant’anni circa,ti squadra ti sorride e ti chiede gentilmente se quella e la fermata giusta per il Tram che dovrebbe prendere, lo guardi e gli rispondi che il mezzo e dall’altra parte, l’uomo chiede di sedersi accanto a te, lo fai accomodare spostandoti. Lo squadri con la coda dell’occhio destro, sembra un’uomo tranquillo ma stranamente sospetto, il suo mezzo arriva e se ne va, senza che l’uomo faccia nulla per prenderlo, eppure aveva o no chiesto se era quello che doveva prendere? vorresti fare qualche domanda, ma non osi, volgi lo sguardo altrove, l’aria inizia a rinfrescare, le ore passano in fretta e si avvicina l’alba.
Tiri fuori il lucidalabbra dalla tasca del giubbotto, e ti accorgi che la mano dell’uomo accando, e sulla tua coscia destra. Avevi visto giusto, sai gia’ cosa ti aspetta ancora una volta, sai che non ti potrai sottrarre anche se hai appena soddisfatto tre ragazzotti neri dai cazzi grossi e duri. Quindi ti alzi con l’uomo che ti abbraccia attorno alla vita, come fossi la sua ragazzina, e ti lasci portare sul luogo del misfatto. Dietro un chiosco di benzina, nascosti da un Camion parcheggiato nei paraggi, vi appartate, lui ti stringe subito a se, baciandoti, ti eri appena rifatta le labbra con il rossetto, pazienza, tornerai a rifartele finita anche quella botta. L’uomo pare infuocato, sembra avere il peperoncino addosso, ti tocca, ti palpeggia, ti sussurra parole d’amore e tu ansimi godi delle sue mani che ti sfiorano tutta l’uomo estrae il suo cazzo duro dai pantaloni, e ti invita ad abbassarti per riceverlo in bocca. Avida e mai sazia di cazzo, lo prendi in pugno, lo stringi e te lo porti alle labbra gonfie di voglia, appena una succhiata, che l’uomo si lascia andare svuotandosi la vescica allagandoti la gola di calda piscia. Avidamente bevi e ingoi senza lasciarne cadere una goccia, anche se a dire il vero, poteva farla prima ti sei detta ironicamente, ma non ti dispiace aver fatto da latrina al tuo uomo, che ora si scusa come un bimbo davanti alla maestra.
Per te e tutto apposto lo incoraggi a continuare, e riprendi a scucchiare quel cazzo che ora sa ancora di piscio. Ti rialzi cercando di agevolare l’imbranato che sembra nonsapere nemmeno dove si trova, ti abbassi nuovamente gli shorts che quella notte hanno gia fatto il pieno di liquido caldo e bianco, con ancora delle chiazze evidenti di bagnato qui e li, e conduci con la tua manina il cazzo dell’uomo fino al tuo buco ancora bello slabbrato. Aspetti solo che l’uomo, introduca il suo bel pisellone dentro di te, ma cio’ non avviene, quindi volti la testa guardando il misterioso signore, che pare aver dimenticato un preservativo. Estrai il tuo lo scarti e glielo infili da brava maestrina del sesso consumato per strada, riprendi la posizione faccia al muro e gambe larghe, e attendi che l’uomo, appoggiandosi di peso alla tua schiena, ti penetri dolcemente e lentamente, ben diverso dal trattamento ricevuto dai tre di poco prima. L’uomo sembra piu pacifico, sembra volersi godere ogni istante senza alcuna fretta, mentre il rombo dei motori di qualche auto che sfreccia nei paraggi, fa da contorno all’atto d’amore che si sta consumando. Il signore inizia a spingere avani e indietro ma sai che dovrai aiutarlo, sembra ancora piu impacciato di prima, continua a scusarsi e accarezzarti i lunghi capelli, ti fa dei complimenti sei splendida sempre, anche con il culo appena sfondato.
Ti muovi avanti e indietro a tempo con lui, in una lenta danza dell’amore, gemendo e godendo insieme a lui, che ora sembra aver ripreso la sua dignita’ di maschio, e sembra darsi da fare seriamente addosso a te. il suo fiato e sul tuo collo, mentre il suo corpo e appiccicato al tuo facendo avanti e indietro tiene le sue manone sulle tue attaccate al muro del chiosco di benzina,e senti dalle tue labbra uscire un flebile, oh si papa’ si… l’uomo sta al gioco, e ti risponde a tono, figlia mia quanto sei bella quanto ti amo. Un gioco di ruoli da padre a figlia, che forse inconsciamente cercavi, che nemmeno ti eri accorta di aver dato inizio ma che sembrava piacere ad entrambi. Papaì ti ama cara papaì ti ama ripeteva l’uomo scopandoti interrottamente, facendoti gemere e assecondarlo nel rispondergli con… Papa’ caro, papa’ mio… nel frattempo il caro babbo, ti stava innondando di sperma che non potevi sentire, grazie all’uso del profilattico. Abbandonato pure il padre di una mezz’oretta circa, riesci a prendere al volo il mezzo che ti riportera’ al punto di partenza di quella nottata passata tra i lampioni stradali e le conoscenze momentanee. Il caldo e passato, l’aria e fresca con i finestrini abbassati del Tram su cui sei a bordo per rincasare, il sonno ti pervade, e la meta agognata da raggiungere ora e il letto per una dormita ristoratrice, domani e un’altro giorno da vivere intensamente, ma tu aspetti un’altra notte, perche’ sei la regina delle tenebre, la regina assoluta di quei quartieri che conosci a memoria e in cui spadroneggi. Per scambi di opinioni [email protected] mi chiamo Chris.

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