Looner 8 Michela e Marina

Looner 8 Michela e Marina

Spread the love

Michela , Marina
Stavamo andando verso il centro commerciale più vicino a casa mia per comprarci qualcosa di vestiti e di scarpe quando sentii il beep del cellulare che mi segnalava l’arrivo di un sms, vidi che proveniva da Mario e l’aprii. Mi comunicava il link dove erano state inserite le foto del servizio di moda che avevo fatto insieme a lui. Mi bloccai, mostrai a Marina l’SMS e poi cliccai sul link incominciando a visualizzare assieme sia il testo, le foto e il piccolo filmato che Mario mi aveva fatto. Marina osservò attentamente sia le foto che il filmato e poi esclamò: “sono bellissime, tu sei una ‘figona’ e il tuo ragazzo è un ottimo fotografo !”. Entrammo felici nel centro commerciale e ci dirigemmo subito all’edicola per comprare la rivista di moda che aveva pubblicato le mie foto e ci mettemmo a sfogliarla attentamente. Le foto erano altrettanto belle e mi sentivo strana vedermi per la prima volta pubblicata su una rivista a tiratura nazionale e che aveva anche edizioni pubblicate all’estero. Marina mi baciò su una guancia e mi disse in un orecchio: “mi sa che fra qualche giorno incomincerà a squillarti il cellulare e qualche agenzia ti domanderà di fare dei servizi fotografici di moda …..” “Che dici, non sono una modella professionista e poi sono troppo legata a Mario….” “se ti proponessero un buon contratto, lo rifiuteresti ?” “gli direi di parlare con il mio ‘manager’ Mario e concordare con lui i termini, lo amo da matti !!” “ok adesso andiamo a fare un po’ di acquisti, casomai continueremmo il discorso in seguito!” Condussi Marina in un negozio di lingerie e prima di entrare ci fermammo a guardare la vetrina nella quale vidi c’erano alcuni capi che avevo indossato durante il servizio fotografico. Entrammo e venimmo accolte da una bella commessa dai capelli rosso fiamma della nostra età che portava un cartellino con scritto il nome Roberta : “Buongiorno signore, sono Roberta, come posso aiutarvi ?”. Io risposi: “Innanzitutto mi chiamo Michela e la mia amica Marina, con molta probabilità siamo coetanee, ci puoi dare del tu e se non vuoi chiamarci per nome chiamaci ‘ragazze’, il vocabolo ‘signore’ riservalo con cautela per le donne dai quarant’anni in su !” “ok ragazze, come posso aiutarvi ?” Lo disse sorridendo perché il mio tono di rimprovero era stato detto in maniera scherzosa e amichevole ! Io dissi: “vorremmo misurarci i reggiseno e gli slip che hai in vetrina…” “seguitemi nei camerini” . Arrivammo in una parte del negozio dove oltre il separè c’era un divano, un tavolino di vetro e di fronte 4 camerini. Roberta ci invitò a sedere e sparì in magazzino ritornando con una decina di confezioni. Ne mise 5 davanti a me e altrettante davanti a Marina, aprii la mia e vidi che aveva scelto al primo colpo la mia misura, anche la mia amica fece una faccia stupita perché anche nel suo caso aveva scelto quella giusta ! Roberta ci disse: “qualcosa non va ?” io: “siamo stupite come tu al primo colpo abbia indovinato le nostre misure, lavori da molto qui ?” “si, saranno già 4 anni, ma prima avevo lavorato sempre come commessa in un altro negozio di biancheria intima”. Prendemmo i nostri capi di biancheria e ci dirigemmo nei nostri camerini e quando venimmo fuori a specchiarci lei esclamò :”vi stanno a pennello e vi fanno diventare molto sexy o detto in maniera volgare vi fanno diventare delle belle ‘figone’ !!!” “grazie del complimento, in effetti è il risultato che volevamo ottenere”. Poi quando finimmo di provarci tutti i completi Roberta mi guardò attentamente ed esclamò: “Michela ho l’impressione di conoscerti, hai l’aspetto di una modella ma non so se ho visto da qualche parte delle tue foto….” “in effetti sono una modella part-time, il primo servizio di moda che ho fatto, riguarda proprio la lingerie che adesso mi sono provata…” . A lei s’illuminò il viso e poi esclamò: “adesso so dove ti ho vista !” andò verso la parete dove stavano appoggiati due pannelli di cartone plastificato ed una busta, li prese entrambi e quando li voltò verso di noi vidi due degli scatti che Mario mi aveva fatto: uno era quello in cui facevo finta di gonfiare un pallone e quello nel quale avevo un grappolo di palloni gonfiati ad elio dietro le spalle. Lei disse: “sono due belle foto e il mio direttore mi ha detto di esporle in vetrina e metterci anche questi ! “ Mi mostrò la busta dove c’erano una trentina di palloni color pastello metallizzati di medie dimensioni ed esclamò: “qui in negozio devo fare di tutto, anche la vetrinista ! Oltretutto non mi hanno fornito neanche di una pompa e dovrò gonfiarli con la bocca, è da quando avevo 12 anni che non ne gonfio uno e ho una paura bestia che mi possano scoppiare ! Mi aiutate ?”. Marina disse: “volentieri, adesso ti mostriamo come si fa !” Prese dalla busta tre palloni, uno lo consegnò a lei, uno a me e uno lo tenne per se. Lo mostrò a Roberta e le disse: ”adesso devi stirarlo per ammorbidirlo, lo prendi per l’imboccatura con due dita e con l’altra mano lo tiri, stando attenta di non tagliarlo con le unghie – noi ragazze a volte le abbiamo affilate, poi puoi anche prenderlo e tirarlo nella parte larga stirandolo due o tre volte poi quando lo metti in bocca prendi un bel respiro col naso e soffiaci con forza dentro, almeno due volte, poi quando si sarà espanso un pochino, sarà più facile gonfiarlo !”. Marina mise in pratica le sue istruzioni e anch’io la seguii ed i nostri palloni divennero grossi come due pompelmi, mentre quello di Roberta non si voleva espandere e le sue guance erano gonfie come quelle di una ranocchia. Le dissi di togliersi il pallone di bocca, incominciai a stirarlo con forza, glielo diedi in mano e le dissi :”soffia più forte che puoi e vedrai che si gonfierà come i nostri !”. Lei prese fiato e il suo pallone si gonfiò diventando delle dimensioni uguali alle nostre ma poi gli sfuggì dalla bocca andando a cadere sgonfio addosso a Marina. Sconsolata disse: ” sono una vera imbranata, quasi quasi vado nel negozio di giocattoli qui nel centro commerciale e compro una pompa !” Io le risposi: “non ti fare problemi, adesso ti passo, il mio pallone e riprendi a gonfiare, tieni pollice e indice di una mano sull’imboccatura, così quando riprendi fiato il pallone non si sgonfia, io mi prendo il tuo e riprendiamo a gonfiarli, vedrai che quando gonfierai il secondo, ti riuscirà molto più facile !”. Lei prese il mio pallone e fece come le avevo detto, ormai era più facile gonfiarlo e lei lo faceva agevolmente. Ogni tanto si fermava, lo toglieva dalla bocca, osservava quello mio e quello di Marina e ne confrontava le dimensioni, accorgendosi che i nostri erano più grossi del suo, riprendeva a gonfiare, mentre noi ci arrestavamo per guardarla. Si vedeva che era felice e radiosa, ad ogni gonfiata accarezzava il suo pallone e quando si accorse dei nostri sguardi concentrati su di lei si bloccò e sorridendo disse: “adesso che è più facile gonfiarlo, non la smetterei più, avvisatemi quando mi devo fermare perché non lo voglio far scoppiare, è molto bello!” Marina disse: “quando si gonfia l’imboccatura bloccati e chiudilo !” “Ok mi sembra che con ancora tre gonfiate diventerà delle dimensioni ideali e sarà uguale ai vostri, vedo che siete più esperte di me e vi siete già fermate, hai fatto bene nel propormi di ritentare e di non scoraggiarmi, è veramente bello gonfiare un pallone con la bocca piuttosto che con una pompa e mi ha dato delle sensazioni piacevoli, difficili da esprimere.” “scommetto – dissi io – che ti si sono drizzati i capezzoli e hai sentito brividi nell’inguine che raggiungeva la tua ‘lei’ !!”. Roberta arrossì tutta e disse: “capita anche a voi? “Marina disse: “si, anche a noi dà gli stessi stimoli e quando siamo in compagnia dei nostri ragazzi e gonfiamo assieme, gli stimoli raddoppiano e facciamo l’amore con un’intensità e un piacere indicibile. Dovresti provarlo anche tu con il tuo ragazzo!” lei balbettò:” beh io veramente non ho ancora un ragazzo, e sono ancora vergine.” “non ti preoccupare – dissi io – anche noi abbiamo conosciuto i nostri ragazzi da poco tempo, vedrai che un bravo ragazzo che ti vorrà bene lo conoscerai presto. Finisci di gonfiare il pallone e poi li piazzeremo in vetrina!”. Lei diede altre tre soffiate e poi ci chiese come si faceva a chiudere il pallone. Io presi il mio, tirai l’imboccatura, l’avvolsi intorno all’indice e feci il nodo, lo stesso fece Marina e anche Roberta con un po’ di difficoltà ci riuscì.
Passammo allora a gonfiare il nostro secondo pallone, lei non ebbe bisogno del nostro aiuto, anzi chi ci avesse visto da fuori avrebbe potuto pensare che stavamo facendo una gara a chi lo gonfiava più grosso. Dalla faccia che aveva la nostra amica si poteva capire che si stava eccitando ad ogni gonfiata. Ad un certo punto Marina dovette bloccare Roberta perché il suo pallone aveva raggiunto una dimensione tale che sarebbe bastato un’altra gonfiata per farlo scoppiare. Lei un po’ seccata le rispose: “poteva diventare ancora più grosso …” Marina di rimando: “gonfiamone ancora altri due a testa per arrivare ad una quota dodici e poi dopo aver completato la vetrina, potremo fare una bella gara a chi fa scoppiare per primo il suo, ti va?” “Certo –disse Roberta-, quando ero piccola avevo un amico che ogni tanto veniva a casa mia, portava dei palloni e mi sfidava a gonfiarne uno più grande di come gonfiava il suo e mi diceva:” il mio è più grande del tuo” e io per batterlo gonfiavo sempre di più fino a che scoppiava con un grosso botto e lui mi diceva: “adesso è il mio che è più grosso del tuo!”, chiudeva il suo pallone e me lo consegnava. Riprendevamo a gonfiarne altri e poi lui con molta dolcezza li legava a coppie e siccome avevo i capelli legati a codino, li legava a coppia ad ognuno di loro, mi baciava sulla bocca dolcemente e mi diceva: “sei la mia fatina dei palloni, quando ne gonfierai uno da sola, anche quando sarai grande, ricordati di me, ti voglio bene Roberta!”. Marina disse: “anche noi abbiamo avuto degli amici d’infanzia con cui ci siamo divertiti a gonfiare dei palloncini e la mia amica Michela qualche giorno fa ha ritrovato il suo amico Mario e dopo tanto tempo sono ritornati ‘bambini’ e hanno ricominciato a gonfiarli assieme facendo anche l’amore!”.
Roberta ci guardava incantata, riprendemmo così a gonfiare e quando anche il dodicesimo pallone fu pronto, mettemmo i due cartelloni in vetrina e ci sparpagliammo i palloni accanto. Erano di colore rosa, celeste, grigio, rosso verde, viola, arancione, giallo, marrone, nero, argento e oro, uno diverso dall’altro come lo erano i colori delle lingerie che erano state prodotte dall’azienda. Poi ci sedemmo assieme sul divano, Marina scelse dalla busta tre palloni e incominciammo la nostra gara. Roberta iniziò gonfiando a perdifiato, ma alla terza gonfiata ridusse il ritmo, cosicché anche i nostri palloni raggiunsero la dimensione del suo. Ci guardammo negli occhi e accorgendoci che i nostri palloni avevano raggiunto la loro dimensione massima, prendemmo un grosso respiro e scaricammo tutto il nostro fiato nel pallone. Scoppiarono tutti e tre assieme con un rumore assordante e restammo sfiancate per qualche minuto sedute sul divano poi Roberta disse: “E’ stato bellissimo ragazze, se avessi potuto, mentre gonfiavo il pallone mi sarei ‘toccata’ tutta, a partire dai seni fino a scendere alla mia ‘patatina’ ” Ci mettemmo a ridere tutte e due, lei esclamò: “che avete da ridere, ho detto una scemenza?” “no – risposi io – anche noi due abbiamo le stesse sensazioni che hai avuto tu, ma il termine da te usato per descrivere la tua ‘lei’ ogni volta che lo sentiamo ci fa ridere, pensiamo sempre ad una pubblicità fatta da Rocco Siffredi, che circondato da belle ragazze faceva la pubblicità a delle patatine giocando sul doppio senso della parola…” “So chi è Rocco Siffredi, ma quella pubblicità non l’ho mai vista…” “Per forza, l’hanno subito censurata, ma la puoi ritrovare in internet !”. “Va bene ragazze, però adesso aiutatemi a ripulire il pavimento dai brandelli dei palloni, poi facciamo un attimo di pausa, chiudo per un quarto d’ora il negozio e andiamo a fare colazione al bar qui vicino…”
Aiutammo Roberta a pulire il pavimento e poi ci avviammo al bar che stava all’interno del centro commerciale e aveva dei tavolini collocati all’aperto, ci avviammo all’interno, ma lei ci bloccò e ci disse di sedere fuori, in quanto era una bella giornata. Accettammo volentieri perché fare colazione all’aperto scaldate dal sole era una buona idea. Dopo qualche minuto arrivò un cameriere giovane, biondo molto bello con gli occhi azzurri, che disse: “Ciao Roberta, cosa ti posso portare per colazione ?” “Ciao Massimo, intanto ti presento le mie due nuove amiche: Marina e Michela” “Piacere Massimo! Cosa vi posso portare?” Lei: “sai che prendo sempre il tuo cappuccino e almeno due cornetti, uno alla crema e uno alla marmellata, va bene anche per voi ragazze?” Rispondemmo di sì all’unisono! “Allora Massimo portaci tre cappuccini, sei cornetti e visto che nel bar hai le sigarette anche un pacchetto delle mie solite rosse…” “Per i cappuccini e i cornetti sarei d’accordo, ma per le sigarette, fumi troppo per i miei gusti !!!! “ “Massimo, fumo solo quando sono nervosa e non ho niente da fare, nell’arco di una settimana avrò comprato solo due pacchetti non mi fare la predica anche tu, mi bastano quelle del mio direttore !” “Va bene ragazze, arrivo subito!” Passarono solo 7 minuti e lui arrivò con i cappuccini, i cornetti e le sigarette, appoggiò il primo cappuccino davanti a Roberta e poi gli altri a noi, mise al centro il vassoio con i sei cornetti e poi fece per consegnarle il pacchetto di sigarette ma quando lei fece per prenderlo lo nascose dietro la schiena. Lei esclamò:” vuoi darmi quel pacchetto sì o no? Non fare lo stronzo, se non me lo dai ti mollo uno schiaffo!” “te lo do se mi dai un bacio !” “manco morta -disse lei- piuttosto vado a comprarne un altro dal tabaccaio qui accanto!” Massimo fece per darglielo e protese la sua bocca verso la sua, le diede un bacio veloce veloce quasi a sfiorarle le labbra e lei che aveva già preso il pacchetto gli mollò di forza uno schiaffone che fece un rumore quasi uguale allo scoppio di un palloncino. Lui andò via tutto mogio mogio mentre lei gli diceva ad alta voce: “stronzo, stronzo, stronzo !!”. Rivolta a noi Roberta esclamò: “ecco come gli uomini sanno rovinarti la giornata!”. Poi si mise a piangere a dirotto. Io le misi il braccio sulla spalla e le dissi: “non ti arrabbiare e facciamo colazione.” “si facciamo colazione!” Mi sedetti e vidi che sul suo cappuccino era stato disegnato col cacao un bel cuore che sui nostri non c’era e le dissi: “Se maltratti chi ti vuol bene, sarà ben difficile che tu ti faccia un fidanzato, sei stata troppo dura con lui, hai visto cosa ha disegnato sul tuo cappuccino con il cacao ?” Roberta l’osservò con attenzione, smise di piangere, guardò i nostri cappuccini dove c’erano disegnati una stella e una falce di luna e disse: ”forse dopo mi scuserò con lui, per il momento ho molta fame, facciamo colazione e poi quando andrò a pagargli il conto cercherò di rimediare” Addentò con avidità il primo cornetto, fece poi la zuppetta e noi la seguimmo a ruota. Terminato anche l’ultimo cornetto e bevuto anche l’ultimo goccio di cappuccino, ci guardò con dolcezza e disse: “sia i cornetti che il cappuccino sono stati buonissimi, vi sono piaciuti?” “sì –disse Marina- adesso dovremo ripulirci le labbra dalla schiuma del cappuccino che abbiamo addosso e ritornare al tuo negozio, perché Michela penso debba comprare ancora qualcosa.” “Non c’è fretta -disse lei- normalmente in questo giorno della settimana non abbiamo molti clienti e per me è stata una fortuna che siate arrivate voi!” Prese il pacchetto delle sigarette, lo aprì e disse: “posso offrirvene una? Fumate anche voi?” Marina disse: “si, qualche volta, quando siamo in compagnia dei nostri ragazzi, mentre questi stanno gonfiando un pallone!”. Roberta fece una faccia un po’ stupita, ci allungò le sigarette, accese prima la mia, poi quella di Marina e per ultima la sua, aspirò con lentezza e quando soffiò in aria il fumo disse: “scommetto che nel momento in cui il pallone del vostro ragazzo è diventato enorme, avvicinate la punta della sigaretta e buuum glielo fate scoppiare! Piace anche ai ragazzi gonfiare i palloni? “ Si –dissi io- a loro si drizza il pisello e a noi, come hai constatato anche tu, si stimolano i capezzoli e si lubrifica la patatina ! Mentre il mio ragazzo gonfia il pallone gli tocco il pisello che è bello dritto, ogni tanto glielo bacio e lo prendo in bocca, aspiro il fumo dalla sigaretta e lo soffio verso il pallone, poi quando vedo che il mio ragazzo ha gonfiato il pallone al massimo, avvicino lentamente la punta della sigaretta al pallone e lo faccio scoppiare. La tensione sessuale che si sviluppa in quel momento è unica; bacio il mio ragazzo, gli faccio dare un’aspirata alla sigaretta, poi scendo all’altezza del suo pisello e quando lo prendo in bocca sò che da li a poco scoppia come il pallone che lui aveva in bocca, è una sensazione bellissima che ho conosciuto solo pochi giorni fa con il mio Mario !”. Roberta mi guardava con una dolcezza unica, ogni tanto fumava e sembrava immedesimarsi in quello che provavo io. Mi disse: “ho sempre pensato che tutti i ragazzi cercassero in un rapporto sessuale la penetrazione e che sfruttassero il nostro corpo solo per il loro piacere, da quel poco che mi hai detto il tuo ragazzo deve essere dolce e amorevole, anche il tuo, Marina è così ?” Lei: “quando vuole farmi godere, mi dà un pallone sgonfio, mi toglie le mutandine, e quando incomincio a gonfiarlo, lui comincia a leccarmi la ‘patatina’ e se riesco a farlo scoppiare quando raggiungo l’orgasmo lui mi penetra con una dolcezza unica e mi sussurra delle parole dolci. E’ una sensazione bellissima !”. Roberta sembrava aver raggiunto uno stato di grazia ascoltando le nostre parole, spense la sigaretta, si alzò ed andò verso l’interno del bar, vedemmo che rimaneva a parlare con Massimo, gli pagava il conto, lo accarezzava sulla guancia dove gli aveva dato lo schiaffo e poi con nostra massima sorpresa gliela baciava! Ritornata da noi ci accompagnò silenziosamente al negozio e mi disse: “devi ancora scegliere qualcosa per te e per la tua amica?” “Si -dissi io- e le mostrai una foto che avevo scaricato da internet e le chiesi se aveva delle calze e dei corsetti uguali a quelli delle due ragazze della foto.
Mi sa che per le calze ti posso aiutare, ma per i corsetti dovrai andare in un sexy-shop, a questo punto anche le calze le potrai trovare li.
Ti mostro dove si trova all’interno del centro commerciale, quanto a quello che avete scelto per voi qui, ti faccio il conto, te li metto da parte e poi con calma vieni a prenderli!” . Pagai con la carta di credito, Roberta mi indicò il percorso da fare per raggiungere il sexy-shop e prima di uscire mi volle dare sia il suo numero di cellulare che l’indirizzo di facebook dove si era registrata, e io le diedi il mio! Quando uscimmo dal suo negozio incontrammo Massimo che con un mazzolino di fiori ci veniva incontro. Ci fermò e disse: ”vado a scusarmi con Roberta, credete che sarà difficile farlo? Le voglio bene, ma non ho mai il coraggio di dirglielo, e che questi fiori mi possano aiutare?” Marina :”i fiori sono sempre graditi da noi ragazze, vedrai che anche lei li apprezzerà!”. Lasciammo Massimo e ci avviammo per andare nel sexy-shop che ci aveva indicato Roberta, arrivati sulla porta mi prese il panico; non ero mai entrata in vita mia in uno di questi negozi e mi vergognavo un sacco! Marina invece entrò per prima e ci venne incontro una bella ragazza bionda vestita in latex con delle scarpe dal tacco 12. “buongiorno ragazze sono Eva, in cosa vi posso essere utile?” “Pensavamo di comprare dei completi come questi che abbiamo scaricato da Internet, ti faccio vedere la foto” Prese il mio cellulare e gli mostrò quello che avevamo scaricato dalla rete. Eva guardò attentamente e disse raggiante: “ce li abbiamo in negozio, l’importiamo dalla Germania e sono quelli che vanno per la maggiore a livello fetish, i ragazzi quando vi vedranno vestite come loro impazziranno! Ve li faccio provare?” “si-dissi-io”. Lei andò in magazzino e uscì con i due corpetti e con le calze uguali a quelle della foto e ci domandò: “chi di voi le vuole provare per prima?” “le proviamo assieme dissi io; dove sta il camerino ?”. Eva ce lo indicò, entrammo e quando uscimmo davanti allo specchio sembravamo due attrici di film porno a carattere sado-maso, pronte ad andare sul set! Lei disse: “vi stanno a pennello e vi fanno diventare delle sexy Mistress pronte a dare delle scudisciate ai vostri ragazzi; a proposito lo volete il frustino?”Ci mettemmo a ridere tutte e due e Marina disse: “non pratichiamo sesso sado-maso, sia noi che i nostri ragazzi siamo dei ‘looners’, dei feticisti che ci eccitiamo con i …” non fece tempo a terminare la frase che Eva disse: ”palloni…ragazze mi fa piacere conoscervi e sapere che avete la mia stessa passione ! Anch’io con il mio ragazzo quando facciamo all’amore siamo circondati da palloni, li gonfiamo e io adoro farli scoppiare, mentre lui no!” “Anche noi –dissi io- ci divertiamo un mondo e riusciamo ad avere dei rapporti appaganti per entrambi, sia facendo sesso orale che con penetrazione! Per te qual è il tuo modo preferito di utilizzare i palloni con il tuo ragazzo?” Eva: “ieri il mio ragazzo aveva comprato un ‘worker’ cioè un pallone a forma di salsicciotto di dimensioni molto grandi e mentre lui lo gonfiava con una pompa elettrica, io gli facevo un pompino, era bello sentirlo godere e vedere quel pallone che si gonfiava sempre di più! Ad un certo punto mi dovetti fermare e bloccare il gonfiatore altrimenti sarebbe scoppiato sia il pallone che il mio ‘lui’. Chiuso il pallone abbiamo iniziato a fare all’amore distendendoci sopra e quando siamo venuti assieme, con l’ultimo colpo di reni, il mio ragazzo Adamo l’ha fatto scoppiare con un botto assordante !” Scoppiammo tutte e due a ridere alla fine del suo racconto e lei stupita domandò: “che c’è da ridere? “. Marina sorridendo disse: ”tu ti chiami Eva, il tuo ragazzo Adamo e il pallone sul quale avete fatto all’amore può essere considerato con un po’ di fantasia il serpente! Comunque resta il fatto comune che anche noi quando lo facciamo ci sentiamo alla fine di stare in Paradiso, anche se terrestre !!!” Rise anche lei alla nostra battuta e poi domandò: “ Michela tu come ti diverti coi palloni? “ “A me piace gonfiarli mentre facciamo all’amore perché quando sono gonfiati al massimo, non so se la prossima gonfiata può essere quella che li farà scoppiare e la tensione aumenta al massimo, mentre se voglio avere il controllo della situazione e decido di farli scoppiare uso una sigaretta…” “Anch’io quando la prima volta a casa di Adamo ho avuto l’ iniziazione all’amore ‘looner’: mentre lui gonfiava il suo bel pallone e io lo masturbavo, presi dalla mia borsa l’accendino e una sigaretta, gli domandai se gli dava fastidio che fumassi e alla sua risposta negativa, dopo averla accesa, fumando lentamente osservavo il suo pallone che si ingrandiva ogni volta che muovevo la mano sul suo pisello e sentivo dal suo mugolare di procedere nella maniera corretta. Quando gonfiando il suo pallone incominciò a dire: “amore, io sto scoppiando, ma questo ‘bastardo’ non ne vuole sapere di farlo insieme a me, puoi ‘aiutarmi’?” io gli dissi: “amore, ancora un attimo e la tua Eva saprà punire quel pallone !” Lo baciai sulla bocca, poi sul pisello, vidi che si mise in bocca il pallone, diede un’altra gonfiata, io presi una boccata dalla mia sigaretta, soffiai il fumo verso il pallone, avvicinai la punta della mia arma alla sua superficie. Mi dispiaceva farlo scoppiare, avevo paura dello scoppio ma per amore del mio ragazzo, con la voce tremante dissi: ”amico mio scusami…” . Appena la punta della sigaretta lo toccò, scoppiò con un botto assordante, venni colpita dai brandelli di lattice, la sigaretta si spense e il pisello di Adamo cominciò ad eiaculare. Io glielo presi in bocca mentre lui diceva: “è stato bellissimo lo scoppio, adesso vorrei ricambiarti il favore, andiamo sul letto” “in effetti gli avevo fatto la sega e poi il pompino con lui seduto su una sedia e mi era sembrata una situazione scomoda…” Mi accompagnò in camera da letto dove aveva già gonfiato una decina di palloni di grosse dimensioni, mi disse di distendermi mi tolse prima la maglia, poi la camicetta e il reggiseno, mi baciò sulla bocca sul collo e sui seni, poi mi tolse i jeans e le mutandine, mi diede un bacio sulla passerina e mi porse un pallone uguale a quello che aveva gonfiato lui e mi disse: ”adesso tocca a te gonfiare, mentre io ti farò impazzire leccando la tua passerina!” “non me lo feci dire due volte, mi misi in bocca il pallone, diedi due forti gonfiate e lui immerse la sua bocca nella mia ‘lei’. Incominciai a gonfiare seguendo il ritmo col quale lui leccava la mia ‘pisella’, a volte piano, a volte veloce. Il mio pallone diventava sempre più grosso, con le mani lo tenevo per evitare che mi sfuggisse dalle labbra e sentivo che anche i miei seni si gonfiavano man mano che lo gonfiavo; era una sensazione bellissima! Mentre lui aveva afferrato due palloni gonfi e con quelli mi accarezzava i seni, io inarcavo la schiena e soffiavo sempre di più per vederlo sempre più grosso!”. La interruppi. “poi l’hai fatto scoppiare?” “no, non ci sono riuscita, ho raggiunto l’orgasmo poi ho fatto il nodo al pallone e con quello ho accarezzato la testa del mio Adamo, siamo rimasti uno accanto all’altro a baciarci e a farci le coccole per almeno mezz’ora facendo volare in alto i nostri palloni” “Adesso -disse Marina- vorremmo comprare anche un paio di scarpe da abbinare ai completi, ne hai?” “si, adesso ve le mostro!”. Venne con due paia nere con il tacco molto alto, le provammo ma non eravamo abituate a quel modello e chiedemmo: “Ne hai col tacco più corto?”. Ne prese dal magazzino altri due paia e questa volta ci sentimmo a nostro agio! Diedi a Eva la mia carta di credito e quando vidi l’importo totale pensai: “per il prossimo mese dovrò chiedere dei soldi a mia mamma, perché il conto stava andando in rosso!”. Le domandai: ”Ti dispiace dirci dove possiamo comprare dei ‘workers’, così potremo usarli quando faremo l’amore coi nostri ragazzi?” “Nel nostro centro commerciale c’è un bel negozio di giocattoli con una sezione dove si possono comprare una varietà notevole di palloni, compresi quelli che cercate voi!” poi aggiunse:” In seguito io e Adamo, vogliamo creare una pagina web del nostro sexy-shop, mettere on-line qualche videoclip nostra, creare una mailing-list per mettere in contatto fra di loro looner italiani, affinché si scambino esperienze, sai Michela se c’è qualcuno che mi può aiutare?”. Risposi: ”Gianni, il fidanzato di Marina è abbastanza bravo, adesso la mia amica ti passa tutti i dati che ti possono servire per contattarlo.” Marina accese il cellulare, si fece dare il numero personale di Eva e le mandò tramite questo, tutti i dati relativi a Gianni. Poi lei ci chiese: ”avete anche voi dei filmati sexy fatti con i vostri ragazzi?” “Si -dissi io- perché ce lo domandi? “ “stavamo pensando di creare un nostro video looner da vendere qui in negozio, perché quelli che compriamo non ci permettono un buon margine di guadagno”. Marina disse: ”ne abbiamo fatti anche noi di filmati, però dovremo ritrovarci assieme, tu, noi e i nostri ragazzi per fare una scelta di quelli da inserire nel tuo video; la prossima domenica sarà il compleanno di Michela e saremo a casa del suo ragazzo per festeggiare, se lei è d’accordo potreste venire tutti e due da lui. Che ne dici Michela?” “ va bene, ne parlerò a Mario e penso che sarà d’accordo anche lui. Adesso andiamo nel negozio di giocattoli a fare qualche acquisto e poi più tardi ti daremo una risposta!” Eva mise i nostri vestiti e le nostre scarpe in due buste con il suo logo, poi aprendo un cassetto della sua scrivania tirò fuori quattro palloni a forma di coniglio ne mise in mano due a me e due a Marina dicendo: ”Sono per voi e per i vostri ragazzi, a me piace molto gonfiarne qualcuno, perché bisogna prestare più attenzione nel farlo; diversamente dagli altri tondi, bisogna gonfiare prima le orecchie e poi il resto, poi una volta chiusi puoi giocarci montandogli sopra, abbracciarli e baciarli, vedrete che piaceranno anche ai vostri ragazzi!”. Nel consegnarci i palloni ci diede un bacio sulla guancia e disse: “Sono felice di avervi conosciute, siete le prime ‘loonerine’ ad entrare nel mio negozio e sapere che avete la mia stessa passione mi ha reso felice, speriamo di rivederci domenica prossima, ci conto !!” Ricambiammo il bacio sulla guancia ad Eva, uscimmo felici dal suo negozio con le due buste e ci dirigemmo veloci in quello dei giocattoli.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.