Rapina in casa

Rapina in casa

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Denunciare con la paura di ritorsioni, avere la scorta sotto casa, figli a scuola, per non far avere un trauma ad alessio e fabiana, i nostri figli di appena 5 e 6 anni preferimmo dire che i cani erano scappati e non che li avevano avvelenati uccidendoli, non lo auguro a nessuno e nessuno può peraltro immaginare come cambia la vita in un attimo. Mai avrei pensato che a 41 anni mi ritrovassi in una situazione simile, io e Nunzia (nome inventato ovviamente) mia moglie, 35 anni ben portati, avevamo scelto di vivere in campagna, lontano dalla bolgia e dalla frenesia della città, una campagna nei paesi di Avellino, e ogni giorno eravamo ben contenti di percorrere 16 km per andare a lavoro pur di far crescere i nostri figli nel verde, aria pulita. Gli anni trascorsero in fretta, e col tempo una vecchia stalla dismessa, di circa 50 mq., l’avevamo trasformata in una piccola casetta per gli ospiti, ma per lo più era impegnata quasi sempre dai nonni, che erano ben contanti della scelta di vita che avevamo fatto, e ci aiutavano con i bambini durante la nostra assenza per lavoro. Così al 29 dicembre, come tutte gli anni, l’azienda dove lavoravamo io e mia moglie, aveva organizzato la solita cena di fine anno, come tutti gli anni da un centinaio ci riducevamo a riunirci massimo in una trentina di persone, il ché rendeva meno stressante e più veloce il tutto, e quella sera, affidammo i nostri bambini ai nonni, già avevano il doppione delle chiavi di casa nostra per qualsiasi evenienza, un ricambio, un qualcosa che può servire all’ultimo istante, e quindi ci vestimmo di tutto punto, Nunzia era stupenda, un abito nero con spacco vertiginoso dietro la schiena, calze nere, tacco 12, e un giubbino nero di pelle corto, io un jeans una camicia una giacca ero pronto, un cappotto lungo, e ci avviammo per la nostra serata. Svoltasi in molta allegria, annaffiata da buon rosso, carne agnello alla brace, una battuta tra colleghi, chiacchiere sul cosa si potesse fare per migliorare l’azienda, insomma una serata alternativa, arriva il brindisi, calici in alto, torta e via con gli abbracci per tornare tutti alle nostre case. Fu così, che già in macchina avvertì un caldo strano, forse era stata una sensazione, un sesto senso, il display della macchina segnava che fuori c’erano 5 gradi.. e io avevo caldo e vedere nunzia così scosciata, il suo tatuaggio sulla gamba destra a forma di giarrettiera, mi aveva arrapato molto, e infatti subito le infilai la mano tra le gambe e lei mi facilitò il tutto allargandole facendosi toccare la sua fessa depilata, la toccai, la penetrai col medio, e portandole al naso ne sentì il profumo, uh amore guarda come sei vogliosa, si amore, ma fai presto voglio scopare a casa, siamo soli, dai sbrigati ho una voglia di cavalcarti, così guardo la strada, accendo gli abbaglianti e inizio una serie di curve e tornanti bui dirigendomi verso casa, e Nunzia non si tratteneva anche lei durante il cammino mi massaggiava il cazzo da sopra i pantaloni..ero fradicio. Così imbocchiamo la salita di casa, mi dividono 10 metri, erano le 4.00, mi ricordo bene l’orario perchè prendendo il telefono scendendo dalla macchina si accese il display e vidi l’orario, parcheggio nel garage coperto sotto casa, e cosa strana vedo la luce della nostra cucina, mentre nella casetta dei nonni attaccata alla mia era tutto buio. Boh pensai, che strano, non è da loro lasciare luci accese, ma non me ne feci più di tanto, infatti Nunzia mi precedeva fù la prima ad entrare, infilò le chiavi, aprì la porta e io la seguì, subito andai in cucina mentre Nunzia si diresse sparata in bagno, come entrai in cucina vidi la luce della kappa accesa, 4 cassetti semi aperti, e 2 ante completamente aperte, boh, pensai, avranno mandato alessio mio figlio che ha preso qualcosa e nonha chiuso, quindi chiusi i mobili, spensi la kappa e mi diressi al piano superiore, in camera da letto, come varcai la soglia della cucina, mi trovai una pistola puntata in faccia e 1 uomo col passamontagna che mi faceva segno di stare in silenzio, e alzare le mani, io pietrificato, la prima cosa pensai a Nunzia in bagno, alzai le mani e questo col passamontagna tira fuori le fascette quelle degli elettricisti, me le fece mettere dietro la schiena, e una volta che si assicurò che aveva i polsi legati dietro la schiena, arrotolò il tutto con del nastro isolante nero, e ancora dopo dei lacci di scarpe, ero praticamente ammanettato, ci mise meno di 10 secondi, facevo tutto ciò che mi diceva, disse solo una parola: sali: quindi salimmo le scale sperando che nunzia non uscisse dal bagno, ma come entrai in camera vidi che nunzia aveva subito la stessa cosa, mani dietro la schiena, un fazzoletto, o un foulard legato attorno alla bocca per non farla parlare, ed era già messa sul letto pancia all’aria e mani dietro la schiena, mi sento uno spintone da dietro che mi catapulta sul letto, che per evitare di finire addosso a nunzia, sbatto con la testa dietro la schienale del letto che era in ferro battuto e per la prima volta mi feci male alla testa. Erano 2 di loro, che come ci avevano sistemati sul letto, uno ci teneva d’occhio, e latro continuava a rovistare nell’armadio, frugando tra i cassetti, ma trovarono nulla se non cornici d’argento con le foto dentro, che subito infilò dietro lo zaino verde che aveva a tracolla, il secondo che ci guardava mi iniziò a frugare nelle tasche, mi prese il telefono, le chiavi della macchina, e così anche nella pochette di nunzia, chiavi di casa, auto, borsello, e una collana di perle che aveva tolto subito dopo uscita dal ristorante. nel portafogli aveva 40 euro, io nel mio 150 che mi sarebbero servite il giorno dopo per pagare il giardiniere che ci curava il terreno. E mentre vedevo impotente come rovistavano nelle nostre cose, con un nervoso che saliva misto a paura per l’ignoto che mi aspettava, notavo che erano 2 corpi esili, longilinei, magri, uno alto sul 1.90, l’altro invece 1.70, tutti e due col passamontagna e con una pila e un giravite costantemente in mano, con il quale aprivano armadi, cassetti dei comodini..non toccavano nulla con le mani, le mani le sentì addosso solo per essere tirato i miei capelli ricci neri, ma forte, una tirata di capelli che mi strattonò la testa e destra e sinistra dicendo, dicci dove è la cassaforte e non ti faccio male, in quel momento mi incrociai con gli occhi con Nunzia, capimmo che non era il caso di perdere tempo, volevamo che tutto finisse subito, per paura che si potevano svegliare i nonni, i bambini e poteva cambiare tutto, quindi indicai il mio comodino, spostalo dissi, gli dissi la combinazione ma ci voleva il mio indice per il riconoscimento dell’impronta, quindi mi fece alzare dal letto, mi tagliò la matassa che avevo ai polsi mi liberò e mi fece aprire la cassaforte, con la pistola puntata alla tempia, una volta aperta, mi fece sedere sulla sedia, e di nuovo con le fascette dietro la schiena dietro la sedia, nastro adesivo e lacci di scarpe, inoltre adesso mi avevano legato con altre fascette anche i piedi vicino alla sedia, ero bloccato totalmente, e stavolta avevo nunzia di fronte che guardava me e questi 2 come arraffavano nella cassaforte e infilavano tutto nello zaino in silenzio,bracciali, collier, tennis mio di diamanti, tennis di mia moglie, bastardi pensai ma il ricettatore non vi darà più di 20.000 euro, a meno che non si portano via pure la macchina e allora avevano fatto un buon colpo. Il tutto durò meno di 2 minuti, era finito tutto, hanno pulito la cassaforte, ora se ne vanno, e mentre tutti e due, si avvicinarono all’uscita della camera da letto, li sentì che bisbigliavano, la camera da letto è abbastanza grande circa 20 mq., un letto a baldacchino, e questa sedia stile romano che avevo di fronte al letto, tornarono indietro, e vidi che il più basso mi puntò di nuovo la pistola alla testa, mentre il più alto si avvicinò al letto, girò di lato nunzia e le tagliò le mani che aveva legate, salvo poi legarle di nuovo dietro la spalliera del letto con dei lacci, una mano a destra e una a sinistra, e stessa cosa anche ai piedi, lacci attorno alle caviglie ai pilastrini del letto, andai in visibilio, nunzia oscenamente a gambe divaricate, che cazzo vogliono, ma mentre lo pensavo, il mio cazzo diceva altro, avvertivo una durezza che andava contro la situazione che stavo vivendo e subito quello che pensai si avverò, non ce bisogno che il nano mi diceva ci divertiamo 10 minuti con tua moglie e ce ne andiamo, mentre lo diceva, vedevo che quello alto col passamontagna si metteva al lato del letto, si sbottonava la cerniera, prendeva per i capelli lisci e neri la mia nunzia e senza mezzi termini le schiaffò il cazzo in faccia, nunzia era restia, ma era afferrata per i capelli da quell’energumeno, e anche se opponeva resistenza e spostava il muso a destra e sinistra per evitare di avere quel cazzo in bocca, poco potette fare mentre la teneva afferrata per i capelli, con la mano destra le alzò l’abito nero e vidi l’intimo di mia moglie, calze autoreggenti, slip neri di pizzo…quel tatuaggio nero a giarrettiera, e sentì dirgli, ora vediamo quanto sei brava femmina, e mentre lo diceva le passava la mano destra sopra lo slip..nunzia chiudeva le gambe opponendo resistenza, ma vedevo che la sua resistenza si faceva mano mano più flebile, io stavo scoppiando nelle mutande alla vista di nunzia in quello stato, e infatti, alla seconda volta che alzai la testa, nunzia aveva le gambe oscenamente aperte e il tipo le aveva infilate indice e medio in fica, quella fica depilata, adesso la bocca aveva inglobato il cazzo di quell’energumeno, e mentre i tipo si massaggiava il cazzo, la luce della lampadina del comodino fece ombra sul suo cazzo che potetti intravedere, svettava durò all’insù, salì sul letto, si posizionò al centro tra le gambe di nunzia e io dissi noo prendete i soldi e andatevene, e il tipo più basso mi venne vicino e mi disse, adesso ti avvicino al letto, infatti mi spostò di peso con tutta la sedia e mi mise a bordo laterale del letto, guarda come ce la fottiamo, salì pure il piu basso che gia aveva la cerniera sbottonata, lo spilungone vedo che invece guardò me, poi si guardò il cazzo, lo sbattè 2 volte sopra la figa depilata di nunzia e poi lo puntò al centro della sua fica, lo fece entrare piano, pianissimo, e vedevo nunzia contorcersi, ma aveva anche la bocca otturata dall’altro cazzo… mi stavano scopando mia moglie e io non potevo fare niente, ma vedevo che a mia moglie piaceva, adesso le tolsero il bavaglio e lei si mordeva le labbra, il tipo col passamontagna la copriva tutto col corpo e si baciavano in bocca… il piu basso le sciolse le caviglie, adesso nunzia aveva le gambe libere, ma avvinghiate dal piacere a quello sconosciuto… e mentre se la sbatteva, vidi che allungò le mani per sciogliere anche i polsi, adesso nunzia era totalmente libera ma impalata, e godeva dal come si muoveva, il tipo la stava stantuffando forte, così che si fermò, si staccò si sdraiò e fece salire nunzia a candela, e mentre nunzia iniziò a galopparlo con quelle fantastiche tette bianche che dondolavano a ogni galoppata, vidi il più basso mettersi dietro di lei, le mise la mano dietro la schiena, avevo già capito l’intenzione, me la volevano inculare in una doppia..infatti nunzia si abbassò tutta sul corpo del più alto…inarcando il culo, il più basso ebbe a tiro il buchetto più recondito, più stretto di mia moglie, e mentre lo vedevo mi ero accorto che mi aero sborrato nelle mutande, ero fradicio, la mia cappella aveva avuto quegli stimoli quei tremori che terminarono con una fiondata di sperma nelle mutande, mi sporcai tutto di piacere, ero venuto io…e vedevo una volta che mi ripresi, mia moglie impalata che diceva a bassa voce: ohhh mi state sfondando tutta….ancora….ancoraaa…non vi fermate…. vi prego … non vi staccate… siii riempitemi tutta… e emtre lo diceva mi guardò e mi fece col segno del pollice l’ok, come a dirmi è tutto sotto controllo, mo li spompo e se ne vanno, La mia cagna, non aveva paura…anche lei stasera aveva trombato non con me ma con 2 cazzi che non le avevano usato violenza, ma l’avevano appagata e riempita….

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