Casalinga viene abusata nella sacrestia dal prete del paese

Casalinga viene abusata nella sacrestia dal prete del paese

Credevo di poter stare tranquilla nel mio piccolo paesino vicino Messina, siamo poche persone e non succede mai niente di particolare, per una donna di quarant’anni come me si può dire che è anche abbastanza noioso vivere qui, ma mio marito ha insistito perché voleva stare lontano dalla città.

Io non frequento molto la chiesa, non regolarmente almeno, mi piace andare solo quando ne sento davvero il bisogno, come quella domenica di febbraio.

Mio marito era andato fuori con degli amici e io avevo deciso di andare in Chiesa e poi di rilassarmi dedicando una giornata intera alla cura del mio corpo, avevo in programma un bagno rilassante e dei trattamenti per la pelle.

Comunque, finita la messa, mi sono fermata a scambiare quattro chiacchiere con una signora del paese, una delle poche mi stava davvero simpatica, la nostra conversazione fu interrotta dal prete, un uomo abbastanza giovane e anche molto affascinante a dire il vero.

Ci chiese se potevamo aiutarlo nella sacrestia a sistemare velocemente delle sedie, l’altra signora si defilò dicendo che andava molto di fretta, così rimasi da sola con lui, avevo del tempo quindi non mi tirai indietro.

Lo aiutai a sistemare, nel mentre notai che mi fissava in modo strano, gli chiesi se avessi qualcosa di buffo, lui, con aria molto seria, mi disse di no, poi andò a chiudere la porta, pensavo mi volesse dire qualcosa e invece mi si avvicinò e mi baciò.

Io reagì malissimo, era un prete, anche se mi affascinava non potevo, inoltre, ero sposata, gli diedi uno schiaffo, in risposta mi prese con la forza, mi spinse contro la sua scrivania e mi aprì le gambe, lo sentii armeggiare sotto la gonna, mi tolse le mutandine e in pochi secondo infilò il suo cazzo duro nella mia figa.

Mi mise una mano sulla bocca e mi scopò forte, velocemente, forse con la paura che venisse qualcuno, sentivo i suoi gemiti nell’orecchio e il suo cazzo che prepotentemente spingeva dentro la mia figa che intanto era diventata un lago, perché dovevo ammettere che in fondo mi stava eccitando da impazzire quella situazione.

Più volte cercai di reagire e di spostarmi ma in risposta ebbi dei colpi di cazzo più forti, a quel punto gli lasciai fare i suoi comodi, poi venne schizzandomi lo sperma sui peli della figa, si tirò indietro, non mi guardò nemmeno, uscì dalla sacrestia, quando anche io uscii fuori non lo vidi più. Non sono più andata in chiesa da quella volta.

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