Lucy – Reunion di classe (2)

Lucy – Reunion di classe (2)

Lucy – Reunion di classe (2)

Dal bagno, dove mi stavo rifacendo il trucco, cercavo di origliare dalla porta lasciata appositamente socchiusa, cosa si stessero dicendo i tre nell’altra stanza. Non riuscivo ovviamente a capire tutto, ma per quanto riuscivo a sentire i miei tre compagni erano stupiti da quella mia “identità segreta” che si era rivelata a loro, e si lasciavano andare ad apprezzamenti sinceri sui pompini appena ricevuti e sulla femminilità del mio corpo, cosa che non faceva altro che mantenere altissima la mia eccitazione.
Tornai di là, e trovandoli con i membri ancora “a riposo” li canzonai: “Ooooh… ma allora ci dobbiamo accontentare dell’aperitivo… speravo di poter passare al piatto forte ma evidentemente non vi piaccio così tanto…”
Punti nell’orgoglio, i tre si alzarono e mi raggiunsero, iniziando nuovamente a carezzarmi e a palpeggiarmi, con particolare attenzione al mio culo, dove uno dei tre andò anche in cerca del buchino stretto con un dito.
Sorrisi, e decisi di alzare decisamente la posta, baciando prima uno, poi l’altro e poi il terzo con baci bollenti a tutta lingua. E’ vero che avevo da poco finito di succhiare i loro cazzi e berne lo sperma, ed è vero che di lì a poco mi farei fatta sfondare il culo da loro, ma il bacio… il bacio è diverso. E’ qualcosa che va oltre la scopata, oltre un cazzo che entra in un buco. E’ un coinvolgimento personale. E il fatto che tutti e tre avessero risposto appassionatamente al mio bacio era come la sottoscrizione di un patto. Non sono “una puttana”, sono “la vostra puttana”, amante appassionata che non finge e che vuole condividere con voi i piaceri più proibiti. Sono la vostra “donna” e voi siete i miei amanti.
Sentendo che i loro membri avevano riguadagnato l’erezione, mi staccai da Marco, quello che avevo baciato per ultimo, e prendendolo per mano dissi maliziosa: “Spero di essere all’altezza di quella che ti eri fatto”.
Portando Marco con me, mi appoggiai al bancone della reception inarcando il culo in una lasciva offerta, sentendo il mio maschio che mi afferrava per i fianchi.
Il suo cazzo si appoggiò al mio buchetto, che purtroppo non avevo preparato per la penetrazione, e iniziò ad entrare in me facendomi un po’ di male che sopportai senza lamentarmi. La cappella di Marco infatti aveva superato l’anello dei muscoli e ora stava lentamente risalendo il mio intestino centimetro per centimetro, strappandomi mugolii di piacere perverso.
“Mmmm… ooooh… sì… inculami… inculami a fondo, tesoro…”
Non che ci fosse bisogno di incitarlo, infatti appena i miei muscoli anali si furono abituati a quella penetrazione, Marco prese a scoparmi il culo, infilando l’uccello fino all’elsa per poi tirarlo fuori lasciando solamente il glande dentro di me e poi affondando nuovamente nel mio culo.
“Che culo.. che culo che hai…”
“A saperlo prima ne avremmo approfittato fin dalla scuola” aggiunse, accanto a me, Sergio, porgendomi il suo cazzo duro.
Lo impugnai, cercando dall’altro lato quello di Claudio mentre quello di Marco ormai mi sfondava il culo senza più trovare resistenza. E risposi: “Allora dobbiamo ricuperare tutti questi anni persi…”
come a promettere a Sergio e agli altri due che, se come immaginavo fossero stati d’accordo, avremmo potuto trasformare quell’avventura occasionale in una sorta di relazione consolidata.
Con un ruggito Marco sprofondò in me, schizzandomi il suo sperma nel retto.
Si sfilò da me e io, astutamente, attirai a me Sergio e lo baciai con la lingua appassionatamente; non volevo dare un significato particolare a quel bacio, ma solamente impedire che fosse lui a prendere il posto di Marco nel mio culo e che toccasse prima a Claudio. Date le dimensioni molto maggiori dell’arnese di Sergio, infatti, non volevo rischiare che mi dilatasse troppo l’ano non permettendomi poi di godere appieno della successiva scopata con l’amico.
Il mio stratagemma riuscì perfettamente; infatti, mentre limonavo con Sergio, Claudio fu svelto a portarsi dietro di me e, trovando la via già aperta dal precedente cazzo, mi affondò in un sol colpo nel budello rettale, iniziando subito a scoparmi freneticamente.
“Che troia… dovreste sentire che culo… caldo e aperto come una figa…”
Io ero al settimo cielo: tre uomini tutti per me, il cazzo di Claudio che mi scopava come un martello pneumatico e quello di Sergio che mi riempiva la mano… Chiesi al mio scopatore di fermarsi un attimo e a Sergio di sedersi su una delle sedie della reception, dopo di che mi misi a quattro zampe davanti a lui, impugnandogli il cazzo e dedicandomici subito con tutta la mia abilità orale, mentre Claudio riprendeva possesso del mio culo, con colpi rapidi e violenti che mi arrivavano fino allo stomaco.
Non ci volle molto perché anche lui mi riempisse il culo di sperma, mentre io succhiavo devotamente il terzo cazzo che di lì a poco mi avrebbe sfondato gli sfinteri. Sentii il cazzo del mio scopatore scivolare fuori dal culo e, viziosamente, mi separai le natiche con entrambe le mani per mostrare loro il mio buco devastato che rimaneva socchiuso come una piccola bocca e da cui colava un rivolo di sperma.
Qualcuno, dietro di me, disse che avevo un culo fantastico, meglio di tante donne.
“Merito della ginnastica… bisogna fare tanti squat!” risposi, scherzando. Presi però la palla al balzo per alzarmi in piedi, voltarmi dando le spalle a Sergio e, imitando il movimento dello squat, calarmi su quel suo splendido cazzo.
Le precedenti penetrazioni sicuramente mi avevano dilatato l’ano, ma comunque “sentii” quella meraviglia di carne forzarmi i muscoli, avanzare dentro di me allargandomi le budella, man mano che abbassavo il bacino, fino a quando le mie natiche non si appoggiarono sulle sue cosce muscolose. Ce l’avevo tutto dentro!
Iniziai a rialzarmi, sempre piano piano, ma Sergio aveva idee diverse: Tenendomi per i fianchi, quando ormai avevo già metà del suo cazzo fuori dal mio culo, prese a scoparmi con colpi di reni violentissimi, sfondandomi il culo e facendomi urlare.
“Oddio… piano… piano… mi sfondi… culo… pazzesco…” rantolavo con il poco fiato che riuscivo a prendere sotto l’assalto di quel martello pneumatico. Soffrivo fino alle lacrime, ma contemporaneamente godevo, godevo come una pazza. Il mio cazzo era durissimo come quello del mio amante che mi stava seviziando l’ano, e vidi davanti a me Marco che si gustava la scena. I nostri occhi si incontrarono e, presa da un istinto perverso, gli porsi la mano.
Quando la prese, lo attirai verso di me. Volevamo la stessa cosa e non fu la mia spinta a farlo inginocchiare, quanto più il suo stesso desiderio proibito.
Mentre da sotto Sergio continuava imperterrito a martellare ciò che rimaneva del mio ano, Marco prese a succhiarmi il cazzo. Un cazzo che appariva, bizzarro, sotto un baby doll e tra i pizzi di due autoreggenti nere. Il cazzo di una Strana Femmina.
“Che maiali che siete!” sentii Sergio sussurrarmi all’orecchio.
Quella doppia sollecitazione era decisamente troppo anche per me… Me ne venni nella bocca di Marco contraendo per quanto mi fosse ancora possibile i muscoli dell’ano, cosa che provocò a sua volta l’orgasmo di Sergio. Fiotti di sperma caldo mi riempirono le budella e, quando caddi in ginocchio sulla passatoia, si riversarono fuori dal mio culo irrimediabilmente sfondato…

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