Sesso anale con il mio istruttore di guida

Sesso anale con il mio istruttore di guida

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Non sono mai stato bravo a guidare, ho sempre preferito spostarmi con i mezzi pubblici o con la bicicletta, dopo due tentativi falliti alla prova pratica dell’esame ero però riuscito ad ottenere una terza possibilità. Il giorno fatidico era arrivato ed io ero molto testo, nervosissimo e davvero in ansia! Prima dell’esame vero e proprio il mio istruttore, Alex, mi aveva dato la possibilità di fare un’ultima guida per non farmi dimenticare i tanti accorgimenti e trucchetti che mi aveva insegnato. Ero per questo arrivato alla sede della scuola guida molto in anticipo rispetto all’orario in cui dovevamo presentarci alla motorizzazione. Il mio istruttore sembrava come al solito molto tranquillo e confortante. Quel giorno ricordo che era vestito particolarmente bene, ovvero con una camicia avvitata ed un jeans stretto e attillato che metteva in mostra il suo sedere sodo, da tipico ragazzo amante della palestra insomma. Alex mi aveva chiesto di entrare in auto, mettere la cintura, sistemare gli specchietti, mettere in moto e dirigermi verso la tangenziale, la richiesta che più temevo! Nessuno sbaglio, tutto era andato in modo perfetto anche grazie all’aiuto che mi aveva dato con i pedali della sua postazione. “Faremo così anche durante l’esame, ti aiuterò io, tranquillo!”. Mi ero sentito finalmente sicuro, potevo fidarmi di Alex che sembrava essere davvero bravo a non farsi notare mentre muoveva i suoi pedali. Mi aveva poi chiesto di dirigermi in una strada meno trafficata, anzi totalmente isolata, per eseguire un parcheggio che ero riuscito anche in questo caso a fare con ottimi risultati. Ero molto contento e di istinto avevo abbracciato Alex che aveva ricambiato stringendomi stretto a lui. Improvvisamente aveva reclinato il mio sedile, poi il suo dicendomi che mancavano ancora due ore per l’esame vero e proprio e che quell’aria fresca di inizio giugno che entrava dal finestrino era davvero piacevole. Era vero, si stava proprio bene e avevo deciso di rilassarmi per qualche minuto. Ogni tanto mi giravo per vedere se l’istruttore si fosse addormentato, ma i miei occhi si erano abbassati verso il suo cazzo, che era in piena erezione! Sorpreso ma allo stesso tempo eccitato, sentivo il mio cuore che batteva sempre più forte alla vista di quella vistosa bombatura nei suoi pantaloni, sembrava un cazzo bello grosso e largo. Non sapevo cosa fare, se andare via o approfittare di quella imbarazzante situazione per poter scopare con Alex, che a dire la verità mi era piaciuto dalla prima guida. Non credevo fosse omosessuale anche lui e questa per me era stata una grande scoperta. Il suo cazzo occupata tutto il lato destro del pantalone e la zip sembrava quasi che stesse per scoppiare. Stava forse sognando qualche bella donna? Non sapevo cosa pensare e allora dopo tante esitazioni avevo deciso di toccarlo. Avevo avvicinato la mia mano per non farlo svegliare di soprassalto, dolcemente gli avevo sfiorato il pacco che era durissimo. Avevo voglia di stringerlo tra le mani e di prenderlo tutto in bocca. La mia mente iniziava a fare pensieri sempre più strani fino a che Alex non si era svegliato e senza dire una parola, mi aveva guardato e si era passato la lingua tra le labbra. Gli piaceva ciò che stavo facendo, lo avevo capito anche dal suo sguardo. Avevo deciso dunque di continuare a toccare il suo cazzo, avevo sbottonato quel jeans che non impediva di liberare quell’enorme bastone di carne e quelle palle belle rotonde e dure. Avevo abbassato la zip ed avevo infilato la mia mano all’interno dei pantaloni che conservavano un pisello caldo e palpitante che avevo tirato fuori. Era proprio come lo avevo immaginato, grande, depilato e con una cappella da far paura. Gli avevo sfilato i jeans fino all’altezza delle caviglie e gli avevo sbottonato la camicia che teneva nascosti quegli addominali di pietra. Ero completamente in estasi, desideravo il suo cazzo nel mio culo, in bocca, tra le mani, avevo voglia di prenderlo ovunque. Mi ero avvicinato al suo cazzo con le labbra con le quali sfioravo la sua cappellona rossa fino a quando non lo avevo messo completamente in bocca. In quel momento avevo sentivo un gemito di piacere. Scopavo il suo cazzo con la bocca con vigore mentre lo guardavo fisso negli occhi. La mia gola era capace di contenere tutto il suo pisello fino ad arrivare all’attaccatura delle palle che invece stimolavo con una mano. Essendo quella una strada isolata, lui mi aveva chiesto di scendere dall’auto. Mi aveva fatto piegare a pecorina sulla parte anteriore di quella Panda che si era trasformata in un piccolo covo di piacere. Alex mi aveva abbassato i pantaloni, gli slip e con il suo cazzo umido della mia saliva aveva iniziato a stimolarmi l’ano. Aveva improvvisamente infilato il suo bastone nel mio culo facendomi urlare dal dolore. Un solo colpo secco e deciso. Fortuntamente il mio alto livello di eccitazione mi aveva aiutato a rilassarmi. La circonferenza del suo cazzo mi allargava il buco del culo in una maniera incredibile. Sentivo dolore, bruciore, ma il tutto era compensato da una grande goduria. Avevo voglia di farmi dilaniare, “Vai con forza!”, gli avevo detto e Alex iniziò così ad aumentare il ritmo e a scoparmi violentemente. Il mio cazzo sbatteva contro la carrozzeria dell’auto e questo rendeva quella danza anale ancora più soddisfacente. Mi aveva preso per i fianchi che stringeva ad ogni colpo, godeva come un matto ed io non facevo altro che invogliarlo a spingere ancora più velocemente. Mi avvisò quando stava per sborrare ma io volevo che mi arrivasse tutto nel culo e per questo non mi ero allontanato ma rimasi lì con il suo cazzo dentro pronto ad accogliere il suo sperma. Lui mi aveva riempito di caldo miele ed io avevo sporcato l’auto del mio nettare che avevo dovuto ripulire. Finito di scopare Alex mi aveva chiesto di rivestirmi perchè l’ora dell’esame era vicina. Arrivati alla motorizzazione, ero salito nell’auto dell’esame di guida che avevo svolto in modo pacato, tranquillo ed estremamente soddisfatto, in tutti i sensi! Autore: Biagio B.

 

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