La signora di fronte al mio palazzo.

La signora di fronte al mio palazzo.

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Salve a tutti, tengo a precisavi che ho 47 anni e sono sposato da 20 anni, questo per dirvi che il sesso con mia moglie non mi manca, quindi quello che vado a raccontare, sono quei segreti che uno non può dire neanche al suo miglior amico.

Lavoro in uno studio professionale, in un condominio composto da tre palazzi a 4 piani, e tutte e 3 le palazzine sono disposte a forma di U, in questo studio ci lavoro ormai da più di 15 anni, ne ho viste passare di impiegati dove lavoro, più che altro giovani che finite le scuole volevano imparare una professione, ma per la maggiore andavano via, restavano un 3/4 mesi e mollavano.

Così per l’ufficio, anche per gli abitanti del condominio, io sto al secondo piano, e il secondo condominio di fronte al mio, vicinissimo, la distanza che ci separa sarà un 5/6 metri, ho visto nel corso degli anni, anzi più che altro ho capito, che i primi 3 piani di fronte a me, si fittavano sempre, perchè cambiavano spesso ogni 2/3 anni gl inquilini, sapevo pure il prezzo dell’affitto: 700 euro al mese! una gran cifra per un fitto, certo il palazzetto è carinissimo,serrande elettroniche, infissi in pvc, videocitofono, garage di pertinenza, ma 700 euro uno intelligente si mette un mutuo sulle spalle non paga di certo un affitto.

Capivo tutte queste cose, perchè durante i miei 5 minuti di pausa dove mi fumavo una sigaretta fuori il balcone, vedevo la vita che si svolgeva fuori!
Mi catturò l’attenzione, una signora al terzo piano di fronte, perchè la vedevo sempre sola, usciva per stendere la biancheria, e quando stendeva il vestiario, notavo che nascondeva dietro il suo intimo, che era composto per la maggiore da perizoma bianchi, 5/6 alla volta. un bel reggiseno grande, quindi avrà sicuro avuto una quarta, e vedevo il suo coniglietto che non faceva altro dalla mattina alla sera che ingropparsi una palla piccola, sfogava,se la inchiappettava e dopo 5 minuti di nuovo la stessa scena.

Passiamo a Francesca..Francesca come dicevo mi incuriosiva perchè non vedevo mai il compagno!Passa un mese sempre sola, figura maschile niente, finché un bel giorno, sentivo urlare ed io avevo le finestre chiuse, per sentire le urla, chi urlava, urlava forte, quindi esco per vedere chi urla, e meraviglia delle meraviglie che scopro? Che le urla provenivano dalla camera da letto di Francesca, ma la cosa più strana fù il vedere dei pantaloni blu belli grandi, 2/3 coppie di questi pantaloni, stesi sullo stendino e dello stesso colore erano le camicie stese.

Non c’era nessuna targa, logo, scritta che potesse farmi capire meglio quell’uomo che lavoro faceva, ma col tempo capìì anche questo. Cioè in una riunione condominiale avevamo bisogno della firma di uno dei 2, e una voce dal fondo della saletta disse: non ce lui, è fuori per lavoro, torna il mese prossimo, sono io delegato per lui! Quindi mi avvicinai alla persona in essere, e presi informazioni senza essere diretto, capì in pratica che lui lavorava sui camion ma si occupava di smistamenti oltremanica, cioè in Italia non guidava, per la maggiore guidava fuori tra Francia e Inghilterra.

L’estate era alle porte, e francesca iniziava ad uscire sempre più con abiti più scollati e leggeri, quasi come se si dovesse coprire perchè usciva fuori al balcone, ma come entrava dentro girava in mutande e reggiseno.
Lei mi aveva notato, quando fumavo la mia sigaretta si intratteneva sempre più del solito, e una volta spostava una sedia di plastica, e un’altra volta apriva l’armadietto in vetroresina grigio e rovistava dentro alla ricerca di un qualche cosa, ed io notavo nel frattempo tutte le sue curve, quel suo abitino da casa rosa corto fin sopra le ginocchia, quegli abiti sottili effetto vedo non vedo, senza maniche dove potevo ammirare l’escrescenza del suo bel seno abbondante, quei capelli legati con la coda centrale.

Finché capitò una mattina di agosto, saranno state le 9:10, mentre sorseggiavo il mio caffè fuori al balcone per poi fumarmi la sigaretta, vidi francesca che uscendo fuori al balcone, prima mi guardò ed io guardai lei, quindi sapendo entrambi che ci eravamo guardati, lei che fà? mi da le spalle, e si piega a 90 gradi prendendo una cosa da terra, ebbi una visione celestiale, il suo perizoma bianco ce lo aveva proprio in faccia, potetti solo ammirare quello splendore, quella bella spaccata che divideva quelle 2 chiappe sode!

Non ci potevo credere, e non o fece 1 volta, si piegò in questa posizione per ben 2 volte lasciandomi vedere bene tutto sotto in mezzo alle sue gambe! Mi stava provocando, anzi, mi aveva provocato, adesso toccava a me, la mia reazione!

Reazione che non tardò ad arrivare, perchè non persi tempo e con la scusa di dire ai miei colleghi che scendevo per fare un pagamento in banca, li informai che mi sarei assentato una mezz’oretta.
Avevo un panta laccio blu con polo bianca, 2 braccialetti, fresco fresco, scesi e non feci null’altro che scendere giù nell’atrio del condominio, facendo finta di vedere nella cassetta della posta se ci fosse qualcosa da ritirare, aspettai il momento giusto affinchè dalla sua scala, scendesse qualcuno e apriva il cancello del suo lato, poi sarebbe stato facile, anche se non ero stato mai a casa sua, non dovevo fare null’altro che salire al 4° piano, e bussare alla prima porta che dava l’affaccio al mio ufficio.

Così feci, chiamai l’ascensore, salì al 4° piano, si spalancarono le porte, e vidi l’etichetta del suo cognome fuori la porta, (qualche informazione l’avevo presa) già sapevo che era sola in casa, ne avevo studiato i movimenti ormai, busso alla porta, drin drin…. non sento nulla, ma all’improvviso mi si spalanca la porta e me la ritrovo di fronte! Lei rimase di stucco, pietrificata, come a dire e questo che vuole ora!!

Ma la mia faccia tosta, sopra e la mia voglia di scoparla era più forte, infatti ruppi quel silenzio mettendo una mano sulla porta per spalancarla tutta, lei mi fece fare come se fosse ipnotizzata, entrai dentro e chiusi la porta, come fummo di fronte, lei fece 2 passi indietro, aveva 1 metro di distanza, io mi avvicinai a lei e le misi le braccia dietro la vita, stava per parlare, ma le tappai la bocca con la mano, vedevo che opponeva una resistenza, ma i nostri bacini erano uniti e potevo sentire quelle sue belle cosce calde, si dimenava per staccarsi ma la stringevo più forte, fin quanto non tolsi la mano dalle sue labbra per farla parlare, e le dissi, adesso ti calmi e mi lasci fare, non puoi pensare che mi sbatti il culo in faccia e non succede nulla, lei si bloccò, a quel punto la mia mano sinistra la afferrò per la coda dietro, e la spinsi giù con la testa al centro del mio piacere, anche li oppose resistenza, ma con forza le iniziavo a strofinare il mio cazzo coperto dal panta laccio sul suo viso, sulla sua bocca, e lei nulla potette fare, dai troia le dissi, adesso fammi vedere come te la cavi adesso, iniziai a vedere che la sua bocca si aprii e iniziava ad andare con bocca aperta per tutta la lunghezza del mio cazzo, fu un attimo a sbottonarmi il panta laccio, lei mi aiutò a calarlo del tutto, io mi abbassai il boxer e finalmente si trovò faccia a faccia col mio cazzo, non perse tempo ad accoglierlo nella sua bocca, ed io ne godevo, con la destra la aiutavo dietro la testa a pomparmi, mentre la mia mano sinistra si intrufolò in quella scollatura per tastarne i seni caldi ed enormi, le strinsi forte con la sinistra i seni, poi delicatamente prenderlo tutto in mano, alzarlo e sentirne con indice e medio la durezza del suo capezzolo, mi stava pompando, stavo gedendo, e lei voleva con me, infatti dopo una ventina di pompate, la mia asta chiedeva la sua fica, perchè non era più una pompa, ma la stavo scopando in bocca, mentre invece la volevo di spalle, la stesi per terra, le alzai il vestitino corto, e quel magnifico perizoma bianco adesso lo tenevo a un palmo dal mio cazzo, lei era con la pancia riversa al pavimento, le appoggiai tra le natiche dietro il palo di ferro, che simulava una scopata andando avanti e indietro su quelle splendide pacche piene bianche, ero bagnato fradicio e anche lei si contorceva dal piacere, inarcò il culo, con la mano afferrai il mio cazzo e con la cappella le spostai il perizoma, fu un attimo e mi ritrovai dentro di lei, eravamo fusi in un unico corpo, era entrato dentro con facilità,era un lago, iniziai a pomparla con vemenza, sentivo il classico clap clap clap di quanto la carne attorno al cazzo urta il culo della donna, il mio corpo era incollato sulla sua schiena, ne sentivo il bel profumo del suo collo..e baciandola dietro l’orecchio e leccandola, le intrufolai indice e medio nella bocca, me le stava succhiando tutte.. mi vidi in giro, chiusi gli occhi per un istante, estasiato da quel magnifico corpo disponibile e fin troppo solo bisognoso di sesso, ahhhh siiiii sto venendoooo…si fermò, non si mosse più, distese il suo viso al pavimento, e il mio cazzo fù avvolto da un fiume caldo, i suoi umori, mi aveva pisciato il suo piacere sul cazzo, e quella fiammata calda mi fece riversare il mio fiume di sborra dentro di lei allagandole la fica….siiii ti riempioooo..guarda che ti sto buttando nello stomaco… siii finiscimi vienimi tutto dentro..non lasciare neanche una goccia fuori…eravamo sfiniti, e restammo così…con i corpi congiunti, con Francesca che disse, da adesso ogni mattina ti aspetto per il caffè.

Racconto vero, spero sia stato di vostro gradimento.

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