Grecia , la vacanza con Sara prosegue a gonfie vele.

Grecia , la vacanza con Sara prosegue a gonfie vele.

>>>>GODI ORA AL TELEFONO CON UN PARTNER OCCASIONALE -CHIAMA IL 899.005.022<<<<<

Riprendo a raccontarvi di quella indimenticabile vacanza in Grecia.
Ci eravamo lasciati che Sara e Dimitri si erano fatti una gran scopata sotto i miei occhi godendo uno dell’altra e facendo godere pure me di fronte alla visione di Sara in estasi mentre veniva sbattuta dal cazzone dell’aitante giovane greco.
Il giorno dopo quella fantastica giornata decidiamo di passarla a visitare l’isola , i luoghi più caratteristici.
All’ora di pranzo facciamo sosta in una locanda dove ci viene servito uno squisito suvlaki di carne e verdura.
Il pomeriggio continuiamo a girovagare e al tramonto ci fermiamo nel piccolo borgo dì Kardamena che grazie alla ormai decennale e massiccia presenza di giovani turisti inglesi si è trasformato in un luogo dalla vivace vita notturna.
La via principale è costellata da numerosi locali tra ristoranti , bar , discoteche e luoghi dove si può gustare un’ottima cena mentre si ascolta musica dal vivo.
Dopo aver girato per il paese decidiamo di fermarci in uno di questi ultimi locali.
Il posto è abbastanza rustico.
In fondo al locale c’è una pista da ballo ed un duo , un uomo suona la tastiera ed una giovane donna canta canzoni da pianobar.
Il resto del locale è occupato da tavoli apparecchiati per la cena.
Ci accomodiamo ad uno di essi e ordiniamo un menù di pesce con insalata come contorno ed una bottiglia di vino bianco dell’isola.
Il ristorante è poco affollato data la tarda stagione ma c’è un po’ di tutto , da coppie a famiglie ed amici in cerca di divertimento , qualcuno sta già ballando.
Finita la cena ci facciamo portare del caffè greco e due bicchieri di liquore.
Ad un certo punto si avvicina un ragazzo sui 28 anni ed in un inglese fluido ci chiede che se siamo d’accordo gli farebbe piacere invitare Sara a ballare.
Io non ho obiezioni , oltretutto sono un goffo ballerino e farei solo brutta figura mentre a Sara piace ballare ed oltretutto il giovane non è niente male.
Accettato l’invito il ragazzo la prende per mano e la conduce alla pista dove si mettono a ballare.
Quello che stanno suonando in quel momento è un brano vivace per cui i due si dimenano uno di fronte all’altra ed i grossi seni di Sara danzano con lei al ritmo della musica sotto lo sguardo ammirato del suo compagno di ballo. Il brano seguente è un lento da ballare corpo a corpo.
Dimenticavo di descrivervi l’abbigliamento di Sara.
Quel giorno visto che non era prevista nessuna sosta in spiaggia aveva optato per un leggerissimo e svolazzante vestitino a fiori con spalline sottili e come di consueto la parte inferiore non superava metà coscia.
Sotto un paio di slip a motivi floreali anch’essi ed un morbido e leggero reggiseno in linea con gli slip.
Si guardano negli occhi mentre si muovono sinuosamente.
Lui le mette le mani ai fianchi e l’attira a se. Sono certo che le sta facendo sentire il suo membro duro. Ne ho conferma da come si strusciano ballando e dall’espressione sui loro volti.
Prima che finisca il brano si scostano per permettere a lui di tornare ad una condizione che non gli provochi imbarazzo quando dovranno allontanarsi dalla pista da ballo.
Accompagna Sara al nostro tavolo , la ringrazia per la piacevole compagnia e ci saluta prima di tornare dai suoi amici.
Vedo che gli fanno delle domande e sorridono maliziosi.
Dopo cinque minuti Sara mi fa l’occhiolino e mi dice che deve andare in bagno , il tempo di vederla sparire dietro la porta della toilet che il ragazzo si alza e va dove è entrata Sara.
Passata poco meno di mezz’ora lo vedo uscire e tornare al suo tavolo.
Gli amici ridono mentre lui presumo stia raccontando loro di ciò che è successo in quel bagno. Ogni tanto mi rivolgono un occhiata alla quale rispondo con un sorriso.
Dopo un po’ Sara esce a sua volta dal bagno e viene a sedersi da me , mi bacia ed io sento l’inconfondibile sapore del frutto dell’orgasmo maschile nella sua bocca.
“Torniamo in hotel che ti voglio raccontare tutto per filo e per segno”
“Ok mia amabile troia , non vedo l’ora”
Percorro la strada che ci separa dall’albergo in un baleno , lascio la macchina al parcheggio e siamo già in camera.
Sara apre la borsetta e ne estrae le mutandine.
Sono ormai asciutte ma posso sentire dall’odore la forte impronta di maschio che le impregna.
“Le ho usate per pulirmi di quel po’ di sperma che mi colava fuori”
“Spogliati puttana e racconta”
“Quando mi ha raggiunto in bagno ci siamo appartati in uno dei box. Lui mi a baciata e mi ha abbassato spalline e reggiseno.
Si è messo a parlarmi le tette ed a succhiare vorace mentre io mi sono sfilata le mutandine.
È tornato a baciarmi e allo stesso tempo si è slacciato i pantaloni. Io ho infilato una mano nei boxer , gli ho preso in mano il cazzo che era duro e dritto come un palo , gliel’ho tirato fuori e mi son messa a menarglielo”
Io che mi ero spogliato a mia volta e mi stavo segando a quel punto le sono saltato addosso ed ho iniziato a scoparla. Era bagnatissima e il mio cazzo scorreva in lei inzuppandosi della sborra di chi se l’era goduta in precedenza.
“Continua vogliosa baldracca , raccontami di quando hai preso il suo cazzo e ti sei fatta riempire”
“Lui si è chinato un poco per mettersi nella posizione giusta e mi ha penetrata con un colpo secco che mi ha fatto sussultare poi si è messo a pompare deciso e potente che quasi mi sollevava da terra.
Mi diceva delle parole in inglese che io non capivo ma potevo immaginarne il tono ed io del resto lo invitavo a sbattermi come una troia.
Tra i miei ansimi ed il suo sbuffare affannoso sono venuta un paio di volte , l’ultima delle due gli ha dato la spinta per una mega sborrata accompagnata da un verso da animale.
Dopo essersi sfogato completamente si è scostato da me , io ho preso le mutandine e mi sono pulita con quelle. Lui guardandomi fare quel gesto ha detto qualcosa nella sua lingua mentre il suo cazzo riprendeva vigore.
Allora mi sono chinata e gliel’ho preso in bocca iniziando a succhiare forte mentre con una mano giocavo con le sue palle.
Poi mi son messa a segare e a succhiare con insistenza fino che l’ho fatto venire di nuovo , questa volta interamente nella mia bocca. Prima di ingoiarla tutta me ne sono fatta colare un po sui seni.
Nel frattempo lui si è rivestito , si è rivolto a me di nuovo e l’unica parola che che ho capito è stata tenchiu , così l’ha pronunciata e so che vuol dire grazie. Io gli ho sorriso , ci siamo baciati un’ultima volta e se ne è andato.
Mi sono tirata su reggiseno e spalline del vestito , ho messo le mutandine nella borsetta e sono andata ai lavandini dove mi sono ricomposta davanti allo specchio e questo è tutto”
“Sei una gran porca strizzacazzi e mi fai impazzire per questo ed anche uno dei motivi per cui ti amo”
Sborro a mia volta mischiando la mia con quella del ragazzo.
Lei poi me lo prende in bocca , succhia le ultime gocce e lecca dall’asta il seme di due uomini misto ad i suoi abbondanti umori.
Rimandiamo la doccia al mattino e ci addormentiamo abbracciati.
L’indomani ci svegliamo riposati , facciamo una doccia e scendiamo per la colazione.
In seguito caricata la macchina con tutto il necessario per passare la giornata al mare ci dirigiamo verso la spiaggia dove c’è Dimitri.
Parcheggiamo sotto il solito alberello e presa la borsa andiamo al nostro posto abituale.
Dimitri sta camminando lungo il bagnasciuga e da un occhiata se qualcuno dei pochi turisti ha bisogno di assistenza.
Quando ci vede allunga il passo e ci raggiunge.
“Kalimera , non vi ho visto ieri e sono felice che oggi abbiate scelto di tornare”
“Te l’avevamo promesso e del resto il posto è delizioso e tu ormai sei un amico , come potevamo non tornare ?”
“Siete due persone speciali e l’avervi conosciuto è stata una piacevole scoperta , è la prima volta che conosco una coppia con una mentalità così aperta , senza pregiudizi”
Mentre la conversazione continua Dimitri ci sistema l’ombrellone ed i lettini poi si congeda ricordandoci che lo possiamo trovare al capanno se ci va di fare quattro chiacchiere e bere uno dei suoi caffè speciali.
Io passo gran parte della mattinata in acqua mentre Sara a parte qualche puntata a bagnarsi per rinfrescarsi ritorna sul lettino e si alterna tra sole per la tintarella ed ombra dove passa il tempo a leggere o a pisolare.
Verso mezzogiorno decidiamo di pranzare. Oggi abbiamo scelto di farlo al sacco. Ci siamo fatti preparare dei panini in hotel e abbiamo in una borsa frigo alcune bibite nonché qualche birra per me , a Sara nono piace molto , apprezza di più il vino specialmente se è bianco ma non disdegna il rosso quando si accompagna meglio con certe pietanze.
Un pasto frugale per non appesantirci troppo specialmente col caldo che fa qui il mese di settembre , praticamente è quello che generalmente troviamo a giugno da noi.
Io faccio una pennichella sotto l’ombrellone e poi mi tuffo di nuovo in mare , Sara mi segue e ci mettiamo a giocare come ragazzini a schizzarci l’acqua addosso ed a fare la lotta a chi riesce a fare stare sott’acqua l’altro. Tra le sue generose dondolanti tette e il contatto tra i corpi a me viene duro. Sara se ne accorge compiaciuta ma c’è altra gente nei paraggi così mi bacia e nel mentre mi infila una mano nel costume e inizia a farmi una sega.
Io non posso far nulla se non godermi l’effetto della sua mano stretta a pugno sul mio cazzo e sono eccitatissimo per il fatto della gente che c’è in mare e sulla spiaggia che ignora cosa stiamo facendo praticamente sotto i loro occhi.
Non ci metto molto a venire e lo sperma esce a fiotti unendosi in filamenti che per un po’ ondeggiano nell’acqua prima di disperdersi.
Ci baciamo di nuovo e Sara torna al suo lettino mentre io mi dirigo a nuoto verso una boa ad un centinaio di metri dalla spiaggia , mi riposo un attimo e torno a riva , mi distendo sul bagnasciuga accarezzato dalle onde che vengono a spegnersi gentili sulla sabbia.
Ripreso fiato e rilassatomi da quel dolce cullare riprendo a nuotare in direzione della boa ed una volta raggiunta mi ci aggrappo e mi guardo in giro. Verso il mare aperto scorgo una nave in lontananza , sulla destra ad un chilometro c’è un isolotto , poco più di uno scoglio e per il resto mare fino all’orizzzonte. Resto così alcuni minuti quasi incantato da tale meraviglia della natura.
Quando mi volto verso la costa vedo Sara che parla con due uomini , i tre si esprimono a gesti per cercare di capirsi. Riconosco in uno dei due Dimitri mentre l’altro è un uomo anziano , lo deduco dai capelli bianchi e da ciò che i limiti dovuti alla distanza mi permettono di vedere del suo aspetto fisico.
Ad un certo punto Sara si alza , infila il copricostume senza allacciarlo e da laggiù rivolta verso di me fa il gesto che mima il bere un caffè poi punta il dito nella direzione del capanno e mi fa cenno di raggiungerla quindi mi saluta e si incammina insieme ai due uomini.
Io riprendo a nuotare e giunto a riva mi siedo sulla sabbia il tempo di riprendere fiato quindi vado a sciacquarmi il sale di dosso sotto la doccia , torno all’ombrellone per asciugarmi e mi nuovo in direzione del capanno.
Giunto a pochi metri sento dei gemiti e dei mugolii provenire dall’interno. Mi avvicino e lentamente scosto la tenda. Quello che vedo è sorprendente , non hanno certo perso tempo.
Sara è nuda messa a carponi sulla branda che Dimitri usa per riposarsi. Dietro di lei c’è il vecchio che la sta inculando di buona lena mentre Dimitri e seduto a gambe larghe sulle caviglie piegato un po’ all’indietro il cazzo dritto a puntare il volto di Sara che se l’è preso in bocca e lo pompa di gusto.
L’uomo che le sta trapanando il culo è si anziano ma non è vecchio come lo avevo visto dalla boa. Avrà un settantina d’anni , il volto segnato dal sole e dall’età ed il corpo con la pelle coriacea di chi ha passato una vita in mare , potrebbe essere un pescatore.
Comunque nonostante i segni lasciati dal tempo e dagli elementi ha un fisico abbastanza tonico ed una mazza di tutto rispetto.
Che sia il padre di Dimitri ? I due vagamente si assomigliano in particolare la forma del naso ed il colore degli occhi nonché dalle dimensioni extra dei loro membri.
Ciò che credo sia il padre ci sta dando dentro senza risparmiarsi , sbuffa , ansima e grugnisce , sculaccia Sara ad intermittenza , dei colpi secchi a mano aperta che le lasciano un impronta rossa stampata sulle chiappe. Le dice qualcosa in greco , certamente le sta dando della gran puttana ed altre parole forti.
Lei è eccitatissima , succhia e geme , ogni tanto si ingozza ed è costretta a lasciare il cazzo di Dimitri zuppo di saliva. Ne approfitta per voltarsi all’indietro e “Vecchio porco ti piace il mio culo e allora dacci dentro , sculacciami e fottimi e riempimi di sborra calda.
Lui nel sentirla pur non capendo le sue parole ne capisce il senso dal tono con cui le pronuncia e dall’espressione del volto e aumenta il suo impegno. E’ madido di sudore che gli cola dalla fronte e gli imperla tutto il corpo.
Io mi sono seduto su una sedia accanto al tavolino e mi sono versato un bicchiere di caffè ghiacciato corretto brandy che mi gusto assieme alla scena che si svolge davanti ai miei occhi tenendomi il cazzo in mano.
L’anziano appassionato del culo di Sara è giunto al limite e si aggrappa ai sui fianchi quindi lancia un lungo e profondo grugnito e finalmente sfoga tutto il suo entusiasmo nelle viscere della mia amata compagna.
Quando esce da lei ancora gocciolante di sborra è esausto , scrolla il cazzo sulle chiappe di Sara liberandosi degli ultimi residui che paiono piccole perle biancastre messe li a decorarle il culo.
Si viene a sedere al tavolo dove sono io , gli verso un bicchiere della bevanda dissetante ed allo stesso tempo rigenerante.
Lui accenna un brindisi alzando il bicchiere , io lo imito.
Mi dice qualcosa in greco ma io faccio segno che non capisco la sua lingua.
“Italiano ?”
“Si” rispondo
“Io Georgos.
Padre , nonno Dimitri parlare poco italiano” e tra qualche parola stentata e gesti a mimare le stesse quando non le sapeva mi fa capire che durante la seconda guerra mondiale si era insediato sull’isola un plotone di soldati italiani ed una squadra formata da sette o otto ragazzotti un po’ spaesati che erano stanchi e disillusi da quella guerra crudele e senza senso era stata mandata a stabilirsi presso il loro villaggio e suo padre aveva fatto amicizia con loro. Qualcuno di voi a visto il film Mediterraneo di Gabriele Salvatores ? Ebbene io in quel suo breve racconto ho rivissuto in parte le emozioni che mi ha suscitato quel film , le partite a pallone sulla spiaggia , le bevute alla faccia di quella maledetta guerra.
Conclusa quella sua particolare presentazione ci dedichiamo entrambi ad osservare Dimitri e Sara che ora si è messa in ginocchio e continua il pompino.
Dimitri l’avvisa che sta per venire ma lei è troppo impegnata per alzare la testa e del resto immagina che le stia rivolgendo delle parole dettate dall’eccitazione.
Intervengo “occhio amore che ha detto che sta per sborrare , preparati perché da quel che si è visto ti devi aspettare ondate di sborra che ti arrivano direttamente in gola”
Lei allora lo prende in mano e lo sega mentre si mette a succhiare con più intensità.
Arriva il momento , vedo le guance di Sara gonfiarsi e lei che manda giù a fatica i primi potenti abbondanti getti poi riesce facilmente a gestire i successivi fino a succhiare tutto fino in fondo e continua anche dopo che ha finito per poi restituirglielo pulito e lucido.
Si lecca le labbra soddisfatta e viene a sedersi accanto a me , mi bacia mentre Dimitri le versa da bere.
“Prima di gustarmi il caffè di Dimitri voglio tenermi in bocca il sapore della sua sborra , in fondo una bella bevuta me la sono già fatta”
“Questo è mio padre Georgos , ha settantanni ed è pescatore ora in pensione ma si può dire che è stato in mare fino all’altro ieri e ogni tanto se qualcuno lo invita ad accompagnarlo per una battuta di pesca non si tira indietro. Non è facile per lui adattarsi alla vita da pensionato oggi però Sara ha contribuito a farlo sentire ancora giovane , vero papà?”
Mentre Dimitri traduce per suo padre io faccio lo stesso con Sara.
Lei rivolge un sorriso a Georgos “è stato un piacere”
Lui ricambia sorridendole a sua volta e facendo un gesto con a mano come a benedire quella donna per ciò che gli ha regalato.
Il sole sta calando , io mi rialzo gli slip mentre Sara indossa il suo copricostume che stavolta allaccia bene a coprire ciò che molti bramano ma solo chi sa stimolarla può goderne della vista e non solo.
Salutiamo ed andiamo a raccogliere la nostra roba. Dimitri ci segue per chiudere lettini ed ombrellone.
Io metto una maglietta mentre Sara non indossa nulla sotto il copricostume.
“Mi sa che nel tragitto dalla macchina alla nostra camera farai rizzare qualche cazzo se ti presenti così”
“Beh e allora ? Qualcuno si lustrerà gli occhi ed io mi ecciterò nel provocare comunque non si vede niente , il tessuto non è trasparente”
“Ma si vedono benissimo le forme specialmente quando cammini e poi si intuisce che sei completamente nuda sotto”
“E’ questo il bello , stuzzicare l’immaginazione e poi ammetti che piace anche a te vedere che sbavano mentre mi guardano e qualcuno magari andrà a masturbarsi immaginandomi nuda e disponibile”
“Già è proprio così amore ma oggi ti hanno scopata ovunque tranne che in figa , bisogna che stasera si riempia quel vuoto”
“E sarai tu a farlo dopo che mi avrai leccato il culo e raccolto ciò che è rimasto del regalo fattomi da quell’anziano porco del padre di Dimitri”
“Molto volentieri gioia mia”
Quella si dimostrò una sera particolarmente carica di passione grazie al ricordo di quello che era avvenuto nel pomeriggio e di cui Sara portava ancora addosso le tracce.

FavoriteLoadingAggiungi ai tuoi preferiti
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *