Andrea, tornando dal suo lungo giro per le filiali italiane della multinazionale in cui lavora, mi racconta le sue avventure con la quarantenne di Parma e la giovane stagista di Pisa, a patto che io racconti a Voi lettori ed a lui cosa ho combinato in sua assenza.
Il racconto della scopata in macchina con Caterina mi eccita particolarmente e mentre Andrea si dilunga in particolari io, degnamente vestita in pelle, lo masturbo e succhio l’uccello diventato duro per il ricordo; poi, passato alla notte di doppio sesso con le due colleghe, mi intrigo per le tettone semisferiche della stagista e mentre lo cavalco appassionatamente, mi facci promettere che me la farà conoscere e non vedo l’ora di leccare e succhiare tutto quel ben di dio.
Passiamo alle mie serate; la PRIMA SERA in cui sono rimasta sola, convoco Charmaine che non vedevo da tempo e passiamo a prendere la piccola Ramla (approfittando di un impegno scopereccio per tutta la notte della cugina Jendayi). Ovviamente siamo tutte e tre strafiche, in tiro e ben attrezzate con pelle e stivali, ma quando Charmaine vede Ramla, sfavillante in stivaloni beige sulla sua pelle nera, abitino cortissimo e scollato di nappa e guanti lunghi, rimane a bocca aperta, bocca che Ramla riempie subito con la sua linguetta in una limonata da manuale, mentre le quattro mani delle ragazze frugano reciprocamente i corpi l’una dell’altra.
Fatta la conoscenza approfondita, verso mezzanotte si parte per una nota discoteca milanese, piena di gente, dove i nostri aggressive-look spiccano, attirando i ragazzi, ma anche qualche femmina, come mosche sul miele. Ramla, si deve accontentare di strusciare tutta la pelle che indossa su qualche ammiratore mentre balliamo scatenate, questo è il patto. Mentre Charmaine vigila su Ramla, tenendo le lunghe mani lontane dal suo corpo statuario, io mi porto un muscoloso superdotato in toilette e mi faccio chiavare in piedi con la mia minigonna di pelle sollevata e gli stivali abbarbicati intorno al culo scultoreo del fortunato. Poi tocca a me sorvegliare e a Charmaine scoparsi un altro fusto, ma Ramla ed io andiamo a sbirciare la prestazione ed alla fine consento alla piccola di fare un poderoso pompino ad un altro bel fusto che ha avuto la fortuna di entrare nel bagno in piena copula: lo facciamo sborrare sugli stivali di Ramla, in modo che sia io che Charmaine possiamo poi leccare tutto lo sperma dalla pelle profumata. Verso le tre facciamo fatica a sganciare un gruppetto che ci vuole a tutti i costi accompagnare a casa per concretizzare tutti gli strusciamenti sulla pelle che avvolge i nostri corpi. Accettiamo solo una bella ragazza mora, tutta culo e poppe, perché anche lei indossa una mise top e gonna di pelle con stivaloni interessanti; la tipa, mollando il resto della compagnia, ci sussurra: “voglio venire con voi tre, sono sicura che la notte non è finita per voi e voglio partecipare anche io ! Sono molto brava a leccare !”. La carichiamo, con grande disappunto del suo cavaliere che, dal rigonfio dei pantaloni di pelle, sicuramente contava su un’altra conclusione.
La ragazza si chiama Katia, infermiera 25enne, trucco dark, grande chioma riccia nera, grandi labbra rosse, alta 1.78, stivali neri Paris Texas alla coscia, poppe e culo spettacolari stretti nella gonna e top di pelle nera, vivace e sorridente. In macchina sta dietro con Charmaine e mentre non si pomiciano e limonano ci racconta; “sono contenta di stare con Voi, in ospedale mi tocca fare pompini a tutti i dottori e persino a qualche illustre ricoverato nell’area solventi. Quando faccio la notte, invece di mettere flebo mi tocca farmi pompare da qualche giovane dottorino arrapato che non si accontenta della fica e vuole pure il culo. In realtà sono stufa di cazzi e mi piace leccare fiche e tette, vedrete che Vi piacerò !”
Arrivati a casa mia si scatena l’orgia lesbo: dopo le prime performance di Katia sui nostri capezzoli e sessi bagnati, la mettiamo in mezzo e ciascuna di noi tre provvede a ficcarle uno stivalone arrotolato nei tre pertugi; la ragazza che non aveva mia provato un cazzo di pelle, impazzisce e spompinando lo stivale di Ramla si fa sodomizzare da tacco e gambale dello stivale di Charmaine, mentre io le scopo la fica col suo Paris Texas sui quali sbrodolano tutti i suoi umori. Dopo essere venuta abbondantemente più volte Katia vuole ficcare gli stivali lucidi di umori nei nostri sessi: “devo impratichirmi bene, voglio fare questa pratica alla mia collega la prossima notte di turno; voglio lasciare quei porci dottorini all’asciutto, a masturbarsi e schizzare sugli stivali che ci ficcheremo dappertutto, per poi leccare il loro seme dalla pelle bagnata. Mi avete fatto scoprire un mondo di perversione, e chi lo lascia più !”
All’alba ci accoccoliamo l’una sull’altra esauste e soddisfatte …
Al prossimo racconto la SECONDA SERA !

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