Salve a tutti, volevo ringraziare tutti coloro che leggeranno anche questa parte della storia. Scusate gli errori grammaticali. Vi auguro una buona lettura.
Toc toc, bussano alla porta. Apro gli occhi, la stanza è in penombra, la tenda riesce a malapena a coprire la luce del giorno. Valeria mi ha svegliato per la colazione. Scendo al piano di sotto dove c’è la cucina.
Nel fare colazione tutti insieme non ho il coraggio di incrociare lo sguardo di mia zia, provo un senso di vergogna, sono consapevole di aver fatto qualcosa di sbagliato. È già passata buona parte della mattina e mentre lo zio coltivava i campi, la zia uscì per fare la spesa. Rimasti soli io e Valeria, al tavolo della cucina, ci siamo messi a parlare e, mentre lei mi raccontava delle sue amiche, la ammiravo non come cugina ma come donna. Dalla sua camicia di jeans potevo intravedere il suo reggiseno di pizzo nero e questo mi fece letteralmente impazzire. Le feci dei complimenti, le accarezzai la coscia da sopra i suoi jeans. Vedendo che non mollava, le dissi che l’avevo vista ieri sera, avevo visto tutto. Sorpresa e nella massima vergogna, si scusò. Tranquillizzandola, le feci capire che non avrei proferito parola se lei fosse stata carina nei miei confronti. E poi ci si poteva divertire insieme. Ci siamo ritrovati in piedi a bordo tavola, dopo un pò di imbarazzo salì in noi l’eccitazione, la lussuria del proibito. Cominciando a limonare le accrezzavo il corpo, pian piano aprii la sua camicia, un seno stupendo, incorniciato dal suo intimo. Oramai era in mio possesso, scesi la zip dei miei jeans uscendo fuori il mio pene. Incrociando le nostre mani l’accompagnai a segarmi il cazzo in tiro, la sua morbida mano saliva e scendeva alternando la velocità, è stupendo! Intanto le accarezzavo il suo grande seno, presi a mordicchiare i capezzoli, era estremamente eccitata. La feci accomodare sulla sedia, riprese a segarmi velocemente per poi fermarsi e prenderlo nella sua bocca. Iniziò così un pompino lento e salivoso, lo entrava dentro fino alle palle, potevo sentire l’inizio della sua gola. Come una vera esperta entrava e usciva il membro dalla sua bocca per sputare sulla cappella e poi succhiare, ero all’ estremo, così ripreso il controllo del mio cazzo le tenevo la testa e continuai a segarmi fino a inondare la bocca e le tettone di sborra calda.
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non dovrebbero essere condannate moralmente certe esperienze, mi successe di spiare mia sorella mentre si masturbava con le dita nella figa perfetta e poi le leccava assaporandole, persi la testa e da quel giorno la corteggiai fino a convincerla di farsela leccare da me, fu qualcosa di inaspettato non sapevo che sapore potesse avere, il suo profumo lo conoscevo già, giocando con lei mi avvicinavo annusandola e dandole dei piccoli baci sulla pancia e pube, lei apprezzava a me piaceva quell’odore particolare attraente e appunto quel giorno che la vidi assaggiarsi con piacere volevo farlo anch’io, avevo il cuore in subbuglio, mi sembrava d’impazzire quando assaggiai quel mistero, leccavo con foga mi diceva piano vai piano per favore, calma con calma dai ti prego, capii che desiderava godere anche lei, infatti ecco arrivare le prime gocce di quel miele sublime, che meraviglia stupefatto non ero più me stesso, baciavo e leccavo quelle labbra carnose calde e umide di una sostanza paradisiaca, sentendo lei godere alle mie leccate fin dentro dove potevo arrivare scoppiai nei mie pantaloni, mi fermai e mi disse cosa non andava, capi che mi ero schizzato nelle mutande, si offese dicendomi sciocco e adesso mi lasci così sola? Mi fece sentire un cretino, le promisi che lo avrei rifatto avendo più attenzione alle sue esigenze, ma quel profumo e sapore di figa non me lo dimenticherò mai!
la mia prima figa è stata mia zia di 50 anni io ne avevo appena 19, me la sognavo di notte e mi segavo pensando a lei, la desideravo moltissimo al punti di cercare la sua lingeria per annusarla e segarmi come un porco, ma le donne ne sanno una più del diavolo, se ne era accorta che smaniavo per lei e quando ci fu l’occasione mi abbracciò mi baciò e mi condusse in un mondo di dolcezza ed eccitazione imparagonabile, mi istruiva lei come fare per amarla a dovere, ero un imbranato imbarazzato, ma lei fu divinamente sensuale e perfetta insegnante, imparai presto e presto la potei gustare dalla testa ai piedi in tutta la bellezza che le femmine sanno donare senza limiti, viva le donne!
ma quale perversione? Se non fosse stato per mia sorella sarei diventato gay!!! Mi ha sverginato lei, capiì che avevo particolari predilezioni per i maschi, allora iniziò a portarmi nel suo mondo di assoluta delicatezza dolcezza e femminilità strabordante, quelle tette, le natiche e quel ciuffetto di peli che celava la figa carnosa succulenta e dall’odore invitante mi pervase la mente e così inizia la vita da maschio cazzuto e scopatore di femmine, se non mi avesse invitato a toccarla accarezzarla addirittura annusarla e poi baciarla dove diceva lei non sarei mai diventato maschio/uomo ma probabilmente una gay, invece la ringrazio ancora oggi e quando posso e lei me consente l’amo senza limiti, mia sorella è una Dea.
le femmine so femmine anche loro hanno stimoli sessuali forti come noi maschi e capita a volte che s’incontri la stessa esigenza nello stesso istante, giocando con mia sorella rotolandomi sul tappeto in una finta lotta sono finito con la testa tra le cosce di lei, che immediatamente a serrato, avevo il naso proprio sulla patata incartata da una mutandina bianca semitrasparente, l’odore che percepivo era strano ma accattivante e invitante e d’istinto lo baciata, ma non mollava la mi testa e quindi baciavo quel mistero caldo e odoroso, piano piano allentava la presa io continuavo a baciare eccitatissimo, riuscii a scansare le mutandine da un lato e baciare quella carne calda e umidiccia, era fantastica che mi partì automaticamente la lingua, la sentivo gemere, le piacevano le mia leccate, avevo il cazzo nei pantaloni che mi faceva male, voleva uscire ma non mi staccavo da quella figa sbrodolona che mi faceva impazzire, non sapevo che l’orgasmo sarebbe stato ancora più bagnato, mi sbrodolavo la faccia di quella rugiada succulenta sapeva di yogurt, un delirio, finito mi spinse via, e rimasi come uno scemo dicendole adesso tocca a me! mi sbottonai e mi segò con due mani! Dissi non è giusto dovevi baciarmi! Mugugnò qualcosa, mi promise che lo avrebbe fatto quando era pronta, ci vollero una decina di cunnluguo per avere in cambio una pompa fatta pure male, ma da quella volta pretendeva le leccate e succhiate ma poi il mio cazzo duro e fiottante. Cazzo che periodo abbiamo trascorso, non abbiamo mai scopato, ma ci siamo leccati e succhiati come due matti, il sapore delle figa di mia sorella vergine era un delirio mi sballava la testa, lo volevo ad ogni costo, glielo dicevo, prima che tu perda la verginità voglio berti e mangiarti per farti impazzire più di ogni altro ragazzo.
che scoperta! Sapessi a volte come ci brucia tra le gambe, da diventare pazza e provare a placare il desiderio con qualcosa che assomigli ad un pisello, no non ridere perchè non puoi sapere se sei maschio, io poi in un certo periodo non volevo relazionarmi con maschi estranei non ne avevo voglia, ma quelle pulsazioni sessuali mi rendevano a volte nervosa e inavvicinabile, così mi venne in mente mio fratello che sapevo che a volte mi spiava e masturbava, il passo dal convincerlo a farlo è stato quasi immediato, reo un suo sogno erotico da eiaculare la notte sognandomi, era imbranato e sapevo poco o nulla solo quel che vedeva su internet, gli insegnai che non eravamo come quelle attrici pagate per farsi scopare come puttane, che volevo rispetto e avrei rispettato lui, quindi doveva seguire i miei consigli, non buttarsi sopra di me o schiaffarmelo in bocca in tre secondi, lo educai e traemmo piacere reciproco solo con il sesso orale. L’unica cosa che mi dispiace è che quella donna che se lo sposerà sarà fortunata, dopo tutto quel che gli ho insegnato, come fare a far impazzire una ragazza.