Le Prof. Proibite

Le Prof. Proibite

La scuola era appena ricominciata e il mio primo pensiero fu:”Che palle, il primo giorno di scuola alla prima ora abbiamo italiano”. Ma quella che mi sembrava la peggior notizia del mondo si rivelò la migliore: a dare il buongiorno alla classe non fu quella vecchia zitella dell’anno precedente, bensì una giovane formosa ed eccitante 40enne. Ne fui subito attratto. Quando mi chiamava alla lavagna per appuntare qualcosa non sono mai riuscito a nascondere una vistosa erezione che mi procurava sempre un imbarazzo immenso. La prof. faceva finta di niente, quasi scherzava su questo fatto: un giorno mi disse in privato:”Da quanto tempo non ti diverti con qualche ragazza, porcellino?”. Rimasi di stucco, immobile, spiazzato. Da lì in poi la mia prof. di italiano diventò la mia ossessione. Dovevo conquistarla, a tutti i costi.

L’occasione per fare una scappatina con la bella insegnante si presentò un giorno d’inverno. Io mi sentivo poco bene così mi diressi ai distributori automatici per prendere un tè, pensando fosse solo un calo di zuccheri. Sorseggiando il mio tè passai davanti all’aula insegnanti dove vidi la mia amata insegnante china sulla scrivania leggermente piegata in avanti, quel tanto che bastò a farmi eccitare. Mi portai una mano ai pantaloni ed iniziai a muoverla, masturbandomi da sopra i jeans. La prof. si girò di scatto e mi vide lì, fermo sull’uscio con un tè in una mano e l’altra che masssggiava l’uccello.
“Ora basta!” gridò lei.
“Cosa?!” risposi, ma intuendo che intendeva alle mie inappropriate erezioni.
“A quello!” ribatté indicando il cavallo dei jeans. “Adesso andiamo dalla coordinatrice di classe” riprese.
Di male in peggio. La coordinatrice, insegnate di scienze, era anch’ella una donna molto attraente con i seni prosperosi che mi avevano fatto sognare fin dal primo giorno. Quella di scienze era in “Aula scienze” a ripulire la classe dopo la lezione appena trascorsa.
“Buongiorno” esordì la prof di italiano.
Quella di scienze sorrise e mi indicò con un cenno del capo:”Altra nota?”
“Preferirei fosse quello” rispose la prof di ita. E poi indicò il mio pacco che nn voleva saperne di tornare calmo.La prof di scienze, (permettetemelo) da vera e propria MILF, si avvicinò e me lo prese in mano da sopra i pantaloni.
“E da tanto che non ti liberi eh” scherzò con un sorrisetto.
“Che stai facendo?!” gridò la prof di italiano, sconvolta dall’atteggiamento della collega.
“Be non ti piace l’uccello?”. Quella di scienze era proprio una porca…
“Sisi! Ma… Cioè voglio dire” tentennò l’altra. La presa della prof di scienze non mollava e il mio pene si induriva sempre di più.
“Dimostramelo!” sfidò quella di scienze che si avviò a chiudere a chiave la porta. Mentre tornava da me si tolse maglione e camicietta rivelando le due tettone tanto sognate. Quella di italiano non sapeva che fare.
“Cazzo o fica?” domandò in tono di sfida quella di scienze, slacciandomi i pantaloni. Quella di ita non disse una parola, ma si lanciò sulla mia asta già bella dura e alta spompinandomi dalla punta alla base. Giocava con la lingua, passandola sulla cappella che pulsava ed era bollente. Continuava su e giù a ritmo sostenuto con quella lingua che mi faceva gemere come non mai: le mie fantasie stavano diventando vere! Quella di scienze si mise davanti a me e mi sbatté le tette in faccia e disse “Succhiami…” porgendomi i capezzoli che strizzava con pollice e indice. Due bei capezzoli scuri che risaltavano sulla pelle chiara della donna. Diventarono subito turgidi al contatto con la lingua, amavo succhiare quel seno gigantesco e bellissimo. Sarei rimasto lì ore a leccare le tettone della prof, mentre l’altra mi faceva godere come un dio. Presi in bocca il seno morbido e profumato, lo strizzavo, lo leccavo, mordicchiavo i capezzoli. Sentivo l’orgasmo vicino ma volevo resistere per godermi quel magnifico pompino.
“Vengo… Ahh si” gridai seminando sperma un po’ in faccia alla prof di italiano che fece il possibile per inghiottirne il massimo, mentre un altro po’ sui capezzoli di quella di scienze che spalmò il liquido bianco sul petto. Mi bastò un attimo per far sì che il cazzo mi ritornasse duro e grosso come prima. Quella di scienze mi fece una sega mentre sì avvicinava all cattedra su cui sì sdraiò e aprì le gambe mostrando il suo frutto proibito che iniziai a leccare e penetrare con due, poi tre e addirittura quattro dita!! Quella di italiano intanto si era inchinata e mi succhiava l’uccello lentamente.
“Scopami ti prego!” implorò quella di scienze più bagnata e vogliosa che mai. Presi la mia asta e la indirizzai alle piccole labbra, fradice di umori. Strofinai la cappella sul suo clitoride, facendola gemere ancora di più, finché mi implorò a gran voce di scoparla. Con calma e precisione infilai tutta fino in fondo. La prof gemette. Iniziai a spingere con ritmo sostenuto sbattendo il mio pube su
lle sue chiappe morbide. Quella di italiano si era messa in piedi di fianco a me: mentre le succhiavo quei seni rotondi e buonissimi la masturbavo facendola allagare di umori che colarono fino alle scarpe. Quella sedi scienze godeva e mi diceva di spingere più forte; le sue gambe incrociate dietro la mia schiena strinsero e mi annunciarono che stava venendo. Un bagno di umori uscì dalla sua figa quando estrassi il mio pene. Ora toccava a quella di italiano. I ruoli delle prof si invertirono e stavo di nuovo leccando quelle tettone enormi. La fica della prof di italiano era nettamente più stretta, il che mi provocò un leggero dolore in fase di penetrazione, ma mi fece godere come un matto dopo. Al momento dell’orgasmo tirai fuori l’uccello dalla fica della prof e le due, capendo che dovevo venire, si inginocchiarono, aspettando i fiotti abbondanti di sperma che non ao fecero attendere. Mi sentivo in paradiso. Avevo scopato con duevere maiale e avevo buttato fuori anche l’anima.
Ero veramente soddisfatto anche se stanco morto, come se avessi fatto la maratona. Inutile dire che gli incontri proibiti a tre si ripeterono. Ed è anche inutile dire che i voti levitarono vistosamente…

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