Le sorelle annoiate (prima parte)

Le sorelle annoiate (prima parte)

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In un pomeriggio che sembrava infinito,nel silenzio della casa,mentre gli altri membri della famiglia riposano,due sorelle,si annoiano nella loro camera.
Sofia,bionda,occhi castani,20 anni,1,58 cm, 58 kg fidanzata a distanza con un ragazzo di un altro paese.
E Ariel mora,occhi castani,21 anni,1,59 cm ,54 kg, single da sempre.
Sono le 15.12 di un sabato pomeriggio,le due sorelle sospirano scrollando sui social foto e video di vario genere sul proprio smartphone per alleviare la noia.

-A:oggi non viene il tuo ragazzo?

Spezzò il silenzio ariel nel tentativo di creare un dialogo per far passare il tempo.

-S:no.

Esclamò sofia con fare scocciato e amareggiato.

-A:di solito cosa fate quando uscite?

-S:beh,niente di che.
Passeggiate in macchina,chiacchieriamo.
Il più delle volte andiamo a casa sua,ceniamo e verso sera mi riporta a casa.

Ariel abbassa lo smartphone,osserva la sorella che continua a scrollare, e riflette su quanto “non detto” ci sia in quelle parole appena dette da sofia.

-A:quindi vorresti dirmi che questo è tutto quello che fate quando lui viene a prenderti?

Domanda ariel con fare interrogatorio.

-S:si,perche mi fai questa domanda?

Risponde sofia staccando per la prima volta lo sguardo dallo schermo dello smartphone e posandolo sulla sorella incuriosita.

-A:beh, perche state insieme da un bel pò e non credo che voi due non facciate sesso.
anzi secondo me lo fate ogni volta che ti viene a prendere.

Rispose con fare saccente.

-S:questi sono dettagli privati che non ti riguardano.

Azzittisce così la sorella, facendo riprendere a entrambe la loro attività precedente con lo smartphone.
Ma dopo qualche secondo sofia un pò stizzita dalle parole dette dalla sorella:

-S:e comunque ovvio che facciamo sesso, solo non mi sembrava il caso di dirlo.

-A:perche?

-S:ma perche sei mia sorella e mi vergogno a dirti certe cose.

A quel punto prese dalla conversazione mollano lo smartphone per parlare.

-A:scusa ma non ti capisco.
Appunto perche siamo sorelle non devi vergognarti di nulla.
Puoi dire tutto senza timidezza.
Se non lo facciamo tra sorelle,con chi dovremmo farlo?

-S:ora che mi ci fai pensare,hai ragione.

10 secondi di silenzio interrompono il dialogo delle sorelle.

-S:Visto che siamo in argomento,tu che non sei mai stata fidanzata,hai mai fatto sesso?

-A:veramente no.

Esclama ariel arrossendo.

-S:NO??

Replica sofia con stupore.

-A:no,non ho trovato la persona giusta con cui mi sentissi di farlo.

-S:ora capisco perche quando fai la doccia impieghi delle ore ahahaha.

-A:perche mi vorresti fare credere che tu invece non ti masturbi??

-S:beh non ultimamente,ogni tanto capita,ma non di recente, ma devo dire che ne avrei voglia.
Rimedierò in questi giorni.

Disse sofia facendo un occhiolino scherzoso verso la sorella.
Dopo qualche secondo di silenzio in cui la conversazione sembra essersi fermata;

-A:visto che il tempo sembra essersi fermato potresti farlo anche adesso.
Non mi pare tu abbia altro di meglio da fare al momento.

Rispose ariel con aria di sfida.
Sofia dal canto suo,non sapeva se la sorella stesse scherzando, ma nel dubbio rispose come se fosse stata seria.

-S:non mi và di andarmi a chiudere in bagno,sono troppo comoda nel letto.

Replicò sofia sprofondando nella morbidezza del letto.

-A:non devi per forza andare in bagno,puoi chiudere la porta della nostra stanza e masturbarti anche comodamente nel letto.

Dall’espressione seria di ariel mentre pronunciava quelle parole,sofia, dedusse che quanto detto dalla sorella non era uno scherzo.

-S:cioè…dovrei masturbarmi qui?
Con te nella stanza?

-A:potresti farlo. Ti vergogni a masturbarti con me nella stanza?
Andiamo…ti ho visto nuda 10.000 volte

Sofia in realtà si vergognava a masturbarsi  di fronte ad ariel, ma non voleva farlo capire anche alla sorella.

-S:non mi vergogno affatto!!

-A: a me sembra di si.
Allora perché non lo fai? Hai detto che ne hai voglia, o sbaglio?

Dopo l’ennesima provocazione della sorella, sofia si alza dal letto, da un occhiata se gli altri familiari si erano per caso svegliati da loro riposino,dopo essersi accertata che tutti dormino ,chiuse la porta della camera a chiave.
Ma tornando a sdraiarsi nel letto,Sofia, ha un’idea.

-S:a me sembra che nemmeno tu abbia altro di meglio da fare…
Perché allora non ti masturbi anche tu?
Mi pare che tu lo faccia spesso.
quindi puoi farlo anche adesso,invece di aspettare stasera quando fai la doccia.
Oppure sei tu quella che si vergogna?

Spiazzò così ariel che in un primo momento non seppe cosa rispondere.
Lei nel profondo si vergognava da morire ma non poteva dirlo a sofia che poco prima le aveva detto che non si vergognava a farlo davanti a lei.

-A:certo che no.
Come potrei vergognarmi di mia sorella.

Rispose a fatica e con volto arrossato.
Anche se si sono sempre viste nude, l’idea di masturbarsi insieme le agitava,poichè lo avevano sempre fatto da sole.

-S:cosa aspetti allora?
Spogliati, ci mettiamo qui nel mio letto.

Ariel messa alle strette si alzò, e cominciò a spogliarsi.
Togliendo la maglietta, poi i jeans, e i calzini.
Sofia guardava la sorella che si spogliava sperando che magari avrebbe cambiato idea così da poter evitare di spogliarsi anche lei.
Ma appena ariel rimase in intimo,sofia, capì che doveva spogliarsi.
Mentre sofia cominciava a spogliarsi,ariel guardava con attenzione le azioni della sorella.

-S:perché sei rimasta in intimo?
Non mi dirai che ti vergogni di tua sorella?

Sfidò ariel nella speranza di persuaderla dal non continuare.
Mentre finisce di spogliarsi,sofia,trema impercettibilmente per l’agitazione.
Ma si accorse anche che sente molto caldo nonostante si stesse spogliando.
“Ma… sono eccitata” questo pensiero pesava nella sua mente,cercando di non farlo notare alla sorella.

-A:ti ho detto che non mi vergogno.
possiamo masturbarci benissimo anche in intimo.
Ma se a te viene male puoi tranquillamente toglierlo.

-S:se dobbiamo farlo conviene farlo per bene.
Senza intimo viene molto meglio, tu non credi?
Ci siamo viste un sacco di volte completamente nude e non mi pare sensato il fatto di masturbarci in intimo.

-A:si,ma lo dicevo così.
Anche perché a me viene bene anche con l’intimo.
Ma ovvio che viene meglio senza.

Ariel comincia a togliersi il reggiseno sotto gli occhi attenti della sorella.
Mentre si sta sfilando le mutandine con non poco tremore, si accorge di avere tutta l’attenzione di sofia che la guarda senza staccarle gli occhi di dosso.

-A:beh, che aspetti?
Tu sei ancora in intimo…sei rimasta incantata?

Sofia scosse la testa, e si tolse reggiseno e mutandine.

-S:scusa, ti stavo fissando.
Comunque non te l’ho mai detto ma hai un seno stupendo.

-A:Questo??

Domanda ariel toccandosi il seno.

-A:a me non piace tantissimo, avrei voluto 1 o 2 taglie in più.

-S: ma che dici?!
È bellissimo così.
Sembra anche molto sodo.
E poi hai una terza giusto?
Non mi pare piccolo come taglia.

-A: tu dici?
A me sarebbe piaciuta una quarta, come te.
È molto più bello il tuo seno rispetto al mio.

-S: ma non dire cazzate.
Guarda, tocca il mio seno e poi tocca il tuo.

Ariel tremante si avvicinò alla sorella, sedondocisi accanto nel letto. Si posizionarono l’una di fronte all’altra.
Mentre ariel avvicinava le mani al seno di sofia, nella testa di entrambe risuonava un unico pensire.
“LO STIAMO FACENDO DAVVERO?!”
Ariel poggia le mani sul seno della sorella, e con molta delicatezza le strizza.
Fremente, ariel, si accorge che sente spingere dentro le proprie mani i capezzoli della sorella che si sono induriti al contatto con le sue mani.
Staccò una mano dal seno di sofia per poggiarla sul suo seno e confrontarlo.

-A:si è vero, il mio è più sodo, ma il tuo resta più grande.
E al tocco,devo dire che mi piace di più il tuo.
Tocca tu stessa, se non ti imbarazza toccarmi il seno.

-S: ma scherzi? Dovrei imbarazzarmi di mia sorella? Per favore…

Anche se in cuor suo, sofia, sapeva di essere imbarazzata nel farlo, ma non voleva darla vinta ad ariel che prima di lei lo aveva fatto apparentemente senza pensarci 2 volte. Quindi anche lei toccò il seno della sorella e subito dopo lo confrontò con il suo.

-S: dimmi quello che vuoi ma io al tocco preferisco il tuo.
Ovviamente è anche una questione di gusti personali.

-A: si, hai ragione.

-S: beh, direi che adesso possiamo…

-A: si,infatti…

Entrambe le sorelle si sentivano la testa molto leggera,sentivano il loro corpo caldo ma allo stesso tempo dei brividi,dati dall’eccitazione, percorreva il loro corpo.
Decidono di mettersi sedute sopra il letto, una accanto all’altra, a pochi centimetri di distanza,appoggiate con la schiena al muro. Nessuno delle due aveva il coraggio di iniziare. Passarono una decina di secondi che sembrarono ore.

-S: dovremmo guardare qualche porno?

-A: non saprei, tu vuoi farlo?

-S: io non l’ho mai fatto guardando un porno, e tu?

-A: si una volta, ma mi piace di più senza.

-S: ok.

Sofia prende l’iniziativa, e si avvicina con la mano verso la sua vagina, appena tocca le labbra nota subito di quanto si sia bagnata al solo tocco del seno della sorella.
Quindi si inumidisce le dite con il liquido generato dalla propria vagina.
Al contempo osserva con la coda dell’occhio se ariel, si fosse accorta che lei fosse così bagnata.
E con stupore si rende conto che la sorella la sta fissando in maniera molto attenta.

-S: vuoi solo guardare o ti unisci a me?

Chiede con fare scherzoso, sorridendo alla sorella.

-A:certo che mi unisco, voglio devertirmi anche io.

Risponde ariel ricambiando il sorriso.
Quindi anche lei comincia a toccarsi.
Rimase a dir poco sorpresa nel notare quanto fosse bagnata.
Quindi come visto fare dalla sorella si bagnò le dite e cominciò a masturbarsi.
Sofia vedendo ariel cominciare a toccarsi, cominciò anche lei.
Erano tanto bagnate e calde da non avere bisogno di lubridicare le dita.
I corpi bollenti delle due sorelle diventavano sempre più caldi.
Mentre si masturbavano cercavano di scrutare quello che l’altra stava facendo.
Ma senza mai guardare direttamente.
Le dite si muovevano prima molto lentamente attorno ai loro clitoridi.
Poi iniziarono ad aumentare il ritmo, cominciarono ad ansimare.
Sebbene si trattenessero per non farsi sentire dagli altri familiari.
Più velocemente le dita si muovevano più loro ansimavano, più ansimavano e più le loro dita si muovevano velocemente.

-S: cazzo sii…aah, perché non lo faccio più spesso?! aah aah

-A: mmh… io lo faccio tutti i giorni…aah, ma oggi è davvero troppo bello!! aah aah…

Quando ad entrambe mancava solo qualche minuto per raggiungere l’orgasmo, a sofia viene un’idea.

-S: ho un idea…

Sussurra ansimando.

-S:che ne dici se facciamo una sfida?

-A: che sfida?

Chiede ariel fermandosi a fatica dall’atto che le stava procurando così tanto piacere.

-S: facciamo una gara a chi raggiunge prima l’orgasmo?
Chi viene per prima vince, chi perde paga pegno.

-A:che tipo di pegno?

-S: chi perde deve fare eseguire un ordine imposto da chi vince.
Qualunque esso sia. Ci stai?

Sofia, sapendo che le bastava solo qualche minuto per raggiungere l’orgasmo si sentiva la vittoria in tasca.
Ma ariel era altrettanto sicura che se non l’avesse fermata poco prima, dopo 30 secondi avrebbe raggiunto l’apice del piacere.

-A: ok, ci sto.

Ricominciarono subito a masturbarsi ansimando ancora più forte, e muovendo le dita ancora più velocemente di prima.
Sofia accorgendosi che la sorella sembrava in procinto di raggiungere l’orgasmo, decise di giocarsi il tutto e per tutto.
Mentre muoveva le dite sul clitoride, con l’altra mano si inserì un dito dentro la vagina per riuscire a venire prima.
Ansimando entrambe in maniera copiosa, era solo questine di attimi, prima che qualcuno delle due raggiungesse l’orgasmo.

-A:mmh…aah… CAZZOO!!!

-S: siiii…aaah…oh siii!!

-A: aah…mmh…Aah…AAh…AAAH CAZZOO!!!!!

Un getto impressionante di liquido schizza fuori dalla vagina di ariel con una potenza tale da arrivare nel muro di fronte.
A pochi secondi di distanza sofia arriva all’agognato orgarmo squirtando con forza contro la mano con il dito inserito all’interno della vagina, bagnando quasi metà letto.
Dopo quell’orgasmo così intenso, le due sorelle,dopo qualche minuto di respiri intensi,si ripresero.
E una delle due spezzò il silenzio che si era creato.

-A: non avevo mai avuto un orgasmo così intenso…

-S: nemmeno io…

Rimasero sorprese nel capire come quella situazione le abbia eccitate a tal punto da farle arrivare a provare un piacere mai provato.

-A: comunque penso proprio di aver vinto…

-S: si…di pochissimo, ma hai vinto…
Aspetta che mi riprenda e mi dici cosa vuoi che faccia…(ansimando)

Ancora stremata ariel,si proclama vincitrice. E vuole riscattare il suo agognato premio.
Ma “cosa posso farle fare?” Questo pensiero fissato nella sua mente non trovava risposta poichè ancora sconvolta dalla potenza dell’orgasmo appena provato.
“Le faccio fare le mie faccende per la prossima settimana?” O  “mi faccio portare la colazione a letto per una settimana?” Cercando un premio che le avrebbe fatto comodo,le venne in mente qualcosa di diabolico e allo stesso tempo perverso.
Forse data dall’eccitazione che ancora aveva in corpo, o magari dalla voglia di far fare alla sorella qualcosa che lei non avrebbe mai fatto.
Visto e considerato che fare le faccende per una settimana non le avrebbe pesato poi così tanto, ma se invece di una settimana sofia avesse fatto le faccende di ariel per un anno, sarebbe un premio di tutto rispetto.

-A: quindi tu devi fare qualsiasi cosa io ti dica, giusto?

-S: si la scommessa era questa.

-A: e se io ti chiedessi una cosa, e tu non la volessi fare?

-S: a quel punto dovrei pagare una penitenza che puoi scegliere tu.

-A: allora diciamo che se non accetti di fare quello che io ti dico, farai le faccende domestiche al mio posto per un intero anno. Visto che è una penitenza deve essere severa.

-S: UN ANNO INTERO?? Cazzo, quanto sei stronza…capisco che deve essere severa ma così mi sembra eccessivo.

-A:beh… di cosa ti preoccupi, ti basta fare quello che io ti dico.
D’altronde la scommessa era questa no?

-S: d’accordo, ci sto…

-A: perfetto, mettiamoci sedute nel tappeto però, che il letto lo abbiamo bagnato tutto.

Ammette ariel con un pizzico di imbarazzo.
Allora si alzarono dal letto, e si sedettero sul tappeto, una di fronte all’altra.
Il tappeto, che per fortuna era molto grande,copriva quasi tutta la stanza ed era morbidissimo.
Anche se parzialmente bagnato anch’esso dall’orgasmo di ariel.

-S: allora? Cosa dovrei fare?

-A: preparati a fare le faccende domestiche per un anno intero. Ahaha

-S: non ne sarei così sicura, io accetto sempre le sfide.
Sono pronta a tutto.

-A: va bene allora…

Sofia attese le parole della sorella per qualche secondo che le sembrò un eternità, mentre nella sua testa il pensiero di cosa stesse per proporle la ossessionava.
A quel punto ariel, allargò le gambe di fronte alla sorella, e si sdraiò sul tappeto mantenendo la testa sù con i gomiti poggiati sul tappeto, mostrando la vagina alla sorella, che non sapeva cosa aspettarsi.
Allargando le gambe, mostrò alla perfezione la vagina a sofia che con sguardo molto attento, vide che la vagina della sorella era fradicia.
Un pò per lo squirt, ma gran parte dal liquido prodotto dalla vagina mentre si masturbavano.

-A: vedi la mia fica quanto è bagnata?

Disse ariel arrossendo visibilmente in faccia.

-A: dovrai passarci un dito, per tutta la sua lunghezza e poi leccare tutto il liquido che è rimasto sul tuo dito.

Sofia rimase impietrita da tale richiesta, a tal punto che in un primo momento non seppe cosa rispondere.

-S: ma sei scema??

Disse con tono scocciato.

-A: avevamo detto che avresti fatto qualsiasi cosa io ti avessi chiesto, no?
Beh…io ti chiedo di fare questo.
Ma se ti vergogni a farlo, lo capisco.
Vorrà dire che farai le mie faccende domestiche per un anno.

-S:non mi vergogno per niente!!
solo mi sembra una cosa assurda!

-A: deve essere una cosa assurda altrimenti sarebbe stato troppo facile.
Ma se non ne hai il coraggio ti puoi arrendere.

Disse ariel con aria soddisfatta, pensando già ad un anno intero senza doversi preoccupare delle faccende domestiche.

-S: non ho nessun problema nel farlo!!

Lasciò così ariel di stucco.
Ma sofia in cuor suo sapeva di non averne il coraggio, poiché era una cosa che non aveva mai fatto e che non voleva fare.
Ma non voleva nemmeno fare un anno di faccende al posto di ariel.

-S: perché non dovrei avere il coraggio di farlo?
Una sfida è una sfida, certo che ne ho il coraggio, e di sicuro non mi vergogno con te che sei mia sorella.
Come non ho avuto problemi o vergogna a toccarti il seno, non ho nemmeno vergogna di toccarti la figa, cara sorellona.

Disse con aria soddisfatta.
Ma mentre diceva il contrario di quello che  in realtà pensava, il suo corpo come quello della sorella ariel, iniziava a scaldarsi ancor di più di prima.
Cominciarono a tremare in maniera ancora più visibile dell’eccesso di eccitazione.
La testa le diventò leggerissima.
Al punto che non erano coscienti di quello che dicevano o facevano da lì in poi.

-A: non ti credo…non ne hai il coraggio, ne sono sicura.

-S: stai a vedere…

Sofia si avvicinò molto lentamente ad ariel, avvicinando la testa e la mano verso la vagina bagnata della sorella.
Era tanto vicino da sentirne gli umori, che inevitabilmente facero eccitare ancora di più sofia.
sentiva la testa pulsare, ed il cuore che batteva così forte da sembrare che gli uscisse dal petto.
Tremante ed ansimante avvicina lentamente la mano alla vagina della sorella sempre di più.
Facendo fremere ariel ancora di più in quell’ attesa che sembrava eterna.
Confusa ed eccitata ariel sente il proprio cuore battere all’impazzata, non capendo dove sofia trovi il coraggio per fare ciò.
Il dito di sofia raggiunge la vagina di ariel che lo appoggia vicino al clitoride, sussultando non appena la tocca.
Quindi inizia a scendere, il dito si impregna di tutto il liquido che aveva creato la vagina della sorella, arrivata quasi nell’ano, comincia a risalire con il dito, prendendo ancora più liquido.
Un altro sussulto colpisce ariel non appena il dito di sofia raggiunge di nuovo il clitoride.
Le due sorelle tremanti dall’eccesso di eccitazione e calde come non mai, rimangono in religioso silenzio, mentre sofia toglie dalla vagina di ariel il dito, si accorgono entrambe di quanto liquido si fosse impregnato.
Ariel osservava con eccitazione la sorella portarsi alla bocca tutti quegli umori che erano usciti da lei poco prima.
Mentre sofia porta lentamente il dito alla bocca, una goccia del liquido scende verso il palmo della sua mano.
Si porta la mano aperta di fronte alla bocca, esce la lingua, e guardando la sorella negli occhi, appoggia la lingua nella goccia che era colata nel palmo della mano, per seguire tutto il tragitto.
Fino ad arrivare al dito completamente impregnato.
Sale con la lingua per tutta la lunghezza del dito indice, e non appena fù arrivata in punta, si infilo tutto il dito in bocca e lo succhiò con forza, per non lasciare neanche una goccia nel dito.
Sofia notò con sorpresa che il gusto di quel liquido non era male, anzi si accorse che lo trovava buono.
Sotto gli occhi attenti di ariel, sofia aprì la bocca ed uscì la lingua con soddifazione.

-S: visto? Neanche una goccia.
Chi era quella che non avrebbe avuto il coraggio?

Attonita ariel non riuscì a proferire parola.

-S: forse tu non avresti il coraggio di farlo o ti vergogneresti, ma non io.
Io accetterei qualsiasi sfida.

-A: non mi sottovalutare, anche io sarei stata capace di farlo. Cosa credi?

Ariel non era per niente sicura di quello che stava dicendo ma essendo la sorella maggiore non voleva esser da meno.

-S: provalo allora.

-A: che vuoi dire?

-S: ti propongo una sfida anche io, e se non la superi sarai tu a dover fare le faccende di casa al posto mio per un anno intero.
Ci stai??

-A: che sfida?

-S: prima dimmi se accetti, e poi io ti dirò la tua sfida.
Sarebbe troppo comodo altrimenti non credi?

-A: guarda che io sono tanto coraggiosa quanto lo sei tu, se non di più.
Quindi accetto!

Ariel sapeva che da lì a poco si sarebbe pentita di aver accettato, ma non voleva darla vinta alla sua sorellina.
Sofia quindi imitò i movimenti della sorella fatti poco prima, quasi a sottolineare il senso di sfida.
Si sdraiò completamente sul tappeto, allargò e alzò le gambe fino a portarsi le ginocchia quasi a toccare le spalle.
si bloccò le gambe con le braccia,in modo da non farle tornare indietro.
Così facendo fece aprire del tutto la vagina di fronte alla sorella.

-S: bene, allora dovrai infilarmi un dito nella figa fino in fondo per 10 volte consegutive.

Ariel guardò la vagina spalancata e gocciolante della sorella, constatando come la sorella si sia messa in quella posizione per facilitarle l’inserimento del dito fino in profondità.
E osservò delle differenze nella vagina della sorella in confronto alla sua.
Mentre la sua vagina aveva delle grandi labbra gonfie ma delle piccole labbra molto piccole, sofia invece, aveva delle grandi labbra meno accentuate, ma le piccole labbra erano grosse e gonfie, coprivano gran parte delle grandi labbra.
Nonostante sofia gli avesse chiesto una cosa che ariel non avrebbe voluto fare mai nella vita, l’idea di dare ragione alla sorella e di “proclamarla” sorella più coraggiosa non le andava giù.

-A: non vedo quale sia il problema.
Lo faccio tranquillamente.
Siamo sorelle dopotutto, noi dovremmo fare tutto senza alcun pudore.

Dopo aver leccato gli umori della sorella, sofia era molto confusa, non sapeva cosa avrebbe preferito di più.
“O un anno di pulizie fatte al posto mio, oppure un dito di mia sorella infilato nella figa fino in fondo?” Pensando a questa seconda possibilità senza volerlo si morde il labbro, con estrema lussuria.
Svelandole in realtà quale fosse la cosa che avrebbe preferito di più.

-S: si è vero, hai ragione.
Ma adesso fammi vedere se è vero quello che stai dicendo.

Con il cuore in gola, ariel, si avvicinò alla vagina della sorella che stava letteralmente gocciolando.
Alzò il dito medio tenendo tutte le altre dita chiuse a pugno, e le appoggiò il dito nell’orifizio della vagina.
Cominciò a spingere molto lentamente, ma il dito, vista la quantità di liquido, entrava con una facilità impressionante.
La vagina di sofia si contorceva e si stringeva attorno al dito della sorella.
E non appena ariel entrò tutto il dito fino in fondo, un sussulto colse sofia, che cercò di trattenersi.

-S: ok… uno è fatto, ne mancano nove.

Disse cercardo di non far trasparire la sensazione di piacere che le stava procurando il dito della sorella nella propria vagina.

-A: tu cerca di non venire, ok? Ahah

Ariel cercò di sdrammatizzare, poichè si stava accorgendo che la sensazione della vagina della sorella che si stringeva attorno al suo dito la stava eccitando.
“È troppo morbida e calda, ed è una sensazione stupenda” pensò mordendosi inavvertitamente le labbra.

-S: tranquilla non basta così poco per farmi venire…ahah

Ma in cuor suo non era certa di quello che stesse dicendo.
Poichè inserendolo una sola volta aveva provato un piacere intenso.
Non era così certa che con altre 9 volte non avrebbe raggiunto l’orgasmo.
Ariel nel frattempo cominciò ad uscire il dito molto lentamente, e la vagina della sorella si stringeva sempre più, quasi a volerlo trattenere dentro di sé.
E questo fece eccitare ancora di più ariel a tal punto che la sua vagina cominciò a gocciolare senza ritegno.
Sofia si morse le labbra ancora una volta e buttò indietro la testa per la forte intensità del piacere che provava.
Quando il dito fù fuori, ariel vedendo il suo dito fremente di eccitazione completamente fradicio, lo inserì di nuovo dentro la sorella,ma stavolta un pò più veloce, e non appena arrivò in fondo, spinse ancora di più nel tentativo di farlo entrare ancora.
Questo procurò un forte piacere a sofia che strinse forte le gambe che teneva ferme con le braccia, cercando di trattenere i gemiti di piacere.
Ariel guardava il corpo bollente e in fremito della sorella, e capì che le stava procurando un piacere intenso.
Quindi uscì il dito ancora una volta lentamente,e lo rimise dentro con forza e velocità in un solo colpo,facendo gridare di piacere la sorella.

-S: AAHH…CAZZO…MMH…ariel ?! dio…non me lo aspettavo…
Vuoi farmi impazzire?

Ariel non disse nulla, e uscì il dito molto lentamente.
Lo inserì di nuovo con forza e velocità.

-S: MMHH…DIOO…ARIEL…

-A: siamo a 4 giusto?

Ma prima che sofia potesse rispondere, ariel tirò fuori il dito e lo  infilò di nuovo con forza e velocità.

-S: SIII…AAH…CAZZO SII…
adesso però sono 5…

-A: altri 5 quindi? Perfetto…

Ansimava ariel accitata a tal punto che sentiva il dito, dentro la vagina della sorella, pulsare fortissimo.
Il cuore sembrava che le stesse per uscire dal petto.
Il corpo sembrava lava bollente,  la testa leggera, non riusciva a pensare a nulla se non alle altre 5 mosse da fare.
Sofia, non stava di certo meglio di lei, anzi.
Il suo corpo, che sembrava si fosse fuso con il tappeto sottostante, le braccia tremanti tenevano ferme le gambe, la sua vagina pulsava stringendosi al dito della sorella ancora dentro ,nella sua mente una sola parola ripetuta all’infinito riusciva a trovare spazio “non venire”.
Quasi ripetuta come un mantra, quella parola riusciva a mantenere quel minimo di controllo del proprio corpo che le restava.
Ariel uscì lentamente il dito, ma non lo entrò subito, con la punta del dito stuzzicò l’orifizio, per vedere la reazione della sorella.
Sofia che ormai era persa in quell’eccitazione, stava impazzendo a sentire il dito della sorella che sembrava lo entrasse ma poi non lo tirava fuori era un gioco che la mandava fuori di testa.
Quel “giocare” con lei la eccitava ancora di più, non sapendo se ogni qual volta fingesse di entrare il dito, sarebbe stasa la volta in cui l’avrebbe entrato sul serio.
Cominciò senza volerlo ad ansimare copiosamente, e ad emettere gemiti molto forti, nel desiderio che aveva di avere il dito della sorella dentro di lei.

-S:Mmh…aaah….ariel…
Ti prego…mmh…
Infilalo…dentro…mhh…lo voglio…

Sofia non si accorse nemmeno di pronunciare quelle parole.
Ma invece ariel sentendo quella richiesta, decise di accontentarla.
Con un colpo netto, entro il dito fino a non poterlo entrare di più, facendo sussultare sofia, che con un grido sottomesso di piacere buttò indietro la testa.
Tirò subito fuori in dito e lo rimise subito dentro con forza.
Senza dare il tempo a sofia di capire quello che stesse succedendo, ariel, sfila il dito e lo rientrò con forza 2 volte consegutive velocemente.

-S:AAAHHH…DIOO…AHH…CAZZO…
AAH…MMH…AAH…

il clitoride di sofia si gonfiò in modo da esporsi alla vista della sorella, pulsando in modo visibile,sembrava in procinto di esplodere.
Rimaneva un ultimo colpo, ma lei era riuscita appena a trattenere l’orgasmo, pensò che con un altro colpo sarebbe esplosa, ma ormai non ragionava in maniera lucida, voleva solo godere,arrivare allorgasmo, esplodere di piacere.
Ma poco prima aveva detto alla sorella che non bastava così poco per farla venire, e l’idea di darla vinta alla sorella la frenava un pò.
Però il piacere che le stava procurando ariel era troppo forte da poter bloccare, e sofia lo sapeva.
Sofia con il corpo tremante di spasmi, con il clitoride gonfio, il cuore che gli usciva dal petto, alzò la testa a fatica per guardare la sorella.

-S: RiMaNe l’UltIMo gIUsTo?!

Disse quasi singhiozzando.

-A: SI…

Rispose ariel con eccitazione e soddisfazione per esser riuscita a ridurre la sorella in uno stato di piacere tale da non poter riuscire a parlare bene.
Sofia continuò a guardare ariel mentre spasmi colpivano il suo corpo e la sua mente, cercando di comprendere quale sarebbe stata l’ultima mossa della sorella.
Ma nella sua mente un solo pensiero “FICCAMELO DENTRO CON FORZA TI PREGO!!”.
la vagina gocciolante di sofia lo chiedeva e ariel voleva accontentarla.
Avvicinò il dito al buco della vagina di sofia, ma non lo entrò, continuò a stuzzicarla.
Sofia, bramava quel dito, al punto che i fianchi si contorcevano per il desiderio.
Con un barlume di coscienza, sofia, si rese conto che se fosse venuta, avrebbe fatto una brutta figura nei confronti della sorella, poichè le aveva detto che non sarebbe venuta per così poco.
Quindi cominciò a mordersi il labbro inferiore molto forte, così da poter diminuire l’eccitazione che stava provando con il dolore.
Ma non appena sofia ebbe iniziato a mordersi, ariel, spinse non più il dito medio, ma bensì l’indice, con forza e decisione penetrando la sorella più in fondo di quanto non avesse già fatto.
Sofia, presa da spasmi in tutto il corpo ,inarcò la schina, il clitoride uscì fiori dal cappuccio che lo ricopriva e si gonfio fino al suo massimo,strinse con tutta la forza che aveva le gambe che aveva tenuto per tutto questo tempo fra le braccia, portò la testa all’indietro il più possibile, alzò talmente tanto gli occhi che le pupille scomparvero dai suoi occhi,  spalancò la bocca, ma non riuscì a dire niente, nessuno verso uscì in quel momento, in un vortice di piacere che la stava trascinando nell’oblio.
sentì che stava per avere lorgasmo più forte mai avuto.
Abbandonarsi al piacere o cercare di resistergli?
Questa era l’ultimo pensiero di sofia, che in un barlume di coscienza si afferrò con i denti il labbro inferiore e lo strinse così forte da riuscire a resistere a quell’ orgasmo.

-A: e sono dieci!

Disse soddisfatta e visibilmente eccitata ariel, uscendo nel frattempo il dito dalla sorella molto lentamente.
Ariel, guardò il suo dito pieno di liquido gelatinoso della sorella, e non appena sofia rialzò la testa, per guardarla, ariel si infilò il dito in bocca e cominciò a succhiarlo con gusto, davanti agli occhi attoniti di sua sorella.

-A: chi era quella che non aveva il coraggio?

Sofia non si era ancora ripresa e non riuscì a proferire parola.
I passi pesanti della madre nel corridoio ruppe la bolla in cui erano, e le fece sussultare.
Benchè molto eccitate e scosse da quello che avevano fatto, si sono rese conto che erano passate delle ore, e la madre si era alzata dal riposino.
E soprattutto avrebbero dovuto asciugarsi e carcare di pulire tutto quello che avevano bagnato con i loro umori, senza farsi notare.
Si alzarono subito e cercarono di rimediare, senza fare troppo baccano.
Tolsero le lenzuola dal letto, il tappeto, e asciugarono il muro e il pavimento che si era bagnato.
Non appena la stanza fù pulita, aprirono la porta e guardandosi negli occhi una risata di complicità li accompagnò fuori dalla loro stanza.

Continua…

S. d. Demon

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