Signorino – parte 1

Signorino – parte 1

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Signorino

1
“Ero ossessionato (anzi, se devo essere sincero lo sono tutt’ora) dai siti porno. Ogni giorno dovevo collegarmi e passare come minimo un’oretta a gustarmi le prodezze dei mille acrobati del sesso.
Durante queste piacevoli sedute mi facevo delle seghe memorabili, schizzando i bellissimi frutti del mio piacere, talvolta sulla scrivania davanti allo schermo del pc, da dove continuavano a scorrere le provocanti immagini di pompini favolosi e avventure anali, talvolta sul pavimento, in laghi di caldo sperma.

Ora, si da il caso che a un certo punto della mia esistenza, e dopo anni trascorsi a menarmelo davanti a uno schermo, decisi di giocare da protagonista.
Trovai un sito di porno amatoriale che avevo imparato ad apprezzare, e decisi di iscrivermi. Postavo video di me che mi masturbavo avidamente, stando bene attento ad immortalare ogni singolo schizzo che producevo. Mi sentivo soddisfatto e il mio senso di appagamento nel mostrare qualcosa di me in pubblico mi inebriava.
I commenti e gli appezzamenti di chi mi seguiva sullo schermo, poi, mi davano la carica per continuare e postare sempre nuovi video di seghe fatte nei posti più strani nella mia villa e in situazioni sempre più estreme. Una volta ero addirittura arrivato a legarmi il pisello con un elastico, per fermare la circolazione del sangue e arrestare l’afflusso di sperma. Dopo un interminabile lavoro di mano che sapientemente aveva saputo aspettare e dosare i movimenti, ecco che liberavo il mio cazzo arrossato e martoriato, che finalmente aveva potuto sputare lunghe lingue di caldo seme addosso al muro della mia camera.
Grazie ai commenti positivi su internet la mia autostima era cresciuta e questo si rifletteva nella maggior sicurezza che provavo nell’affrontare la mia quotidianità. Approcciavo il gentil sesso in modo più spavaldo e sul lavoro una volta sono andato vicino proprio così ad avere la meglio su una mia collega grassa e cessa, che avrebbe volentieri ceduto a farmi un pompino. In quell’occasione, però, prevalse lo stupido orgoglio maschile, che mi fece desistere immaginando le prese per il culo degli altri miei colleghi.
Il mio mondo di post segaioli mi accoglieva ogni giorno, coccolandomi nella mia autocelebrazione. E questo era sufficiente.
Ben presto però il mio rifugio non mi bastava. L’essere umano vuole sempre di più e io sentivo che il fuoco si stava spegnendo e che i post di seghe incominciavano a starmi stretti.
Sentivo l’esigenza di postare qualcosa di più. Avevo bisogno di infilare il mio cazzo in un buco femminile, e di mostrarlo a più gente possibile.
La soluzione ce l’avevo sotto gli occhi, ma richiedeva un minimo di faccia tosta e di fortuna.

Tre volte alla settimana viene Tanja a badare alla mia casa. Lo so cosa pensate: è un classico cliché da film porno, il padrone che si fa la cameriera. Beh, devo darvi ragione ma anche smentirvi. E’ vero che è frequente fare sesso con la propria governante (specialmente se è una gnocca, ma non è il mio caso, quindi…); non è altrettanto facile convincere o trovare condiscendenza nell’affrontare l’argomento con la propria colf e ottenere un riscontro positivo. Però è andata come è andata e vi racconterò appunto questo.
Voglio presentarvi Tanja. Si può dire che mi ha visto crescere in quanto prima aiutava in casa dei miei genitori e quando mi sono trasferito a vivere da solo mio padre l’ha invitata a proseguire il suo servizio presso la mia abitazione. Con mio grande piacere, in quanto sono spesso via per lavoro e ho proprio bisogno di qualcuno che badi a casa mia.
Tanja è una donna tosta di sessantacinque anni. Mi sembra sia originaria della Russia, o di qualche altro Paese dell’Est, non me l’ha mai detto e neanche me ne importa poi tanto, tutto sommato.
Ha sempre lavorato duro ed è fatta di una tempra forte e risoluta. Ed è sempre stata al mio fianco, accompagnandomi con fermezza in ogni tappa importante della mia vita. Un fatto curioso è che fin da piccolo mi ha sempre voluto chiamare “signorino”, un po’ per gioco e un po’ per il rispetto, e ancora oggi mi affibbia quest’epiteto.
Tanja, non so perché, mi ha sempre ispirato sesso e, ma non ne sono sicuro, penso mi abbia “svezzato” proprio lei. Ho un vago ricordo dei suoi immensi seni che, tiepidi e morbidi, mi accarezzano l’addome mentre il suo corpo scende. E io, bambino sdraiato sul mio letto di lenzuola bianche e profumate di ammorbidente, chiudo gli occhi e provo quelle sensazioni inequivocabili di eccitazione fallica. Il mio pene immerso in una bocca umida e calda, che si muove contro i suoi denti. La mia cappella in apnea e lungo tutta l’asta l’arrendevolezza dell’assenza di una via d’uscita, fino alla fine. E poi l’esplosione nella mia testa, e i brividi e le contrazioni del mio bacino, mentre istintivamente mi arcuo spingendo contro la faccia di quella donna che mi ha donato la magia di una delle innumerevoli eiaculazioni che poi si sarebbero succedute durante la mia crescita.
Ora sono diventato un uomo e Tanja è sempre al mio fianco.
Se devo dire il vero, più di una volta mi era sembrato che Tanja mi spiasse da dietro la porta mentre mi filmavo con il cazzo in mano. Sentivo piccoli rumori e scricchiolii, ma volutamente non ci avevo mai fatto caso o dato molta importanza. E poi il fatto che qualcuno in carne ed ossa, e a pochi metri da me, mi osservasse mentre giocavo con il mio sesso e ammirasse le lughe sborrate che producevo, mi creava uno stato di eccitazione straordinario. Volli pensare che Tanja godesse insieme a me, con le dita dentro la sua fica, nascosta dietro porte che ci avrebbero separato ancora per poco. La sua faccia contro il legno, con gli occhi socchiusi dal piacere e la sofferenza, muovendo su e giù la sua mano, sempre più veloce. E infine la pioggia dorata ad imbrattare le tavole del pavimento. Ad imbrattare la mia faccia sotto il suo splendore di donna matura.
Un giorno presi coraggio e decisi di procedere verso l’unica strada più facile che potevo trovare in quel momento: dovevo convincere Tanja a fare insieme a me dei video porno che poi avrei postato. Come un drogato, avevo assoluto bisogno di esibire di più di me. Dovevo accontentare i miei fans!
Aspettai di essere sicuro che mi stesse spiando e poi di scatto spalancai la porta, sorprendendola come avevo fantasticato ormai troppe volte, con una mano infilata sotto la gonna.

www.bcifrani.altervista.org

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