La zitella

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LA ZITELLA
Un’impiegata vergine va a “lezione di sesso” per non restare zitella

Un’impiegata non più giovane si confida con una collega: “sai…ho un problema…io non ho mai fatto l’amore…ho conosciuto un uomo che invece ha avuto diverse esperienze…è esperto…io vorrei farmi avanti ma sono bloccata…non sono capace di interessarlo, sono troppo nervosa, tesa… come faccio? non vorrei restare zitella…” “non preoccuparti….non sei ancora vecchia…” “ma alla mia età tutte hanno avuto già il primo rapporto….” “non ti devi fissare…non devi avere il pensiero sempre lì….” “non ci riesco…poi ho paura…che mi faccia male…” “bè, qualcosa abbiamo sofferto tutte la prima volta…” “già…la cosa mi terrorizza…” Un collega, compagno di stanza dell’impiegata, sta facendo fotocopie lì vicino, ascolta attentamente il colloquio, non si perde una parola ed escogita un piano boccaccesco…aspetta che l’altra collega torni in ufficio, poi va anche lui…”ti vedo preoccupata…hai un problema?” “bè…” “con me puoi parlare…se posso darti dei consigli…” “non so…” “riguarda il privato vero?” “si…” “cosa che non va? sei una ragazza simpatica…non sei felice?” “tu dici?…non so…” “ma certo…” le prende una mano, lei sospira e abbassa gli occhi, lui “su…parla…” “insomma…non l’ho mai fatto…sono imbranata…ecco…” “capito…” lei apre gli occhi e sorride “sicuro?” “si, è normale essere ansiosi…la prima volta è sempre emozionante e non sai cosa fare…ma tutto si risolverà vedrai…” lei: “si…però io quando conosco un uomo mi irrigidisco, non so cosa fare e lui scappa… ” “guarda…se vuoi…ti posso dare una, chiamiamola…“lezione di sesso”…” lei: “ah! ah!…” io: “sul serio, fidati…” lei: “poi mi metti il voto?” “certo…” “non so…proviamo…” “oggi pomeriggio lavori?” “no…oggi no….” “chiamami al cellulare alle tre…ci diamo appuntamento a casa di mia zia, è anziana e malata…andiamo lì….” “va bene…ma tua moglie?” “tranquilla….non ne saprà niente….lei lavora…non mi cerca sicuramente….” “a dopo…” lui le dà un bacio sul collo ed esce…il pomeriggio si ritrovano in casa della zia del collega… lui l’accompagna e, senza far rumore, si dirige verso una stanza in fondo al corridoio, entrano, chiude a chiave…è una camera…si spogliano… lui: ”prima di tutto chiariamo una cosa: io parlo con linguaggio volgare, uso termini come cazzo, figa, culo, scopare, inculare, eccetera, ma se tu non te la senti giustamente usa pure le parole comuni come pene, vagina, sedere, fare l’amore, sodomizzare…ok?” lei: “va bene” “sia il cazzo che la figa in condizioni normali non sono pronti per scopare, occorre che il cazzo sia dritto e che la figa sia bagnata…altrimenti non succede nulla…” lei: “invece deve succedere qualcosa…” lui: “appunto…il cazzo si drizza per vari motivi: può essere dritto in maniera naturale, questo succede soprattutto di notte e al mattino presto, ma anche quando è inattivo per qualche tempo…si eccita facilmente…poi il cazzo può essere stimolato…l’uomo lo può fare con le mani…molti si eccitano da soli…è l’autoerotismo…si masturbano insomma…lo può fare anche la donna, con le mani o con altri mezzi (il vibratore)… a me non piace…preferisco scopare…. siccome il desiderio di scopare non sempre è sincrono può capitare che la donna abbia voglia mentre l’uomo no…allora la donna deve per forza stimolarlo, con le mani o con la bocca…e l’uomo è contento…ma non è facile rizzarlo…lo stesso vale per la donna…se l’uomo ha voglia ma la donna no, occorre stimolare la figa…con le mani o con la bocca, magari leccandola…ma non basta che figa e cazzo siano pronti…occorre eccitare tutto il corpo perché il bello dello scopare sta nell’orgasmo…l’uomo lo raggiunge automaticamente con l’eiaculazione, ma la donna no…e allora occorre farla eccitare…qui sta l’arte di scopare…i preliminari sono importanti per questo…l’uomo deve baciare, leccare, carezzare tutto il corpo, dal viso ai piedi….ad un certo punto tu sei così eccitata che lo vuoi dentro e allora il cazzo ti penetra la figa e tu puoi venire…avere l’orgasmo…” lei: “voglio provare…” mi mette una mano sul cazzo, poi ci mette anche la bocca…è bravissima…si rizza quasi subito…”brava…” lei continua a stimolarlo con le mani… lui: “ora è pronto per la penetrazione…consiste nell’infrangere l’imene.. la membrana che chiude la vagina…è come un traforo…occorre abbattere l’ultimo pezzo di roccia… lei: “dai! facciamolo cadere…” apre le cosce, chiude gli occhi e attende ….lui si avvicina cauto, poi lo infila… lei: ”ah!…mi fai male…” lui “smetto?” lei: “no! lo voglio dentro…” lui spinge deciso con tutta la forza, lei grida: “no! basta!” lui: “fatto!” compare del sangue sul lenzuolo… io: “che faccio? vengo dentro?” lei: “no! meglio di no…” lui esce, eiacula e sporca di sperma il lenzuolo… lei si butta sfinita sul letto: ”finalmente! ce l’ho fatta….”

 

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