Il nuovo gioco di Federica

Il nuovo gioco di Federica

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Prime Volte

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Il rapporto con Federica si alternava tra alti e bassi dovuti prevalentemente dalla non possibilità di viverci come avremmo desiderato e da un rapporto professionale che ci costringeva quotidianamente a nascondere i nostri sentimenti. Fuori dall’ufficio cercavamo di vederci sempre più spesso finendo quasi sempre allo stesso motel dove potevamo vivere il nostro rapporto segreto e le nostre voglie represse. Federica, quasi per ribaltare la siatuazione lavorativa che mi vedeva suo responsabile, fuori dall’ufficio e soprattutto in intimità, assumeva un ruolo dominante, conducendo quasi sempre il gioco. Una volta chiusa la porta del motel i ruoli si invertivano diventando lei la persona che dettava tempi, modi e fantasie.
Proprio in una di queste sere provammo un’esperienza nuova, eccitante e mai provata prima.
Entrando in stanza sentimmo i vicini di camera che stavano già divertendosi. “senti come gode…” mi disse Federica dirigendosi in bagno. Chiudo la porta, mi tolgo la giacca e mi diressi in bagno pure io trovandola seduta sul wc, a gambe divaricate a pisciare. Mentre la stavo guardando mi disse “non hai mai visto pisciare nessuno? Avanti siediti davanti a me”. Si tolse i jeans e il perizoma per avere le gambe ancora più libere e con una mano si aprì le labbra della figa. “Guardami”. Due gocce, poi un getto di piscia forte, chiaro. Le sue dita si bagnavano, il getto continuava, sino a terminare debolmente in poche gocce. “vieni, lecca le dita” e me le ficcó in bocca miovendole e facendole succhiare. Il sapore era acre, ma mi stavo eccitando. Se ne accorse subito apostrofandomi come ormai le piaceva in intimità. “Che sfigato che sei. alzati, spogliati e vai a stenderti a letto”. Appena lo feci arrivó lei con indosso solo il reggiseno. Si siedette su di me ordinandomi di leccarle la figa ancora bagnata. Mi piaceva, la lingua leccavo il clitoride, le labbra ancora bagnate di piscio, il culo. Una volta finito si tiró fuori le tette dal reggiseno. Erano morbide, leggermente pendenti, alcuni le chiamano saggy, con un capezzolo largo, rugoso. “Leccale, mordile, dai sfigato che ho una voglia pzzesca di essere scopata”. Mentre gliele martoriavo con la bocca, Federica gemeva, impalandosi sul mio cazzo di marmo. “Scopami dai” e incominció a muoversi sempre più veloce arrivando subito ad un orgasmo pazzesco che la fece contrarre e stendersi a letto, mentre io rimasi con il cazzo ancora duro e voglioso di sborrare. Tentai di scoparla ancora ma non voleva, era ancora in quei momenti post orgasmo in cui la figa trema ed è estremamente sensibile. “Se vuoi sborrare devi segarti, dai fammi vedere come te lo meni”. Tentai di protestare avvicinandolo alla bocca e sperando almeno in un pompino, ma nulla, con una mano di afferró i coglioni con forza facendomi urlare. “Ti ho detto di no sfigato”. Alzati, vai nella mia borsa e prendi il pacchetto blue che c’è dentro e portalo qui. Ora ci divertiamo”. Contrariato andai a prenderlo. Era un pcchetto anonimo. “Aprilo, è per noi”. Ero incredulo, era un vibratore, azzurro, realistico a forma di cazzo, di medie dimensioni. Fantasticavo giá di vederlo nella sua figa, quando mi disse “Succhialo, fammi vedere come sei bravo a succhiare un cazzo”. Lo portó alla sua figa, appoggiandolo dalla parte dell’accensione alle labbra, simulando come se avesse un cazzo vero. “Avanti Marco, succhiami il cazzo” e mi spinse con una mano la testa sopra la cappella azzurra. “Guarda come lo succhi…. mi sa che ti pice vero? non è che oltre ad essere sfigato sei pure un frocio?… stenditi” Appena lo feci lei si piazzo tra le mie gambe. Succhio anche lei il cazzo finto e puntandolo sul mio buchino del culo spinse piano per farlo entrare. I miei muscoli si contraevano, nonostante lei facesse cadere saliva sul vibratore, non riusciva a farlo entrare. Cambió strategia, con le mani mi prese il mio cazzo in mano segandolo per poi iniziare uno dei suoi pompini. Era fenomenale, ma non appena mi rilassai, mi fece scivolare tutto il vibratore nel culo. “Hai visto!? stai fermo se no ti faccio male” e incominció a scoparmi con delicatezza il culo. Era estasiata “Mi diverto troppo ad incularti…. Tu masturbati”. Dopo il primo momento di dolore la situazione incominciava a piacermi. Non avevo mai provato ad infilarmi nulla dietro, il cazzo stava reagendo e lei “mi sa che sei pure frocio, guarda come ti piace”. “Alza le gambe, portale al petto dai che ti sfondo il culo”. Continuava ad entrare ed uscire, la mi mano correva veloce sul cazzo. “Fede sto per sborrare…”. Lasciandomi il cazzo finto nel culo mi tolse la mano, si precipitó a succhiarmelo facendomi sborrare in bocca. Le scaricai almeno una decina di fiotti di sborra calda che lei mandava giù gustandoseli. “Che sborrata Marco, dio quanta ne avevi, mi sa che ti piace proprio questo nuovo giochino” mi disse prima di baciarmi.
Durante la notte Federica si fece scopare altre tre volte e per tre volte mi inculó facendomi sborrare sempre nella sua bocca.

Se vi interessa sapere il proseguo della nostra storia scriveteci [email protected]

 

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