Sogno di una notte di mezza estate – Capitolo 3

Sogno di una notte di mezza estate – Capitolo 3

Capitolo 3

Giorgio aprì l’acqua della vasca assicurandosi che fosse era abbastanza calda. Si voltò e prese Marco per mano per tirarlo dentro. Marco si guardò in giro, i suoi occhi erano spalancati e la bocca aperta.
Non aveva mai visto un posto così. Tutta la stanza era piastrellata fino a quasi metà muro. Il pavimento era leggermente abbassato per evitare che l’acqua finisse sui tappeti vicino alla porta. Le piastrelle erano di un verde molto chiaro con un motivo a felci. Un lato della stanza era occupato da un grande specchio che assicurava che l’occupante o gli occupanti potessero sempre vedersi. Si girò verso Giorgio sempre ad occhi spalancati e bocca aperta: “Questo è il tuo bagno personale, vero?”
Giorgio sorrise. Quello era il pezzo forte, qualche cosa che suo padre non aveva gradito molto… ma lui aveva insistito. “Ti piace?”
“Se mi piace! Mio Dio! Se io avessi un bagno come questo, io… io… io non so quello che farei!” Disse rimanendo senza parole.
“Io so precisamente quello che farò!” Giorgio lo tirò dentro chiudendo lo scarico per far rimanere l’acqua. “Siediti un momento.”
Aspettarono finché il bagno fu pieno, poi Giorgio spense l’acqua e girò una manopola.
Marco sobbalzò quando le bolle d’aria gli solleticarono il culo. Gridò e si voltò: “Cosa è stato…” Si guardò intorno mentre Giorgio si rilassava nella Jacuzzi. “Oh, ok.” Disse sorridendo timidamente a Giorgio: “Mi spiace.”
Giorgio sorrise gentilmente e lo avvolse con un braccio tirandolo più vicino a sé: “Non preoccuparti. Mi piacciono le persone che si sorprendono.” Mise una mano sul viso dell’altro ragazzo. Marco ha bisogno di rasarsi, pensò, mentre univa le loro labbra.
Marco si tirò via questa volta:. “Aspetta, prima mi devo lavare. Quello può succedere più tardi.” Si alzò, prese il gel doccia e si insaponò offrendo a Giorgio un bello spettacolo. Si sciacquò ed uscì dal bagno prima che Giorgio potesse afferrarlo. Andò a prendere un asciugamano.
“Ehi, dove vai?” Giorgio si alzò, il suo cazzo eretto stava in piedi orgoglioso dopo lo show di Marco.
“Vieni, bel ragazzo. Hai un bel letto di là. Non sprechiamolo!” Marco scappò con l’asciugamano lasciando Giorgio a cercarne un altro.

Quando Giorgio arrivò nella camera da letto, le candele che aveva sistemate erano state accese e nel letto c’era una figura coperta dal piumone dalla vita in giù. Giorgio aveva l’asciugamano avvolto intorno alla vita e fu improvvisamente ed acutamente consapevole della sua erezione che alzava l’asciugamano. Si sedette sul lato del letto lasciando cadere l’asciugamano prima di scivolare tra le lenzuola. Si girò a guardare il ragazzo dei suoi sogni, le ombre dalle candele scintillavano sul suo corpo ben definito.
Marco aveva osservato ogni mossa del ragazzo, fino a quando, eccitato, aveva lasciato cadere l’asciugamano ed era scivolato sotto il piumone. Guardò i muscoli potenti muoversi sotto quella pelle di seta, la luce morbida delle candele rendeva il corpo ardente, i piccoli peli biondi splendevano nella luce. Sentì che gli si fondeva il cuore. Era innamorato? Era dannatamente sicuro di non essersi mai sentito così per qualcun’altro! Si accoccolò vicino al suo innamorato. Il suo innamorato! Questo era più del solo sesso! Voleva dire qualche cosa di più. Non era vero?
Giorgio posò la testa sul cuscino quando il suo amico lo avvolse con un braccio, il palmo morbido e le dita che carezzavano la sua pelle morbida. Guardò profondamente negli occhi dell’altro ragazzo e sentì dell’agitazione, non nel suo inguine ma nel suo torace. Fece una pausa per pensare. Cos’era questa sensazione? Tentò di stimarla obiettivamente, come lo scienziato che c’era in lui. Cosa voleva dire? Cosa poteva cambiare il sentimento? Rapidamente fu consapevole che il caldo sentimento che avvolgeva il suo ragazzo diveniva una pugnalata scura e fredda al suo cuore quando pensò che avrebbe potuto perdere il bel ragazzo abbracciato a lui. Non poteva essere amore? Non poteva?
Si rivolse a Marco: “Marco, io… bene… io… io penso di amarti.” Là. L’aveva detto.
Il cuore di Marco si fermò per un attimo e non esitò a rispondere: “Anch’io ti amo.” Tirò più vicino il suo innamorato piantando le sue labbra contro quelle dell’altro, spingendo la lingua profondamente nella bocca del suo innamorato. Sentì il cazzo di Giorgio battere contro il suo. Gemette e cominciò a strisciare il pene contro l’anca di Giorgio, il liquido pre seminale fluiva lubrificando il suo prepuzio scoperto. Sentì il cazzo del suo innamorato strisciare avanti ed indietro sul suo corpo ed il prepuzio muoversi. Sentì freddo sullo stomaco e capì che era la pre eiaculazione del suo amico. Sentì le sue palle contrarsi quando capì che il bel ragazzo si era eccitato strofinando il cazzo contro il suo corpo! Oh, wow!
Giorgio strusciò la verga sullo stomaco di Marco e sentì il prepuzio muoversi avanti ed indietro, la pre eiaculazione rendeva la cosa molto facile. Sentì la mano di Marco che scivolava giù sulla sua schiena, a stringere le natiche, circondandolo con una gamba. Lui spostò la sua gamba e sentì la mano ritornare alle sue natiche e stuzzicarvi in mezzo. Sentì il pressare di un dito contro il suo anello e si rilassò. Il dito scivolò facilmente dentro, ringraziando Dio prima si era ricordato di pulirsi bene il culo e di lubrificarlo con molto gel doccia.
Marco fece scivolare il dito nel buco del culo dell’altro ragazzo. Sentì il calore dell’altro corpo mentre lo faceva scivolare dentro. Trovò il piccolo nodulo che sapeva avrebbe portato piacere al suo amico. Ci giocò muovendo il dito avanti ed indietro facendo interrompere al suo innamorato il bacio che era durato così lungo. Giorgio si lamentò e sentì le sue palle contrarsi, ora le dita erano due nel suo culo vergine e lo facevano contorcere. Ansò quando sentì il caldo liquido salato far cessare l’attrito tra cazzo e stomaco.
Marco sentì la sborra sparata sopra il suo stomaco dopo aver sentito il culo del suo amico stringersi. Sentì le sue palle agitarsi ed un secondo più tardi il caldo liquido di cui tanto amava il sapore, fu sparato fuori dal suo pene, andando a bagnare l’anca del suo ragazzo e gocciolando giù tra i peli pubici sopra le palle.
Giorgio sentì lo sperma del suo innamorato colare sopra le sue palle. Mise la mano sullo splendido liquido per poi portarselo alla bocca. Guardò Marco che faceva la stessa cosa chinandosi in avanti a leccare la goccia che era precipitata sul suo mento. Si baciarono di un bacio lungo ed appassionato prima di separarsi.
“Wow!” Ansò Marco: “È stato l’orgasmo più incredibile che abbia mai avuto. Grazie.”
Sorrise ed ancora una volta baciò il suo amore prima di addormentarsi e sognare quello che sarebbe successo il giorno dopo.

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