la foto del primo triangolo

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Nei giorni scorsi, riordinando nei cassetti della mia scrivania, mi è venuta tra le mani una cassetta che tenevo chiusa a chiave dove conservavo tutte le cose che non ho mai mostrato a nessuno. Sono riapparsi i ricordi della mia gioventù, qualche lettera di fidanzate che ormai sono ultrasessantenni come me, biglietti di donne sposate che ho frequentato a cavallo degli anni 70/80 e un paio di foto Polaroid ormai sbiadite ma che in me hanno fatto riaffiorare il ricordo del primo triangolo avvenuto nel lontano millenovecentosettantanove. Quell’anno ero un diciannovenne, in procinto di affrontare gli esami di maturità, avevo delle lacune in due materie e mia madre mi aveva obbligato a seguire delle ripetizioni da una sua conoscente ex insegnante in pensione. La Anna, una bella donna in carne di cinquantacinque anni, aveva un bel viso, capelli biondi sempre raccolti in una coda di cavallo, e un rossetto molto vistoso su due labbra carnose, viveva con il marito pensionato delle poste di otto anni più vecchio in una villetta ad un chilometro da casa mia, nella mia stessa cittadina in provincia di Milano. Nel mese di maggio e giugno di quell’anno, tre giorni alla settimana, mi recavo da lei e mi fermavo due o tre ore a casa sua fino a che riteneva utile per la mia preparazione. Non mi dispiaceva fermarmi da lei, spesso da dietro alla mia schiena seguiva le mie operazioni appoggiandosi sulle mie spalle, quel seno grande e pesante intorno alla quinta misura, mi turbava e mi eccitava, la sua guancia sfiorava la mia e ne sentivo il calore ed il profumo, pensavo e immaginavo di baciarla e scoparla sul suo letto matrimoniale. Quasi ogni volta, al ritorno dovevo chiudermi in bagno e masturbarmi con la sua immagine nella mia mente. Un pomeriggio, si era appoggiata a me, con l’indice mi indicava un errore, io sentivo il contatto di quel seno e avevo sentito un languore nuovo, mi ero girato per guardarla in viso, mi ero trovato le sue labbra vicine alle mie, lei non si era spostata e quel contatto aveva provocato un movimento delle mie labbra come ad abbozzare un bacio, lei non si era scomposta ed aveva ricambiato quel casto bacio a fior di labbra, poi le nostre bocche si erano unite e le nostre lingue si erano incrociate a lungo. Mi ero alzato e l’avevo abbracciata, l’avevo baciata ancora, la mia mano si era infilata dentro a quella scollatura ed avevo impugnato quel seno che era la mia ossessione, la virilità della giovane età aveva provocato l’erezione completa ed avevo appoggiato e spinto il mio cazzo contro la sua pancia, lei mi aveva stretto ancora di più. Quando ci eravamo staccati, ci eravamo guardati negli occhi ed avevamo riso, lei aveva impugnato il mio uccello da sopra i pantaloni ed aveva esclamato : “Uuuhh come sei eccitato…. sei anche ben fornito….” Io l’avevo baciata ancora perchè avevo capito che oramai potevo osare, l’altra mia mano aveva raggiunto la coscia da sotto il vestito, poi l’avevo trascinata sul divano ed avevo continuato in quel improvviso petting. Ero preoccupato dalla presenza del marito che era in giardino, le avevo chiesto : ” E se rientra Renato ? Quando posso venire che lui non c’è ? ” Lei era scoppiata a ridere, guardandomi con malizia mi aveva detto : “Se arriva gli diciamo che ci è presa voglia…. ahahah…. gli chiediamo se vuole partecipare…ahahah…” Io con la mia giovane età, non avevo afferrato la situazione, lei si era ricomposta e ridendo mi aveva detto : “Dai che dobbiamo finire l’esercizio, ne riparliamo poi di noi due.” Ci eravamo rimessi al tavolo, ma il mio cazzo non ne voleva sapere di abbassarsi, ogni tanto la abbracciavo e la limonavo, lei lasciava fare ma mi riportava alla realtà. quando ero sceso, il marito era seduto in giardino e mi aveva invitato a sedere con lui, avevo accettato ed avevamo cominciato a parlare di me, mi aveva chiesto come andavano le lezioni, poi mi aveva chiesto della mia ragazza, io avevo risposto che non riuscivo a trovarne una, lui ridendo mi aveva chiesto incredulo : ” Alla tua età senza figa ? Ma come fai, io alla tua età ne avevo una alla settimana, se non trovavo ragazze mi scopavo donne sposate… le sposate sono più facili… e scopano meglio… ” Avevo obbiettato che non era così facile abbordare le sposate, si, io ero stato sverginato da una sposata, ma poi non ero più riuscito a trovarne un’altra, eppoi, non era detto che quelle sposate fossero più brave delle ragazze, lui aveva riso ed abbassando la voce in tono complice aveva ripreso: ” Guarda, sono un uomo di esperienza, tutte le colleghe che ho scopato, se erano più vecchie e sposate… scopavano meglio, quando ho conosciuto mia moglie, era impacciata e inesperta, con gli anni poi è diventata una gran scopatrice, i pompini che fa lei sono da idrovora, è una gran pompinara e succhia che è una meraviglia… chissà quante corna mi ha fatto portare ahahah, chissà quanti colleghi si è fatta senza che io sapessi… e magari anche degli studenti… a lei piacciono i giovani ahahah….” Ero impacciato ma interessato a quei discorsi, avevo abbozzato : ” Ma no dai Renato… la Anna è una insegnante seria ahahah… eppoi, non credo che la prenderesti così sul ridere se venissi a sapere che lei ti tradisce.” Si era avvicinato e con voce bassa mi aveva confidato : ” Alla mia età i valori cambiano, io amo mia moglie più di me stesso, godo al sapere che lei gode, vorrei vederla godere e ne proverei piacere, però capisco che tu sei giovane e certe sensazioni non potresti capirle. Quando sarai più adulto vedrai le cose da un’altra angolazione, unico consiglio che ti posso dare, non farti scappare nessuna scopata, foss’anche con la moglie di un tuo amico, ciao Carlo, ci vediamo dopodomani.” Ci eravamo salutati con simpatia e mi ero diretto verso casa con l’intenzione di chiudermi in bagno per la solita sega. Quando ero tornato a ripetizione da Anna, avevo incontrato suo marito in cortile, lei mi aspettava in un abbigliamento nuovo, aveva una gonna corta ed una camicetta scollata che lasciava vedere i due seni quasi completamente, avevo capito che quel giorno forse l’avrei scopata. Ci eravamo seduti al tavolo del salone ed avevo aperto il libro, lei si era seduta vicino, io non avevo resistito e l’avevo baciata, i sensi avevano travolto entrambi, io avevo esclamato : “Anna… voglio fare l’amore con te… perchè non dici a tuo marito di andare a fare una commissione… voglio stare solo con te… non resisto più…” Lei aveva sorriso, aveva aperto la cerniera dei miei pantaloni, aveva fatto uscire il mio cazzo in erezione, mettendomi la lingua in bocca mi aveva detto sottovoce : ” Che ci fa di lui ? Se vuole vederci scopare… può guardare…. tanto lo sa di essere un cornuto… non è la prima volta che mi guarda scopare con un altro… dai andiamo in camera mia… sono eccitata… voglio che mi scopi…. a lui piace guardare e farmi le foto… ” Era una situazione sconvolgente per me, lei mi aveva portato in camera sua e mi aveva spogliato, si era affacciata alla finestra ed aveva chiamato suo marito: ” Renato… sali a vedere… porta la macchina…” Si era spogliata a sua volta, mi aveva adagiato sul letto matrimoniale ed aveva iniziato a praticarmi un lento pompino, lui era arrivato con la macchina polaroid ed aveva fatto la prima foto. Il mio giovane cazzo, non risentiva minimamente di quella nuova presenza, la bocca di Anna era effettivamente una idrovora, succhiava e andava su e giù sul cazzo durissimo, la mia giovane età e la poca esperienza non avevano lasciato altro tempo ed una sborrata nella bocca di lei era uscita copiosa provocandomi una sorta di black out mentale, il godimento era così forte da provocarmi un buio totale. Quando avevo riaperto gli occhi, lei stava limonando suo marito, si era staccata ed era venuta a limonare me, si era infilata sotto il lenzuolo ed aveva detto a lui di sedersi sulla poltroncina, mi aveva invitato a sdraiarmi vicino a lei ed aveva preso a limonarmi dolcemente di fronte a lui. La sua mano era andata al mio cazzo, lo aveva impugnato e faceva una leggera pressione. La mia giovane età, non aveva lasciato molto tempo alla pausa e una seconda erezione, era apparsa quasi subito, lui aveva fatto altre foto ma tra una e l’altra, passavano alcuni secondi ed io non sapevo quante erano state, la cosa però mi lasciava indifferente, volevo quella donna ancora, e suo marito ora pareva essere un motivo di eccitazione. Il pomeriggio era passato rapido, ero venuto una volta nella sua bocca, due volte nella sua figa ed una volta tra quelle grosse tette, lui continuava a fotografare ed a menarsi l’uccello, eravamo tutti tre nudi e non provavamo alcuna vergogna, eravamo completamente a nostro agio, pareva una situazione completamente spontanea. La relazione è proseguita alcuni anni, avevo collezionato decine e decine di foto istantanee Polaroid. All’inizio degli anni ottanta Renato aveva acquistato una delle prime telecamere ed aveva filmato me e sua moglie in decine di situazioni erotiche. Poi quando mi sono sposato, mi sono trasferito lontano e la relazione è finita, ho conservato tre sole foto che sono quelle per me più eccitanti, le ho guardate con nostalgia, poi le ho riposte nella cassettina, le ho chiuse a chiave e mi sono ripromesso che le riguarderò in futuro, ricorderò la Anna e Renato e mi ecciterò ancora.

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