Secondo incontro con ventenne

Secondo incontro con ventenne

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L’esperienza avuta col ventenne (“Il ventenne”) mi tornava spessissimo in mente, avevo desiderio di scopare ancora con lui. Ormai l’uomo col quale uscivo era diventato ufficialmente il mio compagno. Nonostante ciò, pensavo sempre al grosso cazzo del mio amichetto ventenne..
Quanto e come avevo goduto in quella prima avventura con lui; gli avevo sparato un pompino con ingoio da brividi e lui mi aveva “fatto” la figa magistralmente nonostante la sua poca esperienza data dall’età e poi, la sua sborra in bocca era stata un paradiso, mi aveva mandato in visibilio. Abbondantissima, dal sapore gradevole, densa e appiccicosa come piace tanto a me.
Continuavamo a chattare regolarmente, praticamente ogni giorno anche se ora, essendo impegnata, dovevo essere molto più prudente. Un giorno, mentre ci scambiavamo desideri proibiti, promesse di pompini, inculate e scopate insieme, mi confessò che mi aveva adocchiato a suo tempo perchè era un amico di mia figlia, che aveva solo un paio di anni in più! Questo particolare, pur se scabroso e pericoloso, mi eccitò da morire e decisi di voler nuovamente trombare con lui. Glielo dissi apertamente ed ovviamente lui accettò subito di buon grado.
Ero facilitata dal fatto che non vivo col mio compagno, così un pomeriggio gli dissi che quella sera non ci saremmo visti perchè mi sentivo piuttosto stanca. Il mio compagno rispose che non c’erano problemi, di stare tranquilla e riposarmi e che ci saremmo sentiti magari per telefono. Dopo avergli detto di amarlo, attaccai e chiamai il mio toy boy dicendogli che quella sera ero libera e che avremmo potuto incontrarci.
Mi disse che aveva i genitori a casa ed io lo invitai a casa mia, che distava poco dalla sua, sapendo che mia figlia sarebbe uscita. Ovviamente lo misi al corrente che avremmo dovuto fare in fretta in quanto mia figlia sarebbe potuta tornare da un momento all’altro. Ci demmo appuntamento per le 21 da me.
Mia figlia uscì col fidanzato verso le 20:30. Bene, pensai, la via è libera. Pochi minuti dopo le 21 arrivò, lo feci entrare e chiusi a chiave la porta. Subito mi lasciai cadere la vestaglia rimanendo completamente nuda, pronta a farmi fottere duro da lui, dal mio giovane amante. Vedendomi completamente nuda dinanzi a sé, mi disse che da quando aveva conosciuto mia figlia, mi aveva adocchiato, che lo eccitavo da morire, apostrofandomi “milfona porca”. Aggiunse che mi aveva da subito desiderato, masturbandosi tantissimo al pensiero di scopare con me, ma che non aveva il coraggio di dirmelo. Mi eccitò tantissimo, volevo il cazzo.
In fretta, mi inginocchiai e gli calai calzoni e slip. Era già in tiro, col cazzo che scattò in su come una molla, noduloso, scappellato e duro. Senza una parola, presi a fargli un pompino incredibile. Nuda, mentre mi accarezzavo la figa, andavo avanti e indietro sul suo cazzo duro, ingoiavo avidamente la cappella leccandola e succhiandola mentre lo guardavo negli occhi. Lui godeva come un animale, con la sua mano dietro la nuca mi dettava il ritmo della pompa dicendo: “che brava la mammina della mia amica, è proprio una pompinara con i fiocchi”! Spronata da lui e dalle sue porche parole, succhiavo il cazzo appassionatamente e con una voglia di sborra incredibile. Pochi minuti di lavorio di bocca furono sufficienti affinchè mi beccassi la prima, abbondantissima sborrata in faccia e in bocca. Mentre gli palpavo i coglioni duri, lo sperma mi riempiva la bocca e, eccitatissima, lo assaporavo e poi lo mandavo giù nello stomaco golosamente.
Dopo aver ingoiato, con il viso e la bocca impastati di sperma, lo presi per mano e lo portai in camera da letto. Lo denudai e ci mettemmo sul letto in posizione 69. Il suo cazzo non era ancora completamente duro, ma con pochi colpi di lingua lo riportai al massimo dell’erezione, con la cappella durissima, turgida e eccitante. Intanto il mio giovane amante mi palpava le chiappe allargandole e mi leccava la figa e il culo con passione e libidine portandomi a mugolare sommessamente mentre gli ciucciavo di nuovo il cazzo. Torcevo il bacino dal forte piacere mentre lui mi solleticava con le dita e la lingua le parti intime, portandomi a bagnarmi la vagina in maniera incredibile. Leccava tutto il mio nettare mentre gli succhiavo i coglioni, l’asta e la cappella, spompinandolo senza ritegno. La lingua sembrava impazzita sulla cappella turgida.
“Ti voglio scopare, porca” mi disse con voce melliflua, mi fece mettere a “pecorina” e mi penetrò con un colpo secco e deciso la figa. Uhm, mi trombava ottimamente, andava avanti e indietro fracassandomi la patata, col cazzo che entrava e usciva dalla mia vulva a ritmo sostenuto, in maniera violenta. “Spaccami tutta, fammi sentire il tuo cazzone nell’utero” lo incitavo mentre mi stantuffava. “Sborrami in figa porco, ti va”? “Si”, rispose e non fece in tempo a dirlo che, dopo pochi minuti, avvertii numerosi fiotti caldi inondarmi la vagina, colando dalle grandi labbra sulla sua asta. Sborrava come una fontana, sembrava non volersi fermare più. Fu talmente bella la sensazione di sentirlo godere dentro di me che venni intensamente anche io, strillavamo ambedue presi da un piacere indescrivibile ed intenso mentre raggiungemmo quasi all’unisono l’orgasmo. Lo tirò fuori e continuai a squirtare in maniera abbondante sporcando il letto.
Dopo qualche minuto di riposo, mi chiese: “mi dai il culo questa volta, troia”? Risposi: “certo, spaccamelo tutto”. Lui si distese ed io, di spalle, mi adagiai su di lui, appoggiai la cappella alla rosellina e mi sedetti sul suo cazzo facendolo penetrare interamente nel mio culo. Quel bastone lungo e duro piantato interamente nello sfintere mi faceva andare fuori di testa tanto che cominciai ad andare su e giù violentemente sul cazzo facendo in modo che entrasse per tutta la sua lunghezza nel mio culo; praticamente mi stavo inculando da sola. Un rumore simile a quello di uno schiaffo usciva fuori ogni volta che sbattevo sul suo addome nella foga di beccarlo tutto nell’ano. Intanto lui mi palpava le tette in maniera indecorosa, titillava i capezzoli durissimi, palpava le mammelle che sobbalzavano al ritmo dell’inculata. Un paio di volte, capendo che stava per venire, rallentai la cavalcata, per poi riprenderla nuovamente, fino a che raggiunsi un secondo orgasmo intensissimo. Presa dalla goduria mi stesi completamente su di lui, l’amico di mia figlia tirò fuori il cazzo dal culo e segandoselo, mi sborrò sulla pancia. Fu così violenta questa sua nuova sborrata, che alcuni schizzi, i primi, mi raggiunsero le tette. Quando finì di eiaculare, con le dita, raccolsi lo sperma dal mio addome e lo portai in bocca ingoiandone la maggior quantità possibile.
Ambedue sazi e soddisfatti, ci coccolammo per qualche minuto, poi lui si rivestì ed andò via. Io feci una doccia, mi stesi sazia sul letto e telefonai al mio compagno…. Poco dopo rientrò mia figlia….

N.B.: i miei racconti sono tutti reali e non immaginari.

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