La compagna

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La campagna
Mi chiamo Enrico o 55 anni sono stato sposato 8 anni con una puttana, si
amici avete capito bene una puttana, avevo 25 anni quando mi e stata
presentata da una amica carissima, e bella e la donna dei miei sogni, alta
castana chiaro un fisico mozzafiato, occhi azzurri sprizzava gioia di vivere
da tutti i pori, o fatto bingo da subito mi dice la mia amica che io le piaccio
e cosi che abbiamo cominciato a frequentarci dopo due settimane eravamo
inseparabili, nell’intimo da subito era molto restia a fare sesso ma poi una
volta rotto il ghiaccio si era rivelata un vulcano sempre pronto a esplodere
passavamo molto tempo chiusi in camera o a casa sua o a casa mia
vivevamo entrambi ancora con i genitori, le nostre scopate erano favolose
lunghe, complete, appaganti non avevamo freni Rosa si era rivelata brava
un pompino fatto da lei mi metteva KO, ma anche sul resto non mi posso
lamentare, due bocce per delle spagnole da urlo un culo da favola non
eravamo dei pivelli e sapevamo bene cosa ci vuole per una bella scopata,
dove si finiva sempre soddisfarti io non sono molto dotato sono nella
norma dopo un anno facevamo progetti di matrimonio e passato ancora
un anno ci siamo sposati, ero l’uomo più felice del mondo una stra fica
tutta per me una di quelle donne che sei orgoglioso di mostrarla tra l’altro
con il suo look sapeva come far risaltare le sue forme, dopo ancora un
anno ero diventato papa avevo coronato un sogno, una bella moglie, una
figlia stupenda, una bellissima casetta tutta nostra un lavoro fisso con
ottimi guadagni mi sentivo appagato, Rosa con la bambina piccola non
lavorava e dopo poco tempo sul suo corpo non si vedevano più i segni della
gravidanza era ridiventata come prima, anche il seno che aveva allattato
aveva ripreso la sua tonicità a letto era diventata insaziabile non le bastava
mai, si scopava quasi tutte le sere e fino a tardi, con la differenza che al
mattino presto io mi alzavo e uscivo per lavorare lei se ne restava a letto,
non c’è la facevo a reggere quel ritmo e comincio a dilatare le scopate,
apparentemente sembra che non gli importi più di tanto.
Facevamo parte di un gruppo di 4 coppie più o meno coetanee e più o
meno alla pari ci ritrovavamo tutti i fine settimana in case diverse
portandoci i pargoli dietro, passavamo delle splendute serate mangiando
bevendo a dire stronzate o giocando a carte, a quei tempi avevo gli occhi
foderati dall’amore che non mi ero accorto degli sguardi, dei tocca e fuggi,
che Roberto riservava alla mia signora, fino al giorno in cui per una causa
del tutto accidentale non li o beccati, lavoravo per una multinazionale di
servizi a rete, quella settimana ero reperibile quando ricevo una chiamata
da un paese vicino, prendo il furgone e parto per arrivare prima taglio per
la strada nei boschi durante il percorso mi viene da pisciare cosi faccio una
piccola deviazione in un sentiero sterrato e mi fermo scendo tiro fuori il
cazzo e sto pisciando solo allora mi guardo in giro e vedo poco più in la, la
macchina di Roberto nascosta tra gli alberi la riconosco e mi avvicino,
dall’interno non vedono nulla per due ragioni, 1° erano sul sedile
posteriore con lei inginocchiata e girata di spalle alla pecorina lui dietro
che se la scopava, 2° erano tanto presi che non si accorgono della mia
presenza, la sorpresa e stata tutta mia, quando riconosco la signora era
mia moglie Rosa, non potete immaginare la faccia quando mi a visto che li
guardavo si sono ricomposti in fretta, ovviamente lei senza mutandine
quando e scesa dalla macchina si teneva aggrappata a lui che intanto cerca
di parlarmi mentre lei piange restando dietro, temeva una mia reazione
violenta (quando mi conosce poco) di fatto o reagito con molta calma e
rivolgendomi a lei le dico; torna pure dentro continuate pure, fate con
comodo, non aver paura ma ti avverto stasera quando torno non ti voglio
più trovare a casa, va dove ti pare ma sparisci dalla mia vita le sputo in
faccia giro sui tacchi e vado via.
La sera all’arrivo la trovo in casa insieme ai suoi che cercano di scusarla
mentre lei piange continuando la litania scusami non lo faccio più, io non
volevo, mi a fatto piacere che la bambina non fosse presente perché anche
se con molta calma le botte di puttana e troia se l’è prese, ma non me la
sentivo di buttare all’aria tutto cosi le dico, basta non ne parliamo più
voglio fidarmi di te ancora una volta, gli o chiesto dov’era la bambina, mi
risponde che e dai tuoi l’ha portata stamattina, gli chiedo anche; allora
sanno? No non o detto nulla di stamattina, ovviamente si e guardata bene
dal raccontarlo li a tenuto all’oscuro degli avvenimenti del mattino, o
provato a perdonarla a passarci sopra ma non ci sono riuscito, e lei non mi
a aiutato tante volte le ho chiesto il perché, volevo sapere, cose le mancava
perché lo aveva fatto, in fondo credo di non averlo meritato io l’amavo più
di ogni cosa non avevo nemmeno mai pensato di tradirla, non riuscivo più
a fare sesso con lei, ci provavo ma tutte le volte la rivedevo in quella
macchina alla pecorina e non ci riuscivo mi facevo del male da solo tante
volte durante la giornata mi chiedevo chi sa cosa sta facendo ora, ormai si
era rotto quel rapporto di fiducia che avevo di lei, qualche mese prima
sarei stato pronto a mettere la mano sul fuoco per la sua onesta, e cosi che
dopo averci riflettuto a lungo mi sono deciso di separarmi, e stata dura
combattere contro di lei o finito per cedere su tutto per il bene della
bambina o lasciato casa e a 33 anni sono tornato dai miei, mi devo
accontentare di godermi la bambina solo nel fine settimana e devo anche
mantenerla quella troia e riuscita a farmi odiare ingiustamente tutto il
genere femminile ora ne faccio di tutta l’erba un solo fascio, ma il tempo
sana ogni ferita sono passati tre anni e riesco ad avere con lei un rapporto
civile ma solo per mia figlia, cosi riesco a godermela senza troppe
restrizioni anzi quando a bisogno di avere del tempo libero la troia mi
lascia più che volentieri la bambina presumo per scoparsi qualcuno, oddio
per me non e mai un sacrificio io l’adoro il mio angioletto.
Una nota positiva da questa storia e che ora scopo di più cambio sempre
donna e non voglio più nessuno in casa ora vivo da solo le porto in casa
giusto il tempo di una scopata massimo due, sto solo attento di non avere
rogne con donne sposate preferisco rinunciarci ma poi c’è sempre una
prima volta, sono stato chiamato la settimana scorsa per una riparazione
ad una caldaia da una cliente ci vado di mattina presto arrivo prendo
la cassetta degli attrezzi busso mi apre una donna favolosamente bella con
due tette gigantescamente grosse e da quel che vedo toste non giovanissima
forse qualche anno meno di me, mi fa accomodare tanto che mi spiega il
problema sento un gran caldo, ma non era lei era la caldaia che andava a
palla era saltato il termostato e non si riusciva a regolare una volta accesa
andava a tutto gas, ero seduto con lei davanti ma ero incantato da quel
seno tra l’altro bene in vista, armeggio con la caldaia senza perderla mai di
vista e continuando a parlarci vengo cosi a conoscenza che e sposata con
un dirigente sempre in giro per il mondo, che non anno figli, e non anno
molte amicizie, dice di chiamarsi Maria e mi chiede se mi fa piacere un
caffè, le rispondo; si grazie, la caldaia non mi porta via molto tempo basta
cambiare la scheda madre e lasciarla raffreddare. mentre siamo seduti di
fronte i miei occhi sono li inutilmente Maria cerca di coprirsi ma c’è poco
da coprire, all’improvviso mi sento chiedere perché mi guardi fisso le tette
non ne ai mai viste?
Mi viene spontaneo rispondergli; come le tue mai, sono bellissime
tu credi eppure mio marito dice che sono troppo grosse che dovrei farmi
operare per renderle armoniose con il mio corpo.
Posso essere sincero, le chiedo.
Si ti prego.
Be quello non capisce un cazzo ma mi domando le sa usare perlomeno.
Non saprei perché me lo chiedi.
Perché io mi ci perderei tra quelle tette se adesso mi alzo vengo da te, le
tiro fuori e me le lecco tu me lo lasci fare.
Solo questo?
Ai voglia di fare sesso io sono bravo sai.
Si andiamo di la a lavarci sono tre mesi che non vedo il cazzo e mi devo
accontentare da sola ma ti avverto non voglio una storia non o bisogno di
un amante una botta e via.
Mi inviti a nozze nemmeno io voglio rogne ma la fica si quella subito.
Mi alzo le vado vicino infilo le mani nella scollatura e tiro fuori le due tette
non mi soddisfano sono strette nel reggiseno che le ostacola e cosi che le
faccio togliere la maglietta e sgancio il reggiseno sono stupende ora
finalmente libere mi abbasso e prendo a leccare i capezzoli per poi
succhiarli, intanto Maria mi a sbottonato i jeans li a fatto scendere ai miei
piedi infilata la mano nei boxe mi accarezza il cazzo già in tiro, si tira su
mi prende per mano e mi porta in camera si spoglia completamente, a
vederla e molto meglio che da vestita, cosce grosse toniche un po di
pancetta e un bosco che copre una fica con due labbra molto sporgenti si
stende sul letto offrendosi completamente le vado vicino cerco la bocca la
bacio e con la mano la ditalino Maria a ripreso il cazzo in mano e lo sega
lentamente scende con la lingua lungo il petto si ferma a succhiarmi i
capezzoli la guardo e la lascio fare scende l’ombelico più giù comincia a
leccarmi il cazzo mentre lo tiene scalpellato nella mano poi sento la sua
bocca avvolgerlo e sento un fremito correre per la schiena, lo molla e mi
dice; girati va giù leccami la fica, e un 69 che dura un’infinita di tempo
ogni tanto mi fermo e la faccio smettere altrimenti vengo mentre lei gode
di continuo ma non mi lascia smettere sono io che e dico ora voglio
chiavarti, mi risponde; si ma non venirmi dentro ti prego, mi rigiro e mi
metto tra le sua cosce il tempo di avvicinarmi che Maria afferrato il cazzo
lo porta sulla fica lo sento scivolare dentro senza difficoltà e fino in fondo
prendo a scoparla e succhiarle le tette vedo che mi viene incontro con il
bacino mentre mi dice si spingi spingi sento di non potermi più fermare e
le dico sto venendo mi afferra per il bacino imprigionandomi con le cosce
non posso tirarmi indietro e sborro, mi molla solo quando mi fermo e mi
sono svuotato, la guardo e le dico, perché?
Mi risponde; al diavolo non volevo perdermi niente e stato fantastico la
vedo pulirsi alla meglio per poi dirmi che facciamo ci rivestiamo?
Tu vuoi che smetto? ti basta.
Perché ne ai ancora.
Certo non lo vedi dai vai giù succhialo ma girati, ora sono io sotto di lei
che mi spinge la fica colante in faccia e strisciandola da sopra io continuo a
leccare dopo tutto mi piace farlo, ne approfitto per dare qualche leccatina
anche al suo culetto quando la sento godere le spingo il dito medio tutto nel
culo la sento irrigidirsi per poi sentirla dire siii continuo a leccare e intanto
le dita sono diventate due, dopo ancora un orgasmo si butta di lato e mi
dice dai scopami ora dammi il cazzo in fica la butto di lato mi infilo tra le
cosce punto il cazzo lo lascio entrare tutto poi mi metto di traverso e la
scopo intanto le masturbo il clitoride e le tette, cambio posizione dopo che
lei a goduto la metto alla pecorina e continuo a scoparla aggrappato alle
tette ne approfitto per infilargli le due dita nel culo dopo un lungo tempo
mi dice; dai mettimelo nel culo porco lo so che mi vuoi inculare, lo tiro via
lo punto e bastata una leggera spinta che sparisce nel culo accogliente mi
fermo per un po e poi lo spingo fino in fondo e stupendo un culo stretto
pare fatto a misura per il mio cazzo la inculo con movimenti lenti ma
profondi e intanto con le mani le masturbo la fica e il clitoride ben presto
comincia e godere non parla ma lo vedo da come spinge il culo all’indietro
sono al limite e aumento i colpi fino a svuotare le palle ancora una volta, e
buttarmi a pancia all’aria con Maria che mi si butta addosso in un bacio
che mi porta via l’aria e felice e cerca di dirmelo come può avevo capito
che lei era trascurata dal marito perso in qualche fica da qualche parte mi
chiedo ma perché gli uomini con queste fiche pronte disponibili vanno a
cercare altrove quello che anno in casa, con il rischio poi che c’è sempre
qualcun altro che se la ingroppa ma vallo a sapere, siamo stanchi sporchi e
sudati ma resterei ancora abbracciato a Maria ma si e fatto tardi devo
andare, mentre ci rivestiamo baciandoci di continuo, mi piace questa
donna mi prende emotivamente la vedo assetata di amore di affetto cosi le
dico; devo lasciarti ma vorrei rivederti, che dici se stasera passo a
prenderti e ti porto a cena fuori.
Mi guarda incredula e mi risponde e dove qui mi conoscono tutti non e
possibile, sai lo direbbero subito a mio marito.
Le sorrido e le rispondo; non e qui che pensavo ti porto dove non possono
conoscerti, mi faresti felice.
Davvero vuoi, davvero mi porteresti con te.
Ma certo, voglio ringraziarti a modo mio passo per le otto fatti trovare
pronta e bada ti voglio bellissima e un po puttana.
Non capisco cosa significa.
Oddio Maria voglio che tutti ti guardino ti desiderino dai sei una donna, le
do un ultimo bacio raccolgo la cassetta e vado via.
Il resto della giornata passa in un lampo e puntuale alle otto suono alla sua
porta, mi apre, la vedo, dio quanto e bella mi tira dentro ci baciamo poi mi
dice; grazie credevo che non saresti venuto.
E perché avrei dovuto farlo.
Non so era solo paura la mia ma ora sei qui sono contenta, ma fatti vedere
sei carino sai, diverso da stamattina vestito cosi sei elegante lo fai sempre
per conquistare le donne?
Quanto sei sciocca e da anni che non mi conciavo cosi, sai mi piaceva
portare mia moglie e farla ammirare ma lasciamo perdere ora ci sei tu.
Certo ma non sono tua moglie ed o un marito.
Si uno stronzo che dovrebbe amarti invece di trascurarti, sei pronta.
Si certo andiamo.
In macchina durante il percorso a voluto sapere perché mi ero separato,
non o avuto timore a raccontarle tutto nei minimi particolari, dopo anche
lei mi a raccontato un po della sua vita di coppia, mi ero reso conto che il
marito la trascurava, uno che torna a casa dopo settimane con una donna
come Maria e la scopa più per dovere che per piacere la dice lunga, tanto
che mi ringrazia per ogni gesto, prima di portarla al ristorante mi fermo
da un fioraio e le compro dei fiori lasciando che sia lei a sceglierli
dicendole che erano per una amica, al ristorante anno riservato un tavolo
in un angolo ma ben visibile da tutta la sala, prima di farla sedere le dico
all’orecchio quando sei bella e me la guardo nel suo vestito nero lungo ma
non da sera le calza a pennello una ampia scollatura dove si vede il solco
delle tette leggermente corto da seduta si vedo un ampia parte delle cosce
perfette, un trucco leggero un rossetto rosso molto carico una acconciatura
sciolta e profumata e semplicemente splendida già appena seduta mi tiene
la mano e sento da come la stringe la felicita che esprimono i suoi occhi in
questo momento, si avvicina a mi bisbiglia, mi raccomando non farmi
bere voglio essere lucida, voglio godermi ogni momento e voglio finire la
serata tra le tue braccia, voglio essere amata voglio essere donna e
strizzandomi l’occhio aggiunge e anche un po puttana solo per stasera, e
stato tutto perfetto una cena deliziosa il dopo cena ancora più bello seduti
sul divano del ristorante parlando tanto, metto dentro anche i sogni, le
delusioni il futuro andiamo via che e tardi sotto casa sua la bacio e faccio
per salutarla quando mi dice no voglio che vieni con me devi completare
la serata manca qualcosa, una volta in casa spogliati una rapida doccia e
poi sesso a go go della mattinata mi mancava una spagnola tra quelle tette
stupende Maria me l’ha dedicata con amore a fatto tutto lei da sola
posizionato il cazzo tra le tette tenuto fermo con le mani lei che va su e giù
e ogni tanto si ferma per portarselo in bocca succhiarlo per un po e poi
riprendere fino a quando sono esploso era tanta che le arrivato nei capelli
e in bocca il resto sulle tette vedo Maria raccoglierlo con le dita e
portarselo in bocca e leccarsele fiondarsi sul cazzo e ripulirlo, sono andato
via che era mattina dopo che mi a preparato una abbondante colazione
fatta seduti in cucina rigorosamente nudi una volta finito mi alzo, Maria
mi ferma si inginocchia e prende a farmi un pompino finale ridendo mi
dice aspetta mi manca lo yogurt ma mi servo alla fonte.
Abbiamo continuato a vederci tutta la settimana fortuna che lei abita in
una casetta da sola e abbastanza riparata dovevamo smettere di vederci
suo marito sarebbe arrivato tra qualche giorno ma cosi non e stato più il
tempo passa più ci innamoriamo più mi manca e dovendo geloso solo a
saperla con il marito anche lei e stanca di questa situazione vuole chiarire
con il marito e quando gli e ne parla lui dimostrandosi ancora una volta il
gran figlio di puttana qual’è le dice; vuoi la separazione va bene ma te ne
vai come sei venuta solo con le mutande, e un sabato sera sapevo che
avrebbe parlato con il marito ma non sapevo quando lo avrebbe fatto,
sobbalzo quando sento il campanello di casa, apro e me la ritrovo davanti
con la valigia stretta nella mano, ne sono passati di anni sono di nuovo un
uomo felice o una donna da amare che mi ama una donna che a fatto di
tutto per farsi voler bene da mia figlia gelosa com’è ora l’adora e venuta
grande la mia bambina le vedo sempre complici, Maria mi ripete spesso
che e una figlia per lei in fondo aveva pochi anni era piccola il mio
cucciolo ora e una donna.
Maria non a più nessun rapporto con il suo ex pero gli o tolto tutto quello
che potevo la casa e stata venduta compresi i mobili e diviso a meta, lui era
tanto sicuro di se e vanitoso che non aveva mai pensato alla separazione
dei beni tutto era in comunione dei beni, cosi come la casa al mare i
risparmi sul conto corrente che lui amministrava tutto diviso a meta la
mia donna lavora con me per me e lei che gestisce il tutto, quelle rare volte
che litighiamo e capita raramente ma capita ( non siamo la famiglia del
mulino bianco ) Maria ama dirmi sta attento tu che io mi porto via Carla e
ti lascio in mutande scusate se l’ho fatta lunga e scusate gli errori che
troverete io c’è l’ho messa tutta
 

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