18 anni ottava parte

18 anni ottava parte

Iniziò la scuola, era l’ultimo anno ed io ci detti dentro, studiavo come un matto, ero sempre in casa e i risultati cominciarono ad arrivare ero il primo della classe in tutte le materie ma sorse un problema che non avevo previsto, lentamente mi stavo effeminando, a Novembre si vedevano già i primi segni, il viso soprattutto si era ingentilito, i miei tratti somatici già delicati divennero ancora più marcati e alla fine il mio viso sembrava più femminile che maschile i miei compagni si accorsero di quello che mi stava succedendo a fine Novembre allora per bloccare ogni derisione dissi a loro
“Sentite mancano ancora 7 mesi e poi non mi vedrete più se qualcuno mi deve deridere per quello che stò diventando lo prego di fermarsi, quello che succede non è colpa mia, sopportatemi in silenzio vi prego”, il mio effeminamento ebbe due effetti, i miei genitori mal gradivano questo fatto e me lo fecero capire isolandomi Carlos invece fù felicissimo di questo e nei fine settimana si divertiva a truccarmi e vestirmi nei modi più osceni e sensuali, un giorno dopo l’ennesime due scopate dove mi aveva riempito per bene di sborra volle uscire in strada con me, io ebbi una paura tremenda ma abbracciata a lui mi feci forza e mi convinsi che piacevo tantissimo alla gente e anzi dei ragazzi mi fischiavano per ammirazione.
I voti migliori a scuola li avevo in italiano e ragioneria, e quell’anno grazie al regalo di un parente, un computer cominciai a scrivere dei racconti, li facevo per me stesso, mi divertivo e mi rilassavo dopo aver studiato, un giorno lessi su un giornale che cercavano nuovi scrittori lessi l’indirizzo e andai portando con me alcuni racconti, venni condotto in un ufficio piccolo e pieno di scartoffie, mi presentarono il signor Luigi Sarti, un signore sui 50 anni magrissimo e con pochi capelli sulla testa, questi mi fece sedere si fece dare i miei racconti e in silenzio cominciò a leggere; dopo un quarto d’ora di silenzio assoluto il signore mi disse
“Si possono andare, mi dia la sua email e le faremo sapere”
Uscii da quell’ufficio speranzoso e tornando a casa vidi Carlos fuori da un bar
“Ciao Carlos finito il giro?”
“Si ma tu che fai fuori di casa non devi studiare?”
“Sai ho letto su un giornale che cercavano nuovi scrittori e allora ho portato alcuni miei racconti”
“Stai a vedere che diventi uno scrittore di successo”
“Ti dispiacerebbe?”
“No ne sarei felice e orgoglioso”
“Cosa bevi?”
“Una birra la vuoi anche tu?””
“Ma si dai”
Mi sedetti vicino a lui avevo dei pantaloni scuri larghi sulle gambe dei pantaloni unisex, lui non attese molto e mise una mano dentro il pantalone mi palpò il culo e subito un dito mi penetrò completamente scopandomi lentamente, io bevvi la birra ma stavo cedendo
“Carlos ti prego non qui”
“Ivano sei più sexy che mai oggi”
“Grazie dovevo presentarmi bene”
“Non sò se resisto fino a sabato””Frà poco ci saranno le vacanze di Natale allora sarò tutta tua”
“Cosa faranno i tuoi genitori?”
“Andranno via ed io verrò da te a farmi trapanare il culetto”
“Ivano guarda che Claudia vuole che andiamo a casa sua, ci sarà anche Franco e la sua amica”
“Quando?”
“Il prossimo fine settimana”
“Ok ma prima di andare voglio fare i pieno con te, voglio che mi sborri nel culo almeno tre volte e poi mi tapperai il culo per bene, dopo vorrei che mi vestissi da troia in calore come lei voleva che diventassi”
“Però ti ha chiesto scusa”
“Voglio vedere la sua reazione di come sarei diventata”
“Dai togli le dita dal mio culo che devo andare”
“Peccato ti stavi eccitando”
“Vero e quella era la mia paura qui siamo vicini a casa mia”
“Allora ci vediamo sabato”
“Si Carlos e allora potrai farmi di tutto”

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