Senza mutande al primo appuntamento

Senza mutande al primo appuntamento

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Fremevo per l’eccitazione, ti ho conosciuta per caso alla stazione dei treni, sei scesa dal mio stesso treno un po’ trafelata, ti è caduta un’agendina senza che te ne accorgessi, l’ho presa su ma eri già avanti che entravi nel sottopasso deserto. Ti ho rincorsa, mi hai sentito dietro di te che correvo già per gli scalini, forse hai avuto paura che ti inseguissi, il sottopasso deserto ed un po’ buio sono elementi che possono innescare strane paure. Ti sei messa a correre, io ho iniziato a gridare “aspetta, hai perso questa quando sei scesa dal treno!”.
Hai rallentato e ti sei voltata, quando hai visto l’agendina ti sei fermata e ti sei messa a ridere ed appena ti ho raggiunta mi hai detto “scusami, il sottopasso è deserto ed è buio, ti ho visto che mi correvi dietro, vestito con una felpa nera…”.
Io ti ho risposto “Si questa mattina era un po’ fresco ed ho preso la prima cosa che mi è capitata per coprirmi… permettimi di presentarmi, mi chiamo Renato”.
Tu “piacere Sonia”
Ti ho guardata, bella, alta, longilinea, capelli castani dritti e lunghi, occhi verdi, sotto la maglietta si vedeva una bella terza piena o forse anche una quarta. Ci ho provato “posso offrirti da bere al bar che c’è in fondo la strada?”.
Tu “perché no? Tanto devo passarci per forza davanti per tornare a casa”.
Abbiamo scambiato qualche chiacchiera e poi ho osato “che ne diresti di vederci stasera?”
Tu “questa sera non posso, anzi sono già in ritardo. Però volentieri domani sera.” Mi hai lasciato un biglietto da visita col tuo cellulare e te ne sei andata.
Adesso ti stavo venendo a prendere in macchina. A differenza di ieri, oggi la giornata era abbastanza più calda, era fine giugno e si stava veramente bene!
Quando sei scesa eri bellissima: una maglietta corta che teneva scoperta una porzione di pancia ed una gonna di jeans che ti arrivava un po’ più su del ginocchio.
Sei salita in macchina e ci siamo recati su un bel localino a prendere qualcosa da bere. C’era intesa tra di noi, dopo pochi minuti le nostre mani si erano già incrociate sul tavolo ed i sorrisi si sprecavano.
Dopo un po’ mi hai detto “cosa dici? Andiamo a fare un giro? sono stanca di stare qui dentro”
Io “ok chiedo il conto ed andiamo”
Siamo saliti in macchina, ho messo in moto e ti ho chiesto “dove vuoi che ti porti?”
Tu “mi piacerebbe un luogo appartato dove poter parlare in pace, c’era troppa confusione li dentro!”
E luogo appartato sia! Siamo arrivati su un posto che conoscevo, molto tranquillo, non c’erano altre macchine, solo noi.
Come ho spento il motore mi hai abbracciato subito ed abbiamo iniziato a baciarci. Ero eccitatissimo, ho iniziato subito a perlustrare il tuo corpo fantastico. Prima ti ho accarezzato la schiena, soffermandomi su quella fascia di pelle libera, che pelle vellutata!
Poi ti ho accarezzato il culo da sopra la gonna. Sono risalito con calma e ti ho messo le mani su quel meraviglioso seno!
La tua mano era già sulla patta dei miei pantaloni a tanstare quanto duro ce l’avevo.
Sono scesco di nuovo con la mano, l’ho infilata dentro la gonna ed ho iniziato a risalire la coscia. Cm dopo cm ero sempre più eccitato. Fin che… sorpresa! Non portavi le mutandine! Che porcellina! Al primo appuntamento senza mutandine!
Io “manca qualcosa! Vai sempre al primo appuntamento senza le mutandine?”
Tu “no no, le avevo quando sono uscita di casa, le ho tolte quando sono andata in bagno e poi ti ho chiesto di portarmi in un luogo appartato”
Le ho preso la maglietta e gliel’ho sfilata dolcemente. Che tette! Una quarta! Le ho mollato il reggiseno e sono stato sorpreso da come stessero su da sole nonostante le dimensioni.
Mi sono letteralmente tuffato su quelle tette, ho iniziato a succhiarti i capezzoli, ti succhiavo un capezzolo con la bocca e ti strizzavo l’altro con le dita. Anche tu eri sempre più eccitata. Poi hai allungato le mani, mi hai aperto la zip e l’hai tirato fuori, era di marmo!
Mi hai dato un bacio in bocca e poi ti sei calata e l’hai preso subito in bocca. Cavolo! Una vera esperta! Me lo succhiavi benissimo!
Però se andavi avanti così mi avresti fatto venire troppo presto, perciò ti ho fermata, ho reclinato al massimo il tuo sedile e ti ho detto “via anche la gonna”, ti ho aperto bottone e zip di lato e te l’ho sfilata. Eri completamente nuda, fantastica!
Ti ho chiesto di metterti a gattoni con le ginocchia sul sedile e le mani appoggiate sul sedile posteriore, che culo fantastico! Ho iniziato ad accarezzartelo ed a baciartelo, ti ho divaricato le natiche ed ho iniziato a leccarti il buchetto. Eri estasiata, gemevi alla grande.
Poi sono sceso con la lingua ed ho trovato le tue grandi labbra, te la facevo scorrere tra le grandi labbra fino al clitoride e tornavo indietro, per un po’ di volte, eri in estasi. Poi ho iniziato a penetrarti con la lingua, gemevi e mi incitavi a scoparti.
Mi sono tirato giù pantaloni e boxer e ti ho fatto venire in braccio a me. Sedendoti ti sei impalata, ce l’avevo completamente dentro la tua fica caldissima. Hai iniziato a muoverti con grande maestria, stavo godendo alla grande.
Avevo le tue tette a portata di mano, te le strizzavo, le succhiavo, poi fin che le succhiavo ti mettevo le mani sul culo, ho iniziato anche a penetrarti il culo con un dito, al che tu mi hai detto “quello non te lo do subito”.
Non ci credevo, eravamo al primo appuntamento e mi avevi già promesso che mi davi anche il culo!
Ti ho chiesto “per caso prendi la pillola?”
Tu “si la prendo”
Io “allora vai avanti così non ti fermare!”
Dopo qualche altro avandi ed indietro sono venuto e fin che venivo sei venuta anche tu gridando.
Che serata!
Siamo rimasti li, io col cazzo ormai moscio ancora dentro di te, la a rilassarci ed a coccolarci.