La prima volta con Silvia (prima parte)

La prima volta con Silvia (prima parte)

Avevo conosciuto Silvia mentre lavoravo a Firenze, mi era subito piaciuta per il suo bel viso, sorridente e per i suoi occhi…ma anche per il suo bel sedere, il resto non riuscivo a scoprirlo a causa del maglione largo che portava.

Il giorno seguente capii che tra noi c’ era un grande feeling, spesso i nostri sguardi si incontravano e così le chiesi di uscire per una pizza, l’ appuntamento fu fissato in un noto locale dietro Piazza Santa Croce.

Arrivai prima io, così chiesi al cameriere di far trovare due calici di spumante sul tavolo.

Quando lei arrivò sembrava un’altra donna, con il vestito nero attillato, che mostrava un seno piccolo, ma ben fatto, ma anche due belle gambe, slanciate dalle scarpe con tacco 13.

La cena andò molto bene, fu molto piacevole e divertente, poi decidemmo di fare un giro al Piazzale Michelangelo. Quando arrivammo con la macchina non c’erano parcheggi, così deviammo in una strada secondaria in salita. Scendemmo a fumare una sigaretta, l’ aria era fresca ed il panorama era stupendo. Mi accorsi che Silvia aveva freddo e la feci salire in macchina, le chiesi se voleva bere qualcosa, ma rispose che voleva stare lì e si avvicinò a me. Io mi avvicinai e la guardai in quegli occhi stupendi, che esprimevano gioia e malizia e non resistetti a darle un bacio. Lei aprì la bocca e ci abbracciammo con un bacio lunghissimo. Sentivo il suo profumo, il suo sapore, le sue labbra morbide ed il mio pene si indurì subito. Iniziai a carezzarle il corpo, la sua pelle sembrava seta, poi sentii le sue mani avvicinarsi alla mia patta dei pantaloni ed il cuore mi si accelerò di colpo.

Lei si accorse che lo avevo duro, ed iniziò a massaggiarlo da sopra, io le dissi che stavo soffrendo a tenerlo nei pantaloni, così mi chiese di slacciarmi i pantaloni, cosa che io feci. Iniziò a baciarmi il pene da sopra le mutande, poi le sue mani iniziarono ad abbassarmeli ed avvicinò la bocca. Man mano che usciva fuori lei lo leccava, finchè non lo prese tutto in bocca ed iniziò a pomparlo. Io volevo fare altrettanto, ma lei mi disse che la prima volta voleva farlo così. Dopo poco la sua saliva scendeva giù lungo le palle, leccava e pompava a ritmi irregolari, poi si fermò, si avvicinò alla mia bocca e mi baciò. Le sue labbra erano bagnate ed avevano il sapore del mio cazzo, la cosa mi eccitò e continuai a baciarla a lungo, mentre le toccavo il sedere, cercando di abbassarle le mutande. Lei mi disse, che non avrebbe voluto farlo in macchina e che stasera avrebbe voluto solo farmi un pompino.

Mi fece ribaltare il sedile, tirò fuori le tette e le baciai e lei mi disse che domani casa sua era pronta per accogliermi, ma ora dovevo lasciarla fare fino in fondo. Ricominciò a succhiarmi, poi si leccò un dito e sorridendo mi disse che voleva mettermelo nel culo. Io annuii, e lei iniziò a mettermelo dentro, lentamente fino in fondo. Iniziò a muoverlo dentro al ritmo del pompino e presto sentii che dovevo esploderle in bocca. Vedevo il suo viso, ancora più sexy, spesso i suoi occhi si incrociavano ai miei, mentre ansimavamo insieme. Le dissi che stavo per venire e lei serrò le labbra al mio uccello, aspettando la mia venuta massaggiandolo con le mani.

Venni tantissimo nella sua bocca, sentii il suo dito uscire dal mio culo e lei che succhiava per non perdere nemmeno una goccia. Ingoiò poi mi fece uscire le ultime gocce dal cazzo, se le passò sulle labbra e si avvicino e mi chiese di baciarla. Le mie labbra si avvicinarono alle sua, sentivo che erano appiccicose, ma non mi disgustavano…anzi! La mia bocca aderì alla sua e lei mi fece inclinare la testa all’indietro e sentii che mi faceva scendere qualcosa in  bocca, aveva ancora dello sperma e me lo stava passando nella mia. Non sapevo cosa fare, ma la lasciai fare, la cosa mi stava eccitando, poi lei si staccò e mi disse “grazie di non esserti staccato dalla mia bocca, è una cosa che mi eccita tanto e se tu avessi rifiutato mi avrebbe ferito”. La guardai e le sorrisi, mi avvicinai e la baciai ancora, poi le dissi ” domani a casa tua faremo il seguito!”.

La riaccompagnai a casa, avrei voluto salire con lei, ma sorridendo mi disse “grazie tesoro, serata magnifica, ora riposiamoci e domani a cena casa mia…” mi detto un bacio e uscì. Quando richiuse il portone aspettai un poco, poi ripartii.

 

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