Il terzo incontro

Il terzo incontro

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Il tempo passava parendo interminabile, F attendeva con ansia la sua partenza, aveva in mente solo il momento in cui i loro corpi si fossero fusi tra loro in un vortice d’estasi. I vestiti osé gia in valigia corredati da scarpe provocanti e il set di trucco per trasformarsi….come una vera puttana di tutto ordine.

Il treno era alle 14, aveva ancora tempo per una doccia, chiudere le valigie e via…

Attese con ansia l’arrivo della carrozza, vestita con semplicità in classica tenuta estiva… canotta, scarpe da ginnastica e pantaloncini corti che lasciavano scoperte le sue cosce vellutate. Nel viaggio fantasticava, non vedeva l’ora di avere quel cazzo che da mesi le mancava.

Giunta a destinazione lui era la, ad aspettarla con una voglia enorme….un abbraccio e un bacio fugace e via verso casa.

Nei brevi istanti del viaggio avevano capito entrambi cosa volevano….arrivati a destinazione fece appena a tempo a scaricarle le valigie, lei si diresse subito in bagno per una sistemata, uscendo completamente trasformata in 15 minuti.

Un vestitino nero attillato che faceva intravvedere le sue forme, trucco deciso e labbra rosso porpora, senza mutande e reggiseno…con due scarpe  tacco 12 color verde petrolio lucide. “Il bagno è libero, non metterci troppo, voglio al più presto il tuo cazzo…sai, sono bagnata da quando ti ho visto..” si sdraiò sul divano mettendosi su un fianco, attendendo rilassata il suo ritorno….pregustando con l’immaginazione ciò che da li a poco sarebbe avvenuto.

Lui senza dire una parola prese una borsa e si diresse velocemente in bagno, uscì dopo poco privo di abiti, con una gonna indosso, due sandali di cuoio e uno scudiscio in mano. A quella vista di primo impatto rimase sorpresa ma non intimorita, vagamente aveva compreso le sue intenzioni e la cosa la eccitava ancor di più.

Proferì solo poche parole “ora puttana sei la mia serva, obbedisci se vuoi godere e soddisfarmi” fece un cenno col capo “si, farò tutto ciò che dici…”

Senza che fece a tempo a finire la frase lui l’aveva con fermezza presa dai capelli dandole un fugace bacio di un secondo con una leccata di lingua…spingendola dai capelli fino a farla inginocchiare ai suoi piedi. “Vuoi che ti faccio un pompino?” La fulminò istantaneamente con lo sguardo. “Non ti è concesso parlare se non quando te lo chiedo, quando godi puoi anche urlare…ora taci troia, leccami i piedi lurida cagna in calore”. Senza proferir verbo si mise a lustrargli i piedi con la lingua, sentiva salire sempre più costante la sua eccitazione che quasi le colava dalle labbra della figa.

Mentre era intenta nel suo lavoro le sollevò il vestito lasciando scoperto quel culo sodo, alla vista il cazzo ebbe un fremito di eccitazione….avrebbe voluto sfondarglielo ma ancora non era il momento.

Prese lo scudiscio e cominciò a insultarla infierendogli colpi sulle natiche sempre più secchi e rapidi….ogni tanto gemeva dal dolore, sapeva di non dover parlare, ormai si chiedeva dove sarebbe arrivato ma l’eccitazione era ben più forte della paura e del dolore.

Presto le vergate e gli insulti terminarono…sembrava quasi rimpiangerli ormai, non si era mai sentira così eccitata da quell’insolita situazione.

La tirò su da terra mettendogli lo scudiscio sotto il mento, portandola verso i suoi capezzoli….capi senza una parola, iniziò a leccare cominciando a sentire i primi suoi gemiti…”brava puttana, lavori bene come serva…ti stai meritando il tuo compenso”.

Improvvisamente estrasse un vibratore esterno…”mettiti la su quella sedia..” Col culo sfregiato dalle vergate si diresse verso la sedia, dalla borsa prese 4 corde in mano le bloccò i polsi alla spalliera e le caviglie alle gambe posteriori della sedia, lasciandola con le gambe praticamente spalancate. Cominciò a passarle quell’insolito vibratore sui capezzoli turgidi fino a piazzarlo sul suo clitoride….era in estasi totale, quell’aggeggio le provocava sussulti continui… non sapeva cosa avesse ancora in mente ma godeva come un invasata…dopo pochi istanti la sua prima sborrata la fece esplodere con un gemito soffocato dall’impotenza di non potersi muovere…tempo di riprendere il controllo e il vibratore era ancora la…sempre più potente, sempre a farla godere….non durò molto, un urlo soffocato ed estasiato riempì nuovamente la stanza. “Puttana, ti sei lavata la figa eh?! Cosa vuoi adesso?”

Lo guardò piena di voglia ancora ansimante col fiatone, pervasa dall’eccitazione “Voglio il tuo cazzo, voglio la tua sborra…”

La slegò rapidamente, buttandola a terra tra le sue palle…non attese un attimo e già le stava leccando, il cazzo era duro, dritto e pulsava di voglia.

Dopo pochi istanti la mise a pecorina sul divano prendendo in mano un barattolo di lublificante, in un attimo sentì un dito in culo…poi due, tre, quattro….a quel punto, dopo una breve pausa, sentì irrompere un pezzo di carne bollente fino a metà del suo culo….era ciò che aspettava, godeva e sentiva il suo piacere mente lentamente glielo affondava sempre più dentro con colpi ben assestati…era estasiata da quel cazzo rovente infondo al culo che arrivava fino a farle mozzare il fiato, dopo poco tempo prorompè un altra sua sborrata, altro gemito ansimante, tra gli insulti di quel porco instancabile che le aveva letteralmete sfondato il culo tant’è che appena sfilava il cazzo il suo buco restava per qualche secondo spalancato. Completamente persa si sarebbe fatta fare quasiasi cosa ormai.

A quel punto lui si fermò, estrasse il cazzo gettando il preservativo a terra. “Girati puttana che voglio sborrarti in gola”.

In un istante era già la, davanti al suo cazzo a spompinarlo…glielo spingeva sempre più in fondo troncandole il respiro…Fino a che, senza rendersene conto, se lo ritrovò infondo alla gola, in completa apnea…più che un pompino ormai era lui a scoparle la gola con colpi sempre più veloci…di scatto lo tirò fuori spingendola dai capelli fin sotto i coglioni…leccò subito come un assetata bramosa di quel succo al suo interno…lui iniziò a dimenarselo facendosi una sega mentre lei lucidava le palle ormai gonfie e dure, retratte e pronte a esplodere. Pochi istanti e glielo rimise in bocca spingendolo di continuo fino infondo alla gola con una serie di colpi rapidi….d’un tratto sentì una colata calda colpire la sua gola seguita dai suoi gemiti rochi e altri getti cospargersi nella sua bocca…la sborrata le aveva invaso la bocca e scorreva giù dalla gola, nel medesimo istante crollò anche la sua figa arrapata bagnandola nuovamente di piacere…rimescolò la sua saliva a qualche fiotto di sborra ingoiandolo avidamente come una cagna affamata.

Finito l’amplesso la sollevò dolcemente da terra guardandola con un sorriso…la strinse al petto sfiorandole il culo sodo e frastagliato di vergate, lei era al settimo cielo…non si aspettava una cosa simile stavolta, non aveva mai goduto così tanto…

“So che ti ho fatto anche del male ma mi eccita farlo così….” Lo guardò con gli occhi di una bambina quando riceve il regalo più bello della sua vita “Fallo ancora, sono la tua umile serva….fa di me ciò che tu vuoi quando vuoi……ho ancora sete della tua sborra”.

F