Il pomeriggio perfetto

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Il pomeriggio perfetto

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Il pomeriggio perfetto è un sogno. Un’estasi spirituale che vive nella tua mente, radicata nei meandri più oscuri, si nutre di tutti gli episodi della quotidianità e fa vita a sé, lontano dai malefici della routine, estraneo dai desideri più realistici, aleggia spensierato tra i confini del metafisico e del super-metafisico come entità propria, disinteressandosi dell’effetto che può fare sulla mente che lo ospita, spesso ignara.
Serve allora la capacità chirurgica del Dottor Frankestein per poterne dare anche una sommaria descrizione verbale, perché solo la sua mente perversa infatti potrebbe ritagliare tanti piccolissimi particolari ed incollarli ad una struttura portante così non ben definita.
Ma non aspettarti l’apoteosi dell’anima dal pomeriggio perfetto, esso vive in angoli oscuri di una mente perversa, si ciba d’istinti primordiali, non beve un nettare puro ma i resti dei sanguinosi conflitti tra coscienza e passione. Non è un pomeriggio perfetto qualsiasi, è proprio quello che vive nel tuo cervello oggi, adesso.
Il pomeriggio perfetto dunque non può essere che di sabato; anche la domenica è una buona candidata ma è il sabato che rappresenta la perfezione della settimana, fondamentalmente perché non ti appesantisce con il pensiero domenicale che il weekend sta per terminare, non ti assilla con stress lavorativi inconsci o sensi di colpa per lavori incompiuti.
Ed è un pomeriggio primaverile quello perfetto, di metà maggio possibilmente, con aria fresca ed il sole già pronto a scottare nelle ore di punta; puoi tenere le finestre aperte, puoi socchiudere le saracinesche e perfino vedere l’aria che entra portando spicchi di raggi di sole.
L’ambiente è quello più consueto, il salotto di casa, deformato da elementi estranei ma necessari al contesto, un divano più comodo del solito, ampio spazioso … perfetto; un tappeto morbidissimo ricoperto di piccoli cuscini di seta, colori pastello ovunque ma indefiniti nel chiaroscuro di un’atmosfera astratta. Sono presenti elementi anacronistici come una fontana rigogliante piena di bottiglie di birra da 33cc, soprattutto Corona perché ti danno di più il senso della vacanza. E c’è una partita nel grande schermo al plasma, che tu non hai, una partita di rugby dove l’Italia per la prima volta vince contro l’Inghilterra, ma sì oggi si può anche questo.
È un’ora indefinita del primo pomeriggio, in pratica l’una e trenta e tu sei già in fibrillazione perché sai che è un grande giorno, il giorno in cui Lei ha deciso di pagare pegno per tutto quello che volente o nolente ti ha fatto subire in questi anni. Ed è bello sentire la passione ed il sentimento ancora una volta in lotta tra loro, la ragione contro l’istinto, il voler bene contro la paura del far male…. Ma qui viene il meglio, oggi è un giorno perfetto… oggi vince quello che in un normale giorno della settimana di un anno normale non vincerebbe mai.
Ma c’è modo e modo di vincere anche la battaglia più irreale; bisogna saper perdere, è vero e certe volte è ancora più difficile saper vincere, per farlo bisogna fare in modo che l’avversario sia felice di perdere, per quanto questo concetto sia improbabile.
Cosa perde Lei oggi.. beh tante cose, anche se è un giorno perfetto sai bene che perderà tante cose, quello che non sai è che effetto avranno queste perdite, ma non vuoi ascoltare queste voci insinuanti adesso, sai che ormai il dado è tratto sai che qualunque cosa puoi avere da Lei l’avrai solo oggi, sai che hai il dente avvelenato, sai che per la prima volta non opporrà resistenza né fisica, né spirituale, sarà completamente abnegata a te e al compito che l’aspetta, sarà docile e passionale, e soprattutto almeno oggi, forse solo per oggi, sarà felice di fare qualunque cosa le chiedi di fare.
Beh ti continua a frullare per la testa che devi dimenticare il giorno dopo per goderti appieno il tutto, ma alla fine.. prendi la decisione più saggia, ed era inevitabile nel giorno perfetto, ti sdrai sul divano, apri la prima Corona, mangi 2 pistacchi e l’aspetti.
E Lei arriva, quando sei più o meno a metà birra, zzzt … citofono, ti alzi e il cuore batte e mentre le apri il portone non sai ancora se nei prossimi secondi vincerà la sete di vendetta, l’avidità di sesso, la passione naturale, o che altro.
Eccola che sale, l’aspetti in piedi con la birra in mano che ciondola come il polso; sono ore che ti chiedi come sarebbe stata vestita e non hai grosse sorprese: scarpa nera, tacco a metà, pantalone nero di finto raso, camicia di seta grigio scura e giacca nera. E i suoi capelli scodinzolano nell’entrare come nei tuoi ricordi di ogni notte.
Ciao.. bacio sulle labbra, accomodala, le offri un caffè, a già non le và quasi mai.. imbarazzo e zac Lei prende in mano la situazione, ti guarda negli occhi e ti dice sono pronta, cazzo.
Bene, ti siedi sul divano e ti prendi una seconda birra e Lei ha già iniziato a frugare per la stanza, ad ambientarsi, sceglie il cd e lo mette su. Ti sale a cavalcioni sul divano, ti bacia così profondamente che ti si attorcigliano i piedi e ti dice di star tranquillo, perché tu e il tuo ego avrete tutto quello che desiderate da tempo.
E poi inizia a fare la gatta come hai sempre saputo che sa fare, si atteggia, si mette in posa, si muove con una lentezza incredibile eppure veloce, è un’onda continua che porta un eco, una scia che ripete il movimento appena fatto per altre 3-4 volte… come se volesse farti vivere il tutto più intensamente; si struscia, ti sguarda, ti sbatte gli occhi, ti mangia con gli occhi, ti divora con quegl’occhioni chiari, pieni di luce; pensi al Brasile, alla pietra marina… bello..
Inizia a spogliarsi, beh dovevi aspettartelo… lentamente e sinuosamente, e in un attimo è già rimasta solo in reggiseno e pantalone, e ricomincia a strusciarsi, a baciarti il collo, a leccarti le dita, le orecchie, a baciarti gli occhi; non è mai ferma anche se la vedi immobile, senti che metà dei suoi movimenti toccano il tuo corpo come per errore, l’errore più voluto di questo mondo.
Si sdraia tra i cuscini, rotola e gioca, si slaccia la cintura ed ogni tanto comincia a passare la mano sull’inguine, sì .. si sta toccando per te, perché sa benissimo quante volte l’hai desiderato, e comincia a farlo così ancora semivestita.
Tocca a te… ti si avvicina minacciosa e fa aderire il suo corpo alle tue gambe, alle tue ginocchia, le fa correre in mezzo ai suoi seni, solletica i tuoi piedi con il finto raso dei pantaloni, ti bacia i fianchi, sulla maglietta, ti bacia l’anca sui pantaloni della tuta e continua a baciarti avvicinandosi alla tua erezione, stuzzicandola con il naso, scaldandola con l’alito, graffiandola con le mani ora che è ancora imprigionata tra i tessuti. Ha deciso di liberarla con i denti, mentre usa le mani per frizionarti l’esterno delle cosce con pressione e sfilarti la tuta dal basso, fa lo stesso con i boxer.. usa i denti per abbassarli, ti spinge il pene di lato con il naso e ti bacia il tatuaggio, con la lingua.
Finito di spogliarti torna tra i cuscini, e finisce di spogliarsi lei, e tu sei rimbambito inerme e immobile che assisti al tuo pomeriggio perfetto, e per riprendere il contatto con la realtà ti fai un bel sorso di birra fresca.
Lei è nuda adesso, bellissima… era bella anche prima ma adesso è nuda per te ed è bellissima; nuota tra i cuscini gioca con loro se li passa tra le gambe e te li tira, tu li acchiappi al volo li annusi, li baci con trasporto e per farlo devi mollare per un attimo la presa del tuo aggeggio… può aspettare lui, ed è meglio non far cadere la birra per ora.
Lei ricomincia a toccarsi, stesa sotto di te, alza le gambe e le appoggia sulle tue, sei in prima fila vecchio e sai che questo spettacolo non lo ha mai fatto per nessuno, non così, e sai che è solo l’inizio.
Ogni tanto ti chiede cosa vuoi, e tu la fai girare adesso, la fai mettere a pancia in giù e a culo in su, mentre continua a toccarsi, e la sfiori con un piede tra le ginocchia, e Lei fa un impercettibile movimento indietro e in pratica si siede sul tuo piede, ed inizia a strusciarlo contro il suo sesso, inizia a bagnartelo, lo fa suo… e gode, e tu stai smanettando l’uccello alla grande perché è lo spettacolo che hai sempre voluto vedere.
Allora si gira e ti succhia l’alluce, mette insieme i tuoi piedi e li succhia entrambi gli alluci, quello vergine e quello no, e tu guardi dietro l’orizzonte della sua testa, lungo la curva della sua schiena fino all’ombra curva del suo sedere alto, mentre senti la sua lingua che fruga tra le dita, mentre cambi continuamente velocità alla tua mano perché se è troppo veloce esplodi e se è troppo lenta ti fa ancora più male.
Lei se ne accorge e dai piedi inizia a salire, con i baci della sua bocca risale le tue gambe, lecca bacia morde ogni millimetro, lenta e veloce.. come può essere così lenta e così veloce dio santo come fa??
Ci siamo è arrivata, le labbra si appoggiano attorno alla tua palla sinistra e la scaldono con un vento caldo infernale, ti fa aprire bene le gambe e non si fa sfuggire nulla di tutto quello che può farti piacere, non usa le mani, solo le labbra, sa che impazzisci per il suo labbro inferiore e lo strofina dappertutto la sotto mentre tu continui imperterrito a muovere la mano, non riesci a fermarti anche se sai che verrai prima che lei arrivi in cima con la bocca, ma non importa.
Anche Lei lo sa bene, e vuole così, vuole continuare a baciarti tra le palle ed il culo, strofinando il naso, strusciando le ciglia, avvolgendo con i capelli; sente il tuo respiro ed il tuo cuore, sa perfettamente a che punto sei e non si ferma, aspetta di sentire il gemito, il braccio che comincia movimenti non più ritmati, il cuore che impazzisce, il primo schizzo che dopo un bel volteggio nell’aria le piomba al centro della nuca, e quello è il segnale, adesso sì che può iniziare, il secondo schizzo non fa in tempo a partire perché viene divorato, il tuo uccello le singhiozza in bocca il resto del piacere ma adesso è suo non lo togli più da lì…
E continua veloce piano piano veloce continua veloce piano piano veloce, il tuo uccello non ne vuol sapere di andar giù, sono 10 minuti buoni che non lo vedi più, da quando le sue labbra lo hanno inghiottito, è l’inizio dell’estasi totale del tuo pomeriggio perfetto.
Ti ritrovi dopo un tempo indefinibile al quinto orgasmo, e perdi Lei di vista per un attimo per prendere una birra, ma è ancora lì, la senti, tra le tue gambe, si sta ripassando tutti i lineamenti del suo viso con la punta della tua cappella, mentre con l’altra mano ti stringe forte e piano le palle, forte e piano piano e forte. Con la mano principale ad un certo punto ti strizza la punta e fa uscire una misera gocciolina, ormai più acquosa che altro, la succhia avidamente e te la mostra fiera appoggiata al suo labbro inferiore, il tuo preferito.
Ti guarda negli occhi e finalmente si alza e viene fino al tuo viso a baciarti, hai il tuo seme tra i capelli, sulle sopracciglia, sulle basette e chiaramente nello stomaco; è il secondo bacio, diverse ore e innumerevoli orgasmi dopo siamo solo al secondo bacio, e non hai la minima idea di quanto tempo sia passato; ti bacia il collo ti morde il lobo dell’orecchio e ti sussurra che è lì per te, perché ti ama, perché è la tua puttana, e ti chiede se finalmente riesci a sentirlo.