Assistenza a Stefania

Assistenza a Stefania

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Questa estate con i miei amici (e amiche) non c’era stata la possibilità di andare come sempre un paio di settimane tutti assieme da qualche parte. Qualcuno non lavorava e perciò poteva in qualunque periodo, alcuni lavorano a luglio, altri ad agosto… Così Tommaso èbbe un’idea brillante, ci riferì di aver letto un annuncio di una casa a Barcellona con varie camere che affittavano per i mesi di luglio ed agosto e costava poco. Avremo potuto dividere per 20 e potevamo accedervi tutti quando volevamo durante quel periodo.
Io ci sarei andato un paio di fine settimana e poi l’ultima metà di agosto. Quando sono arrivato a metà agosto ho trovato tutti in partenza perché praticamente l’unica che aveva la possibilità di fermarsi aveva capito che non c’era più nessuno che si fermava. Quando mi ha visto ed ha capito che ci sarei stato io ha riportato la valigia in camera, per fortuna, altrimenti sai che palle da solo…
Salutati tutti, era arrivata l’ora di pranzo e siamo andati a farci una pizza. Il tempo trascorreva sereno a parte il gran caldo, infatti il condizionatore del locale si era rotto ed era caldissimo. Stefania mi disse che appena rientrata a casa si sarebbe fatta una doccia fresca perché non ne poteva più. Dopo la pizza ci siamo avviati verso casa. Purtroppo però di li a breve la giornata cambiò drasticamente, Stefania infatti è stata investita mentre attraversava sulle strisce. Corsa all’ospedale, esito: entrambe le braccia rotte ed ingessate. Per il resto del corpo quasi nulla a parte il grande spavento.
Tornati nella casa delle vacanze l’ho fatta accomodare sul divano e le ho detto “se ti serve qualcosa, una bibita, qualsiasi cosa, chiedimi pure senza problemi”. Mi rendevo conto che così conciata non poteva fare più o meno nulla.
Stefania mi dice “ci sarebbe na cosa…” e diventa rossa.
Io non capisco e le chiedo “che cosa? Non farti problemi!”
Stefania “beh sai, è da quando eravamo al ristorante che non vado a fare pipì…”. Me lo disse con un filo di voce e diventando rossa come un peperone.
Cavolo, non avevo pensato a questo tipo di esigenze… Stefania è una bella ragazza, alta, mora con gli occhi chiari, delle tette tra la terza e la quarta misura, pancia piatta e un bel culetto. Non mi sarebbe affatto dispiaciuto occuparmi di lei in quel senso ma dovevo stare calmo, mi rendevo conto che la situazione per lei doveva essere molto imbarazzante.
Io “va bene, non c’è problema, andiamo in bagno che ti aiuto!”
Stefania “ma mi vergogno…”
Io “facciamo così, per questi giorni vedimi come un badante e non come un uomo, sarò il più professionale possibile”.
Lei era vestita con una maglietta e con una gonna. Arrivati in bagno mi dice “facciamo così, infili le mani sotto la gonna sui fianchi e mi tiri via le mutandine, io mi siedo sul wc e tu stai solo attento che non mi finisca dentro la gonna così faccio pipì senza che mi vedi.” Facendo quell’operazione, per sistemargliela dietro evitando che finisse dentro ho visto per una frazione di secondo il suo culetto. Ho cercato di stare il più calmo possibile perché un’erezione in quel momento l’avrebbe messa molto in imbarazzo. Quando finì mi disse “ecco, prendi un pezzo di carta, lo appallottoli e mi tamponi per asciugarmi. Mi raccomando senza guardare!”
Feci così e andammo di nuovo sul divano. Sapere che era di fianco a me in gonna senza le mutandine mi faceva un certo effetto così per pensare ad altro le dissi “io inizio a preparare la cena così poi quando abbiamo fame mangiamo, se hai bisogno basta che me lo dici”.
Quando finii di preparare la cena mancava ancora un po’ e le dissi “se non ti serve nulla io andrei a farmi una doccia” e poi mi ricordai che in pizzeria aveva espresso il desiderio di farsela anche lei così le ho detto “anche tu volivi fartela prima, ti aiuto io”
Stefania “no, è meglio di no…” arrossendo come prima.
Io “non vorrai mica rimanere 2 settimane senza lavarti? Per aiutarti prima o poi dovrò vederti, perciò è meglio che rompiamo il ghiaccio subito così poi siamo a posto!”
Stefania “non so…”
Io “facciamo così: se ti può far sentire più a tuo agio, visto che me la devo fare anche io, mi spoglio anche io così non sei nuda solo tu, che ne dici?”
Stefania “Tu? Timido come sei? Lo faresti per me?”
Io “certo! Per aiutare un’amica questo e altro!”
Stefania mi conosceva, ero molto timido, non avevo alcun problema a spogliarmi con una eventuale fidanzata ma spogliarmi per stare solo nudo senza far nulla mi imbarazzava non poco. Questo la aiutò un po’ a sciogliersi così mi disse “e va bene ma ad una condizione: ti spogli prima tu!”
Io “va bene”
Così andammo in bagno. Inizia togliendomi la maglietta e poi mi levai i pantaloni. Ero solo con i boxer, senza pensarci li presi per i fianchi e li levai. Mi rialzati e mi rivolsi verso Stafania dicendole “ecco, contenta? Adesso tocca a te?”
Stefania senza dire nulla e con un evidente imbarazzo si avvicinò ed iniziai a spogliarla. Le tolsi, con un po’ di fatica per via delle braccia ingessate la maglietta. Non aveva il reggiseno, gliel’avevano tolto in ospedale per andar meglio. Che belle tette che aveva! Feci una fatica incredibile a non farmelo divantare subito duro. Le mollai il bottone e la zip della gonna e lei mi bloccò “aspetta! Mi vergogno, mettiti dietro di me quando me la abbassi così almeno non ti dovrò guardare negli occhi!”
Feci così, mi posizionai dietro di lei e la feci cadere. Mi ritrovai davanti un culetto incredibilmente bello. Non ce la feci più e l’uccello mi si rizzò ma essendo dietro di lei non se ne accorse, almeno per il momento.
Le dissi “per fortuna il box doccia è grande così ci stiamo tutti e due. Ti do una mano a lavarti e poi mi lavo anche io visto che sono sotto l’acqua”.
Entrammo nel box doccia, non c’erano spugne, in quel momento mi resi conto che l’avrei lavata con le mani. L’uccello era alla massima erezione. Iniziai lavandole i capelli. Lei teneva le braccia alzate per non bagnarsi il gesso ed io facevo attenzione a non spruzzarle l’acqua sulle braccia.
Finiti i capelli le insaponai la schiena. Dopo della schiena toccò a quel meraviglioso culetto. Prima le insaponai le natiche e poi affondai la mano nello spacco insaponandola arrivando al buchetto del culo. In quel momento ebbe un sussulto.
Io “tutto a posto”
Lei con un filo di voce “si si tutto a posto”
Io mi inginocchiai per lavarle le gambe chiedendole di divaricarle leggermente per accedere all’interno coscia.
Da li avevo una visuale incredibilmente bella. L’uccello era talmente duro che mi faceva quasi male. Le insaponai l’interno coscia e poi scesi fino a lavarle i piedi. E poi mi rialzai in piedi e la feci girare per lavarla davanti.
Si girò ed il suo sguardo cadde sul mio uccello in erezione e mi chiese “cosa succede? Ti fa questo effetto lavarmi? Non avevi detto che saresti stato professionale?”. Adesso però si era sciolta un po’ di più, la voce era più sicura e non era rossa.
Io “sei bellissima, per quanto professionale possa essere, sempre un uomo sono!”
Poi iniziai ad insaponarle il petto. Aveva i capezzoli durissimi. Insaponandole le tette li ho passati entrambi con i palmi delle mani e le è uscito un “uhm…”. Così le ho chieso “tutto a posto?” e lei con un sorriso un po’ malizioso “si, direi proprio di si”.
Avevo capito che la situazione le stava iniziando a piacere allora mi sono soffermato ad insaponarle le tette massaggiandole ulteriormente i capezzoli e lei iniziava a mugolare un po’. Con il doccino le ho tolto il sapone dalle tette e mi ci sono attaccato con la bocca e lei “sssiiii mi piace!”
Se prima la toccavo per lavarla, adesso la stavo palpando con passione. Mi sono inginocchiato davanti a lei ed ho iniziato a leccarle la figa che era completamente depilata. Lei mugolava sempre più forte.
Dopo un po’ mi sono alzato, volevo scoparmela! L’ho fatta girare e piegare un po’ in avanti, gliel’ho messo dentro e fin che la pompavo le palpavo quelle tette stupende che si ritrova.
Vedere il mio bacino che sbatteva su quelle natiche sode era molto eccitante. Con una mano ho iniziato a toccarle il forellino, a premerci il pollice che, forse con l’aiuto dell’acqua, è entrato molto facilmente. A lei è uscito un “siii mettimelo anche nel culo ti pego”
Io non ci ho pensato su, l’ho tirato fuori dalla figa e le ho puntato la cappella sul buchetto del culo. Il mio cazzo era lubrificato dai suoi succhi ed il culo era bagnato, perciò è bastato spingere poco e mi sono ritrovato dentro con tutto il cazzo. Era fantastico. Dopo pochi secondi per farla abituare ho iniziato a muovermi, con una mano le tenevo un fianco mentre con l’altra le stavo stimolando il clitoride.
Lei mugolava sempre più forte fin che è arrivata all’orgasmo letteralmente gridando. L’orgasmo ha avuto l’effetto di farle irrigidire i muscoli dello sfintere ed in quel momento non ce l’ho più fatta e sono venuto anch’io riempendole il culo.
L’ho girata, l’ho baciata ed ho finito di lavarla.
Usciti dal box doccia le ho detto “bene, mi sembra che tu ti senta molto più a tuo agio adesso” e siamo scoppiati a ridere entrambi.
Sono state due settimane di sesso sfrenato. Lei per aver meno difficoltà e muoversi più liberamente stava in casa completamente nuda. Io a vederla così ce l’avevo praticamente sempre in tiro. Dormivamo sullo stesso letto, abbiamo trombato in tutte le stanze.
Adesso Stefania non ha più il gesso ed essendo più libera ci faciamo di quelle scopate incredibili sperimentando tutte le posizioni.