André

André

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Chattando con diverse trav, trans e gay, ho scoperto che uno dei loro sogni sarebbe quello di farlo con due donne, prendendo ad esempio la mia compagna e me. A tutte loro è dedicato questo racconto di fantasia, con la speranza che piaccia a tutti.

Erano giorni che pensa ad un regalo originale da fare alla sua moglie Lucia, in occasione del nostro primo anniversario di matrimonio.
Pur sapendo che la mia compagna di una vita non dava alcun’importanza a quel tipo di ricorrenza, e del resto c’eravamo sposate più per motivi d’ordine pratico che altro, volevo che almeno quel giorno fosse diverso.
Anche se ci conoscevamo da una vita, e fossimo andate a convivere subito dopo la laurea, la nostra non era mai stata la classica coppia di lesbiche chiuse in loro stesse, ma aperta anche ad altre esperienze, senza però che il nostro amore perdesse mai la bussola.
Così iniziai a girare in rete alla ricerca di una esperienza da condividere insieme, visto che erano anni che non facevamo nulla di diverso, ma con risultati piuttosto mediocri. Fare una festa in un locale lesbo non era certo il massimo, per una come Lucia che amava ben poco mettersi in mostra, e i week-end in un entro benessere erano già tutti prenotati.
Una sera però m’imbattei in uno strano annuncio in un sito per adulti, dove una travestita di nome André cercava una copia di donne per poter essere la ‘terza lesbica’. All’inizio non compresi quella strana richiesta, così scrissi spiegazioni ad André che non impiegò molto a rispondermi.
Lei era di fatto una travestita di notte, di quelle che di giorno magari vedi in giacca e cravatta e delle quali non sospetti nulla, che però sognava non tanto di fare la donna con un uomo, ma la lesbica con una o due donne, che l’avrebbero dovuta tratta re come una di loro.
All’inizio trovai la cosa semplicemente folle, ma quella sua richiesta si rivelò un tarlo in grado di scavare ogni giorno nel mio cervello, sino a quando non decisi di ricontattarla, questa volta per telefono.
Quella che mi rispose era una voce fin troppo maschile, ma di una dolcezza che quasi mi spezzò il cuore, tanto che rimasi a parlare con lei quasi un’ora, ascoltando le sue poche esperienze con altre donne, che si erano rivelate dei completi fallimenti. André infatti non voleva essere la classica sissy al servizio di una dominante, ma la compagna di un’altra donna e nulla più, un po’ come lo eravamo Lucia ed io. Inoltre il suo pene era del tutto normale, anche se non provava alcun piacere ad usarlo come qualunque altro maschio, preferendo godere usando il posteriore.
“Senti io posso solo proporti una serata diversa.” le dissi in tutta sincerità “Anche perchè non so come la prenderà mia moglie, magari ti vede e ti butta fuori di casa, oppure ti trascina sul letto e ti violenta.”
“Speriamo nella seconda.” mi rispose ridendo “Comunque stai tranquilla, se non funziona amiche come prima.”

Per puro caso il nostro anniversario veniva di sabato, così non ci sarebbero stati problemi a fare le ore piccole, anche se speravo d’arrivarci facendo del buon sesso. Dopo cena presi Lucia e la portai in camera, dicendole che si doveva cambiare perchè avevamo visite emettendo alcune gonne decisamente sul letto.
“Non ho capito viene gente e mi fai vestire come una battona ?” mi chiese guardando con un certo disgusto quello che le avevo preparato.
“Amore per una volta non rompere le palle e fai quello che ti dico, tanto alla fine ti va sempre bene.” le risposi iniziando a cambiarmi.
Per l’occasione oltre a delle minigonne inguinali, avevo scelto dei bei completini intimi composti da push-up e tanga, delle semplici camicette bianche molto trasparenti, e per lei delle autoreggenti con una bella balza floreale, mentre io avevo optato per il più classico reggicalze a tenere delle velatissime calze nere.
Una volta vestite sembravamo due prostitute di basso livello, ma lei non ebbe tempo di protestare che suonò il campanello.
“Su su mettiti le scarpe che è arrivato il mio regalo.” le dissi calzando delle decolté con dei tacchi stratosferici.
Lucia mise invece delle scarpe basse, e del resto essendo alta di suo non aveva certo bisogno dei tacchi, per poi venire dietro di me sino alla porta di casa.
Anche se avevo visto André in video-chiamata, dal vivo era decisamente meglio, molto più femminile, nonostante l’assenza di seno metteva più di qualche dubbio sulla sua femminilità, fasciata in un tubino fin troppo stretto che però ne esaltava i fianchi stretti e il bel sedere.
I suoi lineamenti tipicamente mediterranei la rendevano per quest’aspetto simile a Lucia, che però aveva le labbra più carnose e sensuali, oltre ad un seno di tutto rispetto e senza che avesse mai fatto alcun ritocco. Erano inoltre alte più o meno uguali, e quando si videro avevano anche la stessa espressione come a dire “E adesso che facciamo”.
Se fosse stato infatti per loro due, saremmo rimaste alla porta per non so quanto tempo, così presi per mano la trans per farla entrare e quindi la presentai a mia moglie.
“Lucia lei è André, una donna con un qualcosa in più che è venuta da noi per rallegrare la serata.”
“Piacere Lucia.” disse mia moglie allungando la mano come se ci fosse bisogno di quel tipo di saluto.
“André, ma tu non mi avevi detto che tua moglie è stupenda !” esclamò la trans anche per rompere un po’ il ghiaccio “E anche tu dal vivo sei uno splendore.”
“Lo stesso vale per te.” le risposi arrivandole così vicino da poter annusarne l’odore di zagara “Però a me piace salutare le nuove arrivate in un altro modo.” conclusi poggiando le mie labbra sulle sue.
Sapevo che Lucia non era mai stata gelosa, ma poi ebbi un ripensamento perchè in fondo stavo pur sempre baciando un’altra davanti a lei, ma non appena mi staccai dalle labbra di André, trovai le sue, come a farmi capire che aveva accettato la mia sorpresa.
Senza mai smettere di baciarci, anche se in modo molto delicato, forse un po’ troppo da ragazzine inesperte quali non eravamo, arrivammo davanti al divano, dove l’abito di André finì subito sul pavimento, prima che ci sedessimo mettendola ovviamente in mezzo.
Così mentre mia moglie si divertiva con lei dandole piccoli baci in bocca e sul collo, ma soprattutto toccandola ovunque ma senza mai neanche sfiorarle le mutandine, io potei guardare meglio la nostra ospite. Se non fosse stato per il pene, André sarebbe stata una splendida donna, magari un po’ piatta, ma lo era anche la pancia, e le gambe non avevano un filo di cellulite. Quello che mi più affascinava di lei era l’insieme sinuoso, tanto femminile da sembrare quasi finto, ancor di più se confrontato coi nostri corpi che mostravano i loro anni. Lei invece sembrava non avere età, come se il tempo non la riguardasse, lasciandola perennemente giovane.
Col passare dei minuti anche Lucia ed io ci spogliammo, e non certo perchè la temperatura nell’aria stava salendo vertiginosamente, sino a quando non tolsi le mutandine ad André facendo uscire all’aria il suo piccolo ma grazioso pene, forse inutile per avere un rapporto con una donna amante della penetrazione ‘vera’, ma non così minimo da scadere nel ridicolo.
Quello che però fu il mio primo obbiettivo era il suo sedere, così scivolai sul tappeto per poterle allargare le chiappe ed arrivare al suo buchetto, che con un po’ di stupore non trovai affatto sfondato, ma solo un po’ più aperto del mio.
Sotto le cure della mia abile lingua, la trans iniziò a gemere con vicino Lucia che le stuzzicava il seno con dei piccoli pizzicotti, che non facevano alcun male, ma che in compenso eccitavano a dismisura.
Quando poi lei infilai due falangi dell’indice nel retto, lei all’inizio s’irrigidì per poi quasi dimenarsi, tanto che quasi cadde dal divano.
“Andiamo sul letto, almeno l’anguilla non scappa.” propose Lucia col suo solito tono ironico che mi piaceva tanto.
Non appena fummo in camera, mia moglie fece sdraiare André fra le sue gambe, mentre io mi mettevo dentro uno strap-on senza cinghie, che a bene vedere mi faceva sembrare più maschio della nostra ospite.
Metterlo dentro alla trans fu facile, e per lei di fatto indolore anche perchè la penetrai molto lentamente, ma del resto avevamo tutta la notte davanti. Lo scoparla fu invece un vortice di sensazioni mai provate, e non solo perchè a lei si drizzò tanto il pene, da farlo sembrare molto più grande di prima. Se con Lucia il sesso anale era per entrambe una digressione da fare ogni tanto, un po’ come l’utilizzare un dildo, o fare un giochino di ruolo, con André era di fatto l’unica soluzione per vederla godere in modo totale, tanto da farlo sembrare naturale. Per un attimo mi resi conto che avrei voluto essere un uomo solo per scoparla con una nerchia vera, e non una di silicone, e vedere André godere ancora di più.
Anche quando mia moglie si mise sopra di lei per farsi leccare la passera, io continuai a fottere quella trans quasi con rispetto, avendo l’unico scopo di darle del piacere, pur non riuscendo perchè bloccata a livello mentale a prenderle il pene in mano.
“Perchè non scopi anche un po’ me ?” mi chiese Lucia quasi ce ne fosse bisogno.
“Subito amore mio.” le risposi passando dietro di lei.
Alla mia donna gli umori colavano copiosi sulle gambe, tanto che infilarle dentro il fallo fu fin troppo semplice, così come fotterla quel tanto che bastò per mandarla in orbita, anche perchè André non smise mai di leccarle la passera.
Anche se ero abituata a vederla godere, quella sera fu diverso, e non solo perchè c’era una terza persona, quanto per il modo in cui mi cercava, lei che gradiva poco esser scopata preferendo essere la parte attiva. Alla fine venne urlando ai quattro venti il suo orgasmo, ma subito dopo fece qualcosa che mai mi sarei aspettata.
“Togliti quel cazzo finto dalle gambe e mettiti sopra di me, poi tu la scopi e mi raccomando falla godere.” ci disse sdraiandosi al centro del letto.
André ed io mi mettemmo come voleva lei, e sentire un membro vero poggiarsi sulla mia passera, per un attimo mi diede i brividi, ma non appena lo spinse dentro fu solo un lungo viaggio verso il piacere. La trans non scopava come un uomo, che pensano sempre al proprio piacere e se gode anche la donna tanto meglio, lei fu di una dolcezza mai vista, attenta a non farmi alcun male, tanto che a un certo punto fui più io a spingere che lei.
Le mie esperienze etero erano state poche e tutte fallimentari, ma con André era tutto diverso, come se non ci fosse mai stato alcun passato, e quello fosse il vero modo di possedere una donna.
“Mettiglielo nel culo, che alla sua fica ci penso io.” disse Lucia alla trans cogliendo entrambe di sorpresa.
André però dopo un attimo di smarrimento, fece quello che le aveva chiesto mia moglie, che da parte sua non aveva mai smesso di leccarmi la passera. Anche questa penetrazione fu dolcissima, tanto che non ebbi neanche la minima sensazione di dolore, ma solo una immensa di piacere. Più la trans spingeva, più io volevo di più, neanche fossi mai stata una ninfomane assetata di sesso anale, ma in quei momenti era come se la sua nerchia non mi bastasse, e solo la lingua di Lucia riusciva a compensare quello che mi mancava.
Non ebbi un vero e proprio orgasmo, ma una serie di black-out mentali che mi fecero perdere il senso non solo della ragione, ma anche del tempo, tanto che quando lei mi lasciò scivolare sul letto, ero talmente appagata da non desiderare altro.
Impiegai diversi minuti per riprendermi, ma non appena tornai con un minimo di forze, volli ricambiare il piacere ricevuto, così feci sistemare André carponi sul letto, per poter avere il suo bel culo insieme a Lucia.
Da consumate lesbiche iniziammo a leccarle quei cocomeri che aveva al posto delle natiche, tanto dure da far invidia a noi che le avevamo normali. Lentamente le nostre lingue s’avvicinarono sempre più al suo buchetto, che anche se era già stato violato, appariva come un frutto proibito ancora da cogliere.
Vidi Lucia prendere lo strap-on per usarlo come semplice fallo, per poi infilarlo lentamente nel retto della trans che iniziò subito a gemere di piacere, e non volendo usare solo la lingua, che continuavo a passarle intorno all’ano, le presi il pene in mano per masturbarla. Avvertì subito la scossa di piacere che provò non appena glielo presi fra le dita, scosse che si susseguirono sempre più ravvicinate, man mano che io la segavo e Lucia la scopava, con un ritmo dettato più da mia moglie che da me.
“Che ne dici di farlo insieme ?” proposi a mia moglie che mi guardò con smarrimento per un attimo prima di capire cosa volessi fare.
“Allora prendo i gemelli.” mi rispose per andare a quello che chiamava il ‘cassetto dei giochi perversi’.
I gemelli non erano altro che due piccoli dildi anali presi in coppia, con una punta a palla della grandezza più o meno di un pollice, lunghi una ventina di centimetri, e fatti un po’ a C per poter dilatare meglio l’ano. Lei li unse abbondantemente prima di passarmene uno, per infilarli entrambi nel buchetto di André che ancora non aveva ben capito cos’avevamo in mente di farle.
Anche le punte erano abbastanza piccole, quando s’incontravano davano una vera e propria scossa di piacere, pur non dilatando in modo dolorose lo sfintere, facendo sì che quel gioco potesse durare in teoria all’infinito, con grande piacere di chi lo subiva. A me piaceva usarli infilandoli nel culetto di Lucia quasi insieme, per poi farne girare uno intorno all’altro, in modo che non solo si sentisse la punta di questo, e che il buchetto si aprisse sempre di più, senza però procurare alcun dolore alla mia donna. Lei invece preferiva usarli come si fossero uno solo, sodomizzandomi fino a sfinirmi, usando la curvatura per allargarmi non solo l’ano ma tutto lo sfintere.
Com’era facilmente prevedibile, la trans andò quasi in estasi, con noi due che con tutta calma spingevamo ora l’una ora l’altra, il dildo dentro di lei, facendo sì che all’interno ce ne fosse in tutta la sua lunghezza sempre uno, e l’altro a mezza strada.
“Cazzo siete due demoni !” urlò André quasi contorcendosi per il piacere.
“E questo è ancora niente, adesso girati che viene il bello.” le risposi avendo quasi fretta di portarla all’orgasmo.
Come lei si sdraiò, con Lucia ripresi il gioco coi due dildo, ma questa volta tenendole il pene in mano, che però muovevo in modo quasi impercettibile, volendole prolungare il più possibile il piacere. Quando venne lo fece schizzando poche gocce di sperma sulla sua pancia, gocce che raccolsi con la lingua per portarle alla sua bocca, subito seguita da Lucia che prese quelle che avevo lasciato. Ci ritrovammo così in un lungo bacio a tre carico del suo piacere, che però sentivamo anche come nostro, avendola un po’ usata per realizzare una nostra perversione.
“Ora tocca a voi due, su mettetevi a pecora e lasciatemi quei bei giochini.” ci disse volendo concludere in bellezza la serata.
Lucia ed io ci sistemammo carponi una vicina all’altra, in modo da poterci baciare mentre lei ci sodomizzava insieme, per finire col toccarci a vicenda avendo voglia di godere il più possibile.
Il picco del piacere ci raggiunse insieme, quasi a voler coronare la nostra unione, con André che rallentò le sue mani, sino a fermarle dopo averci tolto i dildi dal sedere.
Rimanemmo ancora un po’ a parlare, ma eravamo tutte e tre stanche, così André si rivestì per poi chiamare un taxi e tornare a casa sua, ma solo dopo averci fatto promettere che l’avremmo chiamata.
“Certo che sì !” le rispose Lucia “Stasera ho goduto come un pazza, ma soprattutto ho visto mia moglie farlo con me, ed il merito è solo tuo, quindi stai tranquilla che ci rivedremo.”
E quella fu solo la prima di una lunga serie di piacevoli serate a tre.

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