La pupù di mia moglie

La pupù di mia moglie

Avvertenze: questa storia è frutto di fantasia e di immaginazione ma è anche il frutto di desideri molto particolari e osceni. Come autore non posso negarli ma dare sfogo con la penna. Non cerco certo condivisione e posso pure comprendere il ribrezzo e lo schifo per questi argomenti molto “hot” e molto “scat”. Quindi sconsigliato per gli stomaci “deboli”… Non vi dirò il mio nome… Chiamatemi pure signor X o Y, non importa, ma non mi arrischierò mai a pronunciare il mio nome associandolo ad una storia tanto oscena e sporca. Sono un modesto impiegato comunale sposato a una bellissima donna, una collega conosciuta proprio in ufficio. Ovviamente non dirò mai il nome di questa dolce e delicata signora che merita solo rispetto. Se volete, chiamatela Madame V, la mia adorata regina. Sono stato sempre innamorato di lei da quando la conosco e per conquistarla le ho fatto una romantica corte a base di poesie, rose e di qualche prezioso com’era nello stile del buon tempo antico. Non saprei veramente descrivere un angelo del genere ma ci proverò. Piccola di statura ma ben proporzionata, con una figurina che disegna i contorni di un violoncello pronto a suonare delle allegre serenate. La folta criniera color corvino sormonta un visino di rara e superba bellezza. Grandi occhi verdi con un leggero strabismo di Venere, naso un poco aquilino e labbra carnose, rosse e calde da appoggiare per perderci i sensi. Un viso di splendida strega che in altri tempi avrebbe fatto evidentemente una fine non proprio bella… Quel viso l’avrei carezzato e baciato per l’eternità ma non posso trascurare di citare quel meraviglioso, capiente e poderoso culo a cui è impossibile resistere illudendosi di non perdersi nella sua squisita densità. Il culo di mia moglie è qualcosa che non si può dimenticare e dovrebbe essere conservato nello scrigno dei più preziosi ricordi. Qui apro una parentesi che è anche un incipit. Accanto al bel viso d’angelo di una donna, non puoi non amare quei due bei palloni che terminano al fondo della schiena come un allettante invito. Come puoi resistere senza toccare, tastare, leccare un tale concerto di rotondità che esprime naturale allegria. Non ci posso far nulla: amo, adoro ardentemente un culo di donna a cui vorrei offrire tutto il mio desiderio e la mia passione. E, passatemi la volgarità, cosa sarebbe un bel culo femminile se non scorreggiasse rumorosamente e cagasse in abbondanza ? Soave e osceno concerto che fai battere il cuore ! A volte mi chiedo perchè un peto di donna non profumi veramente di rosa e viole e invece di donare cacca, un culo non espella cioccolato e nutella da versare nelle bocche affamate di uomini ingordi ! Invece le trombette dei culetti femminili sono qualcosa a cui non si può rinunciare e sono tanto più eccitanti e divertenti quanto più sono rumorose. In effetti non avevo mai mancato di far timidamente capire a mia moglie quanto mi piacesse il bel viso d’angelo stregonesco ma anche il suo gran culo. Lei si donò generosamente e si fece baciare le belle chiappone e leccare anche il buchino fino a farsi penetrare con la lingua. Ero troppo coinvolto da lei e se mi avesse scorreggiato in faccia e anche in bocca nulla avrei detto ma avrei continuato a titillarle il morbido culetto. Accadde un giorno… Entri nel bagno per lavarmi le mani e la vidi in tutto il suo splendore, seduta sul trono… Dovete sapere che mia moglie è stitica e quando deve scaricare l’intestino la sua defecazione è abbondante e i suoi peti veramente numerosi e tonanti… “Mmmmmgh…” PRRRRRR ! Cominciò a scorreggiare come una furia e poi a scaricare la diarrea per il mal di pancia provocato dai lassativi. Dapprima mi imbarazzai ma poi divenni caldo ed eccitato e lì per lì avrei voluto farmela per terra oppure masturbarmi. Invece mi trattenni, mi avvicinai e cominciai a carezzarle e baciarle il viso con delicatezza. Quando ebbe finito di riempire il gabinetto le baciai le dolcemente le chiappe che avevano fatto il loro dovere e poi strappai della carta igienica con cui le strofinai e le pulii il buchino con suo gran piacere e soddisfazione “Ma quanto sei caro e dolce, amore mio ! Devo ricompensarti…” disse lei… Così mi sbottonò i pantaloni, poi afferrò il membro e lo ripose in bocca… Ero così eccitato che quasi immediatamente scoppiai e la inondai di sperma ! Avendo smarrito i nostri sensi ci sdraiammo per terra e facemmo l’amore in maniera furiosa e aggressiva come se non ci fosse un domani… Dopo un’ora, lei si preparò il bidet e si sedette senza farsi mancare le mie coccole, i miei baci e le mie carezze anche durante quell’atto intimo. Continuò: “WOW ! Sapevo che eri molto dolce ma non pensavo tu fosse un tale porcellino… E’ tutto molto eccitante !” Così lei mi confessò i suoi piaceri e desideri più “bassi” e vergognosi e mi ricordò che quando era piccola e doveva fare la sua pupù sul vasino, non mancava di fare i capricci perchè papà o mamma la assistessero… Madame V è rimasta esattamente quella bambina capricciosa e viziata… Seduta sul gabinetto sognava qualcuno che la adorasse e la coprisse di attenzioni mentre petava e defecava. Con questi pensieri si toccava… e intanto faceva cacca in abbondanza colmando di effluvi osceni il bagno… I suoi racconti mi stordivano, mi seducevano e mi eccitavano… E d’altronde come avrei potuto ritrarmi di fronte alla prorompente e dolce bellezza di mia moglie ? Di fronte al culo di mia moglie ? E quindi anche di fronte alla sua pupù e alle sue scorreggine ? Il nostro rapporto era arrivato ad una svolta un poco imbarazzante ma anche, non lo nascondo, molto ma molto piacevole… Da allora tutto diventò rituale e cerimonia e i fondo anche l’inaugurazione della “svolta” fu una sorta di rito propiziatorio, Quel giorno decidemmo di svuotare le viscere insieme e fuor di casa, con il possibile imbarazzo di essere scoperti. Solo l’idea ci faceva ubriacare dall’eccitazione! Per cagare finalmente all’unisono ci bombardammo con cocktail di forti lassativi al punto tale da farci venire il mal di pancia con la colite. Per raggiungere il parco rischiammo quasi di farcela addosso e confesso di aver provato una punta intensa di piacere all’idea che lei si cagasse addosso dopo avere emesso una sonorissima, potente e puzzolente scorreggia. Le avrei confessato questa mia imbarazzante fantasia e lei dapprima rise ma si vedeva dal rossore del viso quanto fosse eccitata all’idea. Trovammo un folto cespuglio e ci appartammo, calandoci freneticamente calzoni e mutande, dopodichè tendendoci per mano, ci svuotammo sonoramente. Lei era bellissima, così accovacciata e tutta intenta in quell’atto estremamente intimo… Intanto, mentre scorreggiavamo e cagavamo all’unisono, ci abbracciammo e ci baciammo all’unisono. Mischiammo i nostri peti e le nostre feci così, senza ritegno alcuno… Come avemmo finito, presi delle foglie e pulii il mio e poi il suo culetto e, lei, come per riconoscenza mi prese l’uccello che s’era fatto duro e lo ripose nella sua caldissima pussy dopo averlo leccato e baciato come una leccornia. Indi si mise a cavalcarmi fino a sfinirmi di godimento ! Decidemmo poi come organizzare e condurre il rituale. Dato che la mia Madame V era stitica, l’idea principale era che per tre, quattro giorni avremmo fatto l’amore in maniera più convenzionale. Intanto in quel periodo avrebbe maturato i suoi stronzi, pronti per essere sganciati… Al terzo o quarto giorno le avrei somministrato un lassativo o un clistere ma prima avrei dovuto dedicarmi alla contemplazione e all’adorazione della mia regina. Lei si sarebbe spogliata integralmente mostrandosi in tutta la sua bellezza e le sue grazie e posso giurare al coraggioso lettore che Madame V è realmente una donna bellissima ! Viso di rara bellezza sormontato su un corpo sinuoso, morbido, sensuale… Dapprima la contemplazione, ammirandola in tutta la sua bellezza e magari masturbandomi sotto gli occhi smeraldo di lei, lascivi e soddisfatti… Poi era il turno dell’adorazione, ossia dovevo carezzarla, baciarla e leccarla dappertutto, senza risparmiare un solo millimetro della sua pelle… Prima dovevo carezzare e baciare quel suo meraviglioso viso da dea, ed era sommo piacere perchè solo a sfiorare le sue gote, mi pareva di sottrarre le briciole preziose di un tesoro meraviglioso e diventare parte di lei. Poi le carezzavo la schiena e la baciavo su tutto il corpo come se fosse un’estesa vallata colma di fiori e di frutti. E ad ogni bacio, mi pareva di mettere un seme in lei per far crescere dolcissimi frutti da addentare con ingordigia ! Le succhiavo il florido seno come fossi stato ancora bambino…“Ti amo tantissimo e sei meravigliosa ! Adoro il tuo viso e anche quel bel culone che ti porti appresso…” “Tesoro” rispose lei “ questo splendido culo te lo devi guadagnare… Le vie che conducono a lui passano per la figa per cui datti da fare…” Senza farmelo ripetere, mi avventavo sulla pussy carezzandola, leccandola, assaporandola e somministrandole ditalini a iosa come per atavica fame ! Tutta eccitata, lei squirtava come una matta, inondandomi letteralmente… A volte le capitò di farmi pure la pipì addosso ed erano i primi esperimenti per farmi diventare un “cesso umano”. Io non me lo facevo ripetere… Obbedivo alle sue esortazioni ed ero felice di essere il servo della mia regina. Adoravo ricevere tutte le sue secrezioni e l’amavo nella sua totalità di donna stupenda e superba. Amavo lei, il suo viso, i suoi occhi, i suoi capelli, il florido seno, il capiente culone con il suo buchino ora stretto e ora allargato… E amavo sempre lei e il suo intestino con tutta la sua merda… Amavo la sborra, il piscio e i peti sempre rumorosi… Tutto di lei per me è sempre stato bellissimo ! Indi prima di purgarla, lei si decideva a concedermi il culo. In genere ci mettevamo davanti a uno specchio così lei poteva vedere mentre le leccavo il buco del culo… mentre infilavo la lingua nel buco del suo culo come per desiderio di entrarvi interamente… A quella visione veniva colta da orgasmi e si masturbava anche mettendosi più dita nella vagina. “Cosììììì… Cosìììì… Non smettere mai ! Puliscimi il culo a fondo !” Ogni tanto alternavo la lingua con un paio di dita che poi estraevo da buchino per annusarle… Soave e demoniaco paradiso ! Mentre la leccavo, annusavo la puzza di culo e non di rado è capitato che, vedendomi eccitato, mi scorreggiasse in faccia, scompigliandomi pure i capelli ! Dopo averle lubrificato il buchino per benino, la riempivo di potenti lassativi oppure le infilavo una supposta nel culetto. Il meglio era somministrarle clisteri anche servendomi della classica peretta… Intanto perchè potevo ancora ammirarle meglio il culo e magari continuare ad accarezzarlo, baciarlo e leccarlo. Queste operazioni la sconquassavano dentro ed era costretta a correre al gabinetto con fortissimi mal di pancia. Quanto era regale mentre Madame V si sfilava le mutandine e poggiava il culone sulla tazza. Non perdeva mai la sua sensualità innata nonostante l’apparente timidezza ! Poi, piena di merda com’era, cagava e scorreggiava come altre mai ! Io l’amavo anche per questo: una donna superbamente bella e dolce ma allo stesso tempo gran pisciona, regale scorreggiona e imperiale cagona ! Regina e impagabile troia e sporcacciona ! A vederla io non potevo fare a meno di baciarla, carezzarla e anche abbracciarla… Pere rendere tutto anche più intrigante e vergognoso comprai un pitale e un vasino da notte per bambini e le capitò spesso di fare la pupù nel vaso di porcellana come una bimba. Gran porcellina perchè voleva essere vista nel momento del suo bisogno corporale per essere ricompensata da tante coccole. Allora lei si metteva da tergo e si sedeva sul vasino in modo tale da far vedere come il culetto si schiudeva e rilasciava gli stronzi. Parola mia che a quella vista mi prendeva una voglia di entrarci tutto, su per quel culo, per impregnare tutto il mio membro dei suoi umori e dei suoi odori. Ma io non volevo inculare la mia Madame V e non perchè non ne sentissi il desiderio, ma avevo una paura fottuta di farle male. Dopo aver fatto la sua abbondante pupù, si faceva pulire il culo da me con la carta igienica. Imprevedibilmente un giorno mi spiazzò e mi intimò di pulirglielo con la lingua. “Guarda questa cacca ! Non vorrai mica che vada in giro così, con il culo sporco e sudicio in questo modo ! Non è degno di una regina e poi cosa direbbero i miei sudditi ! Allora datti da fare con la lingua… Dopo un momento di smarrimento, realizzai che la cosa fosse estrema ma anche veramente eccitante e d’altronde io amavo tutto di lei e quindi il suo culo, e quindi le sue scorregge e quindi la sua merda… Ci misi gran lena per pulirla e soddisfarla e lei, come completamente impazzita mi indirizzò un altro ordine regale: “Inculami ! Dai, incula la tua regina ! Incula questo meraviglioso culo regale sporco di merda ! Non è quello che hai sempre sognato, gran porco !” Non me lo feci ripetere due volte e con lei a pecorina, il cazzo affondò facilmente in quell’intestino ancora morbido per i residui delle feci. La penetrai con nostra gran soddisfazione e dopo averle infiammato letteralmente il culo, estratto il cazzo, lo baciai e lo leccai con tenerezza… Data la sua somma soddisfazione e l’estremo piacere provato, Madame V mi ricompensava prendendosi cura in ogni modo del mio uccello e dopo averlo sollazzato a dovere, se lo riponeva nella pussy come si mette una perla preziosa in uno scrigno dorato di inestimabile valore. Poi mi cavalcava con furore e considerando la mia predilezione per il caro e vecchio culo mi mostrava le terga in modo tale che lo potessi ammirare in tutto il suo splendore e in tutta la poderosa magnificenza. Celestiale visione ! Sembrava che quelle chiappe bianche e prosperose si prendessero tutto lo spazio fino a farmi sparire. Il mio cazzo diventava misera cosa se sormontato dal culo imperioso di Madame V… Naturalmente poi ci dedicavamo a praticare ogni possibile e fattibile posizione dell’amore spesso mantenendo avvinghiati in nostri corpi fino scioglierli e farne un’unica, meravigliosa cosa… Adoravo anche il 69 e, pregando la mia regina di “fare piano” mi dedicavo con ardore ad adorare sia la pussy che il culo… Finchè venne il giorno in cui decise di provarmi come “cesso umano” e, per dedicarci a questa nuova pratica, le comprai una particolare sedia con tanto di “oblò” per permettere al culo di essere visto mentre deposita i suoi osceni prodotti. A chi si distende è permesso di ammirare l’atto della defecazione e nello stesso tempo ricevere tutta la cacca calda e fumante. In questo caso offrii la mia pancia alla cacata della mia bellissima regina ed impiastricciandomi ne ricavai enorme piacere. Tuttavia non mi spinsi oltre e il lettore avvezzo all’argomento può ben comprendermi. Questo sino ad oggi, ma non è detto che questo “cesso umano” venga collaudato più a fondo dalla meravigliosa Madame V… Chissà… E questa è la storia oscena e depravata del signor X e di Madame V, coppia tutta al di fuori dei consueti schemi sessuali… Fra voi qualcuno si sarà disgustato cimentandosi in questa lettura e magari l’avrà pure interrotta… Altri saranno stati colti da irrefrenabile ilarità come se stessero leggendo un racconto di umorismo volgare o di grana molto grossa… Altri si saranno lanciati in condanne ed invettive nei confronti di una laida coppia di esseri immorali da condannare senza appello. Questo solo posso dire al mio lettore: io e mia moglie ci amiamo tanto e anche molto profondamente e non potremmo vivere l’uno senza l’altra… L’amore, poi, può essere una dolce degradazione a cui non si sa o non si può resistere… Tutto rimane nell’ambito della coppia e di più non aggiungo. Saluti dal signora X e dalla sua regina FINE

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3 thoughts on “La pupù di mia moglie

  1. MARCO

    Complimenti, in ritardo….veramente molto bello il racconto.
    Mi piacerebbe molto fare 2 chiacchiere con te.
    E’ sempre stata la mia fantasia più erotica….purtroppo per
    me è rimasta solo FANTASIA.

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