La figlia dei vicini

La figlia dei vicini

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Mi presento, sono Franco, ho 28 anni, sono alto 1.85, capelli neri ed occhi verdi, fisico prestante. Io abito a casa con i miei su una villetta singola i una stradina di un paesetto. Nella stradina in cui abito ci sono tutta una serie di villette e ci conosciamo tutti perché abitiamo tutti la da una vita. Di fronte alla nostra casa c’è quella in cui abita Agata, una ragazza che adesso ha 19 anni. Agata vive anche lei con i suoi genitori, è alta circa 1.70, capelli castani e ricci che le arrivano fino a metà schiena, occhi scuri e labbra carnose. Come tette avrà una seconda ed il suo punto forte è un culo che definisco parlante, nel senso che sembra dirmi “aprimi”!
Tutto è iniziato l’estate dell’anno scorso, vedevo che Agata era un po’ di tempo che mi guardava in maniera particolare, avevo la sensazione di piacerle ma non ho mai indagato sia perché non volevo rovinare gli ottimi rapporti di vicinato che ci sono tra le nostre famiglie sia perché era quasi 10 anni più giovane di me.
Io amo stare fuori in giardino, dal mio giardino si vede il suo. Notavo che se mi sentiva usciva anche lei in giardino ed indossava sempre pantaloncini molto corti che le lasciavano scoperta la parte bassa di quel meraviglioso culo e delle canottierine svolazzanti senza reggiseno sotto.
Capitava che i nostri sguardi si incrociassero e lei mi guardava sempre in modo particolare.
Un giorno, quando era certa che l’avrei vista e che non c’era nessun altro fuori, si è messa a far la verticale in giardio appoggiandosi su di un albero. Fatto sta che la canottierina svolazzante è scesa subito e lei è rimasta con il seno scoperto. Ha visto che l’ho guardata, si è rimessa diritta e sistemandosi la canottiera mi guardava con un’espressione maliziosa.
Poi l’estate passò e con l’inverno ci si vedeva meno.
L’estate di quest’anno notavo che lei continuava a guardarmi con un certo interesse e, a dir la verità, a me lei piaceva parecchio, solo che lasciavo perdere per i motivi di cui vi ho già parlato.
Una sera si è organizzata una grigliata tra le nostre due famiglie nel nostro giardino e, guarda caso, si è venuta a sedere di fianco a me. Era vestita con una minigonna svolazzante ed una maglietta con una bella scollatura a v.
Inutile dire che ogni occasione era buona per sporgersi e farmi vedere da quella scollatura che non c’era il reggiseno. Io avevo l’uccello in tiro ma fortunatamente c’era la tovaglia che sporgeva dal tavolo che nascondeva tutto.
Abbiamo parlato tutta la sera, tra l’altro è anche simpatica perciò ho trascorso una serata piacevole. Verso la fine della serata senza farsi vedere dagli altri mi ha infilato in tasca un bigliettino. Dopo aver salutato lei ed i suoi genitori sono andato in bagno ed ho letto il bigliettino “Franco ti desidero da morire! Questo è il mio numero 331xxxx, scrivimi via sms quando puoi così i nostri genitori non capiranno che stiamo parlando tra di noi!”
Non ho esitato un solo istante, ho preso il cellulare e le ho scritto “Eccomi! Anche io ti desidero ma come possiamo fare?”
Risposta “questo fine settimana i tuoi sono a casa?”
Io “so che devono uscire sabato nel pomeriggio e che rientreranno in tarda serata”
Risposta sua “Perfetto! Mandami un sms mezzoretta prima che escano, io vengo da te con il portatile facendo finta che sia in panne così tu ti metterai a sistemarlo ed io starò la e nessuno sospetterà di nulla!”
Per la cronaca io riparo PC per mestiere…
Sabato circa mezzora prima che uscissero i miei mando l’sms ad Agata e lei 10 minuti dopo suona al campanello. Avviso i miei che ci mettiamo in camera mia così vedo cos’ha il PC e cerco di sistemarlo.
Ci mettiamo a trafficare con il PC, l’attesa è interminabile fin che i miei vengono a salutarci. Escono di casa ed appena l’auto è partita Agata mi dice “finalmente soli! E’ dall’anno scorso che aspetto questo momento!”
Io “sei bellissima! Avevo paura di combinare qualche casino provandoci con te…”
Abbiamo iniziato a baciarci, le mie mani la toccavano ovunque. Poi le ho sfilato la canottierina e le ho detto “queste le avevo già viste ma sottosopra. Adesso le voglio baciare!”
Le ho baciato i capezzoli e poi ho iniziato a leccargliele e succhiargliele. Erano belle sode, fantastiche!
Fin che gliele baciavo le ho infilato la mani sotto i pantaloncini toccandole quel bel culo e palpandoglielo. Mamma mia com’era sodo! Approfittando delle mani inserite è bastato abbassarle per farla rimanere completamente nuda.
Era bellissima, la fighetta era completamente rasata. L’ho presa in braccio e l’ho adagiata sul letto, lei ha aperto le gambe ed io ho messo la testa in mezzo ed ho iniziato a leccargliela. Le leccavo il clitoride ed intanto la sditalinavo. Mugolava molto forte, le finestre essendo estate erano aperte ed i suoi avrebbero potuto sentirci. Ho estratto le due dita dalla sua fighetta e gliele ho messe in bocca. Ha iniziato a succhiarmele come se mi stesse facendo un pompino. Sentivo che stava aumentando il ritmo con cui mi succhiava le dita e poco dopo ha raggiunto il primo orgasmo.
Mi ha tolto i pantaloni e mi ha fatto stendere, poi ha iniziato a toccarmelo per poi prenderlo in bocca. Era bravissima, lo succhiava, faceva girare attorno alla cappella la lingua, poi scendeva lungo l’asta e mi leccava le palle. Era veramente brava. Ad un certo punto, tenendo il mio uccello in bocca, si è girata e si è messa a 69. Avevo davanti la faccia il suo magnifico culo aperto. Senza perdere tempo ho iniziato a leccarle il buco del culo e la sentivo ansimare con il mio uccello in bocca.
Siccome non volevo venire subito, l’ho fermata, l’ho fatta mettere a pecorina e le ho infilato l’uccello dentro la sua bella fighetta. La scopavo con foga e lei mi incitava a scoparla sempre più forte.
Fin che non ce l’ho fatta più e le ho detto che stavo per venire. Mi ha detto che prendeva la pillola e di riempirle la fighetta. Altri due o tre colpi e le sono venuto dentro. Mi sono tolto, lei è rimasta in quella posizione e vederla così era molto eccitante. Il mio uccello non ne voleva sapere di afflosciarsi così ho provato a puntare la cappella sul suo bel buco del culo. Lei invece di opporsi mi ha detto “uhmm… maialino vui anche quello?”
Approfittando della bella lubrificazione che avevo sull’uccello ho iniziato a spingere ed è entrato abbastanza bene. Ho iniziato così a trombarla sul culo, le piaceva. Con una mano ho iniziato a toccarle la fighetta ed a stimolarle il clitoride.
Ha iniziato a dirmi ad alta voce “si! Continua! Mi sento piena, sto godendo da matti!”
Se i suoi genitori fossero stati fuori avrebbero sentito ma non mi interessava nulla, ero troppo eccitato ed impegnato per badare a quello che succedeva fuori dal mio letto.
Dopo un bel po’ ha avuto l’ennesimo orgasmo e con le contrazioni ha stretto il mio uccello ed io sono venuto assieme a lei.
Con calma ci siamo ricomposti e siamo rimasti abbracciati a baciarci per almeno una mezzoretta.
Quella che era nata come un’avventura da letto si è trasformata subito in una storia seria che, ovviamente, non potevamo nascondere alle nostre famiglie e dopo quattro mesi va alla grande.