Una marchetta da pagare 10

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Una marchetta da pagare 10

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Il tempo passava e io Ursula eravamo sempre più legate, a me erano cresciute le tette, ora ero veramente una trans, avevo il corpo sinuoso di una trans una quarta di seno, mi era venuto un viso da gattina in calore insomma da come dicevano i clienti ero diventata una bomba sessuale, io e Ursula alla sera e di notte eravamo le più ricercate, stavamo veramente diventando ricche.
Una sera al nostro ritorno a casa e dopo la solta doccia insieme parlai a Ursula
“Senti Ursula che ne dici se i nostri clienti li facciamo venire a casa nostra, saremmo al caldo più tranquille, senza polizia che rompe i coglioni”
“Cazzo Lulu ormai la pensiamo uguale, volevo dirtelo io questa cosa, si siiii domani metto l’inserzione su tre siti, mettiamo le nostre foto però per due, tre giorni dovremo
andare a lavorare per dirlo direttamente ai nostri clienti
“Sii certo
“Sai non ho per niente sonno sarà per quel caffè bevuto col cliente””
“Dai andiamo a ballare”
“Ma io non sono capace di ballare intendevo in qualche birreria”
“Massssi andiamo dai, vestiamoci normale però”
Ci vestimmo uguale tutte in nero ma con un intimo da infarto, uscimmo e andammo in un bar birreria che c’era in centro entrammo e…..avemmo tutti gli occhi addosso, ci prendemmo un tavolino e comandammo due birre rosse medie, quando arrivò il cameriere ci disse che eravamo due vere vamp.

Poco dopo entrarono due persone, uno era chiaramente gay l’altro cazzo l’altro era mio padre era coccolato da questo ragazzo, si misero al bancone e comandarono due wisky, io mi sentii quasi male, il cuore mi era arrivato in bocca Ursula si accorse subito del mio stato e mi chiese
“Lulù cosa c’è^”?
“Vedi quei due al banco l’altro uomo più maturi è mio padre”
“Ohhh signore santo immagino come ti senti”
I due presero i bicchieri e andarono ad un tavolo appartato lasciato libero da due clienti, io però mettendomi un pò più a destra li vedevo e vedevo che i ragazzo sbaciucchiava mio padre, sentivo che lo trattava come una cosa sua, mio padre era la parte femminile di un rapporto gay, presi il celliulare dalla mia borsetta e feci una foto, poi due poi tre, li avrei fatti vedere a mia madre, poi andai in bagno e per andare dovevo passare vicino a loro.
Quando tornai sentii la voce di mio padre
“Hey bella ragazza vorresti fare una cosa a tre”
“Lo guardai con estremo schifo.
Le due birre finirono ed comandammo delle altre, a un certo punto entrò il ragazzo nostro cliente da tempo con un suo amico, quando ci vide si avvicinò subito a noi
“Ciao Ursula ciao Lulù che piacere vedervi, vi presento il mio amico Rolando”
“Ciao Rolando che carino che sei” dissi
“Rolando ma tu non sei di qui vero?”
“No, sono Norvegese ma abito qui in Italia da anni”
“Dai sedetevi qui con noi, cosa bevete?”
“Anche noi due birre come le vostre”
“Sapete amiche purtroppo i suoi genitori quando hanno saputo che era gai l’hanno buttato fuori di casa ed ora abita con me”
“Anche i miei genitori mi hanno buttato fuori o almeno solo mio padre, tranquillo non sei l’unico ragazzo, ma dove lavori?”
“Faccio il commesso in un negozio di abbigliamento sia maschile che femminile, i miei mi hanno beccato che indossavo un intimo femminile e subito dopo ero fuori di casa”
“Rolando voltati e guarda quei due in fondo, vedi quell’uomo maturi che si sta sbaciucchiando col ragazzo? quello è quello che mi ha buttato fuori di casa”
“E non gli dici nulla?”
“Gli ho fatto delle foto e le farò vedere a mia madre”
La serata andò via allegra Rolando si dimostrò ancora più gay del nostro amico e così arrivarono le tre il bar doveva chiudere così decidemmo di finire la notte a casa nostra.
Una volta a casa nostra Rolando in un impeto mi prese il viso e mi diede un caldo bacio
poi si scusò con me
“Lulù hai già fatto colpo sul ragazzo”
“Rolando mi ha dato solo un bacio”
Ci svestimmo tutti così si vide che Rolando aveva un corpo molto effeminato e sul torace c’erano due piccole tette, lo presi per mano e lo condussi nell’altra camera dove c’era un comodo lettino lo abbracciai e lo baciai teneramente mentre gli accarezzavo i capelli lo baciavo e gli misi la mia lingua in bocca, lui era come un bambino lo accarezzavo e lo baciavo, gli parlavo dicendo che era un bel ragazzo, ci mettemmo di fianco e prese le sue gambe dietro di me, Rolando aveva un bel culetto grazioso femminile forse stava iniziando la trasformazione, puntai il mio culo ed entrai, il ragazzo non era certo vergine, entrai e rimasi ferma un pò, lo guardai negli occhi e gli dissi
“Rolando allora te la senti? vuoi essere scopato?”
“Ohhh si Lulù siii scopami all’infinito, sei bellissima”
“Ohhh grazie tesoro grazie anche tu sei molto bello”
Cominciai a scoparlo lentamente percorrevo tutto il canale, il ragazzo aveva gli occhi chiusi così lo baciai sugli occhi, lo scopavo lo scopavo e mi faceva tenerezza, ad un certo punto aumentai il ritmo sempre più forte e lui andò fuori giri
“Ohhhhhh Lulù siii siiiii che bello siiiiii”
“Sei un tesoro Rolando”
“Si Lulù scopami scopami entra tutta in me scopami mia regina”
“Ehhh se fossi una regina non dovrei lavorare”
“Sei la regina del mio cuore Lulù daii daii ohhhhhhh mmmmm siiii”
“Saresti un bravo compagno di vita Rolando”
“Ohhhhhh mmmmm siiii siiii ohhhhhhhhh”
Poco dopo Rolando sborrò sulla mia pancia, una sborrata calda e tanta tanta poco dopo gli sborrai nel culo una infinità di sborra anch’io ci pulimmo poi ci addormentammo abbracciati.
Di notte dovetti alzarmi per andare in bagno e così dopo andai nell’altra camera sotto c’era il nostro amico e sopra c’era Ursula mi avvicinai e mi accorsi che ul cazzo di Ursula era ancora dentro al ragazzo, scoppiai a ridere ma mi chiusi la bocca per non svegliarli poi tornai da Rolando ,lo guardai era sereno tranquillo e aveva un vago sorriso sul viso mi sdraiai vicino a lui lo baciai e mi addormentai.

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