Tutto iniziò cosi

Tutto iniziò cosi

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Guardandomi indietro, posso dire di essere stata molto fortunata ad avere avuto una madre, cosi comprensiva nei miei confronti. Se avrete la pazienza di leggere cio che vi raccontero’, ne capirete il motivo.  il sesso io, l’ho vissuto in maniera assai travagliato, mai una ragazza, mai qualcuna con cui fare esperienze, sicuramente non ho mai  pensato, che sarei arrivato ad innamorarmi e a frequentare uomini maturi di una certa eta’, e finire a scopare con tutti come una Troia da marciapiede. Ero passato da eterosessuale, a gay in pochi mesi, Non che fossi brutto, ma forse, il mio aspetto troppo femminile, non attirava certo le femmine, che si sa, hanno sempre cercano il ragazzo tutto muscoli e belloccio. Rivolgermi agli uomini, fu un passo direi quasi obbligatorio per la mia situazione. Non so cosa sperassi di trovare dalla sponda opposta, ma avevo da sempre, quella curiosita’ che mi rodeva dentro. Non fu difficile, per me che portavo gia’ i capelli lunghi, trovare qualche intimo di mamma da indossare e provare davanti agli specchi di casa, quando lei era fuori. Mia mamma e sempre stata una donna pudica, mi ha avuto in tarda eta’, e mi ha cresciuto con un educazione d’altri tempi. Quindi parlare di sesso con lei, era tabu. Mio padre mori’ qualche tempo prima, e vivevo solo con mia madre che si occupava di me. certo non poteva fino ad allora, immaginare che suo figlio, il suo unico figlio, stava gia pensando di passare a diventare una bella Travestita. i suoi vestiti casti, non facevano affatto risaltare, la mia femminilita’, ma non avendo altro, usai quelli, masturbandomi parecchio lo confesso, con la sua roba addosso, pensando ai grossi e duri, cazzi di uomini maturi. Avevo la fissa per gli uomini di eta’ tra i 50 e 60, sognavo spesso ad occhi aperti, di essere posseduta da uno di loro, e finivo sempre con lo sporcarle le cose che gli fregavo, di nascosto. Lei scopriva quasi sempre, che le sue cose, erano state prese, usate e lavate, per poi essere riposte in malo modo dove le avevo trovate. Quando mi interrogava, cercavo di negare l’evidenza, anche se a lei non la facevo. Fu in una di quelle volte, che lei mi scoprii finalmente. Arrivati a quel punto, cercavo ad ogni occasione, di farmi beccare da lei, per affrontarla una volta per tutte, e fare finalmente Outing. Cosi fu in effetti. Una mattina, mentre lei era fuori, o credetti fosse fuori, convinta di esser sola in casa, indossai un reggiseno nero e un paio di slip a tanga, con delle calze autoreggenti, che avevo preso in prestito dai balconcini del mio palazzo. Forse roba di qualche signora o ragazza del palazzo, che aveva steso i panni lavati ad asciugare. Mi truccai alla buona, rossetto rosso di mamma, fondotinta bianco sul viso, un po di matita sugli occhi, roba da poco, sciolsi i lunghi capelli che portavo a coda, e mi guardai allo specchio. Finalmente la mia femminilita’, era valorizzata, con quella roba piu Sexy e adatta a me. avevo il cazzo duro, e lo estrassi dal tanga. Avevo preso un cetriolone dal frigo, l’unica cosa a forma di cazzo che trovai in casa, e iniziai a masturbarmi il culetto, facendomelo entrare e uscire lentamente, sdraiata su un fianco, a gamba alzata, nel lettone matrimoniale dove dormiva mamma. Io dormivo in salotto su un divano letto estraibile. Ero cosi intenta a darmi piacere, che non mi accorsi, di mamma, che mi stava osservando nascosta dietro l’uscio della camera da letto. Alla fine pero’ aprendo gli occhi che tenevo chiusi, la vidi, e sobbalzai cercando di balbettare qualcosa. Mamma invece di urlare o sgridarmi, entro’ nella camera, con uno sguardo quasi di comprensione, direi, si sedette sul bordo del letto sospirando, poi inizio’ a parlare, con voce calma e tranquilla. Mi disse, guardandomi dritto negli occhi con i suoi occhialoni da vista: “Avevo intuito giusto allora… La roba che indossi la dovrai rimettere al suo posto pero’, la proprietaria la stara’ cercando….” balbettai una scusa, ero imbarazzatissimo, ma felice che la cosa fosse venuta a galla, era un peso troppo grosso da tenermi dentro. Le spiegai tutto poco alla volta, le promisi di lavare e rimettere al suo posto, l’intimo che avevo preso in prestito, purche’ me ne comprasse lei uno tutto mio. Desideravo essere femmina, mi sentivo donna e glielo dissi apertamente, guardandola negli occhi. Mamma sospiro’, rispose che aveva sperato una vita diversa per me, ma disse anche che capiva, o almeno, si sforzava di capirmi. Mi promise che mi avrebbe comprato l’intimo, e che se il mio desiderio era di essere femmina, lo avrebbe accettato a malincuore. Una madre, deve sempre capire, aiutare, e assecondare i propri figli. Avevo il cuore che mi scoppiava in petto dalla gioia, non potevo credere che finalmente avrei potuto realizzare il mio desiderio nascosto. Parlammo un po, di come sarebbe stata la nostra vita d’ora in avanti, di come lei mi avrebbe accettata ed eventualmente aiutata a realizzare il mio sogno. Quella mattinata, fu un turbine di emozioni fortissime per me, finalmente potevo parlare e confidarmi con mia madre, come sua figlia per la prima volta. Avevo appena 17 anni, eeo ancora come si dice, nell’eta’ dello sviluppo, ma ero pronta a scoprire, le gioie del sesso e dell’amore da femmina. Per quel giorno, poteva bastare, decidemmo insieme, che era meglio rimandare tutto al giorno dopo con piu calma, in modo da dare tempo anche a mamma, di metabolizzare, tutto cio che era accaduto. Ce da dire, che dormii ben poco quella notte, e mi masturbai parecchio. La mattina dopo, come promesso, mamma ando’ al mercato, lasciandomi in trepida attesa fino al suo sospirato ritorno. Quandi finalmente rincaso’, ero un fascio di nervi tesi. Mamma con calma prima sistemo’ le borse della spesa, poi finalmente, estrasse da una busta cio’ che piu attendevo. Disse che aveva girati varie bancarelle, per scegliere giusto e non sbagliare taglia e gusti. Alla fine mi mise in mano, un bel completino intimo nero formato da Perizomino, reggiseno, calze a rete autireggenti e reggicalze annesse tutto nero e ricamato. La guardai quasi in lacrime, ringraziandola di continuo, filai in bagno a cambiarmi, avevo il cuore in gola dall’emozione. Finalmente con un po di vergogna, e le gambe tremanti, tornai in camera da mamma, e mi lasciai ammirare in tutto il mio splendore da lei. Non dimentichero’ mai la sua faccia sorridente, e la frase che mi disse. ” Sei splendida… Ti avessi avuto femmina, avrei voluto fossi cosi.” era il piu bel complimento che potessi ricevere da lei, istintivamente la abbracciai, mi sedetti accanto a lei, e senza piu nessuna vergogna, lasciai che la mia manina, estrasse il duro cazzo che difficilmente grosso com’era, potevo nascondere dentro il ridottissimo tanga. Senza bisogno di masturbarlo, spruzzai e mi sporcai le coscie di sperma caldo. Ero troppo eccitata, mamma fece una battuta, prese un fazzoletto di carta e mentre mi puliva ha detto: ” Che maiala. ” abbiamo riso insieme. Nei giorni seguenti, io e mamma cercammo di affiatare la nostra intesa di madre e figlia, ero andata a dormire con lei nel suo lettone matrimoniale, e poco alla volta, mi stava insegnando a diventare, una casalinga perfetta.  Mamma non era una donna volgare, ma ormai potevo esprimermi senza vergogna con lei. Parlammo anche di sesso per la prima volta, e cercai di farle capire i miei desideri, le mie voglie, i miei sogni sui maschi. Mamma ce da dire, ascoltava sempre tutto senza mai contrastarmi, e dove poteva ovviamente mi consigliava. La sua educazione, non le permetteva di capire in pieno i miei desideri, ma da buona madre, cercava sempre di assecondarmi. Mi serviva un bel nome, e cercammo di sceglierlo insieme. Le chiesi se fossi nata femmina, che nome mi avrebbe dato, mamma non ne aveva idea, io neppure, ma mi piaceva Christy, era elegante, e adatto a me, lo sentivo mio, optammo per quello. Si avvicinava l’estate, io e mia madre, avevamo trovato un affiatamento perfetto. Col passare del tempo, mi aveva ormai accettata come figlia, anche se ancora non eravamo uscite insieme. I pareri della gente, si sa sono sempre negativi in questi casi, e quindi, cercavamo di badare alla nostra privacy. Quando dovevamo uscire, tornavo ad essere suo figlio in apparenza. Mi stava tretta questa regola, ma capivo la motivazione e la accettai. Per il momento ero Christy solo in casa. Con la calda stagione, la voglia di fare l’amore cresceva a dismisura, piu volte chiesi a mia madre di cercarmi qualcuno per la mia prima volta, ma su questo lei fu irremovibile, almeno a quello, dovevo pensarci io, lei mi avrebbe aiutata in tutto, ma per la questione sesso, dovevo arrangiarmi da sola. Attenzione a questo passaggio, perche’ fu determinante per tutto cio’ che successe di li in avanti. Se dovevo procurarmi io gli uomini, avevo carta bianca, per cercare chi volevo e chi mi pareva. Non ci misi molto a quel punto, a trovare uomini disposti a sverginare una bella puledrina Sexy come me. Mi basto’ girare un po su internet, al tempo non avevo il Computer, usavo il famoso Wap dei cellulari, vi ricordate i primi Nokia con collegamento Wap? Ecco… Sondai qualche portale, feci subito conoscenza con un po di uomini sulla cinquantina d’anni, e ne selezionai almeno cinque. Ovviamente avevo messo una mia foto, in modo da potermi far ammirare da chi sceglievo. Di quei cinque, alla fine, ne scelsi uno, e la scelta fu durissina, perche’ tutti e cinque, meritavano l’onore di sfondarmi il culetto e la bocca. Rimasi in contatto con gli altri quattro, e scelsi il mio uomo. Scambiai con lui molti sms, e qualche telefonata prima di incontrarlo. Volevo essere sicura al 1000% di non sbagliare, di aver trovato quello giusto, gentile, educato, prestante, dotato. Lo volevo perfetto, non un maiale qualsiasi, ma un uomo distinto e riservato. Mauro fu quello giusto, Cinquantenne, separato senza figli, pensionato, e ben messo fisicamente. La prima volta con un uomo, per me doveva essere perfetta. Dunque annunciai a mamma, che avevo gia trovato la persona adatta, e mamma ne fu sorpresa. Non credeva che in cosi poco tempi, potessi averlo gia trovato, era curiosa di conoscerlo, e lo avrebbe conosciuto molto presto. Invitai Mauro a casa nostra, un pomeriggio, dopo avergli fatto mille raccomandazioni di comportarsi bene davanti a mia madre. L’uomo mi aveva rassicurata che era distinto e non mi avrebbe mai mancata di rispetto. Mauro, arrivo’ da noi, verso le 14:00 sali’ in ascensore, e alla porta di casa, trovo’ me ad attenderlo in intimo, coperta solo da un vestaglione Rosso di Raso, che mamma mi aveva prestato. L’uomo nel vedermi, rimase incantato, mi lusingo’ dicendomi che ero piu bella dal vero e che la foto non aveva mentito, sulla mia bellezza. Eccitata con il cuore che mi batteva a nille, lo feci accomodare in casa, era un bell’uomo in effetti, alto, magro, capelli corti brizzolati, il viso ben rasato, vestito elegante, nonostante la stagione calda. Lo portai in salotto, e lo presentai a mamma. L’uomo si dimostro’ educatissimo, gentile e mai invadente, era forse troppo perfetto, tanto che per un momento, temetti non fosse vero e stessi sognando. Ero vicinissima, a coronare un sogno che per troppo tempo, mi ero tenuta dentro. Mamma era entusiasta dell’uomo, e ci aveva preso gusto a intavolare discussioni varie, Mauro si dimostro’ colto su ogni argomento, dalla politica, ai fatti di cronaca. Bello, intelligente, troppo perfetto per essere vero. Iniziai ad avere qualche dubbio, che presto dimenticai, quando finalmente arrivati al punto, mamma rivolta a me, mi disse che adesso ero io che dovevo decidere. Io avevo gia’ deciso, e alzandomi, chiesi all’uomo di accompagnarmi in camera da letto. L’uomo piu che volentieri, si scuso’ con mamma, si alzo’ e mi raggiunse in corridoio, mamma sorridente, se ne stava li seduta pacifica e beata. Ma io la incalzai: “Aspettiamo te, che fai non vieni?” mamma, presa un po alla sprovvista disse che ci avrebbe lasciato camera libera e se volevamo potevamo anche lasciare la porta aperta, ma che non aveva intenzione di assistere ad una cosa privata, che riguardava solo noi due. Ci rimasi assai male, e l’uomo, visto il mio dispiacere, intervenne in mio aiuto, con poche parole, ma decise, riusci’ a convincerla a seguirci. Non so come fece, ne ricordo cosa le disse, ma sta di fatto, che dopo averle parlato un paio di minuti da solo in salotto, mamma si alzo’ e ci segui’ in camera da letto. Un’altro punto a favore dell’uomo, che sapeva anche essere convincente. Lo aiutai a spogliarsi, mentre mamma la facemmo accomodare su una sedia a bordo letto. Noi invece, salimmo al centro del lettone matrimoniale, tolta la vestagliona, rimasi in intimo, l’uomo nudo era stupendo, aveva il cazzo gia bello duro, che presi in mano per masturbarlo lentamente, mentre lo abbracciavo e finalmente lo baciai. Fu il primo bacio che diedi ad un uomo, davanti a mia madre. Sudavo leggermente, e tremavo dall’emozione, l’uomo deve essersi accorto, e mi rassicuro’. Era eccezzionale, avevo avuto fortuna una seconda volta, a trovarne uno cosi speciale. Mi rilassai, e mi lasciai trasportare dalla passione, gli buttai le braccia al collo, lui mi teneva stretta a se per i fianchi stretti, e ci ribaciammo con le lingue uno nella bocca dell’altro. Buttavo ogni tanto, un occhio a mamma, che sorrideva li seduta ad ammirarci. Provai un brivido, fu il primo di una serie di quel pomeriggio accaldato. Passammo a fare seriamente, e cercai di mettere in pratica, tutto cio che avevo imparato sfogliando le riviste porno che da sempre, usavo per imparare il sesso. L’uomo volle provare il famoso 69, si mise sdraiato a gambe distese proprio sul posto dove dormiva mamma, senza saperlo, io mi misi sopra di lui rivolta dalla parte opposta, e tenendo lo sguardo verso mamma, presi in pugno, il lungo e duro cazzo dell’uomo, infilandomelo tutto in bocca, l’ uomo fece altrettanto con il mio sotto di me. Fu uno spettacolo, non staccavo gli occhi da mia madre, che a sua volta, con un po di imbarazzo ci fissava incuriosita, ma sempre sorridendomi. Gli ricambiai il sorriso, e mi diedi da fare a succhiare meglio che potevo, il cazzo dell’uomo. Era la prima volta che sentivo un cazzo vero dentro la mia gola, era stupendo, nemmeno nei miei sogni avrei immaginato, potesse piacermi cosi tanto. Succhiavo facendo su e giu con la testa, scostandomi di continuo, i lunghi capelli da un lato per non coprire la visuale a mamma che guardava. L’uomo era forse piu esperto di me, perche’ stavo per venirgli in gola, e dovetti fare uno sforzo enorme, per trattenermi. Vedendomi inesperta, e in difficolta’, Mauro, decise di fermarsi. Mi sorrise, e mi disse di non preoccuparmi, di rilassarmi, ero infatti tesa come una corda. Mi fece mettere sdraiata a pancia sotto, togliendomi il perizomino, mi fece divaricare bene le gambe velate dalle nere calze a rete, e prima di mettersi sopra di me, chiese a mamma, il favore decisivo. “Signora Maria, avrei gentilmente bisogno del suo aiuto, se non e troppo imbarazzata si intende….” mamma, chiese di cosa avesse bisogno, e l’uomo spiego’, che aveva bisogno che mi tenesse aperte le natiche, o non sarebbe riuscito a penetrarmi. Era un passo importantissimo se non voleva farmi male. Mamma tentenno’ un minuto, ma alla fine, imbarazzatissima, si lascio’ convincere. Non potevo credere ai miei occhi, eppure stava davvero accadendo, mia madre, saliva sul lettone, insieme a noi due, si avvicino’ quasi impaurita, l’uomo la rassicuro’ sempre con il tono calmo e gentile, di chi sa il fatto suo. Incredibile come Mauro ci sapesse fare con la gente. Chiese a mamma di appoggiare, le sue manine sulle mie chiappe liscie e morbide, e aprirmele, senza paura di farmi male. Mamma ci provo’ ma tentennava, si scuso’ e ci riprovo’ nuovamente, questa volta ci riusci’. Le sorrisi e le sussurrai un grazie, mentre l’uomo, si distendeva sopra di ne a braccia tese sul lettone, e puntando il suo bel cazzo duro tra mie natiche aperte, spinse poco alla volta. La sua grossa cappella turgida scivolo’ dentro prima un poco, poi ancora, mentre io chiusi gli occhi, e sospirai. Un’altra spintarella, e il suo bel cazzo affondo’ dentro di me totalmente. Era la prima volta che sentivo un cazzo vero dentro di me. Mi ero fino a quel momento, aperta con oggetti vari, ma un palo duro e caldo bon lo avevo mai provato. Ansimai e mugolai di piacere, mentre mamma, toglieva le sue generose manine dalle mie chiappe, l’uomo iniziava a stantuffarmi su e giu prima lentamente, poi prendendo velocita’. Iniziai a ansimare sempre piu forte, aprendo gli occhi, vidi mamma che scendeva dal lettone, tornando a sedersi, la bloccai. “Ma…mma” ho sussurrato mentre godevo comevuna troia, allungai un braccio verso di lei, guardandola negli occhi. Lei a sua volta mi guardo’, sorrise, mi scosto’ i lunghi capelli dal viso, e mi prese la mano, stringendomela, mentre l’uomo faceva il suo dovere sul mio culo ormai sverginato a dovere. Era piu di quanto mi sarei aspettata, un vero sogno che si avverava, non avrei mai immaginato di poter godere cosi’ tanto, e per di piu con l’aiuto di mia madre accanto. L’uomo mi fece cambiare posizione, dovetti momentaneamente lasciare la mano di mamma, per mettermi sdraiata su un fianco, mentre l’uomo da dietro mi teneva sollevata una gamba, era la posizione con cui mi ero esercitata per anni ad infilarmi dentro ogni oggetto possibile nel culetto, e ora finalmente in quella stessa posizione, ne potevo prendere uno vero, l’uomo tornò a spingere dentro il suo cazzo benedetto nel mio buco ormai largo a dovere, entrò stavolta, senza nessuna difficoltà al primo colpo secco, chiusi gli occhi e cercai nuovamente la complicità di mia madre, che prontamente, tornò a tenermi la mano, mentre l’uomo da dietro, sempre senza nessuna vergogna come aveva fatto dall’inizio, continuava il suo dovere dentro e fuori dal mio bel culo ormai spanato e sfondato. il suo bel cazzo duro scivolava dentro e fuori producendo un sonoro CIK CIAK che facevano le sue palle, sbattendo contro le mie chiappe, descrivere la sensazione che provai, era impossibile, certe cose solo provandole si possono capire. Per anni mi ero chiesta come fosse stato farmi scopare da un’uomo, ora lo sapevo e la cosa mi piaceva troppo. mi promisi mentre sospiravo in faccia a mamma, che mai piu avrei cambiato vita, e avrei sperimentato tutto e di piu per provare sempre piu piacere. Speravo che mia madre capisse e non mi abbandonasse, ma questo glielo avrei detto e rivelato a tempo debito, al momento volevo solo che mamma restasse mia complice e che mi accettasse come figlia,quindi evitai di dirgli cosa mi passava per la testolina da vacca in quel momento. Pensai solo a godermi quel pomeriggio caldo e magnifico che stavo vivendo. altro cambio di posizione, Mauro mi fece mettere sopra di lui per cavalcarlo, lui si distese sdraiato a pancia sopra con il bel cazzo duro e dritto, io aiutata da mamma, ci salii sopra, e mentre mamma, mi teneva aperte le chiappe con le sue manine dolci, ormai sembrava averci preso gusto pure lei, lo aveva fatto senza che nessuno dei due glielo avesse chiesto stavolta, presi le mani del mio uomo, e iniziai a cavalcargli il cazzo su e giu dalla sua pancia saltellando, aiutata da mamma, che tenendomi per le spalle, mi aiutava nei movimenti sali scendi. Mamma si era fatta coinvolgere inutile negarlo, l’evidenza era li sotto i nostri occhi, pure l’uomo sorrise, vedendo che mamma partecipava attivamente senza piu pudore ne vergogna. guardai mamma negli occhi, e la vidi contenta per me, dietro agli occhialoni spessi da vista, era contenta non potevo sbagliarmi, un figlio sa riconoscere le emozioni di un genitore, nel mio caso vedevo in faccia di mamma che mi aiutava non forzatamente, ma partecipava con gioia alla situazione. chiederle di farsi scopare dal mio uomo era troppo, sapevo non lo avrebbe mai fatto, ne sarebbe mai andata oltre a cio’ che stava facendo, quindi non dissi nulla, se non ringraziandola di continuo, per il suo aiuto. Mauro finalmente si svuotò dentro di me, allagandomi le viscere, venne con un sospirone lungo, mentre sentivo il suo sperma bollente, allagarmi dentro , e mi fermai dal saltellare,godendo con lui e venendo a mia volta sulla sua pancia sporcandolo. mamma fu prontissima con i fazzolettini di carta, a pulire dove poteva mentre io mi accasciavo abbracciata all’uomo ancora con il suo bel cazzo dentro al mio culetto. Fantastico, meraviglioso, eccezzionale, divino, non avevo piu aggettivi per descrivere quel pomeriggio di pura passione. Quando finalmente mi alzai, tutta la sperma che avevo dentro, iniziò a colarmi giu’ dal culetto sfondato, colandomi sulle gambe e sulle lenzuola, mamma anche li, si prodigò con fazzoletti, a tamponarmi la sperma uscente, e pulendo alla buona quella scesa sulle lenzuola. “Dovremo lavarle… pazienza…” disse poi con una battutina, le sorrisi, e pure il mio uomo sorrise, poi fece una delle sue battute che tanto adoravo “Senta.. se me l’ha messa incinta, le chiedo di riconoscere il bambino” disse con voce in cui trattenne una risata a stento. Scoppiammo a ridere, mamma sapeva essere un vulcano di simpatia quando ci si metteva. quello fu l’inizio, di una lunga serie di scopate che feci con la sua complicità. [email protected]

 

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