Mogliettina trans

Mogliettina trans

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SIATE SPIETATI CON I COMMENTI Sono quello che sono da sempre: fin da piccola mi sono accorta che il mio corpo non si adattava alla mia personalità. Il mio pene è sempre stato minuscolo (come per altro i testicoli) e non mi ha mai dato piacere: allora ho deciso da giovane di iniziare a prendere degli estrogeni che lo hanno rimpicciolito e lo hanno fatto smettere di funzionare definitivamente. Il mio strumento di piacere è sempre stato un altro: l’ano mi dà quelle sensazioni che il pene non dà, col tempo ho iniziato a considerarlo una vera e propria vagina. Col tempo sono diventata sempre più femminile: ora ho una terza di seno, delle natiche molto più femminili, delle gambe magre e mi sono sottoposta a vari interventi per femminilizzare il mio viso. In tutto ciò sono sposata con Eduardo, bell’uomo di colore dal Perù, e lui è tutta la mia vita: non lavoro, sono una casalinga ed adoro che mio marito mi consideri una sua proprietà e sono contenta del fatto che mi picchia a sangue quando sbaglio o lo faccio arrabbiare. Siccome, in quanto sesso debole, non lavoro, il mio compito è soddisfarlo in qualunque sua richiesta. L’altro giorno è tornato dall’ufficio ed io ero un po’ in ritardo con le faccende e quindi la cena non era pronta allora mi ha tirato uno schiaffo e mi ha urlato: «Lurida puttana, io lavoro tutto il giorno e tu ozii?!», aveva ragione e speravo di essere punita. Lui, come ogni giorno, si è tirato giù i pantaloni e ha comandato: «Donna, devo pisciare!», io, felicissima di servirlo, ho preso il suo enorme cazzo nero in bocca ed ho aspettato che pisciasse in bocca, un secondo dopo iniziò: la sua urina era calda e il sapore di ammoniaca mi mandava in estasi, così ho bevuto tutto e poi sono andata a preparare la cena… Ha mangiato come un re, ma mi ha imposto di digiunare; poi è andato in bagno, ne é uscito e ha detto: «La tua cena è pronta!». Io, come una cagnetta fedele quale sono, ho messo la testa nel cesso e ho assaporato le sue feci: quell’odore nauseabondo mi eccitava e mi faceva sentire sempre più un oggetto di mio marito. Quando è tornato, giustamente, mi ha tirato un pugno in pancia perché non avevo finito la cena, così ho finito tutto quel ben di Dio. Poi sono andata in camera ed ho iniziato a sditalinarmi la vagina anale. Quando è entrato mi ha detto: «Porgi la bocca, sesso debole», ho aperto la bocca e lui ha iniziato a scoparmela con vigore: non respiravo, avevo i conati, le sue palle mi sbattevano sul mento e la mia bocca è diventata anch’essa una vagina. Dopo un po’ si è stufato e mi ha messo a pecora ed ha iniziato a far godere la mia “vagina” che ormai è il traforo delle Frejus, su e giù, lo sentivo nell’intestino: mi ha scopata a pieno regime per un’ora. Poi è uscito e mi ha riempito la faccia e la bocca di sborra. Questa è stata una serata ordinaria…
 

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