Manuela

Manuela

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Quella sera faceva un caldo tremendo, guardai verso un muro e vidi che c’erano ancora 33 gradi alle 11 di sera, mi ero vestito leggero quella sera per andare in una discoteca improvvisata sulla spiaggia, avevo una camicia di lino bianca a maniche corte e un paio di calzoncini di un rosso sbiadito ai piedi un paio di sandali, c’era tanta, tanta gente e si faceva fatica a ballare.
Allora avevo 19 anni, avevo preso le ferie da solo dopo il mio diploma sono una persona sul 1.70 dai capelli lunghi castano scuro, sono magro con un torace rotondo, pochi peli e un culo un pò prominente, ad un tratto mentre cerco di ballare sento una persona dietro, quasi attaccata a me e subito dopo sento una mano palparmi il culo piuttosto decisamente, io mi volto e vedo una persona femminile sorridermi, io mi rivolto e ricomincio a ballare ma sento ancora la mano, no ora sono tutte e due le mani sul mio culo, mi rivolto e dico
“Ma che cavolo fai”
“Scusami ma hai un culo che è un polo d’attrazione, nessuna te lo ha mai detto?”
” Tu sei la prima”
“Non ci credo”
“Tu sei la prima”
“Sei anche molto carino, sei solo qua?”
” Si sono solo”
“Nessuna ragazza, non ci credo”
“Sono solo ti dico, dovevo venire con degli amici ma all’ultimo momento si sono tirati indietro”
“Un pò sono contenta”
“Gentile”
“Dai non te la prendere magari sei gay”
“Problemi miei non credi?”
“Ma come sei antipatico, non ti piaccio?”
“Bè per questo sei una bomba erotica”
“Uhhh grazie per il complimento dai mi presento, io sono Manuela e sono di Bahia, Salvador de Bahia ma ormai sono 5 anni che sono in Italia e mi piace un casino, andiamo a bere qualcosa?”
“Si dai ho sete anch’io e poi questa musica non mi piace”
“Neanche a me”.
Facemmo così quattro passi, lei mise la sua mano nella mia e mi sorrideva felice, dopo 5 minuti trovammo una birreria aperta, si sedemmo dentro visto che c’era ancora l’aria condizionata , io bevvi la birra quasi d’un fiato avevo tanta sete e lei mi sorrise
“Non devi bere la birra così in fretta non senti il sapore”
“Avevo tanta sete Manuela, ah io sono Ivano”
“Bello mi piace il tuo nome, corto e non storpiabile, facciamo due passi”
“Ok Manuela”
Trovammo le giostre e lei sembrava una bambina e alla fine trovammo la nostra giostra il cosiddetto “calcinculo”, salimmo, io davanti e lei dietro la giostra si mosse e lei mi diede un calcio, subito e presi al volo la marionetta, col trofeo in mano scendemmo dalla giostra felici, era notte ormai e lei era vicino a casa sua, ci abbracciammo poi lei mi disse
“Stai con me questa notte ti prego”
“Devo avvisare l’albergo”
“Fallo in casa mia”
“Ok”
“Devo dirti però una cosa importante e se una volta che te l’ho detto vorrai andartene ti lascio senza problemi”
“Che ci sarà di tanto importante”
“Entra e ti faccio vedere”
Una volta dentro lei si abbassò la gonna ed il perizoma e uscì il cazzo, un cazzo già un pò in tiro, un cazzo che già così era grosso e lungo come il mio, lei mi guardava con occhi supplichevoli allora per tutta risposta io mi misi in ginocchio e diedi una breve leccata al prepurzio per poi leccare tutta la cappella e iniziai a farle un pompino, lei mi mise le mani sui miei capelli e poi li baciò, io continuai col pompino e stavo scendendo a leccare tutta l’asta per poi mettermi in bocca i suoi coglioni ma avevamo entrambi tropo sonno e il suo cazzo aveva già preso le sue dimensioni quindi mi staccai da lei e andai a telefonare, fatto questo lei mi prese per mano, ci svestimmo e ci coricammo.
continua,
 

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