Manolo e Ramos 6

FACCIAMO SESSO AL TELEFONO! CHIAMA IL 899005022 O CLICCA QUI

Manolo e Ramos 6

Spread the love

A scuola andava tutto bene i miei compagni e compagne non subodoravano minimamente i miei tormenti, io ero sempre allegro e compagnone con tutti, feci passare un pò di tempo diciamo due mesi poi mi presentai da mia madre, suonai e lei nel vedermi scoppiò a piangere, la calmai dicendo che andava tutto bene e che io stavo bene, li facevo vedere come andavo a scuola e che ero felice sia nella mia nuova famiglia sia a scuola, stetti un pò poi quando si avvicinò l’ora che tornava a casa mio padre la baciai e scappai via, appena in tempo, presi i mezzi e tornai nella mia nuova casa.
Avevo deciso di studiare al massimo delle mie possibilità, in negozio ci andavo di sabato pomeriggio e naturalmente era tutta una festa, Ester era felice nel vedermi e mi concedevo volentieri sessualmente ai miei amici che non aspettavano altro che avermi a loro disposizione, mi scopavano entrambi con molta passione, io mentre venivo scopato facevo il pompino all’altro e mi riempivano le budella di sborra calda e…… buonissima.
Alla sera però giacevo con Ester, alla sera ero solo suo, mi denudava completamente e mi dava l’intimo femminile da mettere, tutto intimo molto sexy e procace, ci baciavamo e voleva sapere della scuola poi lentamente mi prendeva, ormai il mio culo era bello largo e non mi faceva più male l’uccello di Ester, ci addormentavamo a volte così, col suo uccello nel mio culo senza fare sesso, alla sera era stanca, ci pensava la notte a volte a riempirmi il culo di sborra calda, io a volte non mi svegliavo neppure, mi trovavo al mattino con tanta sborra nel culo e ridevo
“Ester dai svegliami quando vuoi scoparmi almeno partecipo”
“No tu devi dormire e riposare, devi essere fresco al mattino”
Arrivò Natale e andai da mia madre a portarle un regalino, aveva gli occhi tristi e spauriti
“Mamma cosa c’è, non sei contenta di vedermi?
“Ohhh siii si ma sai è un pò di tempo che tuo padre non stà molto bene, è sempre stanco”
“Bè anche per lui passano gli anni, non è più un ragazzino ma lui non lo capisce”
“No no l’ha capito e si è spaventato”
“Fagli fare degli esami magari ha qualcosa che non và”
“Non vuole farli”
“Solito testone ma devi importi ogni tanto”
“Vedremo ci proverò ancora”
“Adesso vado mamma verrò per sapere”
Tornai a casa preoccupato, anche se mi odiava era sempre mio padre, a casa trovai il mio regalo, anzi i miei regali, quello di Ester era una calzamaglia di lana, molto calda color rosa shocking i miei due amici mi fecero ancora in regalo dell’intimo, volli provare subito la calza maglia che mi calzava a pennello, mi sentivo completamente accarezzato su tutto il corpo e la tenni, il mio corpo che nel frattempo si era leggermente effeminato ora era flessuoso, femminile, quella notte Ester si scatenò, volle che indossassi il babydoll rosa e poi mi ebbe tre volte, il suo super cazzo percorreva comodamente ormai le mie pareti anali e mi provocava ogni volta degli spasmi di goduria pazzesca, io ormai la conoscevo e sapevo a che limite di goduria mi portava e a volte la cercavo più io che lei, Ester era sempre lunga a venire, era sempre molto resistente e questa cosa mi faceva letteralmente impazzire, capivo perchè a volte era ricercata per fare dei films porno.
Passò del tempo, e venni a sapere una brutta cosa, mio padre aveva la leucemia ed era stato ricoverato, ci voleva del midollo che andava bene per salvarlo, gli donai il mio, ce ne volle un bel pò perchè la leucemia l’aveva debilitato molto, seppi che l’operazione era andata bene ma la convalescenza doveva essere lunga, io ero sempre in contatto con mia madre e quando seppi che era completamente guarito ero felice.
Venni promosso con ottimi voti, ormai ero quasi il primo della classe, portavo i capelli lunghi anche in estate, il mio corpo si era leggermente effeminato me ne accorsi col tempo ma non volevo farlo sapere ai compagni, mi sentivo però bene col mio corpo, non prendevo medicine per effeminarmi era tutto naturale.
Un giorno ricevetti una telefonata da mia madre
“Puoi venire nella tua vecchia casa?”
“Cosa è successo mamma?”
“Per piacere vieni”
Mi accompagnarono i miei amici ma stettero in disparte, entrai in casa e vidi mio padre ormai stabilito, mi venne un brivido alla schiena di paura, il suo sguardo era ancora cattivo nei miei confronti, mi fece sedere e si sedette pure lui
“Allora Ivano ho saputo che devo a te se sono ancora vivo”
“Bè in fin dei conti sono tuo figlio era il mio dovere”
“Ma io ti ho buttato fuori di casa”
“Non fà nulla ho fatto solo il mio dolore di figlio, non preoccuparti non mi devi nulla”
Mi alzai e presi la direzione della porta, non mi girai più indietro, salii in auto e i miei amici mi portarono a casa, quando entrai mi lasciai andare al pianto, un pianto irrefrenabile che durò fin quando arrivò Ester che mi vide ancora piangente
“Cosa è successo Ivano”
“Mio padre ha saputo che sono stato io a guarirlo”
“Allora?”
“Non una carezza, un grazie, nulla”
” E che cosa ti aspettavi”
” Ester gli ho salvato la vita”
Non sapevo più se era mattino o pomeriggio ero completamente stralunato, andai in camera e mi buttai sul mio lettino, dopo un pò arrivarono anche i miei amici, stettero zitti ma mi facevano compagnia ugualmente.
Arrivò Agosto ed Ester chiuse il negozio, ora poteva stare in casa con me, mi sentivo protetto con lei vicina,
“Sai cosa facciamo? ci facciamo una giornata al mare, al sole, allegri chiamo qualche mia amica e facciamo una bella scampagnata, tutte accettarono e quella mattina eravamo con 4 macchine, io avevo un pantaloncino frangiato ai piedi un paio di sandali rosa e una camicia rosa pure quella, ormai il mio effeminamento era difficile da nascondere, dopo tre ore arrivammo a Riccione parcheggiammo , prendemmo le nostre cose e ci dirigemmo in spiaggia, prendemmo 4 ombrelloni e otto sdraie, volevamo stare in circolo, le amiche di Ester videro il mio effeminamento e mi fecero i complimenti
“Ivano stai diventando bellissima, guarda che culo che hai, ormai non hai più un pelo”
“Grazie”
” Cara Ester sai che un pò ti invidio, avere in casa un ragazzino così chissà quante volte ti vorrà la voglia di fartelo”
“Ehh magari vengo a casa a volte stanchissima ci pensano Ramon e l’altro a divertirsi con lui”
“Ehi ragazze ma non pensate che sia io che abbia voglia di Ester? col cazzo che ha!” dissi io
Scoppiammo tutti a ridere e con quello che dissi fui accettato completamente dalle amiche di Ester, ero diventato uno di loro.
“Dovreste vedere Ivano truccato e vestito da femmina, guardate vi ruberebbe tutti i clienti”
“”Ci piacerebbe vederlo vero ragazze?” disse una che aveva due tette enormi
“Ma adesso fà troppo caldo”
“Hey ragazze se andassi a prendere delle birre?”
“Bravo Ivano evviva Ivano”
Andai al bar e comandai dodici birre, tutte Menabrea e le portai, erano frescvhe non gelate”
“Ma non è la heineken”
“No questa è birra italiana è più buona provatela”
Insomma la Menabrea ebbe un grande successo, verso le 13 comandammo dei panini e altre birre poi verso le 16 partimmo, salutammo il barista e tornammo a casa, arrivammo che avevamo fame quindi pizzeria, prendemmo un grande tavolo e ci sedemmo, le amiche di Ester vollero sedermi vicino e mentre mangiavamo la pizza avevo le mani sul mio cazzo, sulle gambe, sul culo.
Fù una giornata stupenda, prima di lasciarci le amiche vollero baciarmi tutte
“Ivano ora sei anche nostro amico vero?”
“Certo ragazze”
” Ester mi raccomando non consumarlo troppo”.

 


ASCOLTA AUDIO LIBRI EROTICI - PROVA 30 GIORNI GRATIS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.