Lucy 6 – On the Road

Lucy 6 – On the Road

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Dal finestrino vedevo la strada scorrere veloce mentre con qualche difficoltà completavo la trasformazione in Lucy.
Strana la vita… poche ore fa ero lì al computer del mio ufficio a completare alcuni conteggi, e più per abitudine che per convinzione avevo aperta, accanto a quella di Excel, la finestrina della chat.
Chat particolarmente deserta, in questi giorni di Agosto, così come la mia città; riconosco dal vetro del camper le vie che stiamo percorrendo, solitamente trafficate e oggi quasi prive dell’ombra di una macchina, di un autobus.

Solo questo camper su cui mi trovo… quando la persona con cui stavo chattando mi ha fatto la proposta, onestamente sono rimasto perplesso. Ma poi ho pensato: “Cos’è un camper se non una casa su ruote?” E poi avevo preso le mie precauzioni. Uno dei miei due cellulari era rimasto in macchina, con la bella immagine del camper su cui ero salito, comprensiva di targa, in pole position. E l’altro era con me.
Nello specchio del bagno riesco a mettermi il rossetto nonostante il movimento ondulatorio, et voilà. Lucy è qui.
Faccio uno squillo col mio telefonino a quello del guidatore e poco dopo, il camper si ferma a bordo strada.
Riconosco la via.
Siamo in pieno centro, e io sono qui, nel cuore della mia città, abbigliato come la peggiore delle sgualdrine. Pochi millimetri di lamiera e di materiale isolante mi separano da mamme col passeggino, ragazzine col fidanzatino, ragazze intente allo shopping, pensionati a passeggio.
Il mio compagno di oggi sale sulla parte “abitativa” del camper e dall’espressione che fa, probabilmente gli piaccio.
Certo, qualche chilo e qualche pelo di troppo non mi rendono simile alle supermodelle trans delle riviste porno, ma questo non sembra disturbarlo.
Mi abbraccia e mi bacia sul collo. Le sue mani golose cercano le mie natiche e il mio arnese, che va ingrossandosi sotto quella carezza.
Mi fa sedere sulla cuccetta, e lo vedo scendere a baciare un mio capezzolo che fa capolino dalla catsuit a maglie larghe, e poi giù, giù verso il mio membro virile, quello che rende Lucy una donna così speciale.
Lo bacia e poi lo prende fra le labbra. Gli piace succhiare il mio cazzo, e non è certo la sua prima volta. Io mi godo per un po’ il pompino ma poi decido di interromperlo.
Non voglio rischiare di sciupare tutto godendo della sua bocca; ormai conosco il meccanismo, subito dopo l’orgasmo Lucy fuggirebbe via lasciando qui sola la mia parte maschile alle prese con un altro uomo.
Lui lascia andare il mio sesso ormai ritto come un fuso, e mi bacia devotamente la gamba inguainata dal nylon scendendo fino al piede. Bacia la mia estremità e succhia una ad una le dita.
Non mi hanno mai fatto questo e devo dire che mi turba…
Sebbene Lucy sia tendenzialmente una sottomessa, nella mia identità maschile sono un tipo dominante. Ho avuto esperienze di SM leggero con delle mie amiche fin dalla giovane età, e il fascino di una donna con i polsi legati penso sia una di quelle cose che non mi lascerà mai indifferente.
Oggi però i ruoli si invertono. E’ quest’uomo che mi omaggia come un devoto sottomesso.
Sebbene non possa negare che mi piaccia, decido che è ora di cambiare copione…
Faccio alzare il mio uomo, e gli accarezzo il pacco attraverso i jeans. Ciò che sento sotto le dita mantiene le promesse fatte mediante le foto che ci siamo scambiati prima.
Abbasso la zip dei jeans, ed estraggo quel bastone di carne che è già duro e rigido come lo desidero.
Mi ci accarezzo il viso, scendo a baciare i testicoli e poi, con la lingua, da questi risalgo tutta l’asta fino in cima, fino a quella fragola vellutata.
La ingoio e la faccio scivolare nella mia gola insieme al resto del membro; centimetro dopo centimetro fino a che mi è impossibile andare oltre, poi la faccio uscire con la stessa lentezza, per poi ingoiarlo di nuovo.
Voglio il suo cazzo… anzi, no, voglio cazzi, uno, cento, mille cazzi… tutti per me, per Lucy, la vostra strana puttana cazzuta… li voglio tutti, un esercito di cazzi senza un volto dietro di essi, perchè per me possono appartenere ad un giovane o ad un vecchio, a un bianco o a un nero, a un ricco o a un povero… non è amore, è solo la ricerca di piacere che a mia volta io donerò a voi, signori… sono Lucy e sono qui per farvi godere…
Il mio amante si gode il mio trattamento, e non si ritrae quando gli accarezzo i testicoli, l’ano e con la punta di un dito provo a penetrarlo; anzi, sento che il suo orgasmo si avvicina pericolosamente.
Decido quindi di interrompere quella dolce tortura e mi volto porgendogli le terga dove, tra le natiche burrose, fa bella mostra di sé il mio gioiello anale, rosso come il fuoco.
E’ sorpreso da quell’ornamento così insolito, e gli chiedo di estrarlo. Il muscolo cede piano piano e poi rilascia di colpo andare l’oliva d’acciaio che occupava il mio ano.
Senza nemmeno che io glielo chieda, prende a leccarmi il buchetto, a infilare per quanto può la lingua in esso, a penetrarlo con uno e poi con due dita; il plug d’acciaio ha pienamente svolto la sua funzione, che al di là di quella ornamentale è senza dubbio quella preparatoria: i muscoli dello sfintere accolgono come un morbido e caldo rifugio le sue falangi… ma senza dubbio Lucy vuole ricevere qualcosa di più interessante dal suo amico di un giorno.
“Scopami” gli ordino laconicamente, e lui, indossato il preservativo, si avvicina ai miei glutei; appoggia il glande a quel foro allentato, piano piano vi accede forzando la leggera resistenza degli sfinteri… ecco, è dentro!
Risale dentro di me per poi uscire, mentre il mio muscolo si allenta definitivamente e non si oppone più all’ingresso di quel membro. Lo sento scivolare avanti e indietro nel mio culo; il mio cazzo è più rigido ancora del suo, ma non voglio toccarmi per non rovinare tutto spezzando l’incanto.
Lo sprono a scoparmi, a incularmi, come se ce ne fosse bisogno. Il mio scopatore sa il fatto suo ed è tremendamente eccitante per me sapere che sono a pecorina sotto un uomo, col suo cazzo che va e viene dentro il mio buco infiammato nel pieno centro della città, a pochi centimetri dalla gente che passeggia ignara.
Sono qui, mi vedete? Sono Lucy e sono tutta vostra. Sono qui per lei, signore pensionato che vive di ricordi e fantasie, sono qui per voi, ragazzini che avete “tagliato” a scuola e passeggiate annoiati. Voglio i vostri cazzi, li voglio tutti per me.
Ma nella realtà l’unico cazzo a mia disposizione è quello che mi sta scavando cattivo il buco del culo… lo fermo un secondo, mi volto sulla schiena. Amo farmi scopare in questa posizione.
Il mio uomo si mette le mie gambe sulle spalle, sollevandomi il bacino, e entra agevolmente dentro di me a riprendere ciò che aveva interrotto.
Il suo cazzo mi penetra fino alla guardia, poi esce e rientra in un nuovo affondo… gli urlo di venirmi addosso, di sborrarmi addosso, che voglio tutto il suo sperma, e lui obbedisce: si sfila da me, si strappa veloce il profilattico e schizza il suo piacere sul mio petto; contemporaneamente afferro il mio stesso membro e con due colpi di mano raggiungo anch’io l’orgasmo con schizzi di sperma che mi si spargono sul petto e sul viso, data la mia posizione.
Mentre il mio amante di un giorno si ricompone, guardo dal finestrino oscurato la vita della mia città. Immagino quante Lucy ci siano in quella folla che passeggia indifferente sotto i portici, quante persone che vivano vite nascoste, segrete…
Mentre il camper si rimette in moto mi sfilo la parrucca… è ora di tornare alla Everyday life….

 

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