Lucy 13 – Amanti (2)

Lucy 13 – Amanti (2)

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Amanti – 2

Erano passati alcuni giorni da quell’incontro con Marco, e decine di interrogativi continuavano a frullarmi nella testa. Sicuramente era stato eccitante poterlo fare senza l’ingombro del preservativo, succhiare il suo sesso e farmi venire in bocca, ingoiare il suo sperma… e farmi sodomizzare lasciandomi riempire il culetto di seme maschile. Da tempo lo desideravo, è inutile mentire a se stessi.
E sicuramente non vedevo l’ora di rifarlo, come immagino anche il mio giovane amante.
Già. Amante. Senza dubbio da quel primo incontro avevamo fatto importanti passi avanti che ci avevano, in un certo senso, legati più di prima.
Il timido ragazzino alla prima esperienza era diventato il primo uomo di cui avessi assaggiato lo sperma. Ma sarebbe stato pronto a seguire Lucy nella sua ricerca di piaceri sempre più spinti?
Abbiamo già avuto un’esperienza in tre, agli inizi, col suo amico Gabriele.
Ma sarebbe stato pronto a ripeterla? E magari a spingersi più in là?
Decisi di prendere, come si suol dire, il toro per le corna.
Volevo incontrarlo, ma lui non aveva disponibilità della casa, almeno a breve, e io volevo battere il ferro finchè era caldo. Fortunatamente, in quel momento, avevo le chiavi di un appartamento disabitato, che mi erano state affidate come “recapito per eventuali emergenze”. Certo, era quasi vuoto, non c’erano quasi mobili e, pur se c’era il bagno, non c’erano asciugamani e saponette.
Ovviai a quest’ultima parte inserendone un paio nel borsone dove c’era tutto il necessario per la mia trasformazione in Lucy, e mi diressi verso il nostro rifugio improvvisato.
Quando lui arrivò, come da accordi, trovò la porta socchiusa ed entrò.
Dentro lo aspettavo nei panni di Lucy, che ormai lui conosce bene, e lo accolsi con un bacio profondo.
Chiusa la porta alle nostre spalle, gli tolsi il giubbotto lasciandolo cadere per terra, e mentre lo baciavo nuovamente lo accarezzai attraverso la stoffa dei pantaloni, notando che il suo cazzo era già in erezione.
Ben presto Marco era completamente nudo, e lo feci sdraiare sul tappeto, dopo di che mi sistemai tra le sue gambe e presi a fargli un pompino magistrale.
Mi facevo scivolare il suo pene fino in gola per risputarlo fuori lucido di saliva, e poi lo ingoiavo di nuovo fino all’elsa, mentre il mio amante mi teneva le mani sul capo.
Quando mi resi conto che i miei giochi orali l’avevano fatto infoiare oltre ogni limite, con consumata malizia sospesi il pompino. Marco mi guardava con aria interrogativa, mentre mi avvicinai al suo viso.
Stingendogli il pene in mano e accarezzandolo leggermente, gli sussurrai: “Marco… è bello… è tutto molto bello con te… ma volevo parlarti… “
Ok. La sua attenzione ora era al 101% per me. Mi fissava occhi negli occhi mentre il suo cazzo non aveva perso nemmeno un po’ della sua durezza, nella mia mano.
“Quello che abbiamo fatto l’altra volta da te è stato bellissimo. Era la prima volta che mi lasciavo venire in bocca… e nel sedere… senza preservativo, intendo. E immagino che anche per te sia una delle prima volte… no, non mi rispondere… non voglio saperlo. E’ stato bellissimo sentire il tuo sapore, sentire i tuoi schizzi in gola e nel mio culetto. E sono felice che sia stato tu, per primo”
Chiusi questa prima parte con un bacio appassionato al quale Marco rispose succhiandomi la lingua, e intrecciando la sua con la mia.
“Sono felice di questa nuova esperienza” ripresi “ma tu sai bene che Lucy non si ferma mai. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, qualcosa che mi porti più in là. No, non pensare che ti voglia lasciare… anzi!”
Vidi il suo viso rasserenarsi, e lo baciai di nuovo. Poi continuai: “Lucy ha mille e mille progetti folli in testa. E sono sicuro che se ti raccontassi tutto mi prenderesti per pazza. Ma Lucy ha anche bisogno di un amico, di un complice, di qualcuno che la possa accompagnare in questa ricerca del piacere. E che possa a sua volta scoprire mille nuovi piaceri insieme a lei. E vorrei che fossi tu.”
Senza attendere la sua risposta, mi tuffai di nuovo sul suo cazzo, riprendendo a succhiare con passione.
Succhiai, leccai devotamente quell’asta di carne, mentre Marco gemeva: “Sì…sì… Lucy”
Reazione al mio pompino? O accettazione della mia proposta? Quale che fosse il significato di quel sì, i miei interrogativi furono sommersi dai suoi schizzi di sperma, che mi arrivarono inattesi in bocca. Non mi fermai, continuai a succhiare ingoiando quella crema calda del mio amante; poi, con ancora il gusto del suo seme in bocca, mi staccai da quel pene e mi riavvicinai al viso di Marco.
“Allora, Marco… vuoi venire con me?” gli chiesi. E al suo assenso, lo baciai, facendogli sentire per la prima volta il retrogusto del suo proprio sperma. Dopo un po’ di imbarazzo iniziale, rispose al bacio suggellando una volta per tutte quel patto di lussuria.
Restammo abbracciati, distesi vicini sul tappeto. Spiegai a Marco il bisogno quasi compulsivo di Lucy di spostare sempre più in alto l’asticella della sua perversione, di esplorare territori sempre più proibiti. Nel mentre, le mie carezze restituivano al suo sesso quella durezza persa dopo l’eiaculazione.
Mi alzai e andai a prendere dalla mia borsa il vibratore mini; Marco trasalì, ma lo tranquillizzai dicendo “No, tranquillo, non è per te… almeno stavolta!”
Glielo consegnai, chiedendogli di scoparmi con quello mentre gli succhiavo di nuovo l’uccello, me lo gustavo, me lo strusciavo sul viso. Lui nel frattempo mi infilava il vibratore nell’ano, senza trovare particolare resistenza. Quanto tempo, e quanti centimetri erano passati da quando mi ero infilata a fatica quel piccolo fallo di gomma…
Poi, una volta che il suo membro aveva raggiunto la durezza desiderata, mi alzai in piedi, mi sfilai il piccolo fallo dall’ano e lo riconsegnai a Marco; poi, voltandogli le spalle, mi abbassai fino a sentire il contatto della sua cappella sul mio forellino già dilatato.
Mi lasciai cadere, tenendo le natiche ben separate con le mani, e sentii il suo sesso forzare leggermente l’ingresso e scivolare in me fino in fondo, per poi iniziare a danzare su e giù su quel bastone di carne.
Mi inculavo a fondo, pregustando il momento in cui avrei osato di più… e il momento era ormai arrivato…
“Marco… mettimelo dentro…” lo implorai, ma lui sulle prime non capì. Dopotutto, pensava, era già dentro di me, piantato fino alla radice.
“Il vibratore… mettimelo dentro…” poi, per fargli capire senza possibilità di errori cosa intendessi, aggiunsi “vi voglio tutti e due dentro…”
Tenendo il suo membro ben piantato dentro di me e le natiche allargate con entrambe le mani, mi chinai in avanti per quanto mi era possibile, in modo da consentirgli un più agevole accesso al mio buco già occupato. Come per il fallo gonfiabile nella mia prova solitaria, il pene di carne permetteva una leggera deformazione sotto la pressione del fallo di gomma rigida, consentendo così l’apertura di un piccolo spiraglio tra lo stesso e le pareti dell’anello anale. Ma le dimensioni del membro di carne erano sicuramente superiori a quelle del fallo gonfiabile.
“Spingi!” gli urlai, e Marco obbedì. Con un leggero dolore, sentii il fallo di gomma aprirsi la strada e scivolare all’interno del mio culo per tutta la sua seppur breve lunghezza.
Rimanemmo entrambi immobili per un attimo, poi presi a muovermi nuovamente sul membro di Marco, che scivolava molto meno agevolmente, stretto nel budello dal suo simile di plastica; senza che glielo chiedessi, il mio amante iniziò a muovere dentro di me il piccolo vibratore, e sentivo distintamente i due sessi pistonare alternativamente il mio ano ormai dilatato come mai prima.
“Sìì… scopatemi… rompetemi il culo…” invocai, come rivolta a Marco e ad un altro amante ignoto, mentre i due cazzi scivolavano senza più incontrare resistenza, dentro e fuori dal mio sedere. Poi, tutto ad un tratto, sentii i colpi di Marco farsi più violenti e poi i miei intestini riempirsi del suo sperma.
Raggiunsi anche io l’orgasmo, con fiotti di sperma biancastro che caddero vicino ai piedi di Marco; poi mi chinai in avanti sentendo distintamente il suo sesso e il fallo di gomma che scivolavano fuori dal mio culetto indolenzito.
Mi alzai in piedi, e mentre sentivo il suo sperma colarmi lungo le gambe, fui raggiunta da Marco.
“Ti è piaciuto?” Mi chiese.
La mia unica risposta fu un lungo bacio sulla sua bocca…

 

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