Irving Abdul

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Irving Abdul

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Quando si dice che le madri per i propri figli farebbero di tutto, non è un famoso detto, ma e la pura e semplice verità. Basta saper avere la mamma giusta, con la giusta dose di comprensione o bontà d’animo, e il gioco e fatto. Qualcuno potrebbe dire che cosi’ ci si approfitta della situazione, forse avete ragione voi, ma avere una mamma non piu giovanissima, che ti assista nelle avventure amorose e sessuali, non è per tutti. Io l’ho avuta, e posso quindi raccontarvi tutto quello che ho fatto con mia madre accanto. che io sia stata una Puttana come poche ce ne sono in giro, da far concorrenza a molte vere donne, e cosa risaputa per chi mi ha conosciuta personalmente. Con accanto mia madre ho potuto realizzare molti sogni erotici che molti ancora oggi si possono solo sognare, mentre la sottoscritta, li ha realizzati in maggioranza. Ad esempio la volta che mi innamorai perdutamente di un uomo di colore africano di nome Irvin Abdul, un uomo di quarant’anni dal fisico magro alto e dal cuore d’oro. Un vero gentleman in tutto, parlava correttamente l’italiano, capelli corti neri come la sua pelle, un bel cazzo lungo e duro, e un amore in tutto quello che faceva. Era un lavoratore instancabile, come instancabile era a letto a fare l’amore. Lo conobbi casualmente una sera, facendo una delle mie solite uscite notturne a caccia di uomini per le strade del mio quartiere, e da allora ci frequentammo per mesi. Lo portai a casa mia piu volte, e facemmo l’amore spesso, mi faceva impazzire con il suo bel cazzo resistente e finiva sempre per farmi impazzire allagandomi il culo di sborra calda. Me ne innamorai presto,, non mi era mai capitata una storia seria con un uomo di colore, avevo sempre avuto mezze storie finite presto, con uomini di mezza età bianchi, ma con uno nero, era la prima volta, ed era fantastico. Lo presentai a mia madre quando alla fine ci fidanzammo ufficialmente. Un pomeriggio Irvin venne da me, e insieme telefonammo a mima madre in veneto, per annunciarle il nostro fidanzamento. Mamma conoscendomi pensando fosse una delle mie solite sbandate, mi mise in guardia, ma quando capi’ che facevo sul serio, non fece difficoltà a darci la sua benedizione, infondo Irvin era un brav’uomo, lavorava in un cantiere edile come muratore fino a pomeriggio tardo, divideva un appartamento con altri amici, e passava da me senza problemi per rimanere a dormire anche spesso come fossimo una coppia. il weekend non lavorava, e si fermava spesso da me per qualche giorno. I suoi amici sapevano della nostra unione, e anche se non rincasava non lo cercavano piu di tanto. Amici suoi che non conoscevo, ma che continuavo a domandargli di farmi conoscere al piu presto. Lui non era affatto geloso, sapeva della mia Troiaggine, e gli ero piaciuta da subito proprio per questo motivo. Ad Irvin piaceva avere una fidanzata Troia da poter sfoggiare con gli amici, quindi non mi ci volle molto per convincerlo a presentarmi i suoi compagni di casa. Vista la mia continua insistenza, aveva concordato di venire a trovarmi in auto con gli amici per passare il pomeriggio e la sera insieme del sabato. Quel sabato mi ero messa in tiro come non avevo mai fatto in vita mia, preparandomi nei minimi particolari, l’intimo profumato, con il profumo che lui stesso mi aveva regalato, avevo indossato un corpetto nero, con coppe sui seni, che si allacciava da dietro, con dei grossi lacci intrecciati sulla schiena, calze a rete autoreggenti e reggicalze immancabili, nere, tanga nero, unghie di mani e piedi smaltate e laccate, lucidalabbra e rossetto rosso fuoco sulle labbra, fondotinta sul viso, matita e mascara sugli occhi, con un accenno di ombretto argentato. capelli sciolti tra spalle e schiena, ai piedi saldali con zeppa alta. Sopra l’intimo indossai un mini abitino stretto a pailettes blu, tutto lustinato, regalo di un mio vecchio amante, l’abito non aveva spalline, e si infilava a tubo, mi presentai alla porta di casa quando i miei ospiti arrivarono.

Notai che erano tutti della stessa età del mio Irvin, uomini sui quaranta, quarantacinque anni circa, anche se certi neri, dimostrano meno anni di noi bianchi quando invecchiano. Oltre ad Irvin, c’erano altri due uomini, mi aveva detto conviveva con tre amici, ma uno non era potuto venire per motivi che non ho poi capito, ma non importava. Ero felice di conoscere i compagni di camera del mio uomo, che credo di aver fatto la scema per tutto il tempo. Certo non ero indifferente agli amici del mio uomo, dato che continuavano a farmi complimenti e a fissarmi ad ogni occasione. Quel pomeriggio c’era la partita dell’italia in TV, e la guardammo tutti insieme in salotto, bevendo birre e commentando la sfida. Io seduta abbracciata al mio Irvin, scosciata e svaccata su di lui, mentre gli altri lanciavano occhiate di invidia ad ogni occasione. Mi eccitava l’idea di essere desiderata da quegli uomini, ma per rispetto al mio uomo, non ci provai con nessuno dei due, anche se mi stuzzicava l’idea. Finito il primo tempo, mi scusai con i miei ospiti, e andai in camera da letto a masturbarmi, ero troppo eccitata, non mi capitava spesso di avere in casa tutto il giorno, tre bei maschi neri, e sapendo quanto fossi desiderata da loro, mi aveva fatta impazzire non poco. Con una scusa qualsiasi, lasciai gli ospiti compreso il mio uomo in salotto a parlottare tra loro, dato tutti conoscevano benissimo l’italiano, e me la filai in camera chiudendo la porta. Mi buttai sul lettone matrimoniale, mi feci scivolare via il vestitino a paillettes restando in intimo, estrassi il cazzo dal tanga, e iniziai a masturbarmi ad occhi chiusi, sdraiata al centro del lettone. Sapere che a pochi passi da me c’erano quei maschi mi mandava fuori di testa, feci solo in tempo a fare su e giu un paio di volte con la mia manina, prima che la porta della camera si apri’, e la figura di uno degli amici di Irvin fece capolino. ‘Scusa, credevo fosse il bagno’ fu cio’ che disse quello. il bagno era attaccato alla camera da letto, ed aveva la porta aperta, non poteva essersi sbagliato, era entrato di proposito. “Dai entra” gli ho detto sorridendo, senza vergognarmi, continuando a tenermi il cazzo duro in pugno. l’uomo chiuse la porta dietro di se, sedendosi sul bordo del lettone, a guardarmi mentre mi masturbavo per lui. ‘Sei tanto bella’ ha poi detto, allungando una manona per toccarmi una coscia. ‘Ho voglia di fare l’amore’ gli ho detto in un sussurro di voce, lui non rispose, si mise sul letto a fianco a me, prese in mano il mio cazzo insieme alla mia manina smaltata, iniziando a masturbarmi lentamente, mi guardava gemere e godere fino a che non sborrai, venendo con un sospiro. L’uomo a quel punto mollò il mio cazzo, e mi mise le dita sporche di sperma in bocca, le suicchiai fino a pulirgliele del tutto. L’uomo senza pensarci troppo e non temendo nemmeno di esser scoperto, si abbassò in un attimo i pantaloni, mentre io mi alzavo chinandomi su di lui, aveva un bel cazzo già duro, che presi in pugno e poi in bocca succhiandolo avidamente, scostandomi da un lato i lunghi capelli. Lo feci venire quasi subito ingoiando tutta la sua sborra calda e ripulendogli pure la grossa e turgida cappella nera con la lingua. Dopo il servizietto, si sistemò alla svelta e disse ‘ti aspettiamo’. Risposi che arrivavo subito, il tempo di sistemarmi. L’uomo usci’ dalla camera chiudendo la porta. Mi tirai su, sistemandomi i capelli arruffati, e rimisi il rossetto davanti allo specchio, ma ancora in intimo, pochi istanti dopo, la porta della camera si riapri’ nuovamente. L’altro amico di Irvin era venuto a fare la mia conoscenza, mettendo dentro la testa chiese: ‘Posso?’. “Prego caro, entra pure”, gli ho risposto. L’uomo in piedi disse: ‘Irvin ti vuole, che la partita e iniziata…’ sorridendo gli risposi, ‘ma dimmi la verita’, ti interessa piu la partita o…. io?’ Era una domanda a trabocchetto, in cui l’uomo non cascò e non rispose, mi si avvicinò in silenzio, accarezzandomi i lunghi capelli, senza preavviso, mi si buttò addosso baciandomi sulla bocca come un pazzo.

Non provai nemmeno un secondo ad allontanarlo, era troppo eccitato, chissà da quanto non scopavano quei maschi, erano nel nostro paese da tempo, solo casa, lavoro, poche distrazioni e zero donne. Lasciai quindi che anche lui come il suo amico di poco prima, si sfogasse, lo baciai a mia volta, lui si abbassò pantaloni e mutande, e mi fece voltare bruscamente e poco gentilmente, ma lo lasciai fare. Mi allargò le gambe, puntò la sua grossa cappella tra le mie morbide natiche, scostandomi da un lato il filo di licra del tanga, e spinse facendomi male. Lo fermai, ma mi tolse la mano, e ci riprovò nuovamente. Questa volta la spinta ebbe successo, e la sua cappella nera e lucida, scivolò dentro al mio culo. Mi scostò i lunghi capelli dal collo per baciarmelo, io eccitata godevo e ansimavo, mi attaccai a lui prendendogli con entrambe le braccia il bacino, aiutandolo a spingermelo piu dentro possibile. l’uomo iniziò a stantuffarmi dentro e fuori, e mi morsi le labbra per non urlare di piacere ma anche cosi degli urletti mi scapparono ugualmente. Forse sentendomi, il primo a cui avevo fatto il pompino poco prima, entro’ nuovamente in camera, vedendo l’amico scoparmi con passione, dopo essere entrato pure lui, chiuse la porta. I due si dissero qualcosa nella loro lingua, poi anche lui sali’ sul lettone a pantaloni abbassati, infilandomi nuovamente il suo cazzo in gola, mentre l’altro ci dava dentro a rompermi il culo da dietro. I due si darano da fare su di me per qualche minuto, prima che anche Irvin mi venisse a cercare, Entrando in camera da letto, e vedendomi alle prese con i suoi amici, un qualsiasi uomo geloso si sarebbe prima incazzato con loro, poi con me. Non il mio Irvin Abdul, che sorrise a tutta bocca e disse in perfetto italiano ‘Non ti si puo lasciare sola un minuto puttana’. A quel punto al diavolo la partita dell’italia, la sua donna e i suoi amici venivano prima di tutto. Irvin disse qualcosa in quella lingua che non capivo, credo fosse africano o simile, si denudo’ e si uni’ ai suoi amici. Gli ho sorriso mentre quello dietro mi stantuffava come un Toro facendomi impazzire e rompendomi il culo, mentre quello davanti si stava denudando come Irvin, e nella pausa in cui non avevo nulla in bocca, ho risposto al mio uomo: ‘Amore fatemi impazzire rompetemi tutta forza…’ gli ho detto sorridendogli. L’uomo con il cazzo duro, si e avvicinato mi ha baciata sulle labbra, un bacio fugace, prima che mi infilasse il suo bel cazzo in gola da succhiare, mentre gli altri due facevano il loro dovere. Lo amai ancora di piu’ in quel momento. lui poteva scoparmi quando e come voleva, ma i suoi amici invece No. Quindi, li lasciò abusare di me senza farsi tanti problemi. Mi teneva la mano, e mi incitava a farli godere e sborrare meglio che potevo. Cercai di darmi da fare meglio che potevo, per fare in modo che il mio amore, fosse fiero di me, ma tener testa a due uomini neri come il carbone, e che non scopano da tempo, non era cosa facile, nemmeno per una Puttana navigata come me. Vedendomi in palese difficoltà, Il mio Irvin, prese in mano la situazione, e con un paio di parole nella sua lingua, si fece capire al volo dagli amici, che si fermarono all’istante. Era un vero Leader e lo amavo sempre piu ad ogni attimo che lo conoscevo meglio. Irvin diede ordine che due di loro si mettessero dietro di me, sdraiata a gambe larghe a pancia sotto sul lettone in intimo.

Il mio Irvin, si mise davanti a me con il suo bel cazzo a tenermi occupata la bocca, mentre aveva ordinato ai suoi due compari, di mettersi dietro di me, per farmi provare una bella ma difficile doppia penetrazione, dico difficile perchè chi l’ha provata, sa che i due che te lo infilano, devono essere ben affiatati, o si rischia di fare solo male alla malcapitata. Una sola volta avevo provato una doppia penetrazione in culo in tutta la mia vita, e riprovarci mi preoccupava un pochino, dato che il mio culetto, doveva allargarsi molto per ospitare i loro grossi e lunghi cazzoni neri. Ma non mi tirai indietro, ero una Vaccona sfondata, e non mi spaventavano certo due cazzi dentro, chiesi solo ad Irvin di dire ai suoi amici di non farmi male, e glielo chiesi anche in italiano, sperando mi capissero bene. Ora i due dietro iniziarono, prima uno mi affondò il suo bel palo nero dentro di me,facendomi tremare tutta dal piacere, subito dopo, il secondo con un po di difficoltà, provò ad aggiungersi fallendo le prime due volte, al terzo tentativo andò bene, e anche il suo bel palo nero e lungo, si fece strada dentro al mio culo ormai allargato al limite. Ho urlato, e il mio amore, e corso a tenermi la manina, mentre venivo sfondata dai due amici insieme, ora si muovevano a tempo dentro e fuori facendomi morire di piacere e un po devo ammetterlo, di dolore. Irvin mi baciava in bocca, e continuava a dirmi che era orgoglioso di me,mi teneva la mano, mi sussurrava frasi d’amore, mentre venivo scopata a sangue dai suoi amici nel culo insieme, se non era amore questo, non so cosa potrebbe esserlo. gli stringevo la mano piu che potevo mentre godevo fin quasi a piangere, mi scendevano le lacrime non per il dolore provato, ma per il troppo amore provato. La doppia penetrazione ha un forte impatto e ti fa perdere il controllo, almeno a me faceva quell’effetto. Avevo il corpo continuamente scosso dal piacere, gemevo forte, e urlavo mentre venivo stantuffata da due grossi cazzi neri in culo. fui presto riempita di calda sborra in culo, dove ho sentito dei fiotti caldi allagarmi dentro, e in bocca dove ora il mio amore, mi aveva generosamente, offerto il suo seme da ingoiare. ingoiai quello che potevo, mentre il mio amore, mi accarezzava i lunghi capelli e mi osservava complimentandosi continuamente con me, ingoia tutto puttana mia, tutto giu, bevi bevi…’ ripeteva l’uomo, mentre i suoi amici finivano di svuotarsi le palle dentro al mio culo. A quel punto a nessuno interessava piu il risultato della partita, che comunque L’italia perse. Finito di svuotarsi le palle, finalmente fui liberata, da dietro lentamente i due cazzi si tolsero dal mio buco ora slargato terribilmente, mentre davanti il mio Irvin, ormai ingoiata tutta la sua sperma, mi puliva le labbra con un fazzolettino di carta. Come si fa ai bambini quando si sbrodolano di bava. Non si vestirono subito, ma andarono a turno in bagno a lavarsi, mentre io ci misi un po per trovare le forze di risollevarmi dal letto, dato avevo i muscoli delle gambe atrofizzati e non riuscivo a muovermi. Irvin rimase li con me continuando ad accarezzarmi i capelli e a dirmi quanto ero stata brava e fantastica. Lui era stato fantastico invece, a farmi soddisfare dai suoi amici, gli sorrisi e lo guardai orgogliosamente, prima che anche lui andò in bagno a darsi una rinfrescata. quando tornò vestito, insieme ai suoi due amici, mi aiutarono lentamente ad alzarmi e portarmi fino al bagno, dove anchio poco alla volta, cercai di rimettermi in sesto, ma non fu facile. Avevo il culo bello rotto, completamente allargato, mi doleva, e i muscoli che mi rispondevano a fatica. Passai quasi tutto il Weekend ovviamente muovendomi a fatica, i due amici di Irvin decisero di lasciarci soli, e trascorsi il fine settimana con lui, ma senza purtroppo fare l’amore date le mie condizioni.Mi ci volle una settimana prima di riprendermi del tutto, e farmi di nuovo sfondare dal mio amore nero.

Qualche tempo dopo, complice la stagione estiva, ad Irvin arrivarono le meritate vacanze, dato il suo cantiere chiudeva fino a settembre, ne approfittai per chiedergli se gli andava di accompagnarmi da mia mamma in veneto, almeno anche lei lo avrebbe conosciuto personalmente. Ovviamente l’uomo accettò la cosa di buon grado, e cosi’ fu. Partimmo in viaggio con la sua auto, una modesta utilitaria, ma che macinava senza problemi chilometri di strada. Avvisai mamma il giorno prima, ed ero eccitatissima come una bimba al solo pensiero di portare Irvin a casa di mamma in veneto a conoscerla. Lei non ebbe nulla da obiettare, anzi si disse molto contenta di rivedermi, dopo tanto tempo passato dall’ultima sua visita a Milano. il viaggio in se non fu nulla di speciale, arrivammo in veneto verso il primo pomeriggio all’ora di pranzo, ci fermammo a prendere delle pizze al volo da mangiare in macchina, non volevamo perderci nemmeno un minuto di quell’incontro con mia madre, cosi’ finite le pizze a trancio, ripartimmo e arrivammo come ho detto, verso mezzogiorno e mezzo circa. Mamma viveva in un monolocale in una piccola palazzina in provincia di san donà di piave. Parcheggiammo l’auto sotto casa sua, e suonammo il citofono. Nel salire le scale mi sentivo eccitatissima, ero come al solito, vestita come la solita puttana che ero, e speravo mamma vedendomi cosi’, non avesse iniziato una delle sue solite prediche. Avevo indossato i miei Shorts in Jeans sgambatissimi che usavo mettere molto spesso l’estate, li ho consumati usandoli e lavandoli e indossandoli nuovamente. avevo anche altri Hot Pants sgambati ma quelli li preferivo su tutti perchè li avevo usati varie volte nelle mie scopate con gli uomini, li consideravo un mio portafortuna. Ai piedi avevo dei sandali d’orati con zeppa alta con allacciatura alla caviglia, un corpetto nero senza spalline con l’allacciatura a stringhe dietro la schiena, intrecciate, i lunghi capelli sciolti sulle spalle e dietro la schiena, occhiali a specchio sul naso, ben truccata, rossetto rosso e lucidalabbra sopra, unghie smaltate di rosso, laccate e lucide, fondotinta, matita contorno occhi. Arrivati alla sua porta, mamma era già li che ci attendeva sulla soglia, l’abbracciai baciandola e stringendola forte forte, il mio uomo si presentò porgendole la mano educatamente, entrammo in casa. Mamma volle guardarmi bene, e come al solito, non manco’ di rimproverarmi per il vestito da vacca che indossavo. A parte quel commento, disse che mi trovava in ottima forma, le risposi che era merito di Irvin, che mi faceva fare molto spesso l’amore. Mamma ne aprofittò subito per fare una delle sue solite uscite ‘Immagino dev’essere dotato’, ridemmo. Era tipico di lei fare quelle battute, non era cambiata molto dall’ultima volta che la vidi, stava bene nonostante gli anni passassero anche per lei, non li dimostrava affatto. Merito della genetica di famiglia, anchio non ho mai dimostrato i miei anni. Ci sedemmo sul divanetto insieme a lei, non accennammo minimamente a mamma il fatto che pochi giorni prima, ero stata sfondata dai suoi amici, o si sarebbe preoccupata, e avremmo subito rovinato l’atmosfera gioiosa del momento. Irvin con mia sorpresa, parlava volentieri con mia madre, rivelandosi educato, sempre gentile e mai troppo volgare. Se faceva qualche battuta un po spinta su di me, la faceva sempre passare per scherzosa, cosa che mamma apprezzava moltissimo. Stranamente non ci ostacolò come faceva di solito quando le portavo un’uomo da conoscere. Con Irvin ebbe subito un rapporto di amicizia spontanea e affettuosa. Tanto che osai aggiungere che poteva già considerarla la sua nuova suocera. Mamma scoppiò a ridere, dicendo che correvo troppo. In Effetti ero già stata sposata una volta, e risposarmi una seconda sembrava a tutti prematuro.

Parlando di noi due, le dissi che amavo davvero tanto quell’uomo e a dimostrazione di quello che dicevo, mi sedetti sulle ginocchia di lui, abbracciandolo al collo, e baciandolo sulla bocca davanti a lei. Volevo farle vedere che avevamo intenzioni serie, e la cosa mi stava eccitando parecchio come sempre. Con la scusante che faceva caldo, e lo faceva davvero, anche se in casa era acceso un rinfrescante condizionatore moderno, cercai di far spogliare Irvin, e spogliarmi io stessa. Irvin si tolse la maglietta restando a torso nudo, ma prima di togliersi anche pantaloni e mutande, ebbe dei riguardi verso mia madre. “Mamma non si scandalizza a vedere un’uomo nudo vero?” azzardai io, mentre Irvin prima con un po di imbarazzo, poi dato insistevo, si decise a restare finalmente nudo, io invece rimasi in intimo come al solito. Adesso anche mia madre, poteva constatare che era proprio dotato come aveva detto lei stessa. Mamma restò piacevolmente sorpresa dalle dimensioni del cazzo del mio uomo, seduto sul divanetto rilassato, mentre io vicina a lui glielo presi in mano sorridendo dicendole ‘E non sai che resistenza ha…’ Mamma provò a scherzarci su, mentre io mi chinavo tra le sue gambe aperte, e mi ifilavo in bocca il suo bel palo. Mi scostai i lunghi capelli da un lato, per far vedere bene il mio viso sia a Irvin che a mia madre, e iniziai a succhiare sotto i suoi occhi. Lei subito azzardò un ‘Siete venuti qui per farmi vedere le vostre solite porcate?’ Irvin le sorrise, io la guardai con il suo cazzo in bocca e azzardai un ‘ma per trovare te cara…’ poi tornai a darmi da fare con il cazzo del nero. Mamma borbottò qualcosa che non capii, ma non me ne curai, anche Irvin si era eccitato dalla situazione, nonostante il leggero imbarazzo. Aveva rispetto per mia madre, e non voleva offenderla, quindi cercava di accontentarmi, ma senza mai strafare. Mamma ormai era abituata a quegli spettacoli, era stata testimone di tante mie scopate con altri uomini, anche se un uomo nero, era la prima volta che glielo presentavo. Di solito i miei amanti erano tutti uomini bianchi di una certa età dai cinquanta ai sessant’anni circa. Irvin ne aveva quaranta, io appena 20, ed era il piu giovane uomo che le avevo presentato, e anche l’unico nero a dire il vero. Forse per quello mamma si era fatta molto attenta alla situazione, e ci guardava con interesse. Finito di succhiarglielo, chiesi a mia madre di poter usufruire del suo letto, dato sul divanetto non si stava poi cosi’ comodi. Mamma tentennò un momento, poi accettò, a patto che non glielo sporcassimo, aveva visto varie volte come finivano quelle cose, e non voleva dover lavare lenzuola e materasso per colpa nostra. La rassicurammo che avremmo fatto attenzione, e passammo nel reparto camera. Come detto, mia madre essendo vedova, viveva in un monolocale, quindi era tutto limitato in uno spazio unico, la camera da letto, era separata dal salotto cucina da una porta, li accanto c’era il bagno e un balconcino che si affacciava direttamente sulla strada dove sotto avevamo parcheggiato l’auto di Irvin. Ci buttammo sul lettone pulito e fresco di mia madre, baciandoci stretti stretti, una cosa che fece quasi tenerezza a lei che vedeva sempre il lato romantico e mai quello porco della situazione. Se le avessimo detto che volevamo fare l’amore, invece di scopare, avrebbe accettato piu volentieri la cosa. Era fatta cosi’, una donna pudica, credente, e cresciuta con valori diversi dai nostri, nemmeno dopo averne viste tante. Per farle accettare la nostra relazione, dovevamo fare una cosa abbastanza ‘pulita’. Mentre lo baciavo gli masturbavo il cazzo e strusciavo il mio contro il suo. La cosa eccitava entrambi, la pelle nera lucida e sudaticcia di Irvin mi mandava in estasi, e anche mamma vedevo con la coda dell’occhio, non era indifferente al nostro rapporto. Mia madre non e mai stata tipo da toccarsi o fare cose sconce, non era per la sua natura di donna pudica e cristiana, ma questo non le impediva però di assistere alla scena, e credo anche divertirsi a vedermi presa da un maschio nero.

Finalmente dopo tanti preliminari, passammo a fare seriamente, mi misi sdraiata sul fianco sinistro al centro del lettone, Irvin dietro di me che mi teneva sollevata la gamba destra, scostandomi da un lato il lembo del perizoma che mi copriva poco o nulla il culo, puntò la sua grossa e turgida cappella dritta nel mio spacco, spingendo poco alla volta. Appena la sua cappella entrò dentro me, chiusi gli occhi e sospirai forte. Mamma era a pochi passi da noi, sprofondata su una comoda poltroncina, posizionata a bordo destro del letto, la sua posizione era nemmeno farlo apposta, giusta per vedere tutta la scena cruciale del cazzo che mi penetrava lentamente sempre piu dentro fino ad arrivare alle palle. Quando mamma mi ha vista gemere, ha fatto lei stessa un gemito o un sussulto non so per cosa. Ho aperto gli occhi fissandola con un sorrisetto, L’uomo iniziava a fare dentro e fuori prendendo velocità, muovendo il bacino avanti e indietro, facendomi impazzire sempre piu’. Tenevo gli occhi addosso a mia madre vedendola molto coinvolta, e la cosa mi riempiva di gioia immensa. Poche volte mamma aveva partecipato cosi’ attivamente ad un rapporto tra me e un uomo. Di solito dopo qualche sguardo, se la filava in altre stanze, guardava altrove, o faceva altro per non assistere alla scena. Il Tempo trascorso lontana da me, doveva averla cambiata in meglio, o almeno era quello che speravo in quell’istante di pura passione. Avevamo fatto bene ad andare a trovarla, e avevo fatto bene come sempre a farle vedere che Troia ero, tanto perchè non se lo dimenticasse. dopo qualche stantuffata, Irvin mi fece cambiare posizione, ma lo fermai un istante, volevo provare a coinvolgere anche mia madre e vedere cosa sarebbe accaduto. Sapevo che mamma non avrebbe mai accettato di farsi toccare da Irvin se glielo avessi chiesto, quindi mi rivolsi a lei chiedendole aiuto, il mio uomo era stanco dal viaggio le dissi, e da soli non riuscivamo a continuare a fare l’amore, se lei gentilmente ci avesse dato una mano…. Come sempre la convinsi. Mamma e sempre stata buona, e forse anche un po ingenua, era abbastanza facile con le giuste parole alla lunga convincerla a fare quasi tutto. Come detto pero’ c’erano cose che per morale e pudore non sarei mai riuscita a farle fare ovviamente. La invitai ad avvicinarsi a noi, scendemmo dal letto, una scusa buona per non sporcarglielo, mi misi in piedi a gambe larghe e chiesi a mamma di stringermi forte come quando ci eravamo salutate poco prima all’entrata di casa. Quindi mi lasciai andare tra le braccia di mia madre un po impacciata nei movimenti, che mi teneva stretta a lei in un abbraccio tenero, ero in intimo, con il cazzo duro fuori dal perizoma, mentre Irvin dietro di me, mi prese unendosi a noi, in una specie di abbraccio a tre, allargando le braccia anche lui, circondò me, e toccando le braccia nude di mamma che aveva una vestaglia senza maniche addosso. Spinse il suo bacino avanti, facendo scivolare nuovamente il suo bel cazzo nero, dentro al mio culo gia bello aperto. Ho chiuso gli occhi sospirando forte appoggiata con il viso truccato e i lunghi capelli alla guancia di mia madre, che mi sorreggeva. L’uomo riprese a stantuffarmi avanti e indietro senza mai mollare l’abbraccio, mamma venne spinta dalla forza di Irvin, e dovemmo farla appoggiare al muro della camera, per non farla cadere a terra. Dunque la scena era questa, mia madre in un vestaglione senza maniche con i suoi occhialoni sul naso, che cercava imbarazzata e un po divertita di sostenere me, in intimo, con il cazzo di fuori durissimo, corpetto nero, capelli sciolti sulla schiena, con ai piedi i sandali a zeppa, abbracciata a lei con il viso appoggiato al suo, mentre l’uomo nudo dietro di me, mi rompeva il culo abbracciando sia me che mia madre, in piedi contro il muro della piccola cameretta. sollevai la testa dalla sua guancia per guardarla dritta negli occhi, e goderle in viso, mentre Irvin mi inondava il culo di calda sperma e mamma mi accarezzava i lunghi capelli con una manina, mentre mi sosteneva e sorreggeva con l’altro braccio. Mi trovate su Telegram al contatto @FemboyChris

 




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