fuggito dalla cattiveria umana ma…….

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fuggito dalla cattiveria umana ma…….

Roberto era un giovane uomo di 24 anni, negli ultimi tre anni aveva avuto una trasformazione fisica, insomma si era effeminato, non tantissimo ma era evidente il suo cambiamento, il viso, i capelli lunghi fin dopo le spalle, i peli spariti e un piccolo rigonfiamento sul petto all’altezza del torace, insomma stufo delle derisioni il ragazzo era scappato sulle montagne vicine, Roberto aveva trovato rifugio in un gabbiotto di montagna, un buco di 6 metri per sette, c’era un letto un tavolo una sedia e qualcosa per far da mangiare e riporre da mangiare, appena arrivato trovò la serratura rotta e dentro c’era abbandono ma era stanco per la corsa così si buttò sul letto e si addormentò.
Quando si svegliò si trovò davanti il viso di un cucciolo di lupo, il piccolo leccava il viso di Roberto ma poi accortosi che il ragazzo si era svegliato cercò di scappare ma nella fretta di scappare rimase bloccato nella porta che cigolando si era chiusa su di lui bloccandolo,
Roberto si alzò dal lettino prese il lupo in braccio, andò a sedersi e si mise a coccolare il piccolo, in casa non c’era nulla per cui gli diede quel poco che si era portato nella fuga, il lupetto guardò, fissò il viso di Roberto poi divorò il cibo, poco dopo Però Roberto sentì il ghigno della mamma del cucciolo allora Roberto diede un piccolo bacio al cucciolo e poi lo fece andare dalla mamma e insieme scapparono.
Era scuro per cui tornò sul lettino, mangiucchiò qualcosa e riprese a dormire, si sentiva ancora molto stanco, guardò cosa c’era nella bisacca che si era portato e trovò del formaggio, ne mangiò un pò e poi si addormentò.
Un raggio di sole svegliò il ragazzo, si alzò, si sgranchì e uscì dallo sgabbiotto, fuori il panorama era da favola ai suoi occhi si vedeva una catena di montagne ancora innevate verso la cima, una folta schiera di abeti e di pini e un bel laghetto.
Il ragazzo rientrò nello sgabbiotto e trovò un lungo pezzo di legno flessibile, una piccola corda abbastanza lunga, un pezzo di ferro, il ragazzo ne ruppe un pezzo e lo arquò in modo da farne un amo, cercò nella terra dei vermi e ne trovò abbastanza per poter pescare, andò verso il lago e iniziò a pescare, stette diverso tempo senza prendere nulla ma il tempo non mancava al ragazzo, aveva tutta la vita per cui insistette e prima uno poi il ragazzo prese altri pesci.
Per un pò di tempo la vita del ragazzo fù dettata dal dormire, camminare nei boschi e pescare, il tempo passava e giunse il tempo che a Roberto gli venisse la mancanza di un pò di luce, allora cercò nella sua nuova casa un qualcosa per attaccarsi ai piloni che c’erano vicino alla sua casa, cercò e cercò e infine trovò una lunghissima matassa di filo di rame, lo prese tutto e prese anche un isolante che aveva trovato insieme ai fili, preso tutto salì su l’albero che passava vicino alla casa, si aggrappò per bene prese l’isolante e lo accomodò in modo da non prendere scosse pericolosissime, una volta fatto si allungò e riusci ad attaccarsi al filo della luce, il resto del filo lo srotolò avvolgendolo con l’isolante e lo attaccò ad un piccolo generatore che c’era vicino alla casa, prese una lampadina, la ata
taccò ad una trave della casa così ebbe la luce.
Il tempo passava ,la porta era ancora semi sballata e una mattina si trovò ancora il piccolo lupacchiotto vicino al suo viso, stavolta al risveglio il cucciolò non scappò ma continuò a leccare il viso di Roberto.
Passò diverso tempo, ormai Roberto nel tempo aveva messo a posto un pò la sua nuova casa, aveva rinforzato il suo letto, così pure il mobile dove aveva anche trovato delle scatolette non scadute, rinforzò il tavolo e poi come ad ubbidire ad un sesto senso costrui un’altro lettino facendo come materasso un bel pò di foglie.
Arrivò la piena estate ed anche se si era in montagna arrivò il caldo pure lì, la sua bisaccia ormai era vuota e poteva usarla in altro modo, quindi Roberto andò verso il lago, bevve un bel pò di acqua e poi riempì la bisaccia di acqua fresca del lago.
Una notte Roberto si svegliò di soprassalto, fuori dalla sua capanna sentì una voce spaventata chiedere aiuto, era già chiaro, Roberto si alzò corse verso la porta e si trovò davanti un essere meraviglioso, una femmina bionda dai capelli lunghissimi, un corpo atletico con due seni della 4 misura.
“Ehi non scappare vieni dentro”
“La ragazza aveva paura, i suoi occhi erano pieni di paura
“Dai entra tranquilla, non ti faccio nulla”
Laragazza si fece prendere per mano ed entrò nella capanne, Roberto la fece sedere e gli diede da bere
“Hai fame?”
“Nooo noo grazie” rispose la ragazza
“Vuoi riposare un pò?”” balbettò la ragazza
“” dai buttati sul lettino e tranquillizzati”
la ragazza era spossata dalla corsa e Roberto ispirava fiducia alla ragazza per cui poco dopo era già addormentata.
Roberto iniziò a guardare la ragazza, era bello, un viso dai lineamenti delicati e occhi dolcissimi e si domandava come mai era attratto dalla ragazza essendo lui gay, non lo capiva, ma la ragazza si girò, il vestito col movimento si alzò e si vide che all’interno della mutandina si celava un bel cazzo
“Ohh porca miseria questa è una trans, una stupenda e femminile trans”
Roberto si eccitò, dopo tanto tempo di vita monastica il suo cazzo si indurì solo al fatto che la ragazza davanti a lui era una stupenda e sensuale trans.
Arrivò sera, si fece scuro ma Roberto per non disturbare la ragazza non accese la lampadina e poco dopo si buttò sul lettino che aveva creato lui.

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