così diventai donna..

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Negli anni ottanta, più precisamente 1985, ero un ragazzo di 24 anni, etero e stavo con una ragazza già da tre anni. Di lavoro, facevo consegne di generi alimentari, a Firenze, tre volte alla settimana partivo dal deposito per consegnare ai vari grossisti di zona. Solitamente la “gita” era uguale, perciò consegnavo sempre nello stesso ordine e l’ultima consegna la facevo sempre ad un piccolo magazzino, al quale si accedeva per un corridoio stretto, dove altri prima di me lasciavano durante il giorno casse e cartoni, ostruendo sempre il passaggio e quando arrivavo io, trovavo sempre lo stesso dipendente, un uomo di 61 anni, alle prese con lo spostamento di tutti quei colli ed io regolarmente lo aiutavo.
Questo accadeva verso l’orario di chiusura e una bella sera, nel ringraziarmi , mi invitò a cena a casa sua, avendogli raccontato che abitavo lontano e rincasavo tardi.
dopo cena, visto che abitava in una casa dove tutto era in ordine, più che altro per educazione, mi misi a lavare i piatti, nonostante lui protestasse mi lasciò fare.
Dopo quella sera, ci furono altri inviti a cena, inviti che avevo sempre accettato e tra me e Romano, questo era il suo nome, cresceva l’amicizia e la confidenza, si cominciò a parlare un po’ di tutto e naturalmente anche di sesso e durante queste chiacchere, notavo che tra il serio ed il faceto, spesso portava il discorso sui travestiti, quasi come voler vedere le mie reazioni, oltre a ripetere spesso la battuta, quando lavavo i piatti, che se volevo farlo avrei dovuto vestirmi nel modo adatto, cioè da cameriera sexy ed aggiungeva che sarei stato molto bene se lo avessi fatto. io comunque non davo peso a quei discorsi.
Una sera, dopo cena, mi chiese se mi andava di vedere un film porno che gli avevano prestato ed io risposi ok, più che altro per non contraddirlo. Era un film un po’ diverso da quelli che avevo già visto, comprendeva vari generi, soprattutto generi trans e trav ed ad un certo punto, rivolgendosi a me, disse:- Mario, devi scusarmi, ma non ce la faccio più, devo masturbarmi, spero che non ci rimanga male o, se vuoi fallo anche tu. Detto questo, quasi repentinamente, tirò fuori il cazzo, di discrete dimensioni, non grossissimo, ma almeno sui 18 cm, scuro e lucido. dalla mia bocca uscì un urletto di approvazione e gli feci i complimenti. sinceramente non credevo che un uomo che per me era ormai anziano, potesse essere così aitante.
prendendomi alla sprovvista, mi chiese se volevo toccarlo ed io non riuscii a proferire parola rimanendo come inebetito, lui se ne accorse e con una scatto mi afferrò la mano portandosela sul cazzo, dalla mia bocca uscirono poche parole:- accidenti è durissimo e caldissimo, ma senza rendermene conto all’istante, lui mi stava muovendo la mano, gli stavo facendo una sega e dopo pochi istanti mi sborrò copiosamente sulla mano.
sconvolto per l’accaduto, me ne andai di corsa senza dire niente e tale fu lo stupore e la vergogna per ciò che avevo fatto, che per qualche giorno andai ad orario differente a fare le consegne al magazzino dove c’era Romano.
Quando poi ci rivedemmo, dopo aver parlato mi resi conto che avevo drammatizzato troppo la faccenda e accettai anche di nuovo un invito a cena.
Dopo cena Romano mi disse che aveva un altro film porno in cassetta e che durante la visione, avrei potuto o dovuto, se volevo, ripetere l’esperienza, magari andando anche oltre e provando a baciarglielo. al mio rifiuto ne scaturì una discussione che durò alcuni minuti e alla fine, per non rompere l’amicizia, mi “accordai” per fargli un’altra sega, ma non glielo avrei preso in bocca e Romano accettò.
Naturalmente Romano volle che questa volta mi avvicinassi molto di più al suo cazzo e, dato che se non mi chinavo non riusciva a vedere la televisione, praticamente avevo il viso a 15 cm dal cazzo e durante il film ce lo avevo sempre più vicino alla bocca, l’odore mi entrava nelle narici, ormai me lo stava strusciando sul viso e sulle labbra, fino a che non capitolai e lo lasciai entrare nella mia bocca.
Da quel momento il nostro rapporto cambiò, Romano cominciò a parlarmi al femminile, dicendomi che aveva sempre saputo che io fossi in realtà una donna e che sarei diventata la sua donna. All’improvviso mi venne copiosamente in bocca, non riuscii ad ingoiare tutto e con la cappella me lo sparse su tutto il viso, dicendo che mi sarei dovuto abituare alla sborra, perché me ne avrebbe fatta bere tanta.
Da quel giorno decisi di evitarlo, fino a quando si fece in qualche modo dare il numero di telefono di casa mia e dopo un paio di settimane, la mia mamma mi disse che aveva chiamato un certo Romano e che avrei dovuto richiamarlo per motivi di lavoro.
Quando trovai il coraggio di chiamarlo, Romano fu estremamente duro con me e mi disse che voleva chiarire questa cosa il giorno successivo e dopo avrei potuto fare quello che volevo.
Il giorno dopo mi presentai a casa sua e lui in maniera rude e chiamandomi al femminile con il nome Mara, mi disse che per un ora avrei dovuto fare quello che mi diceva dopo di che, se ancora lo volevo, avrei potuto andare via.
Mi portò in camera sua , sul letto c’erano vestiti, un paio di parrucche, bigiotteria varia, calze ecc., mi disse di spogliarmi completamente e mi diede degli indumenti da indossare, lo feci nonostante protestassi e non capissi dove voleva arrivare, dopodiché, mi fece sedere senza che potessi guardarmi in uno specchio e cominciò a truccarmi.
Gli ci volle circa mezzora, poi misi la bigiotteria ed indossai la parrucca ed alla fine disse:- ora ti mostrerò chi sei veramente, poi ti metterò la lingua in bocca, se ho ragione e tu sei donna, risponderai con passione al mio bacio, altrimenti sarai libera di andare a farti la doccia e andartene.
mi portò davanti ad uno specchio e la sorpresa fu immensa ero diventata uguale ad una delle tante puttane travestite, che di sera a quei tempi popolavano i viali di Firenze.
Di colpo appoggiò le sue labbra alle mie e mi mise la sua lingua in bocca, con quella lingua umida e carnosa che mi esplorava, non capii più niente e infine risposi al suo bacio. con una leggera pressione sulle spalle, mi fece inginocchiare e naturalmente glielo presi in bocca, venne poco dopo cercai di ingoiare il più possibile, ma un po’ fini anche sul viso. Mi rialzai e Romano mi chiese se me ne volevo andare o se avessi voluto rifarmi il trucco, che dopo lui mi avrebbe trasformato nella sua donna. Senza nemmeno pensarci optai per la seconda e dopo avermi truccata nuovamente ci mettemmo a letto dove a furia di baci gli feci tornare il cazzo duro, al che mi disse sei pronta per diventare davvero la mia Mara? Mi fece mettere con un cuscino sotto la pancia e dovetti spingere le natiche fuori il più possibile, mi allargò il buco prima con un dito, con della crema rinfrescante, poi con due e finalmente cominciò a puntarmi il cazzo contro, premendo sempre più il dolore era forte, ma lui fu dolcissimo ed io motivata a diventare la sua donna, piano piano si fece strada sempre di più, pur sentendo male, non urlai di dolore, Romano cominciava a muoversi dentro ed in fondo in fondo cominciavo a sentire qualcosa, ad ondate prima appena percettibili in mezzo al dolore, poi sempre più forti fino a che mi resi conto che Mario aveva lasciato il posto a Mara. Iniziai così una relazione che mi avrebbe fatto vivere tante di quelle situazioni così perverse ed eccitanti che in seguito racconterò, se volete.
 

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