Una splendida amicizia. Finalmente mi fanno godere insieme.

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Qualche tempo dopo, un sabato pomeriggio, eravamo a Saturnia e c’era tanta di quella gente che fu difficile anche trovare un posto libero lungo il canale. Restammo immersi nell’acqua e, ogni tanto, sia Luca che Carlo, riuscivano a masturbarmi, ma senza che si potesse fare molto di più. Io ero molto eccitata e li lasciavo fare, pur cercando, a mia volta, di restituire il piacere provato, ma era davvero difficile per la gran confusione che c’era. Poi, improvvisamente, il tempo cambiò velocemente e fummo costretti ad uscire e ce ne andammo a cercare un ristorante dove cenare; lo trovammo nelle vicinanze del paese. Durante la cena, Carlo ci parlò della nuova casa che aveva affittato per vivere da solo e ci invitò a visitarla. Uscendo dal ristorante, ci trovammo d’un tratto sotto un violento temporale e per raggiungere la nostra vettura, in un attimo eravamo tutti bagnati, completamente inzuppati fradici. Decidemmo di andare a casa sua, che era poco distante. Giunti nella casa, facemmo una doccia calda; lui intanto aveva acceso il caminetto, sul cui davanti vi era un divano fatto ad angolo. Quando sono uscita dalla doccia, indossando il suo accappatoio, loro erano coperti con dei teli e mi sono seduta in mezzo a loro. Mi sentivo strana, ero eccitata, ma, in un certo senso, anche intimidita. Ero consapevole che, dopo tutto il giocare del pomeriggio in acqua, se avessi accettato di lasciarmi andare, sicuramente mi sarei ritrovata fra le loro braccia e mi avrebbero fatto impazzire. Fu Luca che si avvicinò a me. Le sue mani sul mio corpo, il suo bacio sul collo, mi fece allentare la leggera tensione che si era creata e così, senza dire nulla, mi sono abbandonata alle sue carezze. Mi sono voltata e l’ho baciato in bocca, con passione e trasporto. In un attimo ho deciso che volevo essere troia. Carlo ci osservava in silenzio, il suo telo era teso all’altezza del pacco; era eccitato anche lui e si gustava il nostro limonare, senza muovere un dito. In acqua mi aveva masturbato, ma ora restava in attesa di un mio cenno. Io mi sono abbassata ed ho preso il cazzo di Luca, già bello duro e teso, e mi son messa a leccarlo, ma, prima, mi sono voltata verso Carlo e gli ho fatto un cenno d’assenso. Lui mi ha aperto l’accappatoio e si è messo a leccarmi fra le gambe, mentre io succhiavo il cazzo di mio marito, infilandolo tutto in bocca, ed ho subito iniziato a godere. In tanti anni si era sempre vantato di portare una femmina all’orgasmo con la sola lingua e ora, finalmente, mi rendevo conto che non diceva balle, era davvero bravo e il mio piacere è arrivato intenso, bello, e completo. Sono venuta nella sua bocca e, con quell’orgasmo, ho scaricato tutta la tensione accumulata nel pomeriggio. Il mio corpo si è inarcato, ho sollevato le gambe e, premendogli la testa sulla vagina per evitare che se ne allontanasse, mi faceva impazzire con quella sua lingua che mi torturava il clitoride e me lo succhiava forte. Mi ha fatto godere, mentre affondavo il cazzo di Luca tutto in gola. Poi mi sono staccata e girata. L’ho attirato verso di me, offrendo la mia fica a mio marito, ed ho baciato Carlo in bocca; lui ha subito risposto al mio bacio con molta vigoria e passione. Era stupendo succhiare quella sua lingua che tanto piacere mi aveva dato ed in più sentire il sapore di me sulle sue labbra. Luca mi ha aperto le gambe e mi ha preso con un solo affondo. Mi son sentita aprire e penetrare fino in fondo dal suo cazzo durissimo. Ho incominciato a godere mentre mi abbassavo a succhiare Carlo che, a cazzo ben teso, ha preso a scoparmi in gola. Lo succhiavo e pompavo, mentre il mio corpo era scosso da continui fremiti per il piacere di sentirmi scopata in entrambe le mie bocche: quella di sopra e quella di sotto. Quella condizione mi ha provocato un orgasmo squassante, che mi ha quasi fatto perdere i sensi. I due si sono fermati ed hanno avuto la delicatezza di aspettare che il mio corpo smettesse di vibrare, poi Carlo ci ha invitato ad andare sul letto, dove saremmo stati più comodi. Un minuto dopo, ero distesa fra loro due, nuda, che mi carezzavano e mi masturbavano insieme, facendomi decollare di nuovo. In quel momento ero contesa da due amanti che mi succhiavano un seno ciascuno e le loro mani frugavano ogni anfratto del mio corpo; culo e fica erano presi di mira, infilati e scopati dalle loro dita, che mi facevano impazzire di piacere. Poi ho dato una spinta a Carlo, facendolo mettere supino ed ho guardato Luca, che ha immediatamente capito la mia intenzione; mi ha risposto con un sorriso ed un cenno affermativo della testa e allora sono salita su Carlo, ho afferrato il suo cazzo e l’ho messo fra le labbra fradicie della mia fica e, molto lentamente mi sono impalata su di lui. Mentre entrava in me, mi sentivo aprire e dilatare le pareti della vagina, finché è scivolato tutto dentro. Era la prima volta che scopavo con un cazzo che non era quello di mio marito. L’ho sentito arrivare fino in fondo e sbattere sul collo dell’utero, come succedeva quando scopavo con quello di Luca e la cosa mi ha subito provocato una scarica elettrica che mi ha dato un intenso piacere. Lui è rimasto immobile. Mi sentivo piena; avvertivo la diversa consistenza del suo cazzo che, essendo più grosso, mi riempiva completamente e mi faceva sentire strapiena e dilatata. Poi ha inarcato le gambe per chiavarmi dal basso e. per un po’, l’ho lasciato fare, almeno fin quando non ho raggiunto il primo orgasmo. Era sconvolgente! Godevo sul cazzo di un altro maschio, con mio marito che mi osservava con occhi languidi e mi accarezzava il seno. Sono venuta e l’ho fatto urlando. Mi sbatteva con forza quel cazzo che mi ritrovavo dentro; mi sollevava su di lui, per poi lasciarmi ricadere, così si rinnovava la meravigliosa sensazione dello sbattere della cappella sul fondo della mia vagina, e questo mi mandava in delirio. Poi l’ho pregato di abbassare le gambe, mi sono piantata il palo fino in fondo ed ho iniziato ad oscillare, avanti e indietro, sbatacchiandomi il cazzo all’interno, senza che ne uscisse per un solo millimetro. Quella posizione mi permetteva di schiacciare il bottoncino sulla base della sua asta dura e, istantaneamente, ho sentito montare un nuovo orgasmo. Mi sono girata, ho baciato Luca, e poi l’ho fatto mettere in piedi; mi sono infilata il suo cazzo tutto in bocca ed ho preso a succhiarlo, facendolo fremere di piacere. Mi sentivo in estasi: ero in uno stato di eccitazione sconvolgente, godevo su di un cazzo e ne ingoiavo un altro. Da impazzire! Dopo un ennesimo orgasmo, mi sono distesa sul petto di Carlo, che fino a quel momento, mentre mi scopava, mi aveva massaggiato i seni stringendoli e strizzandomi i capezzoli. A quel punto Luca si è messo dietro di me ed ha preso a titillarmi il buchetto posteriore con la lingua. Ho subito realizzato che, tra non molto, mi sarei goduta una doppia penetrazione. Se da un lato ne ero intrigata, dall’altro la temevo; mi spaventava l’idea di due cazzi dentro di me, ma non ho avuto il tempo di pensarci troppo, perché lui, con la complicità di Carlo, che mi ha aperto i glutei, si è infilato dentro di me e, lentamente, mi ha affondato il cazzo nel culo. Per un attimo ho avvertito la sensazione di essere sfondata, aperta in due e non nascondo che ho avuto un momento di paura. Luca ha avuto la delicatezza di attendere, mentre era dentro di me, dando così modo al mio sfintere di adattarsi all’intrusione, mentre Carlo, con altrettanta delicatezza, ha ripreso a scoparmi con movimenti lenti, provocandomi una immediata sensazione di piacere che ha lenito un po’ il dolore ed ho cominciato a provare una sensazione stupenda: ero incredibilmente piena e sfondata in ogni buco. Poi Luca mi ha afferrato per i fianchi ed ha preso a pomparmi il culo, con lo stesso ritmo che aveva assunto Carlo che, da sotto, mi sfondava la fica. «SI’, TROIA! SENTI COME TI SFONDIAMO? GODI, CHE QUESTA VOLTA TI FACCIAMO IMPAZZIRE!» Mi sentivo veramente una troia! Era stupendo e sconvolgente il piacere che stavo provando. Mi sbattevano contemporaneamente e mentre uno entrava l’altro usciva. Quelle stupende sensazioni mi facevano godere in continuazione. «Vengo! Cazzo! Mi…uccidete! Vengo! È bellissimo! …ora! » Dopo l’ennesimo orgasmo, si sono scambiati di posto. Carlo si è sfilato da sotto, e mi ha preso nel culo. Sentire il suo cazzo un po’ più grosso nel culo, mi ha dato un’ennesima sensazione di pienezza, mentre sentire il cazzo di Luca nella fica, mi ha fatto capire che, di fatto, in quel momento ero una troia, che stava godendo con due maschi. Non ero più la moglie, ma una puttana, che aveva deciso di godere, impazzire di piacere, con due stalloni, che la sfondavano in ogni buco. Mi hanno scopato a lungo, facendomi raggiungere orgasmi a ripetizione, poi il primo ad arrivare, è stato Luca, nella mia fica. Ho goduto quando ho sentito il suo getto bollente inondare il mio utero. Al suo grido ha fatto eco il mio orgasmo. Tremavo, sempre più scossa dal piacere e, intanto, il cazzo di Carlo ha continuato a sbattermi il culo, riducendolo simile ad una voragine, ma facendomi ancora godere finché anche lui è giunto all’orgasmo. Si è sfilato dal mio martoriato buchetto e mi ha schizzato il suo piacere sulla schiena, con un grido che non aveva nulla di umano. Sentire quegli spruzzi caldi sulla schiena, mi ha dato un ulteriore brivido di piacere. Era la troia, che godeva nel sentirsi usata, sborrata, e goduta. Ci siamo accasciati e distesi vicini; io ho sentito forte l’impulso di abbracciare i miei maschi, che tanto piacere mi avevano donato. Li ho baciati e stretti a me. Loro mi hanno accarezzato il corpo ed il viso baciandomi e complimentandosi con me, per la mia dimostrata porcaggine. Questi gli elogi profusi da Carlo: «Sei stata fantastica. Ho scopato poche donne, che hanno raggiunto un così elevato numero di orgasmi. Mi sei piaciuta tantissimo. Luca è fortunato ad averti al suo fianco ed io mi sento felice di aver avuto il piacere di godere del tuo corpo. Ti voglio infinitamente bene come amica e ti adoro come troia. Il bello di te è che lo sei, solo quando lo decidi tu: allora sei fantastica e questo ti rende speciale». Mi ha abbracciato e baciato in bocca, molto intensamente e io ho risposto con la stessa passione. Poi anche Luca ha voluto esprimere il suo giudizio «Hai ragione, Carlo; lei non è una donna che fa la troia sempre, ma solo quando decide di godere, e per questo mi fa impazzire. Spero che un giorno, anche tu, possa trovare una femmina così. Grazie, amore, per avermi donato questa fantastica occasione di sentirti puttana per me; è stato qualcosa di unico e veramente bello». Avevo le lacrime agli occhi dalla gioia e dal piacere che avevo provato. Poi, come sempre fra noi, siamo tornati ad essere gli amici di sempre. Sono capitate occasioni in cui siamo stati insieme per una pizza, una giornata al mare, anche senza lo scopo di fare sesso, e questo è sempre stato il collante che ha fortificato ancor più la nostra amicizia. L’anno successivo abbiamo deciso che era ora di avere un figlio. Quando ne abbiamo parlato con Carlo, lui ci ha fatto i migliori auguri, felicitandosi con noi e, poco dopo, sono rimasta incinta. Devo comunque dire che la gravidanza ha avuto anche il suo lato positivo. Quando eravamo insieme mi trattavano come una principessa, in specie Carlo, che aveva per me mille attenzioni e, nello stesso tempo, io e Luca giocavamo spesso a realizzare mille fantasie, specie quando, a letto, io mi lasciavo toccare da lui, come aveva visto fare dal ginecologo e poi, quando era ben eccitato, gli facevo dei bocchini stupendi. Oppure fantasticavo con lui sul fatto che fosse stato un altro ad ingravidarmi e questo lo faceva impazzire di gelosia e mi inculava con rinnovata energia. Era davvero un periodo in cui mi sentivo una vera troia e lui ci impazziva e mi scopava di brutto. Dopo la nascita di Michele, nostro figlio, è successa una cosa che ha, di fatto, cambiato un po’ il nostro modo di trasgredire. In quel periodo, mia sorella Maria era in rotta di collisione con il suo fidanzato che non si decideva ad impegnarsi a fondo nella loro storia. Lei voleva sposarsi in quanto fidanzati da più di nove anni e lui, invece, faceva di tutto per procrastinare l’evento, tenendo, in pratica, mia sorella sulla corda. Le diceva che non era sicuro se lei era la donna giusta, che forse vi erano altre candidate più valide e, giustamente, lei ne soffriva tantissimo. Un giorno di Agosto, era a casa mia per godersi un poco il nipote, quando viene a trovarci Carlo. Lei lo conosceva; si erano visti altre volte e, poi, lui era stato anche al nostro matrimonio. Si sono messi a parlare delle loro vicende amorose e, quando è venuto a conoscenza del tira e molla che lei aveva con Rino, il suo fidanzato, le ha proposto di godersi la settimana di Ferragosto in vacanza con lui, così, se decideva per il sì, avrebbe potuto far ingelosire lui o, quanto meno, verificare se Rino avesse altre ragazze e, soprattutto, se lei fosse veramente importante per lui. Così hanno preso in prestito la nostra mitica tenda canadese, e sono andati una settimana in un campeggio lungo la costa di Montalto. Lì, Carlo conosceva un bel posto, dove vi era una spiaggia in cui si poteva fare del nudismo. Rino, il fidanzato di mia sorella, non sapeva nulla di questa loro idea, e si è incazzato non poco ed ha cercato di sapere dove lei fosse finita; ma né io, né Luca, gli abbiamo riferito dove fosse. Nel pomeriggio del quattordici Agosto, li abbiamo raggiunti per passare il Ferragosto insieme a loro, lasciando il piccolo Michele a mia madre. Insieme abbiamo fatto il bagno nudi. Era la prima volta che qualcuno che ci conosceva, scopriva il nostro segreto. Mai nessuno aveva saputo che amavamo il nudismo e, vedere mia sorella nuda vicino a Luca e assieme a Carlo, mi ha provocato un senso di gelosia: li consideravo i miei maschi, anche se poi, in fondo, era mia sorella e non certo un’estranea. La sera, al tramonto, ci siamo ritrovati vicino ad un grosso tronco, portato a riva dal mare, ed io e mio marito, da un lato, e loro, dall’altro, ci siamo messi a scopare. Sentire lei che godeva sul cazzo di Carlo, mi eccitava. Conoscevo benissimo le sensazioni che quel cazzo era in grado di far provare e, per questo, a maggior ragione, mi scatenavo su quello di Luca, che non mancava di farmi impazzire, a sua volta. Godere insieme, a poca distanza gli uni dagli altri, era un’esperienza nuova, mai provata prima, soprattutto perché l’altra donna era mia sorella. La sera, dentro la tenda, il gioco è ripreso, ma, questa volta, eravamo molto vicine e, mentre stavo godendo impalata sul cazzo di mio marito, lei, che stava sotto a Carlo che la sfondava con colpi fortissimi, quando ha goduto mi ha guardato in faccia e, sorridendo, ha sollevato una mano e mi ha carezzato un seno. Sono venuta subito e anche lei ha raggiunto il suo orgasmo, togliendo la mano dal mio seno. Il giorno dopo, approfittando di un momento in cui eravamo sole, le ho chiesto se le fosse piaciuto andare oltre, al che lei mi ha sorriso e mi ha detto che era stato solo un gesto ispirato dal particolare momento e non perché desiderasse scopare con mio marito. Siamo rimasti con loro fino a sera, poi siam dovuti tornare a casa e, durante il viaggio di ritorno, ho chiesto a Luca cosa aveva provato a far sesso al fianco di mia sorella Maria. A lui la cosa era piaciuta, ma gli aveva creato un certo disagio, proprio per il fatto che Maria era mia sorella e lui aveva un rapporto molto bello con lei e non riusciva a considerarla come femmina con cui fare sesso. Se a me fosse piaciuta un’esperienza di scambio partner, lui non avrebbe avuto problemi, ma con Maria, proprio no. Sfortunatamente quando mia sorella è tornata, ha avuto una terribile discussione con Rino e gli ha raccontato di essere stata insieme a Carlo tutta la settimana. Rino conosceva Carlo e non lo stimava, quindi, quando ha saputo che lei aveva scopato con lui, è successo un vero finimondo ed io e Luca ne abbiamo fatto le spese. Per Rino, il fatto che un nostro amico aveva passato una settimana con la sua fidanzata era colpa nostra e io ero una puttana per averlo permesso. Ho dovuto faticare moltissimo per impedire a Luca di spaccare la faccia a Rino e poi mi sono incazzata con mia sorella, per averci coinvolto direttamente. Per fortuna aveva omesso di raccontare che avevamo fatto sesso insieme, ma fra noi i rapporti erano compromessi, anche per il fatto che Rino, per ripicca, aveva deciso di sposare mia sorella. Non lo trovavo giusto e mi rifiutavo di partecipare al loro matrimonio, ma, dietro le insistenze di mia madre, alla fine ci siamo andati, ma ci siamo tenuti a debita distanza. Questo fatto ha di colpo cambiato il nostro modo di trasgredire. Da quel momento noi due, fatta eccezione per Carlo, abbiamo deciso che non avremmo mai più coinvolto gente conosciuta. Tante volte avevamo avuto la tentazione di coinvolgere coppie di amici che, in qualche maniera, ci avevano intrigato e, facendo il primo passo, avremmo potuto giocare insieme; ma, dopo quanto accaduto, tassativamente i nostri giochi sarebbero stati solo nostri e basta. Anche Carlo ne era rimasto deluso; gli piaceva mia sorella e ci si era trovato bene. Non era in un momento in cui si sarebbe impegnato in una storia importante, ma con lei si sentiva bene; forse, col tempo, avrebbero potuto stare insieme e diventare una coppia. Comunque, al di là di tutto questo, era rimasto non poco stupito del fatto che Rino l’avesse sposata; anche lui credeva, come noi, che non fosse un matrimonio azzeccato e, col tempo, abbiamo avuto tutti ragione ed anche mia sorella ha dovuto prendere atto dell’errore commesso. Dopo quel fatto, sono trascorsi alcuni anni, durante i quali noi abbiamo avuto un altro figlio e ci siamo riversati a spendere il nostro tempo nell’allevarli.

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