Scopa in acqua e faccio un threesome in spiaggia

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Scopa in acqua e faccio un threesome in spiaggia

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Finalmente, dopo i mesi di noiosa scuola, posso godermi le vacanze estive, che per sfortuna durano solo tre mesi. Per godermi al meglio questi tre mesi, ho deciso già da subito di fare una piccola vacanza al mare con Emma, in una località distante dalle nostre case una decina di chilometri. Dopo un breve viaggio in pullman, siamo andati in spiaggia e ci siamo distesi al sole. Quasi per fortuna, la spiaggia è deserta, o quasi, dato che oltre a noi due c’è una persona seduta su una sdraio a circa una cinquantina di metri da qui. Sono le due di pomeriggio, il sole è caldo, soffia una leggera brezza, e il cielo è chiaro. Mi giro verso Emma. È bello vederla distesa sul suo telo da spiaggia mentre prende il sole, anche se è già di suo abbronzata. La cosa più bella è vedere il suo corpo dentro il bikini color rosso acceso che tiene a malapena le sue ampie forme. Passa qualche minuto, e io la osservo di continuo. Per sfortuna, si gira verso di me, e non posso più guardarla, perchè se ne accorgerebbe. “Hey Simo” “Si?” “Ti andrebbe di fare una cosa?” “Cosa?” “Andare a fare il bagno.” “Hm… non mi dispiacerebbe. Tanto, non abbiamo mangiato, quindi non dobbiamo aspettare la digestione.”. Mi alzo assieme a Emma, mi tolgo la maglietta e la poso sul mio telo. Prendo per mano Emma e insieme ci dirigiamo verso l’acqua. Al primo contatto l’acqua marina è un poco freddina, ma è plausibile, dato che ci sono ventisette gradi all’ombra. “Fin dove andiamo Emma?” “Fino a che non ci arriva al busto?” “Per me va bene. Per te?” “Anche. Andiamo.”. Ci incamminiamo passi dopo passo nelle acque marine. Poco alla volta, il livello dell’acqua si alza sempre più. Prima arriva ai piedi, poi alle gambe, poi allo stomaco e infine arriva al busto, più o meno altezza pettorali. Ci fermiamo, ed Emma si gira verso di me. “Posso chiederti una cosa Simo?” “Certo.” Lei si avvicina a me “Sai, ho un piccolo desiderio,” Inizia a toccarmi il petto “ma da sola non posso farlo.” “Dimmi Emma.” “Sai, tutti hanno dei desideri leggermente strani riguardo al sesso” si allontana leggermente da me e si sgancia il reggiseno, poi lo fa calare giù dalle braccia e lo fa cadere in acqua “, e io ne ho uno. Ho sempre sognato, da quando ho iniziato a farmi storie mentali sul sesso,” si cala le mutande e se le toglie “di fare l’amore con un ragazzo (non perforza il mio) in acqua, anzi, al mare.” Si avvicina a me e mi abbassa leggermente il costume, giusto per far vedere il pene ma per fare in modo che il costume rimane su senza cadere “Ti va?”. Ci penso si qualche secondo per mettere suspence a Emma, poi mi tolgo il costume, lo getto in acqua e le dico: “Certo Emma.”. Visibilmente contenta, si avvicina a me e inizia a baciarmi con la lingua fino in fondo. Quasi per riflesso metto la mia mano destra sulle sue chiappe e la mia mano sinistra sul suo seno sinistro (dal mio punto di vista). Lei a questa provicazione risponde afferrando il mio cazzo con entrambe le mani e iniziandolo a segare. Da quel che sembra, dato che non ho un orologio e dato che sono in una situazione sessuale, penso che passano si e no mezzora o forse più, mezzora durante la quale io vengo due volte in mano a Emma. Lei smette di baciarmi e di segarmi, e di conseguenza io smetto di palpeggiarla. “Senti Simo, vanno bene i preliminari, ma io voglio fare sta cosa subito.” Si gira di schiena, prende il mio pene e lo mette tra le sue chiappe, prende la mia mano destra e la mette sulle sue tette e infine mette la mia mano sinistra dentro la sua figa. “Su, muoviti.”. Sia per accontentarla sia per accontentarmi, do una spinta con il cazzo, che entra dentro il culo di Emma. Lei reagisce con un gemito di piacere. Per aumentarle il piacere, inizio a toccare e massiaggiare la sua tetta destra, e per farlo ancora di più con il medio e l’indice inizio a penetrarle la figa. La cosa è pocho difficile, dato che siamo quasi completamente immersi nell’acqua, ma ci riusciamo comunque. Dopo un buon venti minuti/mezzora, sento un liquido uscire dal mio cazzo e daa figa di Emma. Quasi in modo sincronizzato, ci chiediamo: “Sei venuto?”. Dato che l’abbiamo detto contemporaneamente, facciamo una risata. “Sei venuto Simo?” “Si, tu?” “Anche.”. Continuiamo per qualche minuto a ridere, il tutto mentre io continuo a toccarle le tette bagnate. “Senti Simo, abbiamo scopato per un po’. Ti va di tornare e magari fare il bis in spiaggia?” “Certo cara. Speriamo solo che la sabbia non si appiccichi nelle parti da leccare. Odio mangiare la sabbia.”. Mi separo da Emma, la prendo per mano e piano piano ci dirigiamo verso la spiaggia. “Cosa preferisci fare sulla spiaggia?” “Fare l’amore con te.” “Io intendo di posizione” “Ah… beh, pensavo di farlo come capita. Che ne pensi?” “Va bene. Quando saremo arrivati, ci penseremo.”. Riprendiamo in silenzio a camminare, il tutto mentre ogni tanto (più che ogni tanto) le fisso le sue tettonr che sobbalzano a ogni passo. Quando siamo a una decina di metri dalla spiaggia, notiamo distintamente una figura che tiene in mano i nostri asciugamani e che sta sgattando tra le nostre robe. “Porca puttana! Ci sta fottendo la roba.” “Hai ragione! Cavolo!” “Ho già un presentimento.” Mi giro verso il luogo nel quale c’era la persona distesa sulla sdraio. “Non è lì sulla sdraio. È come dicevo io. Non dovevamo fidarci.” “Fa niente Simo, basta che ci riprendiamo la roba.”. Con uno sguardo che parla da solo, ci separiamo per prendere la persona da ambo i lati, in modo che non ci possa scappare. Poco alla volta, man mano che ci avviciniamo, vedo sempre meglio la persona che sta frugando tra le nostre robe. Vedo qualcosa. Sembra,… indossa un bikini! Pensavo che i maschi rubassero di più! Fa niente, basta che non ci frega la roba. E già che è femmina, magari può farci qualche ‘favorino’ per evitare la denuncia alla polizia. Finalmente sono sulla spiaggia. Di soppiatto mi avvicino alla ragazza, che non mi vede perchè sta cercando valori nelle nostre borse. Vedo con la coda dell’occhio Emma, che mi fa segno di prenderla per le mani, mentre lei la prenderà per i capelli, che sono raccolti in una coda di cavallo. Siamo sempre più vicini. Ora siamo dietro a lei. Con un gesto velocissimo, afferro la ragazza per le mani e Emma la afferra per i capelli. Quasi subito, la giriamo, per vedere in faccia chi ci stava derubando. “Arianna?!” Esclamiamo io e Emma. “Ciao ragazzi.” Ci risponde lei con sguardo colpevole fisso per terra. “Perchè ci stai fregando gli asciugamani e le robe nelle borse?” “Posso spiegare tutto.” “Fai in fretta, dato che siamo incazzati neri.” “Ok ok, calma. Allora, qualche giorno fa, per festeggiare l’inizio delle vacanze estive, io e un paio di amici siamo andati a fare una piccola festicciola in riva alla spiaggia.” “E cosa centra la festicciola in spiaggia con i nostri teli?” “Calma, fatemi spiegare. Praticamente, mi ero appartata con un ragazzo conosciuto lì, e mentre ci stavamo baciando, i miei amici se ne sono andati via fregando due teli da mare che avevo portato io. Erano uguali ai vostri, e non volendo fare una figuraccia con i miei, ho fatto una gita al mare fingendo di avere con me gli asciugamani, sperando di trovare qualcuno che ne avesse un paio uguali o simili. Per sbaglio, ho trovato i vostri.”. Emma, visibilmente arrabbiata, molla ad Arianna uno schiaffo in faccia che se non fosse per il fatto che la teniamo sarebbe caduta sicuramente a terra. “Brutta stronza che non sei altro.” “Scusatemi per quello che hi fatto raga. Non l’ho fatto apposta. Non volevo, ve lo giuro. Farei qualunque cosa per farmi perdonare.”. A questa affermazione, mi viene in menta un’idea. “Faresti davvero di tutto per farti perdonare?” “Certo, lo giuro.” “Bene. Allora fallo.” “Cosa?” “Guardaci bene.”. Lei si mette a guardarci, e penso che abbia appena notato che siamo nudi. “Voi volete che mi spogli?” “Si, ma anche un po’ di più.” “Volete che faccia sesso con voi?” “Certo. O questo, o una denuncia per furto.” “Va bene va bene. Lasciatemi però, senno non posso fare nulla.”. Lasciamo entrambe la presa da Arianna. Per prima cosa, io le abbasso e le tolgo le mutande. Dopodichè, le abbasso il reggiseno, anzi, per essere preciso, abbasso il reggiseno per scoprire le tette ma le metto sopra il ferretto. “Ora che mi tocca fare?” “Hmmm… sai che i genitali sono stimolabili. Bene, stimolali.” “Come?” “Allora, a me, segami, mentre a Emma ditalinala. Ok?” “Ok.”. Mi afferra il pene e inizia a segarlo, poi mette due dita dentro la figa di Emma. Entrambe iniziamo a gemere per il piacere. “Fino a quando?” “Finchè non te lo diciamo noi.”. Dato che essere masturbato è soddisfacente ma poco collaborativo, dato che noi godiamo solo e basta, decido di fare qualcosa di più. Mi avvicino leggermente ad Arianna e con la mano sinistra le afferro un seno, che inizio a leccare. “Che fai Simo?” “Lecco il tuo seno. Non contraddirmi. Emma, se vuoi, falle quello che ti va.”. Noto allora che Emma di avvicina a noi e che inizia a baciarsi con Arianna, che sembra favorevole alla cosa. Dato che ora non protesta le nostre azioni, decido di fare di più. Con le dita della mano destra inizio a far godere Arianna mettendogliele dentro la figa. Dopo un po’, sento della altre dita. Con la coda dell’occhio vedo il braccio di Emma che si è abbassato verso le parti basse di Arianna. “Così impari!” Penso tra me e me. Dopo un po’, forse una ventina di minuti che ci lecchiamo, seghiamo e baciamo, sento che vengo. Sento anche che Arianna è venuta, e abbassandosi leggermenet vedo che anche Emma è venuta. Nonostante ciò, continuiamo i preliminari. “Simo?” “Si Emma?” “Facciamo un po’ di più?” “Certo.” Smettiamo di segarci e leccarci, e ci mettiamo a guardarci per qualche secondo. Mi avvicino a Emma e le sussurro: “Idea. Ary si inginocchia, e inizia a pompinarmi, mentre tu da dietro mi fai un po’ godere toccandomi o mettendomi lo strapin dentro. Poi ci cambiamo i ruoli. Che ne pensi?” “Ok, per me va bene.”. Mi mette davanti ad Arianna. “Ingonocchiati.” “Ma non abbiamo finito?” “No, ancora per un bel po’ di tempo.”. Controvoglia lei si inginocchia e si mette i capelli dietro la schiena. Afferro con la sinistra il cazzo e con la destra la testa di Arianna, e glielo infilo nella bocca. “Succhia fino in fondo, anche se vengo più volte. Ok?” Lei mi fa segno di si con la testa, dopodichè inizia a succhiarmi il pene mentre con le mani mi massaggia un poco le palle. “Ahh… che bocca che hai Ary. Su Emma… ahhh… vieni quà dietro di me.”. Emma subito si mette dietro a me e, appoggiando le sue tettone sulla mia schiena, inizia a palpeggiarmi il sedere. Una decina di minuti dopo, mi giro verso Emma e le dico: “Su, se ti va… ahhh… prendi lo strap dalla tua borsa.”. Emma subito si dirige verso la borsa e inizia a sgattarci dentro in cerca del dildo. Dopo poco lo trova e se lo indossa. Infine, si mette dietro a me. “Allora Simo, ci do dentro tanto o poco?” “Tanto… ahhhh…”. Lei subito sistema per bene il mio culo aprendolo e ci infila dentro lo strapon, che inizia subito a spingere dentro fino in fondo. “Ti piace Simo?” “Siiii… ahhhh cazzo che inculata che fai.”. Emma inizia a spingere piu forte, facendomi godere sempre di più, finchè, dopo una ventina di minuti, vengo violentemente nella bocca di Arianna. “Smetto Simo?” “Si, ora tocca a te godere.”. Emma mi toglie il dildo da dentro il culo, e io tolgo il mio pene dalla bocca sborrata di Arianna. Arianna è sul punto di alzarsi, ma Emma la tiene ferma e terra. “Ora lecca un po’ la mia figa.”. Lei si toglie il dildo, lo butta per terra, e inizia a farsi leccare la figa da Arianna. “Simo… ahhhhh… vieni qua dietro… ahhh”. Io subito mi avvicino e, capendo ciò che vuole fare, infilo con forza il pene dentro il suo culone, mentre inizio a strizzarle le tette. È bellissimo scopare in spiaggia. Dopo penso altri venti minuti, vengo di nuovo dentro Emma. “Simo?” “Si?” “Sono venuta.” “Anche io.” “Cambiamo posizione?” “Ok.”. Ci stacchiamo e ci mettiamo a pensare alla prossima posizione. Idea. Prendo Arianna e la faccio distendere su un fianco. Io mi metto dietro a lei, nella posizione a cucchiaio. Prendo il pene e glielo infilo dentro il culo violentemente, mentre con una mano le tocco la coscia e con l’altra le tette. Emma si corica davanti ad Arianna, si rimette il dildo, e inizia a metterglielo dentro la figa. “Basta raga! Non ce la faccio!” “No. Finchè vogliamo noi lo farai.”. Continuiamo così per molto tempo, non so quanto. Dal mio canto, le vengo ben tre volte dentro il culo. Ora, dopo una lunga scopata, siamo tutti e tre stanchi. Ci stacchiamo e io mi avvicino a Emma. “Ti è piaciuto?” “Certo. Riprendiamo da soli?” “Certo.”. Emma si toglie lo strapon e si avvinghia a me. Io inizio già da subito a mettergleilo dentro. Il tempo passa, e velocemente si fa sera. Senza accorgernese, abbiamo scopato per quattro ore filate senza pausa. Finalmente ci stacchiamo e ci distendiamo sulla sabbia al chiaro di luna, che è appena sorta. “Bella scopata.” “Già.” “Ma Arianna dove è?” “Ma chissene, basta che non ci ha derubati.” “Già. Andiamo a casa?” “Andiamo.”. Ci alziamo e ci mettiamo a guardare in giro, ma dei nostri costumi nessua traccia. “Cazzo! Ce li ha fottuti!” Le dico. “Penso proprio di si.” “E ora che facciamo? Senza abiti non penso che ci prenderanno sul pullman.” “Lo penso anche io. Che ne dici se chiamiamo una mia amica che so che è qui vicino?” “A me va bene, basta che durante il viaggio non ti metta a bocchinarla.” “Lo giuro” “Lo giuri?” “Certo.”. Emma subito afferra il cellulare e chiama la sua amica. Da quel che sento, acconsente a venirci a prendere. Dopo poco la chiamata finisce, ed Emma viene a informarmi. “Allora?” “Ha detto che viene a prenderci, ma mi ha anche detto che ci vorrà circa mezzora perchè è momentaneamente occupata. Aspetteremo qui sul bagnasciuga.”. Ci stendiamo sui teli e ci facciamo due carezze. “Senti Emma, dato che la tua amica arriva tra un bel po’ perchè noi non…” “Capito tutto. Su, vieni qui bel maschio.”. Ci avvinghiamo subito e ricominciamo a scopare. Lo facciamo fino al momento nel quale l’amica di Emma ci suona con clacson, beccandoci nel momento in cui io le sto venendo dentro per l’ennesima volta.

 



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